tradimenti
Con il pretesto di un sogno
Marciotto
30.03.2026 |
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"La tranquillizzai subito: «Stai serena, è la dimostrazione che ti sei divertita tanto»..."
Sono un uomo maturo che da anni vive pienamente il mondo della trasgressione. Adoro l’universo femminile e amo porlo al centro del mio mondo, sia come bull nelle dinamiche cuckold, sia in avventure con singole vogliose. La mia attività professionale è il palcoscenico perfetto per questi incontri. Tra le clienti abituali spiccano due sorelle sulla cinquantina, magnetiche e consapevoli. Una è Rosaria, una splendida vedova di 58 anni dal fisico tonico, scolpito da anni di palestra e curato nei minimi dettagli.
Il tarlo si insinuò quando Rosaria confessò che i suoi figli le avevano dato il "benestare" per fare sesso, purché evitasse legami seri. Quella frase scatenò in me un sussulto. Gli abbracci di saluto, apparentemente innocui, iniziarono a diventare scariche elettriche. Decisi di rompere gli indugi con un’astuzia: le dissi di averla sognata. Davanti alla sua curiosità, alimentata dal mio soprannome di "pornodivo", iniziai a tessere un falso sogno erotico: io che la raggiungevo a casa per un guasto all'ADSL e finivamo a baciarci in cucina.
Vedendo la sua sfida («Tutto qui?»), affondai il colpo descrivendo un amplesso crudo sul marmo freddo della cucina, parlandole del bisogno disperato di essere posseduta dopo un anno di solitudine, di gemiti e pelle vellutata. Dopo un silenzio eterno che mi fece temere di aver rovinato tutto, lei sussurrò con un filo di voce: «Dai... facciamolo».
L'Attesa e la Resa
Passarono due giorni di incertezza: Rosaria sparì per un'influenza. Non sapevo se fosse una scusa, ma il lunedì tornò al bar. Il suo sguardo era inizialmente sfuggente, ma appena rimasti soli, mi fissò sicura: «Sii sincero, vuoi sapere se ho cambiato idea? Ci ho riflettuto... mi dispiace per tua moglie, ma voglio fare sesso con te. Senza implicazioni, e penso che per te vada benissimo».
Ci organizzammo per il mercoledì, usando come copertura una partita di Champions League. L’adrenalina era pura.
La Metamorfosi: Mercoledì, ore 20:00
Alle 20:00 in punto bussai alla sua porta. Quando aprì, lo shock fu totale. La donna in abbigliamento sportivo era sparita, lasciando il posto a una visione sublime:
* Scarpe tacco otto su calze di pizzo che terminavano a metà coscia, rette da un reggicalze.
* Gonna di pelle nera cortissima, appena sopra il pizzo delle calze.
* Camicia di seta nera trasparente, che svelava un reggiseno di pizzo rosso capace di valorizzare un décolleté mai notato prima.
* Capelli legati in una coda di cavallo alta, un dettaglio che eccitava i miei pensieri più torbidi.
«Ma sei tu? Sei uno spettacolo...» esclamai. Le porsi le rose e il Berlucchi ghiacciato. Mentre una musica chillout riempiva la stanza, la presi per i fianchi. Il suo profumo, "The One" di Dolce & Gabbana, mi inebriò; era lo stesso di mia moglie, e per un istante il pensiero mi turbò, ma la bocca socchiusa di Rosaria era un invito a cui non potevo resistere. Ci fondemmo in un bacio lungo e passionale, le lingue frenetiche, mentre le mie mani esploravano i suoi glutei sodi risalendo fino alla nuca. La strinsi forte, facendole sentire il mio cazzo durissimo contro il ventre.
«Dobbiamo cenare...» sussurrò lei.
«Ho solo fame di te,» risposi.
L'Altare del Peccato
La sollevai di peso; lei si avvinghiò con le gambe e mi guidò nella stanza da letto, trasformata in un talamo con candele, incenso e musica amplificata. La gettai sul letto. Le sfilai le scarpe e le calze con cura, mentre lei sbottonava la camicia e io mi denudavo. Iniziai a succhiarle gli alluci, leccando le piante dei piedi e risalendo verso l'interno coscia fino alle "porte del Paradiso".
Il profumo di lavanda mi accolse mentre iniziavo a leccarle la figa attraverso il perizoma già bagnato. Una volta rimosso il pizzo, mi immersi in un cunnilingus infinito, passando dal clitoride a ogni sua piega, penetrandola con la lingua. I suoi sussulti mi davano la carica.
«Ti prego dammelo... è da più di un anno... fammi tua!» gridò lei.
L'Estasi e la Pioggia Dorata
La penetrazione fu un incastro perfetto, un urto che colmava un vuoto durato mesi. Bastarono pochi colpi decisi perché lei raggiungesse un orgasmo intenso. Senza uscire, ci girammo e lei mi montò sopra come una valchiria impazzita, cavalcandomi con foga selvaggia mentre io le distruggevo i capezzoli tra le dita.
La tensione esplose: raggiunsi l'apice con una sborrata calda e potente, proprio mentre lei veniva travolta da un orgasmo tellurico che la portò a squirtare copiosamente su di me. Una pioggia dorata e dolcissima inondò il mio ventre e le lenzuola.
Eravamo esausti, i cuori all'impazzata e i corpi sudati, bagnati dai nostri umori e dal mio seme che colava dalla sua figa. Rosaria, vergognandosi, sussurrò: «Scusa... non so come sia potuto accadere... che vergogna, ti ho fatto la pipì addosso...». La tranquillizzai subito: «Stai serena, è la dimostrazione che ti sei divertita tanto». Poco dopo, ci trascinammo sotto la doccia insieme, terminando in modo spettacolare un incontro che aveva superato di gran lunga ogni mio possibile sogno.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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