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132 - Gita in valle Po con piacevole incontro
stinf
09.07.2025 |
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"La sua lingua ha iniziato a leccarmi tutta raccogliendo i miei abbondanti umori, io ho chiuso gli occhi e ho lasciato che si sfogasse, il piacere aumentava dentro di me e ad un certo punto ho..."
CAPITOLO 132Questo episodio della mia vita è un bel concentrato di sesso, l’ho diviso in tre parti se no sarebbe stato troppo lungo, io mi sono divertita molto spero che piaccia anche a voi.
Stavamo per partire e dovevamo ancore decidere dove andare mio marito mi ha proposto di andare a visitare Balma Boves un insediamento rupestre in mezzo ai boschi, e con il camper e siamo andati in valle Po abbiamo parcheggiato in un paesino dove c’era un campo di calcio e vicino un piccolo parcheggio per camper, ci siamo sistemati e siamo andati a fare la spesa e poi abbiamo fatto un giro nei dintorni, il giorno dopo abbiamo notato che dall’altra parte della strada c’era un grosso capannone dismesso, Bruno ha preso la macchina fotografica ed abbiamo cercato un varco per entrare nel piazzale del capannone, finalmente l’abbiamo trovato e ci siamo intrufolati dentro, e poi siamo entrati nel capannone, era una vecchia segheria con ancora diversi macchinari e legname.
Mio marito mi ha chiesto di spogliarmi e poi abbiamo fatto una marea di foto, devo dire che mi sono divertita ed eccitata, peccato che non ci fosse nessuno, anche il pomeriggio l’abbiamo dedicato alle foto nei prati e nei campi di grano turco. Alla sera tornati al camper abbiamo cenato e poi stanchi a nanna e il mattino dopo mi sono messa una gonna a salopette una camicetta e un giubbettino poi preso lo scooter siamo andati su per una strada che prima era asfaltata e poi è diventata una mulattiera, abbiamo parcheggiato lo scooter ed abbiamo proseguito a piedi, come sempre ero senza mutande e mio marito ogni tanto mi faceva fermare e mi fotografava, poi dopo quasi un’ora di cammino siamo arrivati.
Il posto era magnifico ma purtroppo c’era altra gente, noi ci siamo inoltrati nel sentiero che passava tra le case costruite sotto degli enormi massi e Bruno si è messo a fotografare, purtroppo poche volte ho potuto alzare la gonna e farmi fotografare con la patata al vento e poi era quasi arrivato mezzogiorno, c’erano dei tavoli da pic-nic ma noi ci siamo sistemati un po’ in disparte e difatti dopo un po’ è arrivata una famiglia e poi un gruppo di una decina di ragazzi e ragazze che andava dai 16 ai 18 anni, questi hanno occupato i tavoli e i dintorni, però uno di loro si è staccato dal gruppo e si è avvicinato abbastanza a noi e poi si è seduto su un masso per mangiare, si è subito visto che non legava molto con i compagni mentre gli altri facevano cagnara lui si è appartato, io ero a una decina di metri, ero anche io seduta su di un grosso pietrone, lui mi ha guardata, mi ha elargito un sorriso e poi ha tirato fuori dallo zaino un paio di panini e una bottiglietta d’acqua.
A me fanno tenerezza i ragazzi solitari, ho guardato il gruppo ed ho visto che erano 5 ragazzi e 5 ragazze, evidentemente era l’unico non accoppiato, lo guardavo, non era un brutto ragazzo anzi, poi anche lui mi ha guardata e io gli ho sorriso e lui ha risposto poi mi sono dedicata al mio panino.
_ “Hai le gambe aperte?” mi ha chiesto mio marito,
_ “No” ho risposto d’impeto.
