Quello che si fa in Spagna rimane in Spagna - Capitolo 2
dei tre, seppur ampiamente nella media, diciamo sui 17 centimetri abbondanti, quello di Francesco leggermente più grande del mio mentre quello di Fabio superava i 20 ed era anche il più largo. Cristina prese ce li leccò, ce li baciò e ce li annusò, poi prese coraggio e infilò quello di Francesco nella sua bocca, lui ebbe un sussultò e capimmo immediatamente che non era sicuramente il primo pompino che faceva. Era troppo abile ed esperto e infatti Fra si lasciò andare al totale piacere e si muoveva a ritmo col bacino. Poi passò a me e devo dire che le sensazioni erano fantastiche, sentivo la sua lingua lavorare a mille e mi godevo come un maiale, lui si accorse che sarei venuto presto e si fermò passando al cazzo grosso e scuro di Fabio. Lo lavorò con gusto mentre Francesco gli sfilò il perizoma da sotto alla gonna mettendo in mostra il suo minuscolo uccello tutto ritto e in tiro, poi lo stesso Fra si accucciò e gli passò a lungo la lingua nel culo, per prepararlo alla penetrazione. Fu lui stesso il primo ad avere questo piacere mentre Fabio continuava a farsi spompinare. Cristina ebbe un sussulto al momento della penetrazione e fermò per alcuni secondi il lavoro con la bocca che stava eseguendo, rimase immobile e trasformò la sua faccia in un espressione di dolore che trattenne. Ma era solo una sensazione temporanea perchè ben presto iniziò a godere come non mai, riafferrò in bocca il cazzo di Fabio e impugnò il mio con la mano libera, segandolo con foga. Ci scambiammo innumerevoli volte, io fui il secondo a lavorargli il culo e ne approfittai per segarlo a mia volta, impugnai quel minuscolo cazzo con due dita e lo mossi al massimo 6-7 volte, poi sentì il suo getto caldo nella mia mano oltre al forte gemito di piacere. Era talmente eccitata la nostra Cristina che bastarono pochi minuti della terza penetrazione, quella di Fabio, per fargli tornare il cazzetto duro. Francesco si abbassò e glielo prese in bocca, lo spompinò per pochi istanti e si ritrovò un altro getto caldo di sperma in bocca. Cristina veniva a macchinetta, era il massimo per lei trovarsi in quella situazione e il suo cazzo certamente non riusciva a rimanerne insensibile. Non ricordo quante volte ce la scopammo e nemmeno quante volte a testa venimmo nè quante volte venne lei (sicuramente più di noi). So solo che ad un certo punto dimenticammo che l'orgia era incentrata su Cristina e lo mettemmo al nostro stesso livello, ci mettemmo a coppie, scambiandoci ad ogni orgasmo e la stessa Cristina ebbe l'onore di penetrarci una volta a testa. La mattina ci svegliammo, la camera puzzava fortemente di sudore e sperma e i vestiti di Cristina erano luridi dei nostri liquidi. Non dicemmo granchè, bastavano le nostre espressioni rilassate a giudicare l'accaduto. Ci accorgemmo che ci mancava un ultimo giorno e un'ultima notte prima di ripartire, non andava affatto sprecata.... CONTINUA
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