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Venduto al sesso


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
16.05.2026    |    875    |    0 9.4
"Mi recai in doccia, mi lavai velocemente, mi rivestii e, senza salutare nessuno, me ne andai..."
Dopo aver riportato i racconti "da padrone a schiavo" eccomi il seguito.......
Credevo di essere il predatore, di poter dominare quelle donne con il solo peso del mio fascino. Invece, varcare quei cancelli di ferro battuto è stato l’inizio della mia fine. Sono arrivato tronfio, sistemandomi la giacca davanti a una dimora che già mi osservava con finestre simili a occhi ciechi.
L’inganno è iniziato tra le braccia di **Emma**. Quella che credevo fosse una conquista si è rivelata una trappola cerimoniale. In quella camera satura di incenso mi sono lasciato spogliare e sedurre, convinto di avere il controllo, finché i nastri di seta non hanno stretto i miei polsi alla testiera del letto. In quel momento, il gioco erotico è diventato prigionia.
La mia nuova realtà ha preso forma con l’ingresso di Guido, il marito. Senza alcuna sorpresa, con la freddezza di chi ha pianificato ogni dettaglio, mi ha reclamato. È vero, li ho scopati entrambi, ma mi sono sentito un oggetto nelle mani di una coppia legata da una complicità perversa. Mentre Guido si faceva violare, Emma mi scherniva, distruggendo microscopicamente ogni briciolo della mia presunta dominazione. Anche quando mi hanno slegato, non ero libero. Mi hanno trascinato in un groviglio di corpi e umori dove ero, allo stesso tempo, schiavo e strumento del loro piacere, costretto a possedere e a essere posseduto in un banchetto di lussuria senza fine.
Il flash del telefono di Emma ha immortalato il mio stravolgimento, trasformando la mia umiliazione in un ricatto eterno. Una telefonata finale alla **zia Anna** ha suggellato il mio destino: il ragazzo arrogante che era entrato in quella villa è morto. Ora resto io, uno schiavo nell’ombra, consapevole che la luce del sole non mi appartiene più...
Questo era solo il prologo. I rapporti con i miei coetanei divennero meno frequenti; ciò che avevo vissuto, e che mi preparavo a rivivere, innalzava un muro tra me e loro. Fui lasciato dalla mia fidanzata perché il desiderio di sottometterla la spaventò. L'ultima volta che ebbi un rapporto con lei, la sodomizzai; a lei piacque parecchio, sapevo come farla godere, ma il modo in cui lo feci e, soprattutto, la frase che mi sfuggì — *"Emma sei una puttana, la mia puttana"* — la fece insospettire e creò una frattura insanabile tra noi.
Chiamai un paio di volte sia Emma che Anna, ma mi snobbarono per qualche giorno. Poi, il venerdì pomeriggio, arrivò la chiamata di Guido.
«Ciao, sei pronto a entrare nel nostro mondo? Devi essere pronto a tutto!»
Risposi senza tentennamenti: «Certo, sono pronto per voi tre».
Ma lui ribatté subito: «Vedi che la situazione è molto più estesa. Devi venire con noi a un party e non saremo soli. Stiamo garantendo per te, non ci devi deludere, ma sappi che devi accettare tutto... altrimenti rimani a casa».
Confermai il mio assenso.
La notte seguente non riuscii a dormire. Cosa sarebbe successo? Chi avrei incontrato? All'appuntamento preferii arrivare con i miei mezzi; il luogo era una bellissima villa di Mondello. Dall'esterno non si vedeva nulla. Mentre attendevo Guido e compagnia, vidi entrare diverse auto: almeno otto vetture erano già posteggiate all'interno. Sudavo per l'emozione. Poco dopo arrivò Guido, mi fece salire in auto e varcammo i cancelli.
La sensazione era quella di stare per vivere un'esperienza alla *Eyes Wide Shut*, ma la realtà era ben diversa. Ci accolsero i padroni di casa, molto cortesi; fui presentato come "il nipotino", ma stavolta l'appellativo non mi disturbò. Tra l'interno della villa e il giardino c'erano una ventina di persone, uomini e donne, quasi tutti coetanei tra loro. Vidi pure due ragazze della mia età che parevano però accompagnate da due uomini adulti e da un altro ragazzo. Tutti erano ben vestiti: gli uomini in stile casual e le donne quasi tutte in modo sexy e provocante.
