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146 - Tre settantenni al parco


di Membro VIP di Annunci69.it stinf
30.12.2025    |    7.659    |    107 9.9
"Mentre godevo mi sono girata da una parte ed ho preso un cazzo in bocca, sulla punta c'erano gocce dolciastre di piacere, l'ho attirato dentro di fino a farmelo finire in gola, continuavo a godere..."
CAPITOLO 146

Vado sovente in un parco di Torino a camminare, la ho avuto alcuni incontri e tra questi ho conosciuto mio marito, è un parco enorme dove si può camminare per chilometri, un pomeriggio ero sola a casa mio marito non era ancora rientrato dalla montagna, mi annoiavo e non sapevo cosa fare, allora ho deciso di andare al parco, ero indecisa sul come vestirmi, se mettermi una tuta e andare a correre o vestirmi normalmente per una bella camminata rilassante, ho optato per la seconda opzione, avevo una gonna e una maglia e come al solito senza mutandine, mi sono messa un giaccone e sono andata al parco.

Ho camminato per una bella mezz'ora e poi mi sono fermata al chiosco che c'è tra i due laghetti, lì come al solito si fermano diverse persone a prendere un caffè¨ o una bibita, e poi ci sono i soliti vecchietti che chiacchierano e se la contano, io mi sono fermata a prendere un caffè¨ e poi mi sono seduta su una panchina per riposarmi un po', poco distante da me tre anziani parlavano di sesso e ridevano come dei matti, uno di questi che avrà  avuto più di 70 anni e anche gli altri due più o meno avevano la stessa età, raccontava che aveva conosciuto una 50enne affamata di sesso e l'aveva portato a casa sua e ne avevano fatte di cotte e di crude, e poi andava nei particolari, io ascoltandoli sorridevo e mi divertivo, volevo continuare la camminata ma le discussioni dei tre mi piacevano e allora ho deciso di restare sulla panchina ad ascoltare.

Facendo finta di guardare il telefonino ho accavallato le gambe, si vedeva solo un po' di coscia ma ha attirato subito l'attenzione del narratore che veniva chiamato dagli amici Edo, continuando a raccontare, parlava delle dimensioni del suo cazzo e continuava a vantarsi, poi se ne è accorto che io ascoltavo anche perché mi scappavano dei sorrisini alle sue vanterie, lui continuava a raccontare ma non staccava più gli occhi da me, era autunno inoltrato e anche se non era tardi cominciava a fare buio, io gli ho dato un ultimo sguardo e mi sono alzata e incamminata verso il laghetto più piccolo.
_ "Io quella me la faccio" ho sentito Edo che diceva ai sui amici mentre io mi allontanavo.

Avevo il telefonino in mano e ho telefonato a mio marito per chiedergli dov'era.
_ "Sono sotto casa sto cercando un parcheggio" mi ha risposto lui.
_ "Vieni subito al parco c'è un vecchietto che mi vuole scopare, io cammino attorno al lago piccolo, vieni ma non farti riconoscere che sei mio marito".
Camminavo lentamente sapendo che Bruno sarebbe arrivato in pochi minuti e fermandomi a guardare le anatre del lago ho notato che Edo mi stava seguendo e gli amici si erano alzati e stavano pagando il conto per poi seguirci.

Lasciate le anatre mi sono avvicinata al laghetto, erano passati alcuni minuti e mio marito doveva essere già  nei paraggi, sono andata dalla parte del laghetto che era riparato da una folta vegetazione e mi sono appoggiata al parapetto in legno, in lontananza ho visto mio marito e mi sono rilassata e dopo pochi istati è arrivato Edo, si è appoggiato anche lui alla balaustra e mi ha guardata, poi mi ha salutata.
_ "E' bello il laghetto di sera quando non c'è nessuno e le anatre si muovono in pace" mi ha detto lui avvicinandosi a me.
_ "Hai ragione è molto rilassante e romantico".
_ "Io sono Edoardo per gli amici Edo".
_ "Si vi ho sentiti mentre parlavate al bar, comunque io sono Laura" ho risposto io mentre mio marito era a una cinquantina di metri da noi e i suoi amici cercavano di non farsi vedere.
_ "Non ti sarai mica scandalizzata dai nostri discorsi".
_ "Assolutamente no".

