Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > Da padrone a schiavo " basta un attimo"
Gay & Bisex

Da padrone a schiavo " basta un attimo"


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
12.04.2026    |    2.343    |    2 9.8
"La stanchezza prese il sopravvento e mentre i nostri corpi collassavano, il flash del telefono di Emma immortalò il momento..."
Per capire gli avvenimenti precedenti vi invito a leggere "La zia Anna"
L'arrivo alla villa fu l'inizio della fine, anche se allora lo scambiai per un privilegio. I cancelli in ferro battuto si aprirono con un gemito metallico, rivelando un viale fiancheggiato da cipressi che parevano sentinelle silenziose. La dimora nobiliare trasudava una ricchezza antica e decadente, dominando la collina con le sue finestre cieche. Scesi dall'auto raddrizzandomi la giacca, convinto che il mio fascino sarebbe bastato a piegare quella famiglia ai miei desideri. Sulla soglia, l'ombra di **Emma** mi attendeva con un sorriso che non raggiungeva gli occhi. "Benvenuto, nipotino," mormorò.
L'incontro amoroso con Emma iniziò come una danza di potere che credevo di dominare. Mi condusse in una camera da letto dove l'odore di incenso si mescolava a quello della pelle calda. Emma si muoveva con una grazia predatrice; mi svestì con lentezza cerimoniale, le sue mani fredde che tracciavano percorsi di fuoco sul mio petto.
"Sei così sicuro di te," sussurrava, mentre mi spingeva sul letto. Mi lasciai avvolgere, convinto di averla in pugno. L'atto fu un crescendo di urla soffocate e morsi; lei era insaziabile, una forza della natura che mi prosciugava. Fu nel momento di massima vulnerabilità, tra un bacio e l'altro, che con un gioco di carezze e nastri di seta mi ritrovai con i polsi legati alla testiera del letto. Pensai fosse parte del gioco, un capriccio erotico. Ma il suo sguardo cambiò: la passione lasciò il posto a una fredda ironia.
Il clic della serratura risuonò come uno sparo nel silenzio saturo di sesso della stanza. Non feci in tempo a reagire, ancora legato e madido di sudore, che la figura di **Guido** si scagliò sulla soglia. Non c’era traccia di sorpresa sul suo volto, solo una fame fredda. Emma non si coprì; anzi, si inarcò sul mio corpo immobile, offrendo la mia nudità allo sguardo del marito come un trofeo.
"Guarda, Guido," sussurrò lei, "il nipotino credeva di aver preso il comando."
Guido avanzò lentamente, slacciandosi la cravatta. "Un comando effimero," rispose lui, la voce profonda che mi vibrava nelle ossa. "È ora che impari la differenza tra un ragazzo che gioca al predatore e un uomo che possiede davvero." Mi afferrò la mascella con una mano, costringendomi a guardarlo mentre finiva di spogliarsi. Emma, eccitata dalla sua presenza, intensificò la presa, usando il gel per preparare il terreno alla violenta intrusione che stava per avvenire.Mi spalmò del gel sul mio membro già duro e con amore nell'ano di suo marito.
Il passaggio fu brutale. Guido non chiese permesso; si impose. Sentii il peso del suo corpo massiccio sovrastarmi. Divenni un **ponte di carne**, un canale di sfogo per la loro complicità perversa. La sensazione del dildo vibrante che Emma continuava a spingere dentro di me si fuse con la prepotenza di Guido che mi schiacciava sul materasso e godeva per la penetrazione anale.
"Ringhia ancora, padrone," mi schernì Emma all'orecchio, "facci vedere quanto sei uomo mentre ti riduciamo a un oggetto."
Ogni mio sussulto veniva soffocato da un loro comando, da una carezza proibita che trasformava il dolore in un’estasi umiliante. Ero un ingranaggio vivente nel loro meccanismo di piacere.

Quando Guido decise di ribaltare ulteriormente il gioco, mi slegarono. Ma la libertà era un’illusione.
Mi ritrovai a possedere ancora Guido messo a 90 e contemporaneamente Emma che si offriva alla mia bocca in un groviglio di umori e grida. Era un banchetto senza fine dove io ero allo stesso tempo il commensale e la portata principale. Le pareti sembravano trasudare lussuria, mentre le urla di Emma invocavano una devozione assoluta al vizio.
Il culmine ci travolse come un’onda d'urto. La stanchezza prese il sopravvento e mentre i nostri corpi collassavano, il flash del telefono di Emma immortalò il momento.In seguito una telefonata ad Anna,fu ennesimo trionfo della coppia .Anna osservava con un sorriso predatore il mio volto stravolto, consapevole che il "nipotino" era morto, lasciando il posto a uno schiavo che non avrebbe mai più cercato la luce del sole.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.8
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Da padrone a schiavo " basta un attimo":

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni