Chiappe da urlo - La sauna
"ho pensato che ti sentissi male, non hai mai fatto così poco"
"no tranquillo, sono un pò stanco che ieri ho dato tanto in campo e preferisco farmi una sauna un pò + lunga"
"posso farmela anche io con te? dai non ho mai provato!!" mi chiese quasi supplicandomi con uno sguardo di speranza tale da sorprendermi. Non avevo alcun motivo per dirgli di no, per cui gli dissi di farsi una doccia veloce e poi saremmo entrati in sauna. Lo guardai mentre si spogliava e notai un altro particolare di Alessio, indossava praticamente ogni volta dei boxer gialli con l'orlo blu, non che la cosa fosse di rilevanza ma mi sorprese come cosa. Ben più effetto mi fece osservare il suo uccello enorme schizzare fuori dall'elastico delle mutande.Ci facemmo una rapida doccia e poi entrammo in sauna con gli asciugamani in vite. Alessio si sedette al mio fianco e, sicuramente apposta, si aprì l'asciugamano, mettendo a nudo nuovamente il suo gigantesco cazzo. Mi sentivo quasi in imbarazzo a imitarlo in quanto ce l'aveva anche più grande del mio, sicuramente più largo e vedendolo così piccolo e magro era un qualcosa che mi metteva a disagio, tuttavia mi feci forza e, quasi facendolo passare per un caso, mi aprì l'asciugamano, mettendo a nudo anche i mio cazzo. Forse Alessio notò che gli stavo gettando più di uno sguardo sul pisello, cosa che peraltro stava palesemente facendo anche lui, tant'è che la situazione lo iniziò ad eccitare e vidi quel coso abnorme che aveva tra le gambe iniziare a prendere vita. In pochi istanti divenne un palo di marmo, era là a pochissimi centimetri da me e anche leggermente incurvato verso sinistra, proprio dove mi trovavo io. Provai a dire qualcosa per rompere il ghiaccio, pensando di fargli un complimento "Alè complimenti, ammazza che mazza!" ma lui divenne tutto rosso, si coprì con l'asciugamano e provò a giustificarsi goffamente, poi si alzò e uscì dalla sauna lasciandomi da solo e abbastanza divertito per la situazione. Qualche giorno dopo, ossia pochi giorni fa, ci siamo nuovamente ritrovati da soli nello spogliatoio e, tanto per provare a chiederglielo, gli ho domandato se volesse riprovare a farsi la sauna. Alessio è rimasto un pò perplesso inizialmente, mi ha prima detto di no, poi ha deciso di venire e ci siamo ritrovati nuovamente nella situazione della volta precedente, con la differenza che stavolta l'unico ad avere il cazzo all'aria ero io mentre lui stava ben attento a non scoprirselo. Pensavo che invertire i ruoli dell'altra volta avrebbe potuto aiutarlo a sentirsi meno a disagio, così ho iniziato ad osservagli i piedi e le gambe e in pochi istanti ho sentito giungere a me l'eccitazione. Il mio cazzo è diventato duro come il marmo ed è scattato in piedi, con Alessio che osservava chiaramente con la coda dell'occhio. "Ops, stavolta è successo a me...vedi che capita?" gli ho detto sorridendo. Alessio sembrava chiaramente a disagio ma anche eccitato per la situazione e poggiò una mano sul suo pacco, dall'esterno dell'asciugamano. Non pensando che io lo stavo osservando o meglio sbirciando, si passò la lingua tra le labbra e questo mi iniziò realmente a far pensare che probabilmente l'eccitazione dell'altra volta non era stata casuale. Pensai pertanto di attaccare la mia gamba alla sua, avvicinandomi pian piano, per poi iniziare a strusciarla lentamente. Alessio si bloccò ancora di più, era veramente in imbarazzo e provò ad alzarsi per andare via, ma lo afferrai per il braccio pregandolo di rimanere e, con una finta inavvertenza, feci scivolare la mano sul suo sedere, sempre ovviamente dall'esterno dell'asciugamano. Alessio si sedette nuovamente al mio fianco e stavolta fu lui a cercare il contatto con la mia gamba mentre un pezzo della sua enorme cappella era schizzata fuori dall'asciugamano e ora strofinava chiaramente sulla sua pancia. Sbuffò un paio di volte come si fa quando il caldo è insopportabile, poi in maniera grottesca, quasi comica, mi disse “oddio quanto fa caldo” a giustificare il gesto che fece subito dopo, ossia aprirsi l’asciugamano. Ora la scena era veramente interessante, due maschi appiccicati con le verghe tese all’aria e a pochi centimetri tra loro in una sauna. Fortuna che a quell’ora di lunedì in palestra non veniva mai nessuno, tantomeno