tradimenti
La moglie del mio impiegato ...pt 3
Marciotto
24.04.2026 |
4.689 |
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"Passarono un paio di giorni e Rosa era a tutti gli effetti la mia amante, con la benedizione inconsapevole del marito..."
Gestire un’attività commerciale significa spesso navigare tra le pieghe della vita privata dei propri collaboratori. Non avrei mai immaginato che la crisi di un dipendente storico come Giuseppe, un uomo di 63 anni che conosco da una vita, potesse trasformarsi nell'invito a varcare la soglia della sua camera da letto. Quello che era iniziato come un tentativo di sostegno professionale si è trasformato in un’esperienza estrema, dove i ruoli di capo, amico e amante si sono fusi in un vortice di puro istinto.
Tutto è cominciato quando ho notato un cambiamento in Giuseppe: era diventato scontroso e assente. Durante una pausa pranzo l’ho affrontato e lui è crollato, confessandomi tra le lacrime il suo dramma: una grave disfunzione erettile che stava distruggendo il suo matrimonio con **Rosa**, una donna passionale e molto più giovane di lui. Mosso da un cameratismo forse un po' ingenuo, gli suggerii scherzosamente un motto: *"Finché c’è lingua e dito, l’uomo non è finito"*, spiegandogli come sopperire alle mancanze fisiche con i preliminari.
Tuttavia, la situazione mi è sfuggita di mano quando Rosa ha iniziato a confidarmi la sua frustrazione. In un confronto a tre, emerse che Giuseppe non aveva messo in pratica nulla. Mi ritrovai, quasi per forza, a spiegarle tecnicamente come far godere una donna, mentre lei mi guardava con malizia crescente. Due giorni dopo, Giuseppe mi fece la richiesta shock: *"Ti prego, vieni a casa nostra. Scopala pure davanti a me, fammi vedere come si fa; pur di non perderla, sono disposto a tutto"*.
Dopo un iniziale rifiuto e la sfida aperta di Rosa, che mise in dubbio la mia virilità, accettai alle mie condizioni. Quella sera, sotto lo sguardo fisso di Giuseppe seduto su una poltroncina, demmo inizio a un gioco erotico senza freni. Misi in pratica ogni tecnica descritta: dai baci lenti fino alla stimolazione più profonda. Mentre Giuseppe assisteva, eccitandosi nel vederla finalmente appagata, io e Rosa consumammo un rapporto intenso e totale, culminato in una sottomissione fisica reciproca e nel piacere condiviso di tutti e tre, ognuno a suo modo.
Me ne andai scosso, lasciandoli nel letto a scambiarsi tenerezze, consapevole che quella "sceneggiata" erotica era l'unico collante rimasto per la loro unione. Avevo capito, però, che Rosa era una donna preda di un desiderio insaziabile. Due giorni dopo la chiamai, chiedendole se volesse godere ancora di più. La sua risposta fu immediata: *"Certamente. Quel dolce cornuto di mio marito è impotente, io sono una donna focosa e mi piace così"*.
Le proposi allora un salto di qualità: un incontro con una coppia della quale volevo possedere la moglie, ma per il quale avevo bisogno della compagna adatta per presentarmi. Rosa accettò, ma a una condizione: prima dovevamo vederci da soli e, se avessi avuto un amico, voleva un incontro a tre.
L’indomani, alle dieci del mattino, mi presentai a casa sua con Antonio, un amico di vecchia data ed esperto di club privé. Rosa ci aprì la porta vestita in modo sfrontato: stivali, un perizoma invisibile, un reggiseno minimo e una vestaglia di raso bianco. La sua andatura provocante ci accese all'istante. Non perdemmo tempo: la fermai nel corridoio e, mentre Antonio la baciava con foga, iniziammo a esplorare il suo corpo già bagnato e voglioso.
Ci spostammo a letto, dove la lussuria prese il sopravvento. Rosa si rivelò un'amante instancabile: passava dal mio membro a quello di Antonio con una sapienza quasi professionale, mentre noi risalivamo con i baci dalle caviglie fino al suo centro. In un gioco di posizioni serrate, passammo a un "69" simultaneo per poi arrivare alla penetrazione doppia. La portammo ad avere orgasmi multipli, mentre lei ci incitava con foga.
Provammo persino una posizione estrema: io e Antonio ci sdraiammo incrociando le gambe per unire i nostri membri, e lei ci cavalcò cercando di accoglierci entrambi contemporaneamente. Quando i nostri cazzi entrarono insieme, lo sfregamento simultaneo ci portò all'estasi: sborrammo insieme mentre lei squirteva ferocemente, allagando il letto.
