trio
136 - Al cimitero
stinf
04.09.2025 |
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"Dopo un po’ è uscito il nero e noi ci siamo alzati, e ci siamo incamminati dietro di lui, la voglia di scopare in me è aumentata e dopo un po’ ho allungato il passo e l’ho raggiunto mentre..."
CAPITOLO 136 Eravamo in vacanza con il camper in una vallata del cuneese dove scorre il fiume Tanaro, un paese tranquillo con bei negozi, tanti bar e un bel supermercato, pieno di gente ma solo nella parte dove scorre il fiume e passa la statale che porta in Liguria, poi una fila di case lunga più di due chilometri e alla fine arroccato sul pendio della montagna la parte medievale del paese, dopo un paio di giorni che eravamo lì Bruno ha preso la macchina fotografica e siamo andati nella parte vecchia, io come al solito avevo una gonna e una camicetta e niente intimo, dopo un paio di centinaia di metri ci siamo accorti che la maggior parte delle case era disabitata anzi quasi tutte, ci siamo stupiti, una volta c’erano delle terme e ancora adesso c’è una notissima fonte di acqua minerale.
Essendoci nessuno il paese dava un senso di tristezza, c’erano un paio di alberghetti chiusi e più avanti un enorme albergo anch’esso chiuso, abbiamo girato attorno e abbiamo trovato una porta aperta e siamo entrati, dentro era tutto in ordine ma c’erano due dita di polvere, mi sono alzata la gonna ed abbiamo iniziato a fare foto sia nell’atrio che in un paio di stanze e poi siamo usciti ed abbiamo proseguito il cammino e siamo arrivati alla parte medievale, c’erano ancora delle mura una torre e un paio di chiese, abbiamo trovato una casa aperta e siamo entrati, anche qui molta polvere ma ancora tutto in ordine, abbiamo fatto altre foto e poi ci siamo seduti nell’unico piccolo bar aperto che però era anche uno spaccio di una azienda agricola, abbiamo comprato del burro e dei formaggi e lentamente siamo tornati al camper.
Alla sera dopo cena una piccola passeggiata e poi a letto, io avevo voglia e appena saliti in camper mi sono tolta gonna e camicetta e sono rimasta nuda, si è spogliato anche mio marito e si è seduto sulla panchetta con i piedi contro la porta del piccolo guardaroba, io mi sono avvicinata e infilata tra le sue gambe, il suo cazzo era molle ma anche da molle non era niente male, abbastanza grosso di circonferenza e la cappella era magnifica, mi sono chinata e l’ho annusato tra le gambe, essendosi lavato al mattino e dopo la lunga camminata sapeva un po’ di sudore, l’ho annusato bene e poi l’ho leccato, era saporito e io gli ho fatto un bel bidet con la lingua, il cazzo è diventato più duro, la cappella si era gonfiata, mi sono avvicinata e l’ho annusata, sapeva di pipì, ho appoggiato la testa a una sua coscia ed ho continuato ad annusarla.
Mi sono infilata una mano tra le cosce e mi sono toccata la patata, era già umida e le mie voglie aumentavano, ho ingoiato la cappella e me la sono infilata in gola, ho sentito che il cazzo diventava sempre più duro, mi sono alzata e girata e poi mi sono seduta sul cazzo infilandomelo in figa, la grossa cappella ha forzato la mia vagina e lentamente è entrata dentro di me arrivando all’utero, io mi sono abbandonata di schiena su di lui che mi ha subito preso i capezzoli tra le dita e me li ha stretti forte, io con le dita ho raggiunto il clitoride e mi sono masturbata e in un attimo ho raggiunto l’orgasmo. Dopo che ho smesso di sussultare mio marito mi ha fatta alzare e mi ha fatta coricare sulla sponda del letto, mi ha messo le mani sulla schiena e mi ha penetrata e poi mi ha scopata, ero eccitatissima ed ho raggiunto un multi orgasmo incredibile e ho goduto tantissimo, avrei voluto che durasse in eterno quel fantastico piacere ma dopo una lunga cavalcata mio marito mi ha riempito la vagina di sperma, quando si è tolto gli ho pulito il cazzo con la lingua e poi sono andata in bagno.
Ci siamo coricati e Bruno si è addormentato quasi subito mentre io sono ancora stata un po’ sveglia, per la testa mi sono passati tanti pensieri e poi mi sono accorta che avrei nuovamente fatto sesso, non so cosa mi succedeva mio marito mi accontentava alla grande, quasi tutte le mattine mi penetrava e mi scopava e io avevo quasi subito un orgasmo mentre erano poche le volte che lui eiaculava, il mattino non era la sua ora, tante volte mi scopava al pomeriggio quando facevamo la pennichella e poi quasi tutte le sere era pronto con il cazzo duro. Sentivo diverse mie amiche che si lamentavano dei mariti mentre io mi vantavo e lo chiamavo mattino, pomeriggio e sera, nonostante tutto avevo bisogno di adrenalina, non mi importava se erano belli prestanti, grossi o piccoli, erano le situazioni che mi eccitavano, trovare uno per strada o in un bar e portarmelo a letto, farmi sbattere come una puttana, avere la fila davanti a me tutti con il cazzo duro pronti a scoparmi, ero già una bella puttanella da giovane poi con gli anni sono peggiorata, adesso che sto invecchiando certe volte mi faccio schifo da sola talmente sono zoccola, con questi pensieri mi sono addormentata.
