tradimenti
Mykonos. " l'isola del peccato"
Marciotto
22.04.2026 |
3.138 |
2
"Iniziò a leccare Sabrina con un'intensità quasi rabbiosa, risalendo l'interno coscia fino a perdersi tra le sue gambe..."
Io e **Stefano** siamo amici da una vita. Nonostante io sia un uomo felicemente sposato e lui un eterno spirito libero, abbiamo sempre mantenuto l'abitudine di fare una vacanza insieme alle nostre compagne. I nostri viaggi erano sempre stati all’insegna del relax, ma l'estate scorsa, in una villa bianca affacciata sul blu cobalto di **Mykonos**, la nostra sintonia ha preso una piega oscura e inaspettata.
Mentre io vivo la mia sessualità in modo rigorosamente monogamo con mia moglie **Elena**, Stefano cambia spesso partner. Quell'anno era accompagnato da **Sabrina**, una donna dalla bellezza prorompente e un sex appeal che trasudava da ogni poro. Fortunatamente, Elena e Sabrina legarono subito, spianando la strada per quella che doveva essere una vacanza tranquilla.
La villetta affittata era un gioiello di architettura cicladica, con spazi comuni che invitavano alla disinibizione. Già dal secondo giorno, Sabrina iniziò a muoversi per casa con bikini ridottissimi. In spiaggia era normale, ma tra le mura domestiche la sua fisicità diventava un assedio: si chinava con lentezza studiata per raccogliere un bicchiere, offrendo alla mia vista il volume generoso del seno e le curve tornite del sedere. Io fingevo indifferenza, ma il mio corpo rispondeva con un’eccitazione costante e dolorosa.
Il terzo giorno, alle 7:30 del mattino, il caldo mi spinse in giardino. Nel silenzio dell’alba, dalla finestra socchiusa della camera di Stefano, iniziarono a filtrare gemiti inconfondibili. Mi avvicinai, con il cuore in gola. Sentivo Stefano apostrofarla con violenza erotica:
*“Sei una cagna, Sabrina... ti piace farti guardare da Andrea, eh? Gliela sbatti sempre in faccia!”*
E lei, con una voce sporca di piacere: *“Sì... sono una troia... vorrei i vostri cazzi insieme, lo sai che lo voglio!”*
Non riuscii a fermarmi. Rientrai e vidi la porta della loro camera accostata. Attraverso lo spiraglio, lo spettacolo era brutale: Sabrina era a quattro zampe, il viso premuto contro il materasso, mentre Stefano la penetrava da dietro con colpi sordi e potenti. In un movimento involontario, la porta si aprì di qualche centimetro. Stefano mi vide. Non si fermò; anzi, mi fissò negli occhi con un sorriso complice e, accelerando il ritmo in modo forsennato, raggiunse l’orgasmo urlando il mio nome insieme a quello di lei.
Poco dopo, a colazione, la tensione era palpabile. Stefano mi si avvicinò e, con una pacca sulla spalla, sussurrò: *“Tranquillo non mi hai dato fastidio anzi mi hai fatto venire in un istante. È stato fantastico.”*
Nel pomeriggio, mentre le donne erano al centro benessere, Stefano andò dritto al punto: *"Hai sentito cosa vuole Sabrina. Vuoi provare? Domattina alle 7:00 lasciamo la porta aperta. Vieni, chiudiamoci dentro e facciamola impazzire."*
Passai la notte in bianco, divorato dal senso di colpa e da una lussuria animale. Alle 7:00 in punto, sentii il click della serratura della loro stanza. Entrai. Sabrina era in ginocchio, nuda, e stava già lavorando con la bocca sul membro di Stefano. Mi spogliai e mi affiancai a lui. Stefano la prese per i capelli, guidando il suo viso verso di me. Sabrina non esitò: iniziò a prenderci entrambi, la sua lingua calda passava da un glande all'altro con una perizia tecnica che mi tolse il fiato.
Poco dopo, Stefano propose la "doppia". Si sdraiò e Sabrina lo cavalcò, mentre io mi posizionai dietro di lei. La penetrai analmente: la pelle era calda, lubrificata dal desiderio. Il ritmo era frenetico, un groviglio di carne e umori. Godevamo come ossessi finché, quasi simultaneamente, le eiaculammo dentro e sopra, mentre Stefano le tappava la bocca per non svegliare Elena.
