tradimenti
Rapporti di buon vicinato"la conclusione"pt2
Marciotto
13.03.2026 |
1.360 |
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"Uscendo da quella casa, Francesco e Federico non erano più solo padre e figlio: erano una trinità di segreti, legati da un desiderio inesauribile e dalla consapevolezza di aver condiviso la..."
Brevissimo sunto prima parteIl contatto tra Francesco ed Elvira era stato solo l'inizio. Mentre lui si perdeva nell'intimità della vicina, lei lo fissava con uno sguardo che bruciava di malizia: «Francesco... sei l’immagine speculare di Federico. La stessa forza, la stessa anatomia... siete identici lì sotto. Avervi entrambi sarebbe il mio desiderio più grande».
Nei giorni successivi, la vita di Francesco divenne un campo minato di silenzi e sospetti. Durante le cene con la moglie Cinzia e i figli, ogni parola sembrava un potenziale tradimento. Quando Cinzia criticò apertamente il modo di vestire provocante di Elvira, Francesco sentì il sangue gelarsi nelle vene. Ma fu Federico a intervenire, con una freddezza che lo lasciò di sasso: «Mamma, sei rimasta indietro. Elvira è una donna che celebra la sua bellezza. Dovresti farlo anche tu». Prima di uscire, il ragazzo strinse il padre in un abbraccio troppo stretto, sussurrando con un sorriso ambiguo: «Ciao papà, io vado a divertirmi».
La Svolta
Rimasto solo con la moglie, Francesco cercò di esorcizzare la tensione. La convinse a lasciarsi andare, e quella sera Cinzia sembrò trasformarsi. Sotto l’influenza di un film erotico e di una nuova, inspiegabile energia, si concesse a lui con una passione mai vista, esplorando confini anali che portarono entrambi a orgasmi devastanti. «Perché non godere e vivere?», mormorò lei dopo. Una frase che rimase conficcata nella mente di Francesco come un invito al baratro.
La resa dei conti avvenne nello studio. Federico affrontò il padre senza giri di parole: «Inutile scappare con lo sguardo, papà. So tutto. Elvira ha mormorato il tuo nome in un momento di estasi». Lo sgomento di Francesco fu totale, ma il figlio non cercava lo scontro. Al contrario, offriva un’alleanza: «Non ti giudico, ti ammiro. Domani a pranzo sono da loro. Vogliono vedere padre e figlio all'opera insieme. Vieni con me».
L'indomani, ogni barriera morale crollò. Nell'appartamento dei vicini, l'atmosfera era carica di un'elettricità torbida. Gabriele, il marito di Elvira, si fece avanti per primo: inginocchiandosi, accolse contemporaneamente la virilità di padre e figlio in una fellatio coordinata. Francesco e Federico si guardavano negli occhi, uniti da una complicità genetica che superava ogni tabù.
Poi passarono ad Elvira. Distesa sul divano, la donna divenne il centro di un assalto ritmico e primordiale: Federico davanti, Francesco da dietro. I loro corpi si muovevano all'unisono, le pelli si scontravano nel calore di lei, mentre le urla di Elvira riempivano la stanza. Usarono Gabriele come sottomesso e Elvira come un altare di piacere, finché il culmine non li travolse entrambi. Inondarono la donna con un seme condiviso, un sigillo biologico del loro nuovo legame, mentre Gabriele ripuliva devotamente i loro corpi
Mentre si rivestivano, la vergogna era ormai un ricordo lontano. Uscendo da quella casa, Francesco e Federico non erano più solo padre e figlio: erano una trinità di segreti, legati da un desiderio inesauribile e dalla consapevolezza di aver condiviso la stessa carne.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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