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L'uomo dal portone accanto " L'evoluzione"pt3


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
26.03.2026    |    906    |    0 9.2
"Era un quadro di depravazione: sentivo la bocca di Michele sul mio cazzo e il gusto aspro e dolce di Elena sulla lingua..."
Questo è il seguito del racconto "L'. uomo del portone accanto parte 1 e 2 " di cui faccio una accurata sintesi'
Max, un commerciante di 57 anni dalla presenza solida e lo sguardo esperto, conduceva una vita ordinaria fino a quando un sito di incontri non scoperchiò un abisso proprio sotto i suoi occhi. Scoprì che Michele, il suo vicino di negozio — un avvocato stimato, il ritratto del "macho" in carriera tutto d’un pezzo — era in realtà un passivo vorace che brama sottomissione. Il loro primo incontro clandestino nell'appartamento di Michele fu una detonazione di libidine: un rapporto intenso e travolgente che polverizzò ogni barriera professionale, rivelando una sintonia sessuale inaspettata.
Dopo quella volta, l'aria nel quartiere era cambiata. Ogni volta che Michele entrava nel mio negozio, i nostri sguardi erano carichi di un segreto elettrico. Una sera, poco prima della chiusura, Michele tornò da solo. Si appoggiò al bancone e, con un sorriso complice, mi sganciò la bomba:
— "Max, mia moglie sa tutto di me. Siamo una coppia aperta. Sabato sera abbiamo una cena con una coppia di nostri amici, anche loro molto 'liberi'. Voglio che tu sia il nostro ospite d'onore. Voglio che li scopi tutti, uno per uno."
Sabato sera mi presentai a casa sua. La tavola era imbandita, ma l'atmosfera trasudava sesso, non cibo. C’era Elena, la moglie di Michele, una donna sofisticata con un vestito di seta nera senza nulla sotto, e i loro amici: Stefano, un tipo palestrato e arrogante, e sua moglie Chiara, una bionda con lo sguardo da predatrice. Non arrivammo nemmeno al dolce. Elena si alzò, mi venne dietro e iniziò a massaggiarmi le spalle, mentre Chiara, sotto il tavolo, mi sfilava le scarpe con i piedi. Michele guardava la scena con gli occhi lucidi di eccitazione, già con la mano nei pantaloni.
— "Facci vedere cosa sai fare, Max," sussurrò Michele.
Mi alzai e sbattei Elena sul tavolo, tra i cristalli e i piatti. Le alzai la gonna e la sbattei senza complimenti, mentre Stefano guardava la scena mentre il suo amico lo spompinava, eccitato dal fatto che un altro ghermisse sua moglie. Non appena venni dentro di lei, Chiara si fiondò sul mio cazzo ancora sporco per ripulirlo con la lingua, mentre Stefano si metteva a novanta sul divano, implorando la sua dose. Fu una carneficina di piacere. Passai da un buco all'altro senza sosta. Inculai Stefano con la stessa foga con cui avevo preso Michele la prima volta; le sue urla da "macho" si trasformarono in gemiti acuti mentre lo sfondavo davanti agli occhi di sua moglie, che nel frattempo veniva leccata da Elena. Le due donne usarono toy e plug per aumentare il piacere.
Poi fu il turno di Michele. Voleva sentire di nuovo il mio peso. Lo presi con violenza mentre Chiara con un dildo nel culo si avvicinava per leccarmi il buco del culo e lui, sottomesso e felice. La serata finì con noi cinque distrutti sul tappeto. Michele, pulendosi l’angolo della bocca, ansimò: — "Te l’avevo detto, Max... la vita reale è molto meglio di internet. Benvenuto nel nostro mondo."
Nei giorni seguenti, vederli passare davanti al negozio era un supplizio erotico. Elena, elegante nei suoi tacchi 8 e gonne a tubino che segnavano i fianchi, mi rivolgeva saluti freddi, quasi fingendo di non conoscermi. Quel distacco, dopo aver bevuto la mia sborra e aver preso il mio cazzo ovunque, mi eccitava da morire. Sapevo che stava solo aspettando di essere "punita" di nuovo. L'occasione arrivò con l'invito a Villa Mondello.
Sabato alle 21 mi presentai puntuale. Nel salone, oltre ai padroni di casa Gerardo e Giusy, c’erano Michele ed Elena, Chiara e Stefano, Antonio con Gemma e Fulvio, un altro bull per la serata. L’atmosfera era satura di musica chillout e profumi costosi. Mentre Stefano ballava con Giusy e Fulvio si accodava per un ballo a tre, io puntai Elena. Mi portai dietro il divano e iniziai a massaggiarle il collo, affondando le dita nei muscoli tesi, mentre Gerardo e Michele le aprivano le gambe scoprendo le cosce velate dalle autoreggenti.
Mi inginocchiai davanti a lei, le scostai il perizoma e iniziai a leccarle la figa. Profumava di fresco ma era già bagnata; la mia lingua lavorava il clitoride e si spingeva a fondo finché lei non iniziò a sussultare, tenendomi la testa ferma mentre prendeva in bocca i cazzi di Gerardo e Michele. Contemporaneamente, Michele si sdraiò a terra dietro di me e iniziò a spompinami con bramosia disperata. Era un quadro di depravazione: sentivo la bocca di Michele sul mio cazzo e il gusto aspro e dolce di Elena sulla lingua. Intorno, Chiara urlava sotto la doppia penetrazione di Stefano e Fulvio, un ritmo martellante di carne contro carne.
Ma volevo di più. Afferrai Elena e la portai in camera da letto. La bendai con un foulard di seta, le legai i polsi alla testata e la gettai sul letto. La privazione della vista amplificò tutto. Leccai i capezzoli che si indurivano, scesi lungo il ventre e tornai tra le sue gambe. Iniziai a masturbarla con le dita: uno, due, tre... poi quasi tutta la mano, muovendo il polso con una velocità ritmica che la faceva vibrare finché un getto potente di squirt non inondò la mia mano e le lenzuola, proprio mentre gli altri si univano a noi sul letto.Tutti scopavano tutti era una giostra del piacere..
Il culmine fu brutale. La misi a novanta gradi, il culo offerto come un trofeo. Mentre lei spompinava Fulvio, io la penetrai analmente. Senza complimenti, spinsi a fondo. Elena lanciò un grido di estasi suprema. Pompavo quel culo con rabbia animale, godendo della resistenza del muscolo, mentre sotto di lei Gemma leccava la figa a Elena e succhiava il mio cazzo quando lo uscivo dal culo di Elena .Intanto Michele mi baciava con la lingua e io lo masturbavo per farlo partecipare al massacro che stavo riservando a sua moglie. Elena non si arrendeva, mi istigava ad andare più forte finché, con un movimento rotatorio del bacino, mi fece esplodere. Urlai di piacere venendo dentro di lei con una potenza devastante.
Appena uscii, Michele si fiondò a leccare e pulire ogni goccia di sborra che colava dall'ano di sua moglie, interiorizzando il mio possesso su di lei. La serata si chiuse in un groviglio di corpi esausti e macchiati, dal piacere .Tutti i partecipanti era consapevoli di aver vissuto una serata unica e spettacolare .ma soprattutto che il lunedì mattina, in negozio, nulla sarebbe più stato lo stesso per me ed Elena.
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