Ho abbassato lo sguardo e mi sono accorta che non erano chiuse e dalla posizione del ragazzo dovevano vedersi le mie cosce nude, ma non le ho chiuse ed ho continuato a mangiare però guardavo anche il ragazzo che effettivamente mi fissava le cosce, avevo gli occhiali da sole e lui non poteva vedere dove guardavo, mi sono spostata per prendere la bottiglietta dell’acqua e poi mi sono rigirata, con quel movimento ho aperto le cosce e poi sono tornata come prima, ho visto che adesso mi fissava con molto interesse forse si era accorto che ero senza mutandine.
Ero lusingata dall’interesse di un ragazzino così giovane e mi stavo eccitando, era un paio di giorni che non facevo sesso e avevo voglia, mi sono voltata altre volte verso mio marito aprendo un po’ le gambe, ormai il ragazzino non aveva occhi che per me e si vedeva dai corti pantaloncini che aveva il cazzo duro, alle 13,30 abbiamo rimesso nello zaino la nostra roba e siamo andati a visitare le case, quelle più in alto e il ragazzino dopo un po’ si è alzato anche lui e ci ha seguiti a debita distanza, noi siamo entrati nell’ultima casa e Bruno si è messo a fotografare poi tornati fuori ci siamo seduti su un pietrone e mio marito ha fatto delle foto panoramiche, io giravo la schiena al ragazzino e allargavo le gambe a mio marito per mettere la patata in primo piano.
Intanto era passata più di un’ora e le famiglie avevano già preso la via del ritorno e anche gli amici e amiche del ragazzino erano scesi alle prime case e quando abbiamo visto che eravamo abbastanza tranquilli siamo entrati nell’ultima casa ed abbiamo ripreso a fare foto ma questa volta mi sono aperta il giubbotto e la camicetta così le mie tette facevano capolino tra le bretelle della salopette, poi ogni tanto mi giravo e mettevo in mostra le mie chiappe, mi sono accorta che il ragazzino mi spiava da dietro di una finestra socchiusa ma ho fatto finta di niente, gli interni delle case sembravano dei musei con vecchie culle, letti, tavoli e sedie di una volta, mi sono appoggiata ad una credenza e prima mi sono aperta le natiche in modo che mio marito mi fotografasse bene e poi mi sono seduta su una sedia e mi sono allargata le labbra della vagina e con la coda dell’occhio osservavo il ragazzino che faceva capolino da dietro una finestra e mi guardava.
Siamo usciti dalla casa e il ragazzino si è allontanato velocemente dalla finestra.
_ “Ciao, bel posto questo, sei entrato a vedere dentro, è tutto molto interessante” ho detto al ragazzino.
_ “Si bello, no non sono ancora entrato” ha farfugliato lui diventando rosso in volto.
Mi sentivo vogliosa e la vagina in ebollizione, mio marito è andato verso un’altra casa per fare foto lasciandomi sola, io ho ancora guardato il ragazzino e ho notato che aveva il cazzo duro e cercava di nasconderlo con le mani.
_ “Come mai non sei con i tuoi amici” gli ho chiesto.
_ “Non sono miei amici ma di mio fratello”.
_ “Perché non stai con loro, sono laggiù che si divertono e tu invece ammiri le case”.
_ “Loro sono accoppiati ma io no e mi dà fastidio stare con loro” mi ha risposto lui mentre io mi sono avvicinata.
_ “Tu non ce l’hai la ragazza”.
_ “Ho un’amica che viene con me quando esco con loro ma non è la mia ragazza”.
Adesso ero proprio accanto a lui e un mio ginocchio ha sfiorato il suo, il ragazzo si copriva l’inguine con le mani e teneva gli occhi bassi ed era sempre più rosso in faccia, forse ero più vecchia di sua madre ma non mi importava, avevo voglia di fare sesso.
_ “Come ti chiami, io sono Laura” ho allungato le mano e lui mi ha dato la sua da stringere, era bollente.
_ “Riccardo”.
Ho trattenuto la sua mano nella mia e avendone solo una per nascondere la sue erezione si vedeva il gonfiore del cazzo mi sono alzata e ho notato che i suoi amici se ne stavano andando.
