tradimenti
Una erotica follia...pt1
Marciotto
24.02.2026 |
1.777 |
1
"Ogni rumore di passi sul vialetto ci faceva irrigidire, ma il modo in cui lei mi guardava, sfidando il pericolo, alimentava il mio desiderio..."
La giornata era iniziata come decine di altre in quella villa: il profumo del prato tagliato di fresco, il rumore del ghiaccio che tintinnava nei bicchieri e quel brusio costante di chiacchiere familiari. Elio discuteva animatamente di politica con mio cognato vicino al barbecue, mentre mia moglie e altri invitati chiacchieravano o cucinavano e i bambini si rincorrevano lungo il perimetro della piscina.
Per anni ci eravamo visti in occasioni come questa, limitandoci a una grande e sincera simpatia. Non c’era mai stato un secondo fine, mai un doppio senso o un contatto che superasse il confine del rapporto tra parenti acquisiti. Eppure, quel giorno, qualcosa si accese all'improvviso, e l'iniziativa fu tutta sua.
Dopo una nuotata rinfrescante, mi ero sistemato su una sdraio all’ombra di un grande ombrellone. Fu Gabriella ad avvicinarsi, sedendosi proprio accanto a me, quasi a sfiorarmi. Iniziammo a parlare del più e del meno, ma mentre parlavo, lei fece scivolare la mano sul mio ginocchio, stringendolo con una confidenza mai vista prima. Io, dapprima, non ci feci caso; successivamente, poggiai la mia mano sul bracciolo della sdraio e lei, senza che io facessi nulla, prese le mie mani tra le sue, iniziando a carezzarle con una lentezza carica di un'intesa erotica mai provata in anni.
Mi girai a guardarla, sorpreso, e trovai il suo sguardo completamente trasformato: era denso, sensuale, quasi una sfida. Quell'attrazione, nata dal nulla per suo volere in un pomeriggio di sole, stava trasformando il giardino in un terreno minato. Mentre lei mi toccava, il cuore mi sobbalzava nel petto: il terre che mia moglie potesse voltarsi o che Elio interrompesse la sua discussione per cercarci con lo sguardo era un brivido freddo che rendeva l'audacia di Gabriella maledettamente più eccitante. Ero sorpreso ed eccitato; non nascondo che Gabriella mi è sempre piaciuta, splendida quarantenne, ma mai e poi mai mi sarei permesso di fare ciò che stava accadendo.
Cercando di darmi un contegno, mi diressi verso la zona degli spogliatoi. Il box doccia era una struttura in legno e vetro smerigliato, semi-nascosta dagli oleandri. Non appena l'acqua iniziò a scorrere, la porta si aprì e si richiuse con decisione.
Gabriella mi aveva seguito. Entrò nello spazio angusto senza esitare, mi guardò ed esclamò: "Non ti sei mai accorto di nulla? Lo so che ti piaccio, lo so che mi desideri... e io pure". Mi prese il viso tra le mani e mi baciò con una fame che non avrei mai immaginato potesse avere. Fu lei a guidare le mie mani lungo la sua schiena nuda, spingendomi a sciogliere il laccio del suo costume. Eravamo un solo corpo, incastrati tra le pareti, quando la voce squillante di suo figlio squarciò il momento: "Mamma? Dove sei?". Il pathos si spezzò. Lei uscì di corsa, lasciandomi immobile sotto l'acqua, col respiro mozzo e la paura folle che qualcuno potesse averla vista uscire dal mio box.
Il pranzo fu un esercizio di autocontrollo estremo. Sotto il tavolo, era ancora lei a cercarmi, stuzzicando le mie gambe con una sfrontatezza che mi faceva sudare. Il culmine arrivò più tardi, nell'idromassaggio protetto dal bambù, dove ancora una volta fu lei a dettare il ritmo.
Eravamo seduti vicini, da soli, sommersi fino al petto. Sotto il turbinio dell'acqua, la sua prudenza svanì del tutto. Le sue mani mi cercarono con urgenza sotto il pelo dell'acqua, dando inizio a una masturbazione reciproca intensa, ritmata dalle bolle. Dovevamo restare immobili sopra la superficie, mantenendo un'espressione neutra. L'ansia di essere scoperti da mia moglie o dagli altri parenti che passeggiavano a pochi metri era costante. Ogni rumore di passi sul vialetto ci faceva irrigidire, ma il modo in cui lei mi guardava, sfidando il pericolo, alimentava il mio desiderio. Sentivo il suo respiro farsi affannoso mentre cercava di non emettere suoni, i suoi occhi fissi nei miei mentre le sue dita lavoravano con perizia. Cercavo di essere indifferente, ma la mia mano carezzava la sua figa calda, le mie dita sul clitoride, e la masturbai prima lentamente e poi sempre più velocemente; sentivo le contrazioni sulla mia. Avrei voluto possederla, infilarle il mio cazzo duro in quella figa vogliosa, ma non potevo. Lei, nel frattempo, cercava di masturbarmi. In quel bagno nascosto, avevamo consumato un segreto nato dalla sua improvvisa e travolgente iniziativa che avrebbe cambiato la nostra storia.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Una erotica follia...pt1:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