a fare la sauna, quindi la cosa mi tranquillizzò ancora di più e mi permise di godermi la divertente situazione che si era venuta a creare. Alessio iniziò a strusciare sempre più forte la gamba e girò la testa verso di me, guardandomi il cazzo senza più pudore. Vedevo che era al limite della resistenza, ormai aveva perso ogni copertura ma volevo capire fino a dove si sarebbe spinto per cui decisi di provocarlo ancora un po’. Mi iniziai ad accarezzare l’uccello, sempre più ritto, ero arrapatissimo e Alessio non era da meno, tanto che dopo alcuni secondi in cui mi aveva osservato massaggiarmi il cazzo, portò anche lui la mano sul suo e mi imitò. Alessio non si tratteneva praticamente più, le strusciate erano quasi violente, si era avvicinato ancora di più e sentivo il suo fianco a contatto col mio, oltretutto se lo stava massaggiando sempre più a proprio agio e aveva anche allargato l’altra gamba verso l’esterno per facilitare il compito. Non dissi nulla, feci in modo di metterlo sempre più a suo agio per vedere cosa avrebbe fatto e lui capì in pieno che lo stavo assecondando, tant’è che presto iniziai ad avvertire anche qualche leggera ansimata provenire da lui. Anche la sua maniera di stimolarsi il pene era chiaramente cambiata, ormai non stava più limitandosi ad un massaggio ma lo stava proprio segando. Era un ragazzo sveglio, il suo sguardo non mentiva e aveva capito subito che era proprio quello che volevamo entrambi, così anche io iniziai a segarmelo. Alessio era ormai scatenato e stava perdendo ogni pudore, aveva spalancato le gambe e si era ruotato con il busto verso di me per potersi osservare meglio e, allo stesso tempo farsi vedere lui stesso. Anche io mi misi nella stessa posizione, ci stavamo ormai segando uno di fronte all’altro e Alessio era fantastico da vedere, così piccolo, magro, bello, sudato e ansimante che si dannava l’anima a segarsi quel cazzo enorme e totalmente sproporzionato al resto del fisico! Mi accorsi ben presto che aveva rallentato il ritmo e capì subito che voleva fossi io il primo a giungere all’orgasmo, probabilmente perché si vergognava e voleva vedere come avrei sborrato io. Pensai fosse il caso di velocizzare i tempi perché era un po’ troppo che stavamo là dentro e, anche se avevo la situazione sotto controllo dal piccolissimo oblò della porta, temevo sempre che qualche sagoma in arrivo avrebbe impedito a entrambi di arrivare a quello che volevamo. Me lo segai con foga, lasciandomi andare anche io a qualche piccola ansimata, poi quando mi giunse l’orgasmo allungai il mio piede su quello di Alessio, quasi a spingermi contro di lui, rovesciai la testa all’indietro e schizzai, fregandomene di coprire i densi getti che finirono quasi tutti addosso al mio stomaco e alla coscia del ragazzino sedicenne. Come per magia anche Alessio ritrovò la foga, quasi felice di vedere che ero venuto liberamente, alzò il piede sulla panca e lo poggiò sulla mia gamba, poi ricominciò a segarsi furiosamente. Puntava il piede contro la mia coscia quasi a darsi lo slancio per poi venire avanti e indietro col bacino, seguendo il movimento della sega. Era una visione fantastica, così come quando giunse all’orgasmo, lanciò un piccolo urletto e poi scaricò una densa quantità di sborra sulla mia gamba. Continuò a segarselo ancora un po’, sempre più lentamente, quasi a svuotare ogni goccia, poi ci sorridemmo a vicenda e andammo spediti sotto le docce a sciacquarci. Senza farmi vedere presi un po’ di sborra dalla mia coscia, della sua densa e calda sborra, e la portai in bocca, gustandomi quel particolare sapore che emana. Credo che anche Alessio abbia fatto la stessa identica cosa ma non ho avuto modo di vederlo, tuttavia lo vedevo sereno, per nulla imbarazzato per quello che avevamo fatto. La cosa che mi incuriosiva era vedere come si sarebbe comportato in futuro, cosa avrebbe fatto le prossime volte e come avrebbe provato a spingermi oltre, visto che io non avevo intenzione di fare altro che provocarlo un po’ alla volta. Mi fece quasi tenerezza osservarlo mentre si infilava le mutande, dandomi la schiena e mostrandomi quel culo strepitoso, quel culo da puttana che ancora non avevo potuto gustarmi come sognavo da mesi..CONTINUA
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