Il mattino successivo con lo scooter siamo andati al piccolo supermercato, lì c’era un nero con una cassetta che vendeva cianfrusaglie, mi ha colpito per il suo aspetto, avrà avuto una cinquantina di anni, era pulito, non invadente e con gli occhiali, non mi ricordavo di aver visto un nero con gli occhiali, e perlopiù questo aveva delle lenti molto spesse, è passata una signora anziana e gli ha dato una moneta e lui si è inchinato ringraziandola. Noi siamo andati a fare una piccola spesa e quando siamo usciti il nero si era spostato all’ombra ma era sempre lì, gli sono passata davanti e visto che vendeva accendini ne ho preso uno e gli ho dato 5 euro.
_ “Sei molto gentile, ti ringrazio”.
Abbiamo raggiunto lo scooter e poi mi è venuto in mente che avevo bisogno di panni di spugna, sono tornata indietro, ho preso i panni e poi il portafogli.
_ “Bastano i soldi che mi hai dato prima” mi ha bloccata lui.
_ “Ma io ti pago anche queste” e gli ho dato altri 5 euro, non era bello e poi con quegli occhiali spessi e neri stava ancora peggio.
_ “In questo paesino riesci a guadagnare abbastanza per vivere” gli ho chiesto.
_ “Sì qui la gente è molto gentile, sabato e domenica lavo i piatti in un ristorante e alla sera in una pizzeria” mi ha risposto lui, mi sono fatta spiegare dov’era la pizzeria e poi ho raggiunto mio marito.
Il pomeriggio mi sono messa un costume un po’ succinto con le mutande alla brasiliana ma stando seduta sulla sdraio non si notava, ero sotto il tendalino da un lato c’era un altro camper, da una parte c’era il fiume e dall’altra un enorme giardino con una pista per correre, un campetto per la pallavolo, e un altro per il basket e poi intorno diverse panchine dove i ragazzi e le ragazze si sedevano o posavano la loro roba. Quel pomeriggio alcuni ragazzotti giocavano a basket facendo solo dei tiri a canestro meno uno di loro un po’ cicciottello che stava seduto a guardare, alzando lo sguardo dal libro ho notato che invece di guardare i suoi amici guardava me, io continuavo a leggere e ogni tanto lo guardavo senza farmene accorgere con il libro davanti agli occhi facendo finta di leggere, lui aveva le mani sotto il tavolo e non vedevo cosa faceva ma i suoi occhi erano puntati su di me, è stato più forte di me, ho allargato leggermente le gambe, sapevo che il costume era tra le grandi labbra della mia vagina ma volevo vedere le reazioni del ragazzotto, e le reazioni ci sono state, ha sgranato gli occhi e mi ha fissata con insistenza, ma io dopo alcuni istanti le ho chiuse, poi le ho riaperte altre volte. Sentivo il mio inguine che si contraeva e la voglia di trasgredire era tanta ma quello era troppo giovane e mi sono messa a pensare al nero continuando però a stuzzicare il ragazzino cicciottello.
La sera alle 21 siamo andati in pizzeria, era un giovedì e c’era solo una coppietta che mangiava la pizza, abbiamo ordinato e mangiato una buona pizza, quando ci siamo alzati per uscire mio marito ha visto il nero che lavava i piatti.
_ “Te lo vuoi scopare” mi ha chiesto mio marito guardandomi negli occhi per vedere le mie reazioni.
_ “Sì” gli ho risposto.
_ “Non potevi sceglierne uno più giovane e un po’ più bello” mi ha chiesto Bruno ridendo.
_ “Mi eccita” è stata la mia risposta.
Mio marito ha voluto sedersi nel dehors e mangiare un gelato, ci siamo seduti e abbiamo preso due gelati confezionati.
_ “Lo sai che non possiamo portarlo in camper, il parcheggio è quasi pieno e poi quella impicciona vicino a noi mi dà fastidio”.
_ “Lo facciamo in un prato o al cimitero che è vicino al parcheggio” gli ho risposto io ridendo.
Dopo un po’ è uscito il nero e noi ci siamo alzati, e ci siamo incamminati dietro di lui, la voglia di scopare in me è aumentata e dopo un po’ ho allungato il passo e l’ho raggiunto mentre mio marito è rimasto indietro.
