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I regali di un vero amico


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
08.03.2026    |    1.921    |    1 9.6
"Sergio, rannicchiato contro la schiena di Marcello, guardava entrambi con orgoglio, come un artista che ammira il suo capolavoro compiuto..."
Questa è la vera storia di Sergio,Laura e Marcello.......
Tutto era iniziato due anni prima su un sito di annunci. Marcello, un uomo dalla virilità solida e dal carisma dominante, cercava inizialmente la trasgressione di possedere donne davanti ai mariti, ma era finito per cedere alle lusinghe di un mondo maschile che lo bramava per la sua forza. Lì aveva incontrato Sergio, gay solare ed esuberante, con cui era nata un’amicizia profonda: Sergio era diventato il suo porto sicuro, l’uomo che accettava con devozione di placare la fame di sesso di Marcello, alternando quei momenti alla caccia incessante di donne che Marcello portava avanti con vigore.
L'occasione perfetta per unire questi mondi si era presentata con il 50esimo compleanno di Sergio. Per festeggiare l'amico del cuore, Laura era tornata dalla Svizzera, dove viveva da quindici anni. Ma non era un incontro casuale: Sergio, da perfetto regista, aveva preparato il terreno per mesi. Aveva parlato a Marcello della "fame" di Laura, descrivendola come una donna che, dietro l'eleganza, nascondeva una voglia di cazzo insaziabile. Allo stesso tempo, aveva confessato a Laura ogni dettaglio della potenza di Marcello. Entrambi sapevano tutto l'uno dell'altra; conoscevano le reciproche perversioni ancora prima di sfiorarsi.

La celebrazione si era tenuta in un locale affollato di Palermo. Appena Sergio aveva presentato Marcello a Laura, l'aria si era incendiata. Seduti vicini al tavolo, mentre gli altri invitati brindavano ignari, Marcello sentiva l'odore del profumo di lei. Laura era sfacciata perché sapeva di essere stata "raccontata" per la sua natura più porca: guardava le mani di Marcello e sussurrava: "Sergio mi ha detto che con queste mani sai fare miracoli".
Sotto il tavolo, la mano di Marcello, era risalita lungo la coscia di lei e con relativa sorpresa scopri che non portava intimo . Affondò le proprie dita tra le gambe già umide.La figa era depilata e l'umidità agevolò ingresso. Laura aveva inarcato la schiena, offrendosi al tocco delicato ma continuo. I due si guardavano compiaciuti e cercarono con lo sguardo Sergio che capii subito cosa stava succedendo.Verso la fine della cena, tra i saluti, il dialogo era diventato un crudo patto erotico. "Domattina non avrò pietà di te", le aveva promesso Marcello; lei aveva risposto con un sorriso complice e un invito per la mattina seguente nel suo hotel. Marcello era tornato a casa con il sangue che pulsava, sognando l'alba.

Alle 9:00 in punto, Marcello e Sergio erano davanti alla porta della stanza 201. Laura aveva aperto ed era una visione di pura perversione: vestita solo di un completino di pizzo nero trasparente. "Finalmente oggi ti faccio assaggiare l’essenza della donna," aveva detto ridendo a Sergio che si recò subito in bagno, ma il suo corpo era già proteso verso Marcello.
Appena la porta si era chiusa, Marcello l'aveva afferrata per i capelli, tirandole la testa all'indietro per baciarla con furia animale. Si era spogliato in un istante, e Laura, vedendo finalmente la mole della sua virilità, si era inginocchiata con una fretta disperata. Aveva dimostrato di essere una vera maestra, una donna che amava il cazzo sopra ogni cosa: lo aveva posseduto con le labbra, scendendo fino in fondo, guardandolo dritto negli occhi con uno sguardo lascivo. Marcello le aveva premuto la testa con vigore, godendo di quella bocca calda e sapiente.Nel frattempo
Sergio era uscito dal bagno e la vista dei due lo aveva incendiato. Si era avventato su Marcello, baciandolo mentre le sue mani correvano sul corpo nudo di Laura. Marcello aveva sollevato Laura di peso, l'aveva sbattuta sul letto e l'aveva esplorata con una lingua famelica. Laura urlava, le sue gambe avvolgevano le spalle di Marcello mentre lui divorava la figa..Sergio intanto leccava appassionante le palle e il cazzo del suo amico.
Poi, il cambio di ritmo. Marcello si sposto' e chiese a Sergio di leccare la figa di Laura ,si pose dietro l'amico e lo penetrò con foga e passione .Sergio urlava: "Che meraviglia, fottimi!". Su ordine di Marcello, Sergio aveva iniziato a stimolare Laura. Nonostante non fosse la sua natura, Sergio era rimasto ipnotizzato dal calore della donna, mentre Marcello lo spingeva con forza contro di lei in un incastro di corpi perfetto. Infine, Marcello si era sfilato dall'amico: "Ora togliti Sergio, voglio lei!". Aveva messo Laura a novanta gradi e l'aveva posseduta con un'irruenza devastante, passando poi alla via anale su richiesta di lei. Le spinte secche facevano vibrare il letto mentre i gemiti di Laura diventavano un canto di puro godimento
Il climax era arrivato come un'esplosione coordinata. Dopo l'orgasmo, Sergio si era insinuato tra le gambe dell'amica per raccogliere con la lingua i resti di quel piacere, sigillando l'unione.
Poi, il silenzio. I tre restarono distesi, i corpi sudati che ancora emanavano vapore, intrecciati tra le lenzuola sfatte. Marcello guardò Laura, che aveva i capelli spettinati e il trucco leggermente sbavato, ma un'espressione di trionfo assoluto. "Sei stata incredibile," mormorò Marcello, accarezzandole il fianco ancora arrossato dai suoi colpi. "Sei esattamente la predatrice che Sergio mi aveva descritto".
Laura ricambiò lo sguardo, gli occhi lucidi di gratitudine erotica: "E tu sei l'uragano che mi serviva per sentirmi viva. Non ho mai provato nulla di così violento e dolce allo stesso tempo". Sergio, rannicchiato contro la schiena di Marcello, guardava entrambi con orgoglio, come un artista che ammira il suo capolavoro compiuto. "Sapevo che sareste stati perfetti," disse con un filo di voce. "Siete la mia famiglia, la mia perversione, la mia felicità".
Si scambiarono sorrisi complici e complimenti sussurrati, consci che quel mattino a Palermo aveva riscritto le regole del loro legame. Sapevano che, nonostante la Svizzera fosse lontana, quel segreto carnale li avrebbe tenuti uniti per sempre in un unico, eterno brivido
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