Tornai in camera e, ancora carico dell'adrenalina del tradimento, possedetti Elena con una foga mai vista. Lei, nel dormiveglia, ricambiò quel vigore culminando in un orgasmo esplosivo che fece tremare la spalliera del letto.
La sera successiva, l’alcol fece il resto. Dopo tre bottiglie di vino bianco ghiacciato, Sabrina lanciò la sfida: *"Il gioco del tocco. Uno si benda e deve indovinare chi lo sta accarezzando"*. Elena, euforica e disinibita dal vino, accettò di essere la prima.
Mentre era bendata, io e Stefano iniziammo a sfiorarla, ma fu Sabrina a prendere il comando. Si inginocchiò tra le gambe di mia moglie e, dopo averle sfilato con i denti lo slip, iniziò a leccarla con una voracità metodica. Elena ebbe un sussulto, cercò di ritrarsi, ma io le sussurrai all'orecchio: *"Rilassati amore, lasciati andare"*. Lei abbandonò ogni resistenza.
La scena era un quadro di pura perversione: Sabrina divorava Elena, io dietro mia moglie le stringevo i seni e Stefano, dietro Sabrina, la penetrava con colpi che spingevano il viso della sua donna sempre più a fondo nell'intimità di mia moglie. Elena, ormai in trance erotica, accettò persino di prendermi in bocca davanti a tutti, cosa che non aveva mai fatto con tanta passione. Quando sentii l'orgasmo arrivare, mi scostai e sborrai sul viso di Sabrina. Quando tolsi la benda a mia moglie, il suo sguardo era cambiato. Non c'era più la compagna di una vita, ma una donna che aveva appena assaggiato l'abisso.
La mattina dopo, però, arrivò la resa dei conti. Elena mi guardò con gli occhi lucidi: *"Cosa mi hai fatto fare? E se adesso io volessi farmi scopare da Stefano?"*. La sfida era lanciata. Non facemmo in tempo a rispondere che Stefano e Sabrina entrarono nel terrazzo. Sabrina baciò Elena sulla bocca, un bacio lungo e umido che Elena ricambiò fissandomi con sfida.
Elena ,sfidandomi trascinò entrambi sul letto. Iniziò a leccare Sabrina con un'intensità quasi rabbiosa, risalendo l'interno coscia fino a perdersi tra le sue gambe. Stefano si eccitò immediatamente e si posizionò davanti a loro. Elena, con una foga animalesca, iniziò a possedere il membro di Stefano con la bocca, alternandosi con Sabrina.
*"Lo hai voluto tu"*, mi disse Elena gelida, prima di spingere Stefano sulla schiena e cavalcarlo con movimenti lussuriosi, guardandomi dritto negli occhi mentre lui la penetrava.
Invaso da una gelosia primordiale mista a un'eccitazione insopportabile, presi Sabrina e iniziai a possederla analmente con violenza proprio accanto a loro. Ma vedere mia moglie godere sotto un altro uomo mi spezzò qualcosa dentro. Interruppi tutto. Afferrai Elena di peso, la trascinai nella nostra stanza e chiusi la porta a chiave.
*"Non posso vederti con lui, mi uccide!"*, le urlai.
*"Nemmeno a me è piaciuto davvero"*, rispose lei *"ma dovevamo capire fin dove potevamo spingerci."*
In quel momento di disperata riconquista, Elena fece l'ultimo passo. Si voltò, si mise a carponi e, con un gesto di sottomissione assoluta, mi chiese di prenderla dove non glielo avevo mai chiesto. La penetrai analmente con una forza che era insieme amore e possesso, un modo per marcare il territorio e cancellare ogni traccia di Stefano dal suo corpo. Raggiungemmo un orgasmo simultaneo, un urlo liberatorio che sancì la fine della nostra monogamia tradizionale e l'inizio di qualcosa di nuovo, oscuro e indissolubile.
