Lui & Lei
153 - Un vecchio porco
stinf
23.03.2026 |
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"_ “Immaginavo che eri aperta anche dietro” mi ha sussurrato mentre spingeva ancora il cazzo più che poteva nel mio culo..."
CAPITOLO 153Purtroppo sono caduta e mi sono rotta la rotula del ginocchio e per fortuna è una frattura composta, ingessata la gamba ne ho avuto per un mese, per fortuna mio marito mi faceva tutto e mi è stato molto vicino, tolto il gesso il fisiatra mi ha fatto mettere una imbragatura al ginocchio dicendomi di non forzare il ginocchio e specialmente di non portare pesi e non fare le scale almeno ancora per tre settimane, mio marito ha dovuto andare in montagna per alcuni lavori che si dovevano fare alla caldaia del riscaldamento e doveva stare fuori uno o due giorni.
Era tempo di carciofi e io non resisto mi piacciono tantissimo ho telefonato al piccolo supermercato dove ogni tanto mi servo e chiedo al responsabile se c’era la possibilità di farmi portare la spesa a casa e questi mi risponde che sì non c’erano problemi loro si servivano di un signore anziano molto gentile e disponibile, detto fatto ordino i carciofi e 6 bottiglie di acqua, erano quasi le 17 quando suonano al citofono.
_ “Sono il fattorino del supermercato”.
_ “Ultimo piano grazie”.
Non ero molto vestita come sempre quando sono a casa, non ci avevo pensato che sarebbe arrivato il fattorino, indossavo un vestitino che esaltava il mio seno ed era abbastanza corto e una maglietta di lana sbottonata sul davanti, suonano alla porta e con le stampelle vado ad aprire.
_ “Eccomi signora, carciofi e acqua”.
L’uomo era anziano ma aveva una bella presenza, un viso sorridente e simpatico, alto più di 1 e 75 un po’ di pancetta, mi è subito piaciuto.
_ “Dove glie li metto”.
Io l’ho fatto entrare e lui gentilmente mi ha messo l’acqua nello sgabuzzino.
_ “Le pelo qualche carciofo, se posso aiutarla in qualche modo me lo dica, lei piazzata così è meglio che si riguardi”.
_ “No grazie a cucinare ce la faccio da sola non devo solo alzare pesi”.
Ho subito notato che mi guardava la scollatura del vestitino e poi le gambe, io mi sono seduta sul divano e presa la borsetta ho tirato fuori il portafoglio per pagare la spesa, gli ho dato 20 euro e lui mi ha dato il resto, allora io ho preso 5 euro e glie li ho dati di mancia ma lui ha tirato indietro la mano e assolutamente non li ha voluti.
_ “Si sieda che le offro un caffè”.
_ “Grazie lo prendo volentieri”.
Mi sono alzata e sono andata alla macchinetta per fargli una tazzina di caffè, nell’alzarmi un lembo del vestitino è rimasto tra le mie natiche e si notava benissimo che ero senza mutande, preso il caffè si è alzato per andarsene.
_ “Le lascio un biglietto con il mio numero di telefono, qualsiasi cosa abbia bisogno ha solo da chiamarmi e io sono a sua disposizione”.
_ “Lei è sempre così galante con le donne”.
_ “Sa sono da tanti anni in pensione, sono vedovo e non ho nipoti e mi piace la compagnia e se posso mi rendo utile, mi chiami anche se ha solo voglia di chiacchierare”.
_ “Grazie se ho bisogno la chiamo”.
Quando se ne è andato mi sono un po’ pentita di non aver spinto un po’ il discorso sul sesso, quel tipo mi aveva eccitato, ho preso il biglietto che mi aveva lasciato e ho scoperto che si chiama Mario, dopo cena mi ha telefonato mio marito e gli ho raccontato il fatto e lui di tutta risposta mi ha invitata ad approfondire la conoscenza, quando sono andata a dormire ho ripensato a Mario e mi sono chiesta quanti anni avesse e se gli veniva ancora duro, mi sono eccitata e mi sono masturbata anche perché era da più di un mese che non si trasgrediva, mentre cercavo di addormentarmi pensavo ad un motivo per farlo tornare e un’idea mi è venuta.
Il giorno dopo alle 10 gli ho telefonato.
_ “Mi scusi signor Mario sono Laura, lei conosce mica qualche signora che venga a casa a fare dei lavori”.
_ “Sì ho alcuni nomi, stamani sono impegnato ma nel pomeriggio se mi offre il caffè vengo da lei con alcuni nominativi”.
Io mi sono fatta una doccia e un paio di perette poi mi sono rimessa il la fascia elastica al ginocchio e alle 14 puntuali è arrivato Mario, io avevo il solito vestitino però questa volta senza maglietta così l’apertura del vestitino esaltava di più i miei seni, abbiamo preso il caffè chiacchierato del più e del meno mentre Mario non staccava gli occhi dal mio decolté, anche io lo sezionavo aveva una barba quasi bianca di un paio di giorni, sopracciglia folte e grigie e un bel sorriso, non ho più resistito.
_ “Lei con quel viso furbetto chissà quanti cuori di vedove infrange andando a casa a portare le spese” gli ho buttato lì la battuta ed ho aspettato la sua reazione.
_ “Beh non mi lamento, nonostante i miei 78 anni faccio ancora la mia bella figura” mi ha risposto lui.
_ “Credevo che gli uomini a 78 anni non si rizzasse più”.
_ “Provare per credere” mi ha rimbeccata Mario.
Mi sono alzata per mettere via le tazzine ma si è alzato anche lui e ci siamo trovati una davanti all’altro, io non ho resistito ed ho messo la mano sulla patta dei suoi pantaloni.
_ “Per me è morto, quell’affare non si alza più” lui mi ha bloccato la mano.
_ “Tienila lì la mano vedrai che in un attimo si sveglia”.
Io ho lasciato la mano dov’era, lui mi ha abbracciata e mi ha baciata, io sono stata un attimo con le labbra chiuse ma poi ho ceduto ed ho risposto al bacio, mi ha stretta forte mentre io sfregavo la mano e sentivo che il cazzo si induriva sempre di più mentre le sue mani mi hanno alzato il vestitino e hanno iniziato ad accarezzarmi le natiche nude.
_ “Sei già pronta senza mutande”.
Le sue mani erano ruvide e mi hanno fatto venire i brividi, ci siamo staccati e mi sono seduta sul divano facendolo venire danti a me, gli ho slacciato i pantaloni e glie li ho calati, gli slip erano gonfi, li ho calati ed è sgusciato fuori un bel cazzo, gonfio ma ancora molliccio, me lo sono portato alle labbra, l’ho scappellato e l’ho preso in bocca, la mia lingua ha avvolto la cappella ed ho iniziato a leccarlo, ogni tanto me lo infilavo in gola e poi tornavo a leccarlo, il cazzo si è indurito abbastanza, mi sono adagiata sul divano sporgendo il culo e lui si è inginocchiato e la sua bocca si è impadronita della mia figa che come al solito è senza un pelo, mi ha leccata un po’ dappertutto poi mi ha aperto le grandi labbra e si è messo a bere i miei umori, la barba incolta mi pungeva ma mi faceva piacere.
