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Gay & Bisex

I giorni prima degli esami pt1


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
02.04.2026    |    4.429    |    2 9.7
"Lo guardai andare via, sapendo bene che quella giornata avrebbe avuto delle conseguenze..."

Era il **1982** e ci stavamo preparando per gli esami di Stato. Fu un’estate caldissima; i condizionatori erano ancora oggetti di lusso e l’unico sollievo veniva dalle pale dei ventilatori che giravano stancamente. In quel giugno soffocante, i pomeriggi e le sere erano interamente assorbiti dai Mondiali di Spagna. Io e Marco avevamo deciso di studiare insieme, dato che dovevamo portare le stesse materie: **Storia** e **Tecnica**. Ogni mattina, puntuali alle 8:00, o andavo io da lui o veniva lui da me. Spesso però preferivamo casa mia: i miei lavoravano fuori tutto il giorno e regnava il silenzio, mentre da lui il chiasso dei fratelli rendeva impossibile concentrarsi.
Quel giugno a Palermo fu un vero inferno: per ventuno giorni consecutivi il termometro segnò i **40 gradi**. Stavamo chiusi in casa, assediati dall'afa, con il ventilatore perennemente acceso. Con il passare dei giorni, il nostro abbigliamento si era ridotto all'essenziale: solo un paio di pantaloncini da calcio e una t-shirt. La nostra routine era scandita dal dovere: verso le 13:00 ci fermavamo per un pasto veloce e un’oretta di riposo. Così, ogni giorno dopo pranzo, ci sdraiavamo nel mio letto singolo per recuperare le forze.
Poi, un pomeriggio, accadde l’imprevedibile. Nessuno di noi due aveva mai manifestato tendenze bisessuali; al contrario, entrambi vantavamo numerose conquiste femminili. Eppure, quel giorno, scattò qualcosa che non avevamo preventivato.
Eravamo a letto: io ero girato con le spalle al muro, mentre Marco mi dava le spalle. Non so perché, ma sentivo il sesso turgido. Con un movimento che sulle prime parve innocente, Marco appoggiò il sedere contro di me. Sembrava dormisse, aveva gli occhi chiusi. Io rimasi immobile, non mi scostai. Bloccato tra lui e il muro, lasciai che il mio corpo premesse contro il suo, pensando quasi con distacco: *"Alla fine, se gli dà fastidio, sarà lui a spostarsi"*.
La situazione si protrasse per un paio di minuti e la mia erezione non accennava a diminuire. Fu allora che notai un dettaglio: Marco fingeva di dormire, ma la sua mano, appoggiata sulla spalla, aveva il **dito medio sollevato**. Mi sembrò un segnale inequivocabile; era impossibile che chi dorme mantenga una posizione simile. Capii che voleva qualcosa. Nonostante non avessi mai provato attrazione per un uomo, l’eccitazione del momento era travolgente.
Decisi di prendere l’iniziativa. Gli poggiai una mano sul fianco e diedi un colpo deciso contro il suo sedere, come a volerlo penetrare da sopra i vestiti. La reazione fu immediata: lui inarcò la schiena e si strofinò contro di me. Era il segnale che aspettavo. Tenendo sempre gli occhi chiusi, continuava a premere verso di me. Con decisione gli abbassai i pantaloncini e gli slip; toccandolo, mi accorsi che era già bagnato. Lui sussurrò un gemito di piacere.
Mi spogliai completamente e svestii anche lui. Lo posizionai a pancia in giù e lo penetrai con estrema facilità; il mio sesso entrò subito. Marco sussultò e, rompendo il silenzio, disse: **"Sì... finalmente, fottimi"**. Rimasi un istante interdetto, ma l'adrenalina del mio primo rapporto anale spazzò via ogni riflessione. Ero come un toro che vede rosso. I miei movimenti divennero ritmici, accompagnati dai suoi lamenti che si facevano sempre più violenti.
Lo sentii gemere fino a raggiungere l'orgasmo. **"Sto sborrando da tutte le parti!"** esclamò. Io continuai a spingere con foga finché non eiaculai dentro di lui con un’intensità mai provata prima.
Subito dopo, il caldo, il sudore e l'odore degli umori divennero quasi fastidiosi. Ci alzammo in un silenzio tombale. Nessuno dei due aveva il coraggio di guardare l’altro negli occhi o di proferire parola. Ci lavammo in fretta, ci vestimmo e Marco, con voce piatta, disse solo: **"Per oggi devo andare"**. Ci salutammo sulla porta senza fare il minimo accenno a quanto era accaduto. Lo guardai andare via, sapendo bene che quella giornata avrebbe avuto delle conseguenze.

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