Eravamo distrutti, ricoperti dei nostri umori. Rosa, con una naturalezza disarmante, si dedicò a ripulirci completamente con la lingua prima di sparire sotto la doccia. Mentre io e Antonio restavamo sul letto, soddisfatti e svuotati, sapevo che quella non era la fine, ma solo il prologo ideale. Ormai eravamo una squadra collaudata, pronti per la prossima sfida: l'incontro con la coppia che avevo già messo nel mirino.....
Passarono un paio di giorni e Rosa era a tutti gli effetti la mia amante, con la benedizione inconsapevole del marito. Lei non era mai sazia e, con la certezza che lui fosse al lavoro, la mattina ci vedevamo a casa sua. I nostri giochi a letto erano sempre più audaci: le feci recapitare dei toys di varie misure e un plug telecomandato che lei indossava quando veniva a prendere il marito e che io azionavo mentre parlavamo.
La legavo sempre più frequentemente; adorava essere abusata. Le infilavo almeno due toy di 25 cm nel culo e nella figa e, nel frattempo, lei mi spompinava. Più entravo e uscivo, più lei godeva. Poi, mentre era ancora legata ai polsi e alle caviglie, iniziai a fistarla. Aveva la figa talmente bagnata che non c'era bisogno di gel lubrificante. Cominciai con la lingua e, dopo averle succhiato il clitoride e leccato le dolci labbra, introdussi il medio e l'anulare per masturbarla. Era talmente aperta che in poco tempo introdussi tutte e cinque le dita; dopo aver lubrificato il dorso della mano con un po' di gel, giocando con un movimento semi-rotatorio di 180°, infilai la mano fino al polso.
Cazzo, come godeva! Gemeva e muoveva il bacino in modo ritmico. Con un movimento non troppo comodo, le infilai il cazzo in bocca. Lei iniziò a squirterare: il letto divenne un pantano di umori e io non riuscii a trattenermi. Le sborrai in bocca e lei ingoiò, leccando la cappella con passione.
Finimmo esausti. Ci facemmo la doccia insieme e, dopo avermi offerto un caffè, le dissi che avevo preso appuntamento con la coppia. Lei accettò senza neanche chiedermi chi fossero; dopotutto me lo aveva promesso, e sapeva che si sarebbe divertita.
Arrivò il pomeriggio dell'incontro. La coppia era composta da una donna bionda, alta 1,80 m, leggermente in carne, di 50 anni, splendida e provocante, di nome Elena, e suo marito Tony, pure lui prestante e ben dotato. Andammo nella loro villa a Sferracavallo e, oltre a loro, era presente un'altra coppia: Gabriele e Ylenia. Ci fecero accomodare e, dopo le presentazioni e un calice di spumante, iniziarono i giochi.
Rosa era molto a suo agio e si gettò in piscina completamente nuda; Tony e Gabriele la seguirono, mentre io iniziai a baciare Elena, che era lo scopo di questo incontro. Era sdraiata in topless e, appena la baciai, sollevò le gambe e aprì le cosce. Mi misi in ginocchio accanto al lettino e, mentre la baciavo, le carezzavo la figa depilata; nel frattempo, dall'altro lato del lettino, si posizionò Ylenia per fare la stessa cosa: baciarla e masturbarla. Ci trovammo io e Ylenia con le mani nella figa per procurarle piacere e a scambiarci baci in tre.
Improvvisamente fummo distolti dai nostri giochi da un urlo di piacere: era Rosa, che, messa a carponi sul corpo di Tony, veniva penetrata dal suo membro e contemporaneamente analmente da Gabriele, con una frenesia e un godimento che ben conoscevo. A questo punto le due donne, punte dall'orgoglio di vedere i loro mariti godere mentre sodomizzavano e scopavano Rosa, si alzarono e mi portarono nella stanza da letto.
Mi misi schiena sul letto e iniziarono a turno a spompinarmi. A volte insieme e a volte a turno prendevano in bocca la mia cappella, leccandola, baciandola e ingoiandola in profondità. Chiesi a una di loro di posizionarsi con la figa sulla mia faccia per poterla leccare; così Elena si sedette sul mio viso e io iniziai un lungo cunnilingus. Nel frattempo, nel letto si unirono a noi Gabriele, Tony e Rosa in un intruglio di carni, umori e passioni. Tutti scoparono senza remore o tabù. Gemiti, urla e piaceri inondavano la stanza. Fu un lungo pomeriggio: Rosa si fece montare da tutti e tre gli uomini contemporaneamente, non si fermava mai, poi leccò le due donne. Nulla era precluso al piacere. Avevo trovato una donna aperta e disposta a tutto per il godimento.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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