_ “Ciao finito di lavorare”.
_ “Sì adesso torno a casa”.
Abbiamo continuato a camminare chiacchierando, il mio ventre reclamava un cazzo, siamo passati vicino al parcheggio camper ed abbiamo proseguito sempre con mio marito che mi seguiva, arrivati davanti al cimitero e vista una porta aperta l’ho preso per mano e me lo sono tirato dietro, lui mi guardava stralunato ma mi ha seguita, ci siamo infilati tra le cappelle, mi sono avvicinata a lui.
_ “Ho voglia di scopare”.
_ “Ma tuo marito”!
_ “Lui guarda e se ha voglia dopo mi scopa anche lui”.
Mi sono seduta sui gradini di una tomba, mi sono coricata all’indietro, ho aperto le gambe e alzata la gonna.
_ “Leccamela” gli ho ordinato.
Lui si è tolto gli occhiali, si è inginocchiato e si è messo a leccarmela come un cagnolino, eccitata com’ero ho subito raggiunto l’orgasmo, lui ha continuato a leccare, io l’ho preso per i capelli ricci e l’ho guidato sul mio clitoride, è stato bravissimo la sua lingua scorreva con delicatezza ed io ho raggiunto un altro orgasmo.
L’ho fatto alzare in piedi e gli ho slacciato i pantaloni, tirate giù anche le mutande è saltato fuori un magnifico cazzo, avrà superato i 20 centimetri ed era grosso e nero, molto nero, l’ho preso tra le mani e me lo sono portato alla bocca, sapeva un po’ di piscio, l’ho ingoiato più che potevo e gli ho fatto una pompa, lui dopo un po’ con le mani mi ha bloccata la testa e mi ha scopata in bocca entrandomi in gola più che poteva, io lo volevo in figa ma lui mi teneva la testa bloccata e poi ha eiaculato, mi ha spinto la cappella più che poteva in gola facendomi venire i comati di vomito e poi lo sperma mi è finito in gola, io l’ho ingoiato tutto fino all’ultima goccia.
Ero un po’ delusa avrei voluto scopare, ne avevo una voglia tremenda, si è sfilato dalla mia bocca e con mia soddisfazione ho notato che il cazzo era ancora bello duro, l’ho accarezzato e sentendolo ben sodo mio marito gli ha dato un preservativo, lui se l’è messo, io mi sono inginocchiata a terra, lui mi ha dato la sua giacca da mettere sotto le ginocchia, mi sono coricata con la pancia sulla lastra di marmo di una tomba e mi sono allargata le natiche, lui messo il preservativo si è inginocchiato dietro di me e mi ha penetrata, è stato fantastico sentire quel grosso e lungo cazzo riempirmi, mi ha montata e sbattuta per diversi minuti, io ho avuto un multi orgasmo incredibile e le ondate di piacere erano incredibili, poi la pancia ha iniziato ad essere indolenzita e io gli ho chiesto di fermarsi, ci siamo presentati, lui si chiamava Nathan.
Mio marito era lì con il cazzo duro, l’ho fatto coricare sulla lastra di marmo e gli sono andata sopra e mi sono infilata il suo cazzo in figa.
_ “Leccami il culo” ho detto a Nathan girandomi verso di lui.
Si è inginocchiato dietro di me e mentre io mi godevo il cazzo di mio marito in figa il nero si è messo a leccarmi lo sfintere, mentre io raggiungevo un altro orgasmo.
_ “Mettimelo in culo”.
Si è chinato dietro di me ha puntato la cappella sullo sfintere, pensavo che la fregasse un po’ ma lui ha spinto con forza entrandomi subito in culo, mi ha presa alla sprovvista e io ho mandato un piccolo urlo, lui mi è entrato tutto dentro e a me è mancato il respiro, il cazzo era oltre che grosso veramente lungo, ero piena e soddisfatta, mentre mio marito stava fermo, ne è seguita una inculata fantastica, sembrava che la cappella arrivasse nella mia pancia, Nathan non finiva più di stantuffare nel mio culo e il preservativo iniziava a darmi fastidio ma non me ne fregava niente gli orgasmi si susseguivano, ero distrutta poi Nathan ha eiaculato e dopo un po’ si è sfilato dal mio culo, si è alzato anche io marito, mentre io sono rimasta inginocchiata, lui mi è venuto dietro e mi ha inculata ma dopo due affondi ha eiaculato riempiendomi l’intestino di sperma.
Mi sono girata Nathan era ancora lì con il preservativo pieno e il cazzo semiduro, glie l’ho tolto ed ho preso il cazzo in bocca e l’ho ripulito per bene, mi sono sistemata e soddisfatta ci siamo salutati.
_ “Hai ancora voglia di rivedermi” gli ho chiesto.
_ “Ho sì anche tutti i giorni” mi ha risposto lui con gli occhi che brillavano.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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