Lui adesso era proprio vicino a me, devo dire che era un bell'uomo e mi piaceva.
_ "Sei sola, posso invitarti a cena".
_ "Ti ringrazio ma aspetto mio marito".
Mentre mi invitava una sua mano si è appoggiata sulla schiena e lentamente è scivolata verso il basso fermandosi sulle mie natiche, io l'ho lasciato fare e lui mi ha palpata per bene.
_ "Mentre lo aspetti possiamo ingannare il tempo" mi ha proposto lui, mentre io con la coda dell'occhio ho visto mio marito che andava a sedersi su una panchina abbastanza vicina a noi e con la mano si massaggiava l'inguine.
_ "In che modo" ho chiesto io dimenando un po' il culo.
_ "Peccato ci hanno fregato la panchina se no andavamo lì e ti facevo sentire la mia lingua instancabile".
_ "E quel grosso cazzo di cui ti vantavi".
_ "Anche quello se lo vuoi".

Mi sono spostata e sono andata verso la panchina dive c'era mio marito, il posto era al riparo da un terrapieno e poi abbastanza nascosto dalle fronde dei salici, arrivata, Bruno aveva già  il cazzo in mano mi sono chinata e l'ho preso in bocca, era già  durissimo, nel frattempo Edo mi guardava un po' spaesato e non sapeva cosa fare, io dopo aver inumidito bene il cazzo di mio marito gli ho girata la schiena, mi sono allargata le natiche e mi sono seduta sul suo cazzo, ho sentito la cappella forzare il mio sfintere e quando è entrata e ha penetrato tutto il mio intestino è stato fantastico, mi sono sistemata bene sul suo cazzo e poi ho guardato Edo.
_ "Non volevi farmi sentire la tua lingua?".
Lui si è avvicinato mentre io mi alzavo la gonna e mettevo in mostra la mia patata senza un pelo, lui si è inginocchiato tra le mie gambe alzandomele più che poteva, la sua bocca piena di saliva si è impadronita della mia figa, con la lingua partiva dalla vagina e arrivava sul clitoride con un movimento lento, io avevo dei brividi intensi di piacere, l'adrenalina era a mille, sentivo il cazzo che avevo in culo pulsare e mi ci è voluto poco per raggiungere un orgasmo abbastanza rumoroso.

Edo continuava a leccarmi e io ho messo una mano sulla sua testa spingendola verso il basso, lui da bravo cagnolino è andato a leccarmi i contorni dello sfintere dilatato dal cazzo che avevo in culo, era una goduria unica, gli amici di Edo si erano avvicinati e avevano tutti e due il cazzo in mano e se lo menavano, ho allungato le braccia e li ho impugnati e masturbati, il pensiero che passasse qualcuno mi metteva paura ma mi eccitava ho ancora avuto un orgasmo con la lingua di Edo, poi lui si è alzato facendomi vedere il suo cazzo che devo dire aveva una bella circonferenza, mi sono venuti i brividi nella schiena, lui si è messo il preservativo e poi si è avvicinato, ero circondata da quattro uomini era uno sballo, mi ha presa per le caviglie e ha puntato il grosso cazzo sulla mia figa, è stato un lungo attimo fermo per farmelo desiderare poi lentamente è entrato dentro di me, tra il cazzo che avevo in culo e quello che mi era appena entrato in figa sono andata in estasi, le ondate di piacere si susseguivano in un fantastico multi orgasmo incredibile.

Mentre godevo mi sono girata da una parte ed ho preso un cazzo in bocca, sulla punta c'erano gocce dolciastre di piacere, l'ho attirato dentro di fino a farmelo finire in gola, continuavo a godere in un modo incredibile, il rischio che passasse qualcuno mi mandava l'adrenalina alle stelle, Edo affondava il cazzo nella mia vagina dandomi un piacere intenso mentre io avevo un multi orgasmo poi con due affondi bestiali ha eiaculato, è uscito dalla mia figa, si è tolto il preservativo, mentre l'amico che stavo masturbando ha preso il suo posto e mi ha penetrata, il cazzo era più piccolo ma io non ho smesso di godere, mi sbatteva come un forsennato, Edo è venuto di fianco e io ho preso in bocca il cazzo gocciolante di sperma, anche l'amico che mi scopava è partito ed è stata la volta del terzo anche lui mi ha penetrata, sentivo anche mio marito che cercava di muoversi sotto di me, quando ho sentito lo sperma che mi inondava il culo ho avuto un orgasmo incredibile infine anche il terzo è partito.

Lentamente ho messo i piedi a terra e traballando mi sono rimessa in piedi, mi sono guardata intorno ma per fortuna non c'era nessuno, mi sono data una sistemata, ho salutato i tre e sotto braccio a mio marito siamo tornati a casa.
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