trio
Laura "si che c'è"
Marciotto
17.03.2026 |
1.369 |
3
"La possedei con un'irruenza che lei stessa reclamava, passando alla via anale quando me lo chiese con un gemito strozzato..."
Tutto era iniziato due anni prima. Sergio non era solo un amico; era il mio specchio, l’uomo che sapeva leggere i miei silenzi e le mie irrequietezze. Tra noi c’era un legame fraterno, una complicità rara nata tra confidenze e sogni condivisi. Per il suo cinquantesimo compleanno, Sergio aveva deciso di farmi un regalo che andava oltre ogni immaginazione: mi aveva parlato di Laura.
Per mesi, Sergio aveva dipinto per me il ritratto di questa donna che viveva in Svizzera da quindici anni. Me la descriveva come un’anima elegante ma percorsa da una corrente elettrica di passione mai del tutto domata. Allo stesso modo, sapevo che a lei aveva parlato di me, della mia forza calma e del modo in cui so guardare una donna. Eravamo due sconosciuti che già si appartenevano
La sera della festa, in quel locale affollato di Palermo, la vidi. Quando Sergio ce le presentò, l'aria tra noi divenne improvvisamente rarefatta. Mi sedetti accanto a lei, mentre intorno a noi il mondo brindava e scherzava. Sentivo il suo profumo, una nota di ambra e mistero che mi stordiva.
> "Sergio mi ha detto che queste mani sanno fare miracoli," sussurrò lei, guardandomi dritto negli occhi con una sfida che mi fece vibrare il sangue.
>
Sotto il tavolo, la mia mano cercò la sua coscia. La pelle era di seta. Risalii lentamente, con una carezza che voleva essere una scoperta e una promessa. Quando sentii che non portava intimo, il mio respiro si fermò per un istante. Le mie dita esplorarono la sua intimità già calda e accogliente, un contrasto perfetto tra la sua eleganza esteriore e quel desiderio palpabile. Laura inarcò la schiena, un gemito quasi impercettibile che si perse nel rumore dei calici. Ci guardammo: il patto era siglato. "Domattina non avrò pietà della tua voglia," le promisi all'orecchio. Lei rispose con un sorriso che era un invito all'abisso.
La Stanza 201: Un’Eclissi di Sensi
Alle 9:00 in punto ero davanti alla sua porta. Sergio era con me, felice di testimoniare l'inizio di quella magia. Quando Laura aprì, rimasi senza fiato. Indossava un completino di pizzo nero, un velo trasparente che non nascondeva nulla della sua bellezza dirompente.
"Finalmente oggi ti faccio assaggiare l’essenza di una donna," disse ridendo verso Sergio, ma i suoi occhi erano piantati nei miei. Sergio si allontanò con discrezione verso il bagno per lasciarci il nostro spazio, e io non aspettai un secondo di più.
La Danza dei Corpi
La afferrai per i capelli, non per cattiveria, ma per sentire la sua resistenza, tirandole la testa all'indietro per divorare le sue labbra. Fu un bacio che sapeva di fame e di attesa infinita. Mi spogliai in un istante, e quando lei vide la mia nudità, i suoi occhi brillarono di una bramosia pura. Si inginocchiò con una fretta che mi lusingò, accogliendo la mia virilità con una maestria che mi fece vacillare. Era una predatrice, proprio come Sergio l'aveva descritta: mi possedeva con lo sguardo mentre le sue labbra mi portavano in paradiso.
Quando Sergio uscì, la sua presenza non fu un disturbo, ma un completamento. Vedere la nostra passione lo accese; si avvicinò a noi, baciandomi con quell'affetto profondo che ci legava, mentre le sue mani correvano sul corpo nudo di Laura per rassicurarla.
Sollevai Laura di peso, sentendo la sua leggerezza e la sua forza. La adagiai sul letto e mi immersi in lei con la lingua, esplorandola finché non la sentii urlare il mio nome. Le sue gambe si avvolsero attorno alle mie spalle in una morsa deliziosa.
Poi, il ritmo cambiò. Chiesi a Sergio di prendersi cura di lei, di assaporare quella femminilità che lo ipnotizzava nonostante la sua natura diversa, mentre io mi posizionavo dietro di lui, guardando il viso di Laura felice e unendoci in un incastro di calore e carne. Sentivo il battito di tre cuori in un solo respiro.
Infine, volli lei, solo lei. La misi a novanta gradi, ammirando la perfezione delle sue forme sotto la luce del mattino. La possedei con un'irruenza che lei stessa reclamava, passando alla via anale quando me lo chiese con un gemito strozzato. Ogni colpo faceva vibrare il letto e le nostre anime. Fu un'esplosione coordinata, un grido liberatorio che ci lasciò svuotati e completi.
Restammo distesi tra le lenzuola sfatte, i corpi sudati che emanavano vapore. Guardai Laura: aveva il trucco sbavato e i capelli in disordine, ma non l'avevo mai vista così bella.
"Sei stata incredibile," le mormorai, accarezzandole il fianco ancora arrossato. "Sei esattamente la predatrice che sognavo."
Lei mi guardò con gli occhi lucidi di una gratitudine che non dimenticherò mai: "E tu sei l'uragano che mi serviva per sentirmi viva, Marcello. Mai niente di così violento e così dolce insieme."
Sergio, rannicchiato contro la mia schiena, ci guardava con l'orgoglio di chi ha unito due metà di un unico segreto. Sapevamo che, nonostante la distanza, quel mattino a Palermo ci aveva legati per sempre in un brivido eterno.
triolismo scena a tre mordi capelli sottomissione consensuale oralità posizione a novanta gradi anale consensuale hotel stanza 201
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Laura "si che c'è":

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