_ “Non vai con loro i tuoi amici se ne vanno”.
_ “No voglio vedere ancora le case”.
_ “O vuoi vedere me mentre mio marito mi fotografa”.
Ha cercato di tirare via la mano dalla mia ma glie l’ho impedito e l’ho fissato negli occhi ma lui non mi ha risposto.
_ “Io sono vecchia, con tutte le ragazzine che ci sono in giro vuoi guardare me”.
_ “Tu sei una bellissima donna mi piaci molto”.
_ “Vorresti fare sesso con me”.
_ “Sì sarebbe fantastico”.
Sempre tenendolo per mano e guardandomi in giro per vedere se c’era ancora qualcuno e visto che erano andati tutti via siamo entrati nella casa dove c’era mio marito ho fatto appoggiare Riccardo ad un muro e gli ho sbottonato il camiciotto, le mie mano l’hanno accarezzato sullo stomaco mi sono chinata davanti a lui ed ho preso un capezzolo tra le labbra e mi sono messa a succhiarlo mentre con la mano gli pizzicavo l’altro, poi con la mano sono poi scesa ed ho sfiorato i pantaloncini sentendo il cazzo duro, mi sono inginocchiata davanti a lui e glie li ho abbassati, ne è saltato fuori un discreto cazzo con una cappella paonazza mi sono avvicinata, i suoi peli puzzavano di sudore ma il cazzo era pulito, ho allargato la bocca, le mie mani sono andate sulle sue natiche e l’ho tirato verso di me, il cazzo mi è entrato in bocca, aveva delle goccioline dolcissime di piacere, le ho leccate e poi mi sono infilata la cappella in gola muovendomi facendo in modo che mi scopasse in bocca, non c’è voluto molto poi una scarica di sperma mi ha inondata la bocca, ho avuto difficoltà ad ingoiarla, lui aveva degli scatti e tremava, poi quando ha finito di eiaculare lentamente si è calmato, io l’ho ripulito bene con la lingua e mi sono alzata.
L’ho lasciato lì e mi sono messa in posa per le foto di mio marito, Riccardo non si muoveva e io mi sono spogliata rimanendo quasi nuda, poi lui si è ricomposto ed è venuto vicino a me, dopo un po’ di incertezza le sue mani hanno toccato il mio corpo, prima dietro mi ha toccato la schiena, io mi sono girata e lui mi ha toccato i capezzoli e la pancia, le due mani tremavano, io l’ho lasciato fare, ma non mi fidavo a fare sesso lì mi sono rivestita e siamo usciti, non c’era più nessuno, ci siamo allontanati un po’ dalle case e trovata una piccola radura mio marito ha steso il telo che ci portiamo sempre dietro e io mi sono spogliata nuda e mi sono coricata, anche lui si è spogliato e si è inginocchiato vicino a me, il cazzo era nuovamente bello duro, le sue mani hanno scorso il mio corpo in lungo e in lago in modo frenetico e quando sono arrivate sul mio pube ho allargato le gambe, lui ha infilato una mano e mi ha toccato la figa con mano tremante.
_ “Ti piace, la vuoi baciare” gli ho chiesto.
_ “Sì” è stata la sua risposta.
Ho allargato di più le gambe e lui si è coricato tra di esse io l’ho preso per i capelli e l’ho indirizzato verso il mio clitoride, ma a lui interessava il buco della mia vagina e allora l’ho lasciato fare.
La sua lingua ha iniziato a leccarmi tutta raccogliendo i miei abbondanti umori, io ho chiuso gli occhi e ho lasciato che si sfogasse, il piacere aumentava dentro di me e ad un certo punto ho raggiunto l’orgasmo e quando ho finito di sussultare l’ho preso per i capelli e l’ho diretto sul mio clitoride, lui si è messo a succhiarlo e a leccarlo, mentre mio marito si è inginocchiato vicino al mio volto e mi ha messo il cazzo un po’ puzzolente in bocca, e io dopo un po’ ho nuovamente raggiunto l’orgasmo provando un piacere intenso.