Stavo iniziando a godere alla grande e Mario con delicatezza si è impadronito del clitoride portandomi in delirio e facendomi raggiungere un fantastico orgasmo, ho goduto veramente tanto ma la sua lingua non si è fermata, mi ha leccato il ventre mentre io mi sfilavo del tutto il vestitino, le sue dita si sono impadronite dei miei capezzoli e la sua lingua ha proseguito verso l’alto leccandomi la pancia e poi su verso le tette, ha preso in bocca un mio capezzolo e me lo ha mordicchiato, mentre tra le gambe sentivo il cazzo che premeva contro la mia vagina, io con una mano l’ho indirizzato dentro di me e lui mi ha penetrata, anche se il cazzo non era dei più duri aveva una bella circonferenza e lo sentivo bene, prendendomi per i fianchi mi ha attirata verso di lui ed è entrato tutto dentro di me, ha iniziato a penetrarmi con molta calma, uscendo quasi del tutto dalla mia vagina per poi rientrare e andare a sbattere con la cappella contro l’utero, ha ripreso i miei capezzoli tra le dita e me li ha torturati facendomi male ma dandomi una sferzata di adrenalina.
_ “Ti piace il cazzo di un vecchietto” mi ha sussurrato.
_ “Sì ma io sono molto esigente, datti da fare”.
Il su e giù dentro di me è continuato lentamente e mentre lui mi guardava negli occhi io ho raggiunto l’orgasmo, mentre godevo si è coricato tutto su di me incollando le sue labbra sulle mie e ci siamo dati un bacio pieno di saliva, io sono rimasta con la bocca aperta quando si è tirato su e lui me ne ha fatta colare in bocca ancora un bel po’ poi Mario ha continuato a scoparmi sempre con il suo ritmo blando facendomi gustare bene la penetrazione mentre io godevo tantissimo, la mia figa colava umori in un modo incredibile, poi è uscito dalla mia figa e con delicatezza ha appoggiato le mie gambe sulle sue spalle facendo attenzione a quella infortunata, infine ha puntato il cazzo sul mio sfintere ed ha spinto, io mi sono rilassata ed il cazzo è entrato nel mio culo dandomi un brivido incredibile.
_ “Immaginavo che eri aperta anche dietro” mi ha sussurrato mentre spingeva ancora il cazzo più che poteva nel mio culo.
_ “Avanti brutto porco continua non perderti in chiacchiere”.
Ha ripreso a scoparmi nel culo mentre io con le dita sono andata a sfiorarmi il clitoride, era incredibile il piacere che provavo e l’orgasmo è arrivato prepotente facendomi tremare tutta, Mario si è fermato guardandomi godere e quando mi sono calmata si è sfilato dal mio ano, si è chinato e tenendomi sempre le gambe alte con la lingua mi ha leccato tutta la figa raccogliendo per bene i miei umori, mi ha piegato ancora di più le gambe e la lingua è andata sul mio ano ancora dilatato, io ho cercato di non avere contrazioni in modo che non si richiudesse, lui ha leccato i contorni dello sfintere poi mi ha penetrata con la lingua.
_ “Scopami con quella lingua porco” queste parole mi sono uscite dalla bocca senza volerlo.
Mario mi ha infilato la lingua nel culo più che poteva dandomi un piacere intenso, sentirmi leccare così non mi era mai capitato, purtroppo non sono più riuscita a trattenere le contrazioni e il mio ano si è richiuso.
Mario mi ha ancora leccato lo sfintere a lungo, poi io l’ho spinto via e mi sono coricata a terra sul tappeto, lui è venuto sopra di me ed ha messo il cazzo tra le mie tette per fare una spagnola, ma le mie non sono grosse tette, si è ancora avvicinato alla mia bocca poi con il cazzo in mano ha iniziato a masturbarsi, io con le labbra mi sono avvicinata alla cappella e quando potevo la mia lingua la leccava, poi visto che stava per eiaculare ho alzato la testa più che potevo ed ho ingoiato il cazzo bevendo lo sperma che usciva, poi l’ho ripulito per bene e mi sono rilassata soddisfatta, Mario si è coricato vicino a me e mi ha abbracciata e baciata sulla bocca con abbondante saliva.
_ “Sei proprio una gran porca”.
_ “Beh anche tu non sei da meno”.
_ “Vorrei tornare domani o dopodomani per fare sesso ancora con te” mi ha proposto lui.
_ “Questa sera ritorna mio marito”.
_ “Peccato”.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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