Riuscii a inserirmi con una certa naturalezza; d'altronde, sembrava una normale festa estiva. C’era chi mangiava, chi ballava, chi chiacchierava. Nulla faceva presagire gli eventi successivi.
Dopo un'oretta la serata iniziò a riscaldarsi. Anna ed Emma mi presentarono alle loro amiche, una più sfrontata dell'altra. Con una in particolare, Emma fu esplicita: la chiamò **Patrizia**. Lei sorrise, si avvicinò e le due si baciarono con la lingua davanti a me. Ebbi un'erezione immediata. Emma continuò: «Patrizia, questo è il nipotino di cui ti parlavo. Stasera trattamelo con cura», e scoppiarono in una risata fragorosa.
Iniziai a guardarmi intorno e vidi che, tra balli erotici e altre effusioni, l'atmosfera stava mutando. Le due ragazze erano circondate da quattro uomini e twerkavano in maniera provocante, chiaramente "prede" del gruppo; altre coppie erano sui divanetti a bere e pomiciare. Ma capii che il vero divertimento era iniziato quando vidi zia Anna nel salone: era in ginocchio con la gonna sollevata e la figa in evidenza mentre spompinava un uomo seduto sul divano, che le teneva la testa per dettare il ritmo, mentre un altro, dopo averle leccato la figa, si apprestava a prenderla analmente. Mi avvicinai per vedere Anna in quella posizione di sottomissione e l'eccitazione aumentò; infine vidi l'altro ragazzo salire le scale per andare al piano di sopra con Guido.
Mentre osservavo tutto ciò, Patrizia ed Emma mi dissero: «Vieni con noi». Mi portarono in una stanza da letto. Socchiusero la porta e iniziarono a spogliarsi e a spogliarmi. Ero un fuoco. Le due donne iniziarono a baciare me e a baciarsi tra loro; le nostre lingue giravano freneticamente. Mi fecero sedere su un divanetto posizionato davanti al letto e mi ordinarono: «Ora guardaci».
Iniziarono un 69 altamente erotico, leccandosi con provocazione, carezzandosi e godendo. Le due donne sapevano come farmi impazzire. Non resistetti: mi alzai e mi misi dietro a Patrizia, che era sopra Emma, unendomi al cunnilingus. Emma leccava la figa e io l'ano; Patrizia sussultò dal piacere. Decisi di penetrarla. Mi posizionai dietro di lei e, mentre Emma continuava a stimolarla frontalmente, io la penetrai analmente. Entrai con estrema facilità. La presi per i fianchi e colpii con forza. Emma, dalla sua posizione, vedeva il mio membro penetrare Patrizia e le mie palle dondolare; a quel punto mi fermò, mi fece uscire e mi prese in bocca... che puttana!
Dopo un po', Patrizia si sollevò e mi invitò a sdraiarmi sul letto. Presero dei foulard e nuovamente mi legarono agli angoli del letto. In quella posizione Emma si sedette su di me e iniziò a cavalcarmi con violenza, mentre Patrizia si posizionava sul mio viso per farsi leccare la figa. Ero nuovamente il loro giocattolo, ma mi piaceva. Sentivo il sesso bagnato di Emma farsi penetrare e, mentre leccavo Patrizia, le vedevo baciarsi e stropicciarsi il seno. Sentii Emma raggiungere l'orgasmo.
Ma questa non era la fine, bensì l'inizio di qualcosa di inaspettato. Le due donne si guardavano compiaciute. Chiesi di essere liberato, ma mi slegarono solo le gambe. Ricominciarono a baciarmi ovunque, concentrandosi poi sul mio cazzo e sull'ano. Mi misero un cuscino sotto la schiena per avere un accesso migliore. Mi piaceva, ma alla mia nuova richiesta di essere slegato risposero: «Hai detto che accettavi tutto».
