Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Lui & Lei > CAPOLINEA
Lui & Lei

CAPOLINEA


di La-mandria
31.07.2026    |    248    |    1 8.0
"Il contrasto tra il metallo freddo dell'autobus su cui poggiava e il calore devastante del corpo dell'uomo la stava spingendo oltre ogni limite di autocontrollo..."
N.D.A: gli autori hanno scelto di classificare i loro racconti in due categorie:
• “SOFT” per tutti
• “STRONG” per intenditori
Questo appartiene alla categoria SOFT

Il freddo non era solo nell'aria; era un'entità viva, pesante, che si arrampicava lungo i finestrini del pullman sotto forma di felci di ghiaccio opaco.
Fuori, la notte invernale inghiottiva la montagna, cancellando i contorni delle cime che durante la giornata avevano accresciuto la stanchezza di quell'escursione.
All'interno del mezzo, il riscaldamento, che fin dalla partenza aveva emesso un sibilante e insufficiente soffio tiepido, si era spento del tutto.
Quando Giulia aprì gli occhi, la prima cosa che avvertì fu l'intorpidimento ai piedi. Un brivido violento le corse lungo la schiena, partendo dalla base del collo e propagandosi fino alle dita delle mani, strette nei guanti di lana pesante. Si voltò di scatto verso Alessandro, seduto accanto a lei: era accasciato contro il finestrino, il respiro lento che creava una tenue nuvoletta di vapore davanti al viso.
«Alessandro...» sussurrò lei, la voce incrinata dal freddo.
«Alessandro, svegliati.»
L'uomo si mosse con lentezza, emettendo un gemito sommesso mentre cercava di sgranchirsi le spalle contratte.
«Siamo arrivati?» mormorò con la voce impastata dal sonno, battendo le palpebre per scacciare la nebbia del risveglio.
Giulia guardò fuori dal vetro, ma l'oscurità era totale, spezzata soltanto da un unico riflettore al neon che fondeva una luce verdastra e spettrale su una distesa di asfalto e su altri veicoli allineati come giganteschi scheletri d'acciaio.
Nessun motore acceso.
Nessun brusio di passeggeri che recuperano i bagagli.
Il vuoto totale.
«Non siamo alla stazione» disse lei, la voce che cominciava a tremare per qualcosa di diverso dalla semplice temperatura.
Alessandro si alzò in piedi e con la testa quasi toccava il soffitto dell'autobus.
Raggiunse il corridoio centrale e guardò verso la cabina di guida. Il sedile dell'autista era vuoto. Il cruscotto spento. Le porte anteriori e posteriori saldamente sigillate.
«Siamo alla rimessa» disse lui, passandosi una mano sul viso.
«L'autista non si è accorto che eravamo ancora dietro.»
Giulia portò istintivamente la mano alla tasca della giacca a vento per estrarre il cellulare.
Lo schermo rimase nero.
Premette il tasto di accensione con insistenza, ma l'icona della batteria scarica lampeggiò un'ultima volta prima di spegnersi definitivamente: il gelo intenso aveva prosciugato l'energia del dispositivo. «Il mio è morto» disse, guardando Alessandro.
Alessandro strinse il suo telefono tra le mani, tentando di rianimarlo, ma l'esito fu lo stesso.
Nessun segnale, zero percentuale.
Nessun modo per chiamare un taxi, né un soccorso, né per avvisare qualcuno.
Erano bloccati in una gabbia di metallo e vetro in mezzo al nulla, nel punto più rigido della notte.
«Farà almeno dieci gradi sotto zero qui dentro entro un'ora» mormorò Alessandro. Il suo sguardo incontrò quello di Giulia, percependo la vibrazione sottile di paura e tensione che galleggiava tra loro.
Il freddo era un nemico concreto, ma l'isolamento portava con sé un'elettricità strana e soffocante. Sulle cime dei monti avevano camminato vicini, parlando a bassa voce, scambiandosi sguardi carichi di una seduzione trattenuta da mesi, mai pienamente confessata.
Ora, chiusi nel ventre buio di quel pullman fermo, la distanza tra di loro si annullava sotto la pressione della necessità e del desiderio.
«Dobbiamo toglierci i vestiti umidi» disse Alessandro, muovendo un passo verso di lei.
