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Gay & Bisex

Tutto vero !! Il secondo incontro


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
01.03.2026    |    2.294    |    4 9.6
"Danny si accasciò su di me, ma poi, non ancora contento, scese dal lettino e iniziò a leccare la sua sborra e la mia che era fuoriuscita dal culo..."

Il Secondo Incontro con Danny
Tutto è iniziato con una sfida al limite del proibito: Danny, un medico stimato e magnetico, mi ha ricevuto nel suo studio ufficiale tra una visita e l’altra. Quello che doveva essere un ambiente asettico si è trasformato in un teatro di lussuria feroce. Protetti solo da una porta chiusa a chiave e dal silenzio forzato di una sala d’attesa piena di pazienti ignari, abbiamo consumato un incontro dominato da una consapevolezza pragmatica e brutale.
Danny, sotto il camice bianco, ha rivelato una fame animalesca: prima con una sottomissione devota e una maestria orale chirurgica, poi offrendosi al mio piacere sul lettino clinico. Lo specchio dello studio ha riflettuto il contrasto tra la sua autorità professionale e l’abbandono totale ai miei colpi ritmici e profondi. Dopo averlo riempito del mio seme e aver assaporato il suo ultimo gesto di adorazione, sono uscito con il suo sapore sulle labbra, lasciandolo nel suo regno di scienza e segreti.
Non era passata neanche una settimana da quel focoso incontro quando mi arriva un messaggio WhatsApp di Danny. Mi scrisse: "Ti ricordi di me?", con la consapevolezza che non potevo certo averlo dimenticato. Aggiunse: "Domani ho un’ora libera, ci vediamo alle 10", e mi diede l’indirizzo del luogo dove recarmi. Logicamente dissi di sì, feci il possibile per liberarmi dai miei impegni e così arrivò il giorno dell’appuntamento.
Arrivai in uno stabile dove l’anonimato mi parve un optional; dissi dove ero diretto e salii. Suonai il campanello e questa volta venne lui ad aprire. Era un altro suo studio. Mi disse "accomodati", chiuse la porta a chiave e mi invitò a recarmi in una stanza specifica, aggiungendo: "Scusami, faccio un paio di telefonate e ti raggiungo".
Entrai in quella stanza dove un tavolo professionale incuteva quasi timore, con adiacente un lettino per le visite. Ero già eccitato, non avevo bisogno di nulla per essere duro e pronto a qualunque cosa. Attesi cinque minuti e finalmente arrivò; chiuse a chiave anche questa porta, si avvicinò alla poltrona dove ero seduto e mi baciò appassionatamente. Rimasi interdetto: non immaginavo un inizio simile, non avevo mai baciato un uomo, ma risposi con foga. Mi piaceva quella situazione, mi piaceva lui, ero pronto a tutto.
Ci alzammo continuando a baciarci con trasporto, le nostre lingue si arrovellavano tra baci reciproci sul collo e le frasi più sconce possibili. Il pathos era a mille e iniziammo a spogliarci a vicenda. Via le camicie, le scarpe, i pantaloni. Lui tolse gli slip; io stavo togliendo i miei, ma lui mi fermò: "Aspetta!".
I miei slip non riuscivano a contenere il mio cazzo duro e umidissimo. Lui si inginocchiò e iniziò ad annusarlo e a strofinarlo sul suo viso senza togliere il tessuto. Mi disse: "Hai un cazzo bellissimo, curvo e grosso come piace a me". Poi abbassò gli slip con violenza e, senza usare le mani, iniziò con la punta della lingua a girare intorno alla cappella con movimenti lenti e rotatori. Poi appoggiò le labbra e continuò a dare colpi di lingua.
Stavo letteralmente impazzendo. Preso dall’eccitazione, gli afferrai il capo e glielo ficcai direttamente in gola. Iniziò così un lungo, focoso ed eccitante pompino: entrava e usciva dalla gola con estrema facilità. Non usava le mani sul membro, ma le posizionò dietro le mie chiappe; come se non bastasse la mia foga sulla sua testa, anche lui spingeva il mio bacino sulla sua bocca. Mi guardava con quegli occhi che gridavano sesso, con una complicità e una voglia mai provate prima.
Ero talmente eccitato che temevo di sborrargli subito in bocca. Lo fermai e lo invitai a sdraiarsi con l’addome sul lettino. Gli feci aprire le gambe e iniziai a giocare con il suo culo: era bagnatissimo, non c’era bisogno di gel. Si voltò e mi disse: "È tutto tuo". Iniziai a penetrarlo con un dito; lui neanche sussultò per quanto era eccitato. Poi un secondo: entravo, uscivo, roteavo. Poi un terzo. Lui gemeva e sussurrava: "Sì, sì, sì...".
Estrassi le dita e con un colpo energico lo penetrai. Lui urlò: "Sì! Godo, fottimi, sono la tua troia!". I miei colpi erano decisi, lo avevo più duro del marmo. All'inizio lo tenevo fermo dai fianchi e fottevo; poi lasciai i fianchi e lo presi dalle scapole. Lo fottevo, era mio. Di tanto in tanto gli stringevo i capezzoli. Spingevo, spingevo... lui godeva e sollecitava i miei colpi insistenti: "Sto venendo dal culo, sborro dai, spingi, sto venendo!".
Io non ero sazio. Lo feci salire sul lettino, lo misi a novanta e iniziai a fistarlo: una, due, tre, quattro dita entravano e uscivano con passione, e poi in successione anche le altre quattro dita dell’altra mano. Lui, con voce ansimante ma eccitata, mi disse: "Che mi stai facendo... sto godendo. Mi fai impazzire... cos’è questa cosa? Dai, continua!".
Lo feci per altri tre minuti circa e poi gli dissi: "Dai, tocca a me". Lo feci scendere, mi sdraiai io a pancia in su e gli chiesi di salire e cavalcarmi. Così fece. Il mio cazzo, ancora duro, penetrò il suo culo. Mi ballava sopra, il ritmo era frenetico. Ci guardammo negli occhi e ci baciammo appassionatamente; durante il bacio sborrai violentemente nel suo culo e lui, non riuscendo a trattenere l'urina, mi sborrò sulla pancia. Avevamo raggiunto l’orgasmo insieme.
Eravamo esausti. Danny si accasciò su di me, ma poi, non ancora contento, scese dal lettino e iniziò a leccare la sua sborra e la mia che era fuoriuscita dal culo. Sorridendo gli dissi: "Non ne devo conoscere più di troie come te". Lui sorrise e continuò a pulirmi. Appena finito, scesi dal letto e gli chiesi: "Vuoi fare l’ultima porcata?". Lui annuì. E così, con il mio cazzo ormai un po’ afflosciato, gli chiesi di bere il mio piscio. Così fece. Bevve tutto senza fiatare: l’ultimo atto di un incontro semplicemente stupendo.
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