Uscimmo da quella stanza, ma Stefano e Sabrina stavano ancora facendo sesso. Quel silenzio e la sensazione di non essere visti alimentavano la libidine. I gemiti di Sabrina erano fuori controllo. Guardammo dalla finestra: era legata alla spalliera del letto per i polsi, con le gambe divaricate, mentre Stefano praticava un fisting profondo. Lei gemeva in modo pazzesco. Mia moglie mi guardò perplessa; non aveva mai visto nulla di simile e mi disse: *"Non ci provare mai"*. La baciai in segno di assenso.
Continuammo a osservare, nonostante fossimo soddisfatti del nostro rapporto appena concluso; l'aria di Mykonos spingeva alla trasgressione. Stefano era un vulcano di iniziative: slegò Sabrina, si accorse di noi, sorrise e la mise in posizione carponi. Le legò nuovamente i polsi dietro la schiena e introdusse un dildo nell'ano. Dopo averla leccata con cura, la penetrò vaginalmente; mentre la montava, muoveva con maestria il dildo nel culo. Non avevo mai sentito una donna godere tanto. La vedemmo squirtare e, a quel punto, lasciammo quella visione per sederci a bordo piscina in attesa che finissero.
Quello che era accaduto nelle ultime 24 ore aveva cambiato la nostra percezione del sesso; non tanto la mia, che era già sviluppata ma mai esplosa per rispetto di mia moglie, quanto la sua. Quando i nostri amici ci raggiunsero, iniziammo le attività vacanziere come se nulla fosse successo.
Passammo una piacevolissima giornata e, nel tardo pomeriggio, ci preparammo per la discoteca. Dopo cena trovammo un locale splendido. Il grado alcolico era alto e Sabrina era particolarmente euforica. Indossava un abitino succinto e ballava in modo così spinto da essere subito circondata da altri uomini. Stefano sembrava divertito.
Sabrina, per provocare, baciò Elena sulla bocca; lei ricambiò ma si allontanò subito. Stefano ci chiamò in disparte: *"Quelle due coppie alloggiano nella villa accanto e ci hanno invitato a proseguire la serata da loro. Io e Sabrina ci andiamo, vogliamo concludere alla grande. Voi che fate?"*.
Dopo un attimo di esitazione, decidemmo di unirci a loro. C'era molta euforia; scoprimmo che una delle coppie, Matthias e sua Anna, era sposata. Entrammo nella loro splendida villa e ci tuffammo tutti nudi in piscina sulle note di una musica *deep house exotic*.
In acqua ogni freno scomparve. Sabrina diventò il centro dell'attenzione: si posizionò sul bordo vasca e, a turno, tutti la leccammo. La moglie di Matthias si avvicinò a me baciandomi e toccandomi, mentre Matthias faceva lo stesso con mia moglie. Matthias propose: *"Noi siamo sposati, giochiamo noi quattro e lasciamo che gli altri si divertano tra loro"*. Accettammo; il fatto che non fosse Stefano a stare con mia moglie mi rendeva tutto più accettabile.
Andammo nella loro camera. Mentre le nostre mogli si baciavano, Matthias provò a baciare me; d'istinto mi allontanai, ma gli sorrisi per non creare disagio. Ci immergemmo in un groviglio di corpi. La posizione più eccitante fu Matthias sdraiato con la moglie che lo cavalcava, Elena con l'intimità sul viso di lui che la leccava, e io che penetravo analmente la moglie di Matthias. Ci scambiammo più volte; vedere mia moglie con un altro uomo, mentre io possedevo un'altra donna, non mi faceva più l'effetto doloroso di prima. Ci cercavamo con gli occhi e, al momento dell'orgasmo, presi mia moglie e le sborrai dentro mentre lei urlava di piacere.
Stanchi ma appagati, uscimmo e vedemmo l'ultima follia: Stefano che penetrava analmente **Elias**, il quale leccava Sabrina, intenta a sua volta a leccare l'altra donna. Ci tuffammo un'ultima volta in piscina mentre i primi riflessi dell'alba illuminavano Mykonos. Guardai Elena: non sapevamo se sarebbe stata solo una parentesi o un nuovo modo di vivere, ma sapevamo che, sotto quel sole, avevamo bruciato il passato per rinascere dalle sue ceneri.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Mykonos. " l'isola del peccato":

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