Riccardo si è inginocchiato tra le mie gambe, aveva il cazzo durissimo e mi guardava mentre io succhiavo la cappella di mio marito.
_ “Me lo vuoi mettere dentro” gli ho chiesto.
Lui non mi ha risposto ma si è avvicinato, io gli ho preso il cazzo in mano mentre mio marito mi alzava le gambe e ho diretto il cazzo del ragazzino nella mia figa, è stato fantastico sentirlo entrare, era bollente, e appena sistemato si è messo a scoparmi come un toro scatenato, mio marito mi teneva le gambe alte e divaricate, Riccardo si è coricato tutto sopra di me ed ha continuato a scoparmi come un forsennato, io ho avuto un paio di orgasmi e poi mi sono accorta che anche lui era vicino all’orgasmo, ho fatto passare le mie gambe attorno ai suoi fianchi tirandolo più che potevo dentro di me, i nostri volti erano vicino e ho intuito la sua voglia di baciarmi, ho avvicinato un po’ le mie labbra e lui ha incollato le sue alle mie in un lunghissimo bacio mentre mi riempiva la vagina di sperma.
Io l’ho stretto con le mie gambe in modo che mi restasse ben dentro mentre lui continuava a baciarmi sulla bocca, mio marito era sempre vicino a me con il cazzo duro, avrei voluto prenderglielo in bocca ma Riccardo continuava a limonarmi e non staccava le sue labbra dalle mie, poi ho sentito il cazzo dentro di me che lentamente si ammosciava e pian piano è sgusciato fuori e Riccardo si è alzato sedendosi vicino a me, io mi sono inginocchiata e mio marito mi è venuto dietro e ha infilato il cazzo nella mia figa piena di sperma, ho fatto spostare Riccardo e gli ho preso il cazzo sporco di sperma in bocca, mio marito mi ha scopata in quel mare di sperma facendomi raggiungere l’orgasmo, poi si è sfilato ed ha puntato la cappella sullo sfintere e mi ha inculata, non è durato molto ma io ho raggiunto un altro orgasmo e lui mi ha riempito l’intestino di sperma.
C’è voluto un po’ per risistemarci e poi ci siamo avviati verso il fondo valle, Riccardo continuava a guardarmi con aria vogliosa, io ho rallentato un po’ il passo e poi mi sono fermata.
_ “Vuoi dirmi qualcosa” gli ho chiesto.
_ “Si vorrei rivederti”.
_ “Io sono sposata e anche se siamo una coppia aperta, noi ci divertiamo e poi andiamo per la nostra strada, oggi per noi è stato un gioco, ci siamo divertiti”.
_ “Per me è stata la prima volta che ho scopato con una donna, con le ragazze capita qualche sega ma niente di più”.
_ “Intanto di quello che è successo oggi non ne parli con nessuno” mi sono raccomandata.
_ “Stai tranquilla, tanto non mi crederebbero”.
Mi sono fatta dare il suo numero di telefono e gli ho chiesto quanti anni avesse, mi sono meravigliata quando ha detto che fra un mese ne faceva 17, poi abbiamo proseguito lungo il sentiero e quando siamo quasi arrivati allo scooter si è nuovamente fermato.
_ “Possiamo rivederci, ti prego”.
_ “Andare con le coppie non si fa sesso solo con le donne ma con tutti e due”.
_ “Faccio tutto quello che vuoi anche con tuo marito”.
_ “E’ impegnativa questa tua affermazione, sei disposto a incularlo e a prenderlo nel culo”?
Lui è rimasto zitto e pensieroso.
_ “Pensaci, forse uno di questi giorni ti telefono”.
Siamo arrivati allo scooter ci siamo salutati e ce ne siamo andati.
(continua)
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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