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Gay & Bisex

L'uomo del portone accanto ..pt1


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
23.03.2026    |    2.765    |    8 9.9
"Ogni volta che sono entrato nel tuo locale mi venivano desideri folli, ma non immaginavo mai che fossi tu..."

Sono un uomo di 57 anni e, negli ultimi due anni, la mia vita è cambiata. Il desiderio di sperimentare nuove forme di sesso, come la bisessualità da attivo e la conoscenza di coppie Cuckold o BSX, mi ha portato a cercare su internet; lì ho scoperto Annunci69. Questo portale mi ha aperto un mondo eccitante e mi ha fatto vedere la vita reale in modo diverso.
Gestisco un'attività commerciale e ogni giorno entrano coppie o uomini con fidanzate e mogli; ora, per il suddetto motivo, li osservo con occhi diversi. Ogni volta penso a tutti gli uomini sposati o fidanzati che mi hanno contattato per essere scopati, o che ho effettivamente scopato, e mi domando se anche i clienti che ho davanti lo siano. Bell’uomini che davanti alle loro donne fanno i "macho" e invece, nel loro essere più intimo, si rivelano delle troie, spompinano e si fanno inculare meglio delle loro donne.
A questo proposito, vi racconto un fatto accaduto. Fra i tanti messaggi ricevuti, la mia attenzione fu focalizzata da un uomo sposato, BSX passivo, di circa 45 anni (almeno così dichiarava). Dopo una lunga serie di messaggi, mi invitò una mattina a casa sua, approfittando dell'assenza di moglie e figli. Accettai, ma al momento di ricevere l'indirizzo rimasi di sasso: il luogo dell'incontro era il portone adiacente alla mia attività.
Questo mi bloccò. Essendo sposato, tendo a preservare al massