Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > bdsm > AGOPUNTURA A CHONGQING
bdsm

AGOPUNTURA A CHONGQING


di La-mandria
06.08.2026    |    317    |    4 8.7
"La reazione fu devastante: un cortocircuito neuromuscolare fece contrarre violentemente le pareti dell'utero..."
N.D.A: gli autori hanno scelto di classificare i loro racconti in due categorie:
• “SOFT” per tutti
• “STRONG” per intenditori
Questo appartiene alla categoria STRONG

PREMESSA
Si tratta di un racconto erotico-esoterico ambientato a Chongqing, in cui l'antiquaria Smeralda affronta un rituale sensoriale a tre con due maestri di agopuntura erotica per sottrarre un antico manoscritto alchemico.
Un racconto denso di fascino, sensualità dark e colpi di scena, che vi trascinerà in un viaggio ipnotico nei meandri più reconditi del desiderio e dell'alchimia interiore.

Se c'era una città al mondo capace di inghiottire l'anima di un viaggiatore prima ancora che questi avesse il tempo di disfare i bagagli, quella era Chongqing.
Smeralda se ne stava addossata alla balaustra di ferro battuto del ponte di Dongshuimen, guardando il fiume Yangtze scorrere scuro e denso, come una colata di fango liquida e millenaria.
L'umidità della sera non era una semplice condizione atmosferica; era un fluido denso, viscido, che penetrava le trame dei vestiti fino ad appiccicarli alla pelle come un velo d'olio.
Trasportava un aroma composito e inebriante: l'odore acre del pepe di Sichuan tostato nei bracieri ai margini della strada, il vapore grasso dei pentoloni di hotpot che ribollivano d'olio al peperoncino, e quella nota sotterranea di canfora, assenzio e pietra bagnata che sembrava trasudare dalle viscere stesse della metropoli.
Chongqing non si sviluppava in orizzontale.
Era una gigantesca illusione ottica a tre dimensioni: treni sopraelevati sfrecciavano squarciando il cuore del sesto piano di condomini popolari, piazze apparentemente al livello del suolo si rivelavano essere i tetti di grattacieli di quaranta piani, e rampe di scale di pietra levigata dal tempo svanivano in gole d'ombra dove la luce del sole non arrivava mai.
Smeralda stringeva contro il fianco la sua preziosa borsa di cuoio scuro.
Aveva trentaquattro anni, la pelle chiara che contrastava con i capelli castano scuro tagliati in un bob deciso e un paio di occhi nocciola che tradivano una fame antica e mai saziata.
In Italia era considerata una delle antiquarie più abili e spregiudicate della sua generazione, specializzata nel recupero di reperti e manoscritti legati alle pratiche esoteriche dell'Asia Orientale. Ciò che l'aveva spinta fino a quel vicolo cieco del distretto di Yuzhong non era il semplice desiderio di guadagno.
C'era un'ossessione sottile che la divorava da mesi: il manoscritto del Tempio delle Sette Nebbie, un testo alchemico del XVII secolo che prometteva di svelare la mappatura segreta dei meridiani erotici, ovvero quei punti di agopuntura dimenticati capaci di trasformare la tensione sessuale in pura energia di guarigione e illuminazione.
Per trovare quel testo aveva rubato gli appunti cifrati dall'archivio privato dell'Istituto Orientale di Napoli, affrontato tre voli intercontinentali e investito metà dei suoi risparmi.
L'ultima pista la conduceva in un vicolo senza nome, noto solo ai locali per la presenza di un agopuntore la cui fama oscillava tra il mito medico e il libertinaggio sacro.
Smeralda scese una rampa di gradini scivolosi, schivando i venditori ambulanti di zenzero candito e spiedini di tofu affumicato. I suoi stivaletti di pelle facevano un rumore sordo sui ciottoli. Sentiva il sudore scivolarle lentamente lungo l'incavo della colonna vertebrale, bagnando il colletto rigido della sua camicia color salvia.
Ogni passo aumentava il battito del suo cuore, un ritmo frenetico che non riusciva a controllare.
Alla fine della rampa, coperta da una tettoia di tegole nere ricoperte di muschio, trovò l'insegna.
Era una lastra di ottone ossidato, quasi illeggibile, sospesa accanto a una pesante porta di legno di palissandro intagliato.
Recava la scritta: Clinica del flusso perfetto – Dottor Longian.
«Speriamo solo che non sia l'ennesimo ciarlatano che vende polvere di corno di rinoceronte ai turisti» mormorò Smeralda in italiano, cercando di darsi un contegno mentre si strofinava una goccia di sudore sul collo.
Spinse la porta di legno intagliato.
All'interno, il rumore del traffico di Chongqing svanì come se fosse stato inghiottito da una spugna invisibile.
L'aria era satura dell'odore denso dell'assenzio bruciato, unito alle note calde del legno di sandalo e a un effluvio amarognolo di fiori d'arancio essiccati.
La luce non proveniva da lampade elettriche, ma da un lucernario circolare sul soffitto e da minuscole braci rosse che bruciavano all'interno di bracieri di bronzo a forma di rospo, posizionati agli angoli della stanza.
Le pareti erano rivestite da pannelli di bambù scuro e paraventi di carta di riso dipinti a mano con motivi di rami di prugno spogli e draghi d'acqua.
Al centro dell'ambiente, rialzato su una pedana di legno nero, si trovava un grande tatami.
Seduto a gambe incrociate, immobile come una statua di bronzo, c'era un uomo sulla quarantina.
Indossava un paio di pantaloni ampi di cotone grezzo color antracite e una tunica di seta scura lasciata completamente sbottonata sul petto.
Il suo torace era asciutto, muscoloso, scolpito con una precisione quasi anatomica e la pelle bronzata era solcata da sottili cicatrici dorate che sembravano tracciate con la foglia d'oro, come nella tecnica del kintsugi.
Aveva capelli neri e folti legati sulla nuca con uno spillone di bambù e un paio di occhiali rotondi con la montatura sottile di metallo che gli conferivano un'incredibile combinazione di severità accademica e sensuale depravazione.
«Non è una truffa, signorina Smeralda» disse l'uomo prima ancora che lei potesse parlare.
La sua voce era profonda, modulata su una frequenza bassa e avvolgente e il suo italiano era perfetto.
«Ma se intende appiccare il fuoco al mio studio, le consiglio di attendere che io abbia terminato di calibrare l'ago dell'Anima Perfetta.»
Smeralda bloccò il passo, sentendo un brivido improvviso correre lungo le braccia.
«Mi conosci?»
«Conosco la fame di chi viaggia per metà del globo per cercare qualcosa che ha paura di trovare» rispose lui, alzandosi con una estrema lentezza.
Era alto e la sua figura dominava lo spazio circostante.
«Io sono Longian, ma chi viene qui per guarire dai desideri non saziati mi chiama l'Agopuntore della Notte.»
Prima che lei potesse replicare, una tenda di perle di giada situata nell'angolo più cupo della stanza si aprì con un tintinnio cristallino e prolungato.
Ne uscì una figura che fece fermare il respiro nella gola di Smeralda.
Era un giovane uomo, o forse un'entità dalla bellezza così androgina e perfetta da sfidare ogni classificazione.
Aveva i capelli corti, tagliati in una scodella asimmetrica neri come l'ossidiana, che incorniciavano un viso dai zigomi alti e labbra piene, dipinte di un balsamo lucido che rifletteva il chiarore delle candele.
Indossava un qipao maschile in seta viola profondo, spaccato lateralmente fin sopra la vita, che ad ogni passo mostrava gambe tornite, muscolose e prive di peli, calzate in stivali di cuoio lucido.
«Lui è Zian» disse Longian.
«Il mio assistente, il mio discepolo... e lo specchio in cui permetto ai miei pazienti di vedere le proprie tensioni nuda e crude.»
Zian avanzò verso Smeralda con una camminata lenta, un'articolazione sinuosa dei fianchi che trasudava una sensualità sfrontata.
Si fermò a pochi centimetri da lei. L'odore che emanava era un'iniezione liquida di gelsomino notturno, pelle calda e il profumo freddo del metallo pulito.
«Sei incredibilmente rigida, Smeralda» mormorò Zian in un francese morbido, sfiorandole la clavicola sopra la camicia.
«Il tuo Qi non scorre. Ruggisce come una tigre chiusa in una gabbia troppo stretta.»
Smeralda cercò di fare un passo indietro, ma la sua schiena toccò la porta di legno.
«Io sono venuta qui per negoziare un documento, non per farmi analizzare da voi due.»
Longian si avvicinò, posizionandosi a pochi pollici da lei.
«Il manoscritto non contiene parole che la tua mente possa comprendere, antiquaria. Contiene istruzioni per il corpo. Se vuoi quel testo, devi prima permetterci di aprire i tuoi canali. Devi lasciarti mappare.»
Zian sorrise, e la sua mano scese di qualche centimetro, sfiorando il primo bottone della camicia di Smeralda.
«Abbi fede, ma chérie. L'agopuntura non è medicina. È l'arte di insegnare alla carne come bruciare senza consumarsi.»
«Non puoi comprendere il manoscritto se la tua pelle è una corazza» disse Longian, facendo un gesto impercettibile con la mano verso la piattaforma di legno di cedro nero.
«Sali sul lettino, Smeralda.»
Smeralda esitò per un istante, la mano ancora stretta attorno alla tracolla della borsa. L'istinto di autoconservazione le gridava di fuggire, ma la curiosità e quel calore strisciante tra le cosce furono più forti. Poggiò la borsa di cuoio a terra con un colpo sordo.
Zian le si avvicinò da dietro.
La sua presenza era calore puro contro la schiena di Smeralda.
Con dita dall’agilità prodigiosa cominciò a liberare i bottoni di madreperla della camicia salvia uno alla volta.
A ogni bottone che si apriva, l'aria fresca del lucernario sfiorava la pelle di Smeralda.
Quando la camicia cadde a terra svelando il suo reggiseno di pizzo nero, le mani di Zian scesero sulla gonna, aprendo la zip e facendola scivolare ai suoi piedi.
Smeralda rimase in intimo, il petto rigonfio per il respiro accelerato.
«Anche il pizzo porta tensione» disse Longian con tono calmo, ma imperioso.
«Niente deve ostacolare il percorso dei meridiani. Svestiti del tutto, Smeralda.»
Zian sfilò le bretelle del reggiseno e liberò i ganci posteriori. I seni di Smeralda apparvero pallidi e turgidi alla luce delle candele, con i capezzoli già eretti per la tensione. Poi Zian scese sui fianchi, afferrando gli slip neri e sfilandoli lentamente lungo le cosce.
Ora era completamente nuda al centro della stanza.
«Stenditi sul dorso» la guidò Longian.
Smeralda salì sulla piattaforma di cedro nero.
Il legno era caldissimo, profumato di resina e cannella.
Si sdraiò a pancia in su. Longian si sedette su uno sgabello accanto al lettino e le prese il polso destro per eseguire la diagnosi del pulsatore, posando le dita sui punti Cun, Guan e Chi.
«Il tuo Yin è in sofferenza» mormorò Longian.
«Nel meridiano del Fegato c'è un incendio non espresso. Ti privi del piacere per mantenere il controllo.»
Nel frattempo, Zian versò tra le mani qualche goccia di un olio essenziale denso a base di pepe rosa, zenzero e cannella. Massaggiò la pianta del piede di Smeralda sul punto Yongquan, l'unica sorgente energetica della pianta del piede, inviando un'ondata di calore lungo i polpacci. Le sue mani risalirono dalle caviglie ai polpacci, tracciando la linea della milza lungo la parte interna della gamba, addentrandosi nella carne morbida delle cosce e sfiorando il monte di Venere senza mai toccare direttamente la vulva.
Longian posò il palmo aperto al centro dello sterno di Smeralda, sul punto Shanzhong.
«Qui risiede il mare del Qi. Se non lo sblocchiamo, l'energia non potrà scendere verso il canale genitale. Zian, prepara la custodia degli aghi.»
Zian si piegò su Smeralda, mordendole delicatamente il lobo dell'orecchio.
«Sei pronta a scoprire quanta luce può generare il tuo corpo quando smetti di combatterlo?»
Smeralda chiuse gli occhi, abbandonandosi sul cedro.
«Fate quello che dovete... ma non fermatevi.»
Longian srotolò sul piano di cedro una custodia di seta nera contenente dozzine di aghi d'argento puro e d'oro a ventiquattro carati.
«I meridiani ordinari curano il corpo quotidiano» spiegò Longian. «Ma ciò che cerchiamo stasera sono i vasi straordinari. Il Ren Mai, che governa la recettività femminile, e il Chong Mai, il canale che unisce il cuore direttamente al centro del sesso.»
Zian salì sulla piattaforma con le ginocchia, aprendo lo spacco del suo qipao viola. Poggiò una mano calda sotto l'ombelico di Smeralda e le afferrò il mento, catturandole la bocca in un bacio denso che profumava di artemisia e cannella. La sua lingua entrò calda e fluida, privando Smeralda di ogni riserva d'aria mentre lei si aggrappava ai suoi fianchi nudi.
Mentre Smeralda affogava nel bacio, Longian agì con rapidità chirurgica.
Prese un ago d'argento lungo quattro dita e individuò il punto Sanyinjiao sulla gamba destra di Smeralda, il crocevia dei tre meridiani Yin dell'arto inferiore. Con un colpetto secco del pollice, l'ago penetrò la pelle.
Smeralda non sentì dolore, ma una vera e propria scarica elettrica: un'ondata di calore che sparò dritto lungo l'interno della coscia, scaricandosi al centro del suo sesso.
«Ah!» urlò Smeralda contro la bocca di Zian, staccandosi con le pupille dilatate.
«Cos'è questo?»
«È il De Qi,» disse Longian, ruotando leggermente il metallo.
«Il drago si è svegliato.»
Inserì un secondo ago d'argento sulla gamba sinistra. Le cosce di Smeralda tremarono, aprendosi e svelando la vulva tumida e bagnata d'umore naturale.
Longian si posizionò tra le sue gambe. Divaricò le labbra di Smeralda con le dita unte d'olio, esponendo il clitoride turgido.
«Ora tocchiamo il punto Huiyin,» pronunciò Longian. «Il centro esatto del perineo, tra vulva e ano. Il portale dell'energia orgasmica primaria.»
Prese un ago d'oro puro e lo posizionò sul punto.
«Rimani ferma. Abbandonati.»
Longian affondò l'ago d'oro per un centimetro nel tessuto perineale.
La reazione fu devastante: un cortocircuito neuromuscolare fece contrarre violentemente le pareti dell'utero. Smeralda inarcò la schiena ed emise un gemito lungo e gutturale. Dal suo sesso sgorgò una prima secrezione liquida che bagnò le dita dell'agopuntore.
Longian inserì altri due aghi: uno sul punto Qugu, sul bordo superiore del pube e uno sul punto Zizong, accanto al cappuccio del clitoride.
Con quattro aghi conficcati nei punti chiave, ogni respiro di Smeralda faceva oscillare gli steli metallici, inviando scosse elettriche continue al suo centro erogeno.
Zian sbottonò i pantaloni del qipao, liberando il suo sesso eretto, lungo e teso.
«Guardalo, Smeralda. Senti come risponde al tuo Qi.»
Smeralda aprì le labbra senza esitare, pronta ad accogliere la carne.
Zian si mise a cavalcioni sul viso di Smeralda, offrendole la sua virilità.
L'italiana avvolse le labbra attorno al glande, lavorando con la lingua mentre le sue mani afferravano le natiche sode del giovane.
Nel frattempo, Longian si inginocchiò tra le sue gambe aperte. Sbottonò i pantaloni e liberò un membro imponente e venoso, cospargendolo con un olio tiepido.
«Guarda me, Smeralda» disse Longian con autorità.
Smeralda staccò per un secondo la bocca da Zian e alzò lo sguardo.
Longian appoggiò la testa del suo sesso contro la vulva bagnata, a pochissimi millimetri dall'ago d'oro conficcato nel perineo.
«Ora uniremo il metallo alla carne» pronunciò l'agopuntore.
Con una spinta profonda e inesorabile, Longian affondò nel canale vaginale di Smeralda.
L'impatto fu indescrivibile: le pareti gonfie di sangue avvolsero il membro dell'uomo in una stretta spasmodica. Quando la cappella toccò la cervice, l'ago d'oro nel perineo risuonò come un circuito in corto.
«AHHH!» gridò Smeralda, ma Zian rientrò nella sua bocca con una spinta decisa, soffocandone l'urlo.
Longian afferrò i fianchi di Smeralda e cominciò a stampare un ritmo sordo, cadenzato. Ad ogni spinta, l'asta oleosa strofinava contro la parete anteriore della vagina, mentre gli aghi esterni oscillavano mandando scariche a catena.
Ciak. Ciak. Ciak.
Il suono bagnato dei corpi riempiva la stanza.
«Sei una cavità di puro fuoco» muggì Longian, accelerando la corsa del bacino.
«Sì, Smeralda! Bevi il mio seme!» le ordinò Zian, guidando la sua testa.
Sotto la doppia stimolazione e la vibrazione perenne degli aghi genitali, Smeralda sentì l'orgasmo finale montare come una marea d'alluvione. Partiva dai piedi, attraversava il perineo in fiamme ed esplodeva nell'utero.
«Sto... sto venendo!» sibilò Smeralda.
«Vieni per noi!» ruggì Longian, imprimendo tre colpi violentissimi.
La vulva di Smeralda fu presa da contrazioni fitte che strinsero Longian in una morsa tenace, espellendo un getto abbondante di eiaculato femminile che bagnò le lenzuola.
Nello stesso istante, Zian eiaculò direttamente nella gola di Smeralda, che inghiottì ogni goccia. Longian, travolto dal piacere, si piegò su di lei e scaricava il suo seme Yang nel profondo del suo canale vaginale.
Il silenzio che seguì era saturo.
Longian rimase immobile sopra Smeralda, convinto che la donna fosse del tutto domata. Zian le accarezzava la fronte con un sorriso vittorioso.
Ma Smeralda fece qualcosa che nessuno dei due si aspettava.
Invece di cedere al languore, piegò la schiena verso l'alto con una forza improvvisa.
La sua mano destra scattò verso il collo di Zian: con la precisione di chi conosce l'anatomia, afferrò due dita e applicò una pressione fulminea sul punto Fututu, sul muscolo sternocleidomastoideo del giovane.
Zian emise un verso strozzato, gli occhi gli si rovesciarono e crollò di lato, temporaneamente paralizzato.
Longian cercò di estrarre il proprio sesso per allontanarsi, ma le gambe di Smeralda si strinsero attorno ai suoi fianchi come una morsa.
Le dita della donna andarono a fare leva sulla capocchia dell'ago d'oro ancora piantato nel proprio perineo.
Invece di subire la scossa, Smeralda la invertì.
Attraverso una contrazione volontaria del pavimento pelvico, a tecnica esoterica taoista del Suo Yin studiata a Napoli, Smeralda risucchiò la carica energetica dal sesso di Longian.
Il metallo dell'ago d'oro fece da ponte conduttore al contrario: era la paziente che prosciugava il Qi dell'agopuntore.
«Ma... cosa...» balbettò Longian.
Il suo viso divenne pallido e le forze lo abbandonarono in un secondo, facendolo crollare in avanti.
Smeralda gli sorrise.
«Pensavate davvero che fossi un'ingenua collezionista? Per attivare la mappa del Tempio delle sette nebbie serviva l'energia di due maestri che scaricavano lo Yang nello stesso vaso.»
Smeralda si sfilò gli aghi dalle caviglie, dal pube e dal perineo da sola, uno a uno, senza versare una goccia di sangue grazie al controllo del Qi.
Si alzò in piedi sulla piattaforma.
Nuda e rilucente, si chinò verso la parete di fondo e spinse con il piede un tassello di palissandro nel pavimento. Un pannello segreto si aprì con uno scatto: all'interno c'era una scatola di lacca nera con la vera pergamena in seta del XVII secolo.
La infilò nella sua borsa di cuoio.
Poi si chinò su Longian, posandogli un bacio leggero sulle labbra.
«Grazie per la seduta, Dottor Longian. Il mio Qi non è mai stato così equilibrato.»
Si rivestì con calma calcolata: la biancheria, l
a gonna, la camicia salvia. Raccolse le sue cose e si avviò verso la porta.
«Tra tre ore l'effetto del blocco sul punto Fututu svanirà» disse voltandosi un'ultima volta.
«Lascio l'ago d'oro sul tavolino come acconto per il disturbo.»
Spinse la porta ed uscì nella notte di Chongqing, camminando a testa alta tra i vicoli bagnati dalla pioggia, portando con sé il segreto delle Sette Nebbie.
Smeralda mosse i primi passi sulla pietra scivolosa del vicolo cieco, mentre la porta di palissandro della Clinica del flusso perfetto si richiudeva alle sue spalle con un soffio pesante, quasi riluttante, sigillando all’interno il vapore denso dell’assenzio, il profumo dolciastro del sandalo e i due maestri immobilizzati.
La pioggia di Chongqing non cadeva in gocce definite; era un velo impalpabile e persistente, una sospensione d'acqua e fuliggine che trasformava le luci delle lanterne di carta e dei neon dei ristoranti al piano superiore in chiazze di colore sbavate. Ma dove prima quell'umidità l'avrebbe soffocata, appiccicandole la camicia salvia alla schiena e rallentandole il passo, ora la pelle di Smeralda sembrava respingerla.
Ogni poro della sua carne, saturo dell'energia Yang estratta con la tecnica del Suo Yin, emanava un micro-calore costante. Le gocce d'acqua che le sfioravano il viso ed il collo evaporavano quasi all'istante, lasciando una sensazione di freschezza elettrizzante.
Smeralda si fermò per un istante ai piedi della gradinata di pietra che risaliva verso l'arteria principale del distretto di Yuzhong.
Allungò le dita della mano destra e le portò all'altezza degli occhi: non c'era il minimo tremore, nessuna contrazione nervosa. Il suo battito cardiaco era modulato su un ritmo incredibilmente lento, solido e cadenzato, come il battito di un tamburo rituale.
«I Vasi Straordinari...» mormorò tra sé, e la sua stessa voce le risuonò nella testa con una nitidezza cristallina, priva di qualunque riverbero di fatica.
Capì in quel momento la vera natura dell'inganno e della rivelazione.
Longian e Zian credevano che l'agopuntura erotica fosse un'arma di sottomissione, un modo per disarmare la mente del paziente riducendolo a un guscio ricettivo attraverso l'estasi e la stimolazione dei meridiani genitali. Non avevano torto: la stragrande maggioranza di chi varcava quella soglia sarebbe rimasta intrappolata nell'assuefazione sensoriale, dipendente dalle scosse condotte dall'oro e dall'argento nel punto Huiyin, ma non avevano calcolato che la mappa del Tempio delle Sette Nebbie non era stata scritta per essere un manuale passivo di guarigione, bensì un codice d'inversione.
L'energia che Longian aveva spinto con il suo sesso all'interno del canale vaginale, potenziata dall'eiaculazione di Zian e dal conduttore metallico piantato nel perineo, non si era dispersa: era stata catturata, incanalata nel Dantian inferiore e usata per spezzare per sempre le sue stesse catene energetiche.
Smeralda cominciò a salire i gradini di pietra con una leggerezza quasi surreale.
Ogni muscolo delle sue cosce, che fino a un'ora prima si sarebbe affaticato sotto l'inclinazione ripida della città-labirinto, rispondeva con una forza elastica, fluida.
Schivò un gruppo di scaricatori di porto a torace nudo che trasportavano casse di bambù e sorpassò un anziano venditore di spiedini di tofu bollente senza che nessuno dei due notasse la sua figura che scivolava rapida nell'ombra.
La città sopra di lei risuonava come un organo vivente.
Chongqing non dormiva mai: al livello intermedio della strada, treni della metropolitana monorotaia sfrecciavano dentro le cavità scavate al centro dei palazzi di cemento, scuotendo le fondamenta con un rombo metallico che a Smeralda apparve armonioso, sintonizzato sulla vibrazione che le correva lungo la colonna vertebrale.
Attraversò un cavalcavia sospeso tra due grattacieli di cinquanta piani.
Cento metri sotto di lei, nel buio della gola urbana, i tetti delle vecchie case a palafitta sembravano un guscio di tartaruga immerso nel vapore degli hotpot.
Smeralda si appoggiò alla balaustra bagnata, apri leggermente la cerniera della sua borsa di cuoio scuro ed infilò la mano all'interno.
I suoi polpastrelli toccarono la scatola di lacca nera intarsiata di madreperla.
Anche attraverso il legno e lo smalto, la pergamena in seta del XVII secolo emanava una vibrazione termica minima, un calore residuo che rispondeva direttamente al Qi che aveva appena assimilato dai due maestri.
Estrasse delicatamente il rotolo senza srotolarlo completamente, esponendo solo i primi dieci centimetri di seta bianca alla luce dorata di una lanterna stradale.
Gli ideogrammi tracciati in inchiostro di china e cinabro non erano più complessi simboli astratti come gli erano apparsi negli appunti rubati a Napoli.
La stimolazione dei punti genitali e l'inversione della polarità avevano aperto nel suo cervello la frequenza visiva corretta. Ora gli ideogrammi non rappresentavano parole, ma traiettorie: linee di pressione, angoli di penetrazione del metallo, tempi di ritenzione del respiro e formule per la trasformazione del liquido seminale in pura sostanza nervosa.
Smeralda sorrise nell'oscurità della notte cinese.
Sapeva che nella clinica, tra meno di tre ore, la paralisi temporanea che aveva inflitto a Zian sul punto Fututu sarebbe svanita, e che il Dottor Longian avrebbe lentamente riacquistato l'uso degli arti mentre il suo corpo cercava affannosamente di ricostruire lo Yang perduto.
Avrebbero capito di essere stati battuti al loro stesso gioco, derubati non solo della pergamena più preziosa della loro linea alchemica, ma della loro stessa autorità di maestri.
«Non mi cercheranno» disse a voce bassa, richiudendo la borsa con uno scatto netto. «Sanno troppo bene cosa succederebbe se ci incontrassimo di nuovo.»
Smeralda scese verso la stazione dei taxi al livello inferiore della strada principale.
Un'auto nera rallentò ai margini del marciapiede, riflettendo le luci rosse del traffico bagnato sul parabrezza.
L'antiquaria aprì la portiera, salì sul sedile posteriore di pelle scura e pronunciò in mandarino fluido l'indirizzo dell'aeroporto internazionale di Jiangbei.
Mentre il taxi si immetteva nel flusso dei veicoli, attraversando i ponti illuminati che scavalcavano le acque scure dello Yangtze, Smeralda si appoggiò allo schienale.
Chiuse gli occhi per un secondo, sentendo il seme dei due uomini ancora caldo nel profondo del suo utero e la forza degli aghi d'oro e d'argento che continuava a risuonare nella sua carne.
La sua caccia a Chongqing era finita, ma la vera esplorazione dell'alchimia dei sensi era appena cominciata.

Vacca 24
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per AGOPUNTURA A CHONGQING :

Altri Racconti Erotici in bdsm:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni