tradimenti
La moglie del mio impiegato
Marciotto
19.04.2026 |
7.628 |
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"Guardai lui: si stava masturbando, per nulla infastidito, anzi rapito dalla scena..."
Nell'ambito lavorativo capita spesso che accadano cose imprevedibili. Gestisco un'attività commerciale e sono coadiuvato da due impiegati. Un paio di mesi fa, uno di loro era particolarmente chiuso e scontroso. Per un po' accettai quel comportamento, ma a lungo andare la situazione iniziò a creare problemi nella gestione quotidiana con i clienti. Così, un giorno, decisi di chiamarlo in disparte durante la pausa pranzo per capire cosa non andasse.
Il mio dipendente si chiama Giuseppe, ha 63 anni e lo conosco da almeno trenta. Praticamente conosco tutta la sua famiglia, compresa la moglie, Rosa, di dieci anni più giovane. Appena iniziai a chiedere spiegazioni, lui si commosse e, con le lacrime agli occhi, mi confessò di avere gravi problemi coniugali: aveva paura di essere lasciato perché non riusciva più a soddisfare sessualmente la moglie. Mi spiegò che soffriva di disfunzione erettile e che, nonostante assumesse farmaci specifici, riusciva ad avere un rapporto al massimo una volta ogni quindici giorni, senza grandi risultati.
Cercai di consolarlo e, percependo una certa inesperienza nonostante la sua età, gli suggerii scherzosamente un motto: **"Finché c’è lingua e dito, l’uomo non è finito"**. Con un po' di imbarazzo, gli spiegai cosa avrebbe potuto fare per compensare le sue mancanze fisiche. Lui ascoltò rapito, come se non avesse mai sentito parlare di certe pratiche, poi mi abbracciò.
Rosa veniva spesso in negozio e, in attesa che il marito finisse il turno, chiacchierava con me. Dopo quella confessione, iniziai a cogliere il senso di alcune sue affermazioni ambigue. Mi ritrovai, mio malgrado, nel ruolo di terapeuta sessuale e matrimoniale: entrambi, anche separatamente, mi parlavano delle loro insoddisfazioni.
Un pomeriggio, Rosa fu esplicita: "Non ne posso più, ho bisogno di un uomo. Sono una donna passionale, voglio godere, ma lui non fa nulla per aiutarmi". Rimasi basito da tali confidenze e, quando il marito si avvicinò, affrontammo l'argomento insieme.
Chiesi: "Giuseppe, allora, hai seguito i miei consigli?".
Lei interruppe subito: "Quali consigli?".
Ripetei ciò che gli avevo suggerito sui preliminari, e lei sbottò: "Non ne so niente, non fa assolutamente nulla!".
Mi ritrovai quindi a spiegare a un uomo di sessant'anni come far godere una donna. Ero reticente, ma fui spinto a essere esplicito. Iniziai a descrivere come avrebbe dovuto baciarla partendo dai piedi, risalendo lungo le cosce fino alle parti intime. Rosa sorrideva maliziosa e, incurante della mia presenza, allungò le mani verso il marito esclamando: "Niente, non si muove. Io invece mi sono già eccitata!". Con una scusa di lavoro, mi allontanai immediatamente.
Ciò che non mi aspettavo accadde due giorni dopo. Giuseppe mi prese da parte: "Ti prego, vieni a casa mia. Fai felice mia moglie almeno una volta, fammi vedere come si fa. Scopala pure davanti a me, sono disposto a tutto pur di non perderla".
"Ma sei impazzito?", risposi incredulo.
"Guarda che me l'ha chiesto lei", replicò lui.
Me ne andai in silenzio, scioccato ma, nel profondo, anche stuzzicato dall'istinto. L'indomani, Rosa venne a prendere il marito e mi sfidò apertamente: "Allora, non ti piaccio? Non vuoi farmi godere? O sei impotente pure tu?".
A quel punto risposi: "Senti Rosa, ora basta. Sappi che sono disponibile, ma alle mie condizioni. Io voglio tutto".
Lei ribatté sicura: "Certo, lo avrai. Anzi, lo pretendo".
Qualche sera dopo, con la scusa di una cena di lavoro, andai da loro. Giuseppe mi accolse sorridendo; mi faceva quasi pena pensare a quanto fosse disposto a spingersi per amore. Poi apparve Rosa, vestita in modo provocante: stivali al ginocchio, minigonna di pelle nera e una camicetta di pizzo sbottonata che faticava a contenere il seno.
La guardai e le dissi senza giri di parole: "Sei eccitante. Ho fame di te".
Lei mi guidò subito in camera: "Vieni, è tutto pronto".
Giuseppe ci seguì e si sedette su una poltroncina vicino al letto. Ebbi la sensazione che non fosse la loro prima volta, ma l'eccitazione era troppa per pormi domande. Iniziai a baciarla e a palpeggiarla; era già bagnatissima. Mentre la penetravo con le dita, lei gemette guardando il marito: "Guarda e impara". Mi baciò con foga, mentre io continuavo a stimolarla con decisione. Lei mi sbottonò i pantaloni e fece un cenno a Giuseppe: "Spogliaci". Lui ubbidì prontamente.
Appena nudi, lei si inginocchiò per un rapporto orale profondo e appassionato. Poi si sdraiò sul letto, aprì le gambe e mi disse: "Fai vedere a mio marito come si fa a godere". Iniziai a leccarle i piedi e a risalire lentamente lungo le gambe, facendomi desiderare. Quando arrivai al suo centro, la sua eccitazione era al culmine. Mi prese per i capelli guidandomi su di sé; iniziai a leccarla con foga, esplorando ogni centimetro. Lei raggiunse un primo, violento orgasmo che le bagnò il corpo.
Continuai a stimolarla con le mani mentre lei riprendeva a eccitarmi oralmente, muovendo il bacino fino a urlare per un secondo orgasmo: "Godo, Giuseppe! Godo, pezzo di cornuto!". Guardai lui: si stava masturbando, per nulla infastidito, anzi rapito dalla scena. A quel punto la girai, mettendola a pecorina, e la penetrai analmente. Spinsi con forza finché non raggiunsi l'apice, sborrandole dentro come lei aveva chiesto. Contemporaneamente, lei ebbe un altro orgasmo, mentre Giuseppe si avvicinò e concluse il suo piacere tra le labbra della moglie, che inghiottì tutto senza esitazione.
Estrassi il membro e, guardandoli, dissi: "Siete due bastardi, che bella sceneggiata".
Giuseppe, guardando Rosa, sussurrò: "È tutto vero. Io ho dei problemi e voglio solo che lei sia felice".
Mentre loro restavano a letto a baciarsi, io mi andai a lavare e mi rivestii, ancora scosso dall'incredibile serata.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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