Provai a replicare: «Sì, ma...», ma non feci in tempo a finire la frase che Patrizia tentò di penetrarmi con un dildo.
Esclamai: «Cazzo fai? Mi fai male!».
Emma mi tappò la bocca con un bacio e sentenziò: «I patti sono patti. Zitto e ubbidisci. Rilassati, accetta la sottomissione o ti farai male. In ogni caso, stasera non puoi fare altro che accettare».
A quel punto capii che mi era stata tesa una trappola e che avrei dovuto soccombere ai loro voleri. Iniziò una lunga sodomizzazione con i dildo; le due donne si alternavano nell'uso dei toys mentre l'altra si occupava di stimolarmi e baciarmi, quasi a voler rendere "dolce" la violenza. Mi ero rassegnato e aspettavo solo la fine del loro divertimento quando, dalla porta socchiusa, entrarono Guido, un altro uomo e la zia Anna.
Mentre avevo ancora un dildo nel sedere, Guido salì su di me, facendosi penetrare con forza e piacere. L'altro uomo, nel frattempo, si posizionò davanti al viso di Guido per farsi servire. Mentre succedeva tutto questo, le due donne si baciavano e si leccavano sulla poltrona di fronte. Ma il peggio doveva ancora venire. Guido si alzò dopo aver raggiunto l'orgasmo anale e avermi sborrato sull'addome; il mio corpo era stremato, malgrado non fossi ancora venuto. Le due donne e Guido mi sollevarono le gambe, tolsero il dildo e fui posseduto — anzi, violentato — da quell'uomo. Ero immobilizzato con le mani legate, le gambe sollevate da Guido e la zia Anna che mi baciava. Sott'occhio vidi Emma e Patrizia che si facevano un ditalino reciproco, sedute sul divanetto di fronte.
Subii la violenza in silenzio. La penetrazione, dapprima dolorosa, si trasformò in qualcosa di quasi piacevole, tanto che il mio cazzo reagì di nuovo. Con l'aiuto delle due milf che nel frattempo continuavano a stimolarmi, eiaculai sul viso di Emma, che fu prontamente ripulita da Patrizia. Quell'uomo ebbe la decenza di non sborrarmi dentro, e fu Guido a raccogliere in bocca il mio seme copioso.
Si giunse così all'epilogo. Dopo che tutti vennero, uscirono dalla stanza dopo avermi slegato. Il silenzio mi fece udire le urla di piacere e i gemiti che provenivano dalle altre stanze. Mi recai in doccia, mi lavai velocemente, mi rivestii e, senza salutare nessuno, me ne andai. Passando per le varie stanze, vidi di cosa erano capaci quelle persone: ragazze legate ad altalene sessuali che venivano usate da quegli uomini e altre scene che mostravano ogni deviazione possibile. Riuscii a farmi aprire i cancelli. Mi girai un'ultima volta, con la consapevolezza che questa serata avrebbe cambiato la mia vita definitivamente...
Ed effettivamente il mio ruolo cambiò: divenni un gigolò. Spesso fui chiamato da coppie cuckold e da signore attempate; godevo e mi pagavano. Il mio ruolo rimaneva sempre da attivo e il mio nome girava tra quel gruppo di amici... ma un giorno mi arrivò una proposta molto particolare. Mi invitarono per un fine settimana in barca: tutto pagato e con un bel regalino se avessi accettato tutto. Chiesi chi fossero e quante persone ci sarebbero state, e mi dissero che c'erano quattro coppie, una ragazza e io. Io accettai. Pensai: "Scopare, bere e mangiare in uno yacht... il massimo per un ragazzo".
Era un sabato e mi recai a un pontile dove era ormeggiato questo yacht; non avevo mai visto niente di simile. Entrai, salutai un paio di coppie che erano già presenti e Guido, e mi fu assegnata una cabina. Non sto qui a raccontarvi l'opulenza di dove mi trovavo. Mi cambiai, mi feci una doccia e uscii. Nel frattempo si unirono al gruppo le altre coppie e una ragazza molto bella che però non parlava italiano. Si chiamava Olga ed era ucraina. Fummo accolti dal padrone dello yacht, un certo Renato, un tipo alquanto rozzo ma evidentemente molto ricco, e dopo le presentazioni di rito partimmo. Io conoscevo tre delle cinque coppie, le avevo già viste nella villa.
Iniziò la navigazione e la meta erano le isole Eolie. L'atmosfera era quella dei film di 007: lusso e divertimento. Appena al largo iniziò il dj set con musica, spumante e cocktail, ed erano appena le undici di mattina. Tutte le donne si tolsero il reggiseno, compresa la ragazza, che nel frattempo era circondata dai maschi del gruppo che la palpeggiavano senza alcun problema davanti alle loro mogli... e poco dopo capii che il mio destino sarebbe stato lo stesso. A turno iniziai a ballare con tutte le donne e lo stesso fecero gli uomini. Poi, a un certo punto, Guido mi chiamò e mi disse: «Ora iniziamo i giochi... tu e Olga dovete scopare davanti a noi e poi vediamo».
Incrociai gli occhi di Olga che evidentemente già sapeva i programmi; si avvicinò velocemente e mi baciò con la lingua in modo appassionato. Ci trovammo così all'interno della barca: le coppie erano disposte in modo circolare, sedute sui divani, e io e Olga al centro, dove era posizionato un grande pouf rotondo. Iniziai a baciarla e a sfilarle lo slip del costume, e lei mi tolse il boxer. All'inizio non ebbi un'immediata erezione, sicuramente la situazione era inedita, ma bastò un bacio sul collo e una mini masturbazione per farmi partire. Chiusi gli occhi e partii: le presi la testa, lei si sedette sul pouf e iniziò a spompinarmi. Cazzo, era proprio brava, sapeva il fatto suo! Mi teneva strette le chiappe e si infilava il cazzo in profondità in gola; era talmente brava che non c'era bisogno di dettare i tempi. Aprii gli occhi e vidi tre coppie in cui la moglie spompinava il marito, due donne che si baciavano e Renato che spompinava Guido...
Poi chiesi a Olga di alzarsi e mettersi alla pecorina, e così iniziai a penetrarla. I miei colpi erano forti e profondi e capii che Olga godeva; mentre la scopavo, uno degli uomini si avvicinò alla sua bocca per farsi spompinare. Mi guardavo intorno e tutti stavano giocando in maniera diversa: chi spompinava, chi leccava, chi baciava, chi faceva un cunnilingus, ma tutti sempre guardando noi due al centro. Le nostre furono un susseguirsi di posizioni: lei sopra di me, alla missionaria... ma io avevo l'obiettivo di non sborrare perché sapevo che eravamo all'inizio, mentre Olga raggiunse un paio di orgasmi.
Poco dopo il gioco cambiò: io mi trovai con tutte le donne sopra, mentre Olga fu portata in un'altra area dagli uomini. Infatti mi toccò leccare e scopare tutte e cinque le donne che, mentre mi leccavano e spompinavano, avevano tra loro dei rapporti saffici notevoli. Iniziarono a girare dildo giganti e strap-on; erano tutte indiavolate, ma quando tutte e cinque le donne mi spompinarono contemporaneamente, a turno e senza tregua, sborrai copiosamente. Nel frattempo sentivo le urla di piacere e non che provenivano dall'altra stanza.
Dopo la mia sborrata le donne uscirono fuori e si tuffarono in acqua; io mi recai da Olga che invece era alle prese con tutti quegli uomini infervorati. Lei era seduta a candela su un cazzo, altri due la penetravano analmente e altri due le infilavano a turno il cazzo in bocca... Lei non era intimorita, anzi, il suo viso denotava piacere. Poi a turno le sborrarono in bocca e lei inghiottì diligentemente. Alla fine tutti ci tuffammo in acqua.
Per circa quattro ore ci fu tranquillità: bagno nel mare azzurro, giochi, tuffi, barzellette, cocktail e poi, dopo esserci fatti una doccia e ripuliti, cenammo, per poi continuare la festa...
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