Gay & Bisex
Le voglie di Rosa pt 2
Marciotto
17.05.2026 |
642 |
1
"Rosa sapeva esattamente come rompere il ghiaccio: andò subito da Gerardo, baciandolo in bocca e toccandogli il cazzo, per poi invitare i due amanti a baciarsi e a spogliarsi..."
Ecco un breve riassunto del racconto "Le voglie di Rosa"...
La vicenda si svolge in una villa isolata su una scogliera, trasformata nel teatro di un estremo rituale erotico e di potere. **Giuseppe** si ritrova completamente impotente: legato a una sedia d'acciaio e costretto, a guardare la fine del suo mondo.
Sua moglie **Rosa** si rivela in una veste del tutto nuova e dominante. Legata al soffitto secondo le complesse geometrie dello *shibari*, si offre a dieci uomini mascherati in un crescendo di violenza consensuale, fustigazioni, cera calda e sottomissione. Lontana dal soffrire, Rosa trae potere da questa esperienza: usa il proprio corpo e l'estasi dell'eccesso per distruggere psicologicamente il marito, costringendolo a guardare la propria totale impotenza mentre lei viene posseduta dal gruppo.
All'alba, concluso il rituale e svaniti gli uomini, Rosa libera Giuseppe, ormai psicologicamente svuotato e distrutto. Il racconto si chiude con Rosa che, trionfante e segnata dalla notte, dichiara che questo è solo l'inizio della sua discesa in abissi di eccesso ancora più profondi...
Ed effettivamente, ormai Rosa era in preda ai suoi istinti più animaleschi: si era aperto il vaso di Pandora e le sue voglie e i suoi desideri erano diventati irrefrenabili. Suo marito Giuseppe, per puro amore, accettava ogni sfizio della moglie, ma non poteva immaginare cosa lo aspettasse ancora. Rosa, nella sua costante ricerca del piacere, aveva ormai provato quasi tutto, ma un nuovo desiderio le sfiorò la mente vedendo due uomini baciarsi di nascosto nell'atrio del portone di casa. Iniziò così a osservare e a indagare su quei due, scoprendo che abitavano nel suo stesso stabile, erano regolarmente sposati con delle donne, ma avevano una relazione segreta.
La sua mente perversa iniziò a immaginare suo marito violato da altri uomini davanti ai suoi occhi. Questa nuova fantasia la eccitava a tal punto da spingerla a pensare a come realizzarla. Un pomeriggio, incontrando casualmente uno dei due uomini, gli chiese con audacia se fossero disponibili a scopare con suo marito e se conoscessero qualcun altro per realizzare quel desiderio. All'inizio l'uomo negò tutto, ma quando Rosa gli rivelò di averli visti baciarsi, rimase ammutolito. Balbettando, alla fine cedette: "Ok, posso venire con altri amici". Rosa, soddisfatta, fissò l'appuntamento a casa sua per il venerdì successivo.
La sera, dopo cena, mentre era seduta sul divano accanto a Giuseppe, Rosa gli chiese se fosse disposto a tutto per lei e pur di non perderla. Giuseppe, ormai completamente succube della moglie, rispose di sì. Fu allora che Rosa gli prospettò il suo reale desiderio. Giuseppe balbettò, dicendole: "Ma sei pazza?", ma lei, quasi offesa, ribatté: "È questo quello che voglio". E Giuseppe, sempre più schiavo dei voleri di sua moglie, accettò.
E venne il venerdì. Giuseppe non aveva mai avuto rapporti omosessuali, ma l'amore per la moglie era per lui qualcosa di irrinunciabile. Alle 21:00 si presentarono alla porta la coppia di vicini più un altro uomo, un bull bisessuale che i due conoscevano. Rosa aprì la porta più sexy che mai, indossando un completo intandem di pizzo bianco, autoreggenti e tacchi a spillo. I tre uomini si presentarono: Antonio, Daniele e il loro amico Gerardo. Rosa li fece accomodare in salotto, dove si trovava anche Giuseppe.
Rosa sapeva esattamente come rompere il ghiaccio: andò subito da Gerardo, baciandolo in bocca e toccandogli il cazzo, per poi invitare i due amanti a baciarsi e a spogliarsi. Tutto questo sotto gli occhi del marito. Immediatamente l'atmosfera si surriscaldò; era chiaro che Rosa avrebbe preso il comando dettando le regole. Ordinò a tutti di spogliarsi, poi si inginocchiò e iniziò a spompinare il bull, mentre i due mariti si baciavano e si masturbavano a vicenda. Giuseppe era lì, immobile, a osservare la moglie che, nel frattempo, si alzò, si girò e si sedette sul cazzo sempre più duro del bull, prendendolo analmente con estrema facilità. Nel frattempo, anche la coppia di mariti faceva lo stesso.
Fu a quel punto che Rosa chiamò Giuseppe e gli ordinò di leccarle la figa. Lui ubbidì. Iniziò a leccarla con grande passione, riuscendo a provocarle un primo orgasmo. Subito dopo averlo raggiunto, lei si alzò, lasciando il cazzo del bull bagnato dai propri umori, e ordinò a Giuseppe di prenderlo in bocca e di lavorarlo, proprio come aveva fatto lei con lui in passato.. Il bull era comodamente seduto sul divano con le gambe divaricate e il cazzo duro, mentre la bocca di Giuseppe lo spompinava con una maestria che Rosa non immaginava possedesse.
Giuseppe si ritrovò così in ginocchio, con il corpo proteso verso il cazzo di Gerardo e il culo pronto per essere posseduto. Mentre il marito continuava a spompinare, Rosa prese del gel, lo spalmò sul suo ano e chiese ad Antonio di penetrarlo. La posizione era ideale: Antonio accarezzò prima l'ano con la cappella turgida e poi lo penetrò a fondo. Giuseppe cacciò un urlo di dolore ma, subito dopo, quando Antonio impresse un ritmo regolare alla penetrazione, iniziò a godere.
Il desiderio di Rosa era realizzato: suo marito stava spompinando un uomo e intanto ne prendeva un altro in culo, e per di più ci godeva. La sua mente perversa non aveva limiti: azionò una videocamera per riprendere tutto e ordinò a Daniele di penetrare ad Antonio, che a sua volta inculava Giuseppe. Rosa era ormai la regista di un perfetto trenino e, mentre i quattro uomini godevano, decise di farne parte. Salì sul divano e si fece leccare la figa dal bull fino a raggiungere l'ennesimo orgasmo... con la consapevolezza che questo era solo l'inizio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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