Il suo tono non ammetteva repliche, calmo ma pervaso da una vibrazione profonda. «La neve liquida sulle giacche si sta congelando. Se li teniamo addosso, rimarremo assiderati.»
Giulia guardò le sue mani, poi gli occhi di Alessandro, scuri e penetranti nella penombra dell'autobus.
Sfilò lentamente la giacca a vento, lasciandola cadere sul sedile di velluto. Il freddo la assalì immediatamente come mille spilli sulla pelle, facendola sussultare e trattenere il fiato.
«Vieni qui» mormorò Alessandro.
Non aspettò che fosse lei ad avvicinarsi. Con movimento lento e deciso, la prese per i fianchi e la sollevò senza sforzo, facendola sedere sullo schienale reclinato dei sedili posteriori.
Si inserì tra le sue gambe, piantando i piedi a terra. L'impatto con il calore del suo corpo, pur filtrato dal maglione di lana, fu quasi doloroso per la sua intensità.
«Sei un pezzo di ghiaccio» sussurrò lui, avvicinando il viso al suo collo. Il suo respiro caldo sulla pelle di Giulia scatenò un brivido che non aveva nulla a che fare con la temperatura esterna, ma con l'attesa di qualcosa di inevitabile.
Alessandro portò le mani sotto il maglione di lei, cercando la pelle nuda della schiena.
Quando i polpastrelli caldi di lui toccarono la sua carne fredda, Giulia emise un piccolo sospiro acuto, inarcando il bacino d'istinto verso di lui, le dita che cercavano appiglio sul suo petto. Il contrasto termico era bruciante, una scossa elettrica che le fece dimenticare dove si trovassero, il buio della rimessa, il vetro appannato e il tempo fermo.
Le mani di Alessandro salirono con lentezza esasperante lungo la spina dorsale, accarezzando ogni vertebra, fino a sganciare con abilità il reggiseno. Quando il tessuto scivolò via, l'aria gelida del pullman toccò i capezzoli di Giulia, già tesi e rigidi.
Alessandro si piegò in avanti, avvolgendo con la bocca calda uno dei seni.
Giulia afferrò i suoi capelli, stringendo le dita tra le ciocche scure mentre un'ondata di calore liquido si diffondeva dal suo addome verso il basso. La lingua di lui lavorava con lentezza, accarezzando, succhiando, riscaldando la pelle con una devozione lenta e implacabile che trasformava il freddo dell'ambiente in un carburante per la loro passione. La sua mano libera scese, massaggiando con forza la sua pancia, premendo, anticipando ciò che stava per accadere.
«Alessandro...» sussurrò lei, la voce spezzata e gutturale dall'intensità delle sensazioni.
L'uomo non rispose con le parole.
Fece scivolare le mani lungo i fianchi di lei, slacciando i pantaloni da montagna, sfilandoli con gesti fermi e ruvidi insieme alla biancheria.
L'oscurità del pullman sembrava amplificare ogni suono: il fruscio dei tessuti, i respiri affannosi che si fondevano in un'unica nuvola di vapore, il battito ritmico dei loro cuori.
Giulia rimase completamente nuda su quel sedile, esposta alla rigidità della notte ma avvolta dal corpo di Alessandro che si liberava a sua volta dei vestiti pesanti, rivelando un corpo teso e scultoreo sotto la maglia termica.
Quando la pelle nuda di lui aderì a quella di lei, il contatto fu un'esplosione.
Il calore virile, potente e pulsante di Alessandro la avvolse come una coperta di fuoco.
Le sue mani percorsero le cosce di lei, aprendole delicatamente per farsi spazio. I polpastrelli di lui cercarono e trovarono il centro intimo di Giulia, scoprendola già calda, umida, pronta ad accoglierlo nonostante il gelo circostante. Un gemito basso sfuggì dalle labbra di lui mentre le sue dita iniziavano un movimento lento, circolare, che faceva vibrare Giulia dalle fondamenta, esplorando la sua umidità e la sua tensione.
Lei si strinse a lui, piantando le unghie nelle spalle muscolose di Alessandro, sentendo la rigidità dei suoi muscoli e la tensione del suo desiderio che spingeva con prepotenza contro la sua coscia. Il contrasto tra il metallo freddo dell'autobus su cui poggiava e il calore devastante del corpo dell'uomo la stava spingendo oltre ogni limite di autocontrollo.
«Guardami» disse Alessandro con voce profonda, quasi un comando, la mascella serrata.
Giulia aprì gli occhi, incontrando lo sguardo ardente e possessivo di lui nella luce soffusa che filtrava dai finestrini ghiacciati. Senza interrompere il contatto visivo, Alessandro si posizionò e spinse con lentezza ma con assoluta decisione all'interno di lei.
L'ingresso fu lungo, profondo, un'invasione graduale che riempì Giulia fino a toglierle il respiro.
Un sospiro prolungato e acuto si confuse con il sibilo del vento che fuori frustava la carrozzeria dell'autobus. Alessandro si fermò per un istante, immerso completamente in lei, assaporando la stretta calda e pulsante delle sue pareti intime.
Poi iniziò a muoversi.
Il ritmo fu inizialmente lento, misurato, un'esplorazione attenta pensata per generare calore, per bruciare l'aria gelida che li circondava. Ad ogni spinta di Alessandro, la temperatura all'interno di quella bolla d'acciaio sembrava salire. I loro corpi sudati scivolavano l'uno sull'altro; le gocce di sudore, anziché raffreddarli, diventavano conduttori di una sensualità inarrestabile.
Giulia avvolse le gambe attorno alla vita di Alessandro, attirandolo ancora più a sé, desiderando ogni millimetro di lui.
Il movimento divenne più rapido, più profondo, scandito da colpi decisi che facevano oscillare leggermente le sospensioni del vecchio pullman, un suono ritmico che accompagnava la loro danza. I gemiti di lei non erano più trattenuti: risuonavano liberi nella carcassa vuota del veicolo, infrangendosi contro i vetri opacizzati dalla condensa che le loro pelli stavano producendo in quantità crescente.
Alessandro aumentò la frequenza delle spinte, persa ogni traccia di esitazione, una forza primitiva che la possedeva.
La sua bocca cercò quella di Giulia in un bacio profondo, avido, dove le lingue si intrecciavano con la stessa urgenza con cui i loro bacini si scontravano. L'aria attorno a loro non era più fredda; era satura di un vapore denso, profumato di pelle, di sesso e di desiderio puro.
Giulia sentì l'onda montare dal fondo della pancia, un mix di sensazioni che si accumulava ad ogni affondo di Alessandro, un calore che la consumava dall'interno.
Le sue dita scivolarono lungo la schiena bagnata di lui, guidando il ritmo, implorando senza parole quel momento di resa totale.
Quando l'orgasmo la travolse, fu come un'esplosione di calore che spazzò via ogni residuo di gelo. Le sue pareti vaginali si contrassero con forza attorno a Alessandro in scosse ritmiche, intense e incontrollabili, mentre un grido soffocato e graffiante le usciva dalla gola.
Sentendo la resa di Giulia, Alessandro perse l'ultimo briciolo di controllo. Con due spinte finali, profonde, disperate e liberatorie, si lasciò andare del tutto, svuotandosi all'interno di lei con un ruggito sordo e potente che rimbalzò contro la struttura dell'autobus.
Rimasero l'uno nell'altra per lunghi minuti, i petti che salivano e scendevano all'impazzata, i cuori che battevano allo stesso ritmo frenetico e unito.
Il calore generato dai loro corpi li avvolgeva ora come un bozzolo protettivo, del tutto indifferente al ghiaccio che continuava a fiorire all'esterno.
Poco a poco, il respiro di Alessandro si fece più regolare.
Senza staccarsi completamente da lei, si allungò per tirare sopra di loro i loro maglioni e le giacche pesanti, creando un nido d'isolamento termico.
Giulia afferrò il viso di lui tra le mani, baciandolo con dolcezza, assaporando l'odore di pelle e di intimità che li avvolgeva. Fuori, la notte della rimessa continuava nel suo silenzio irreale; i telefoni giacevano morti e inutilizzabili sul pavimento del corridoio, ma lì dentro, stretti nell'ombra dell'ultimo sedile del capolinea, il freddo non aveva più alcun potere.

Vacca 24
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
8.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per CAPOLINEA:

Altri Racconti Erotici in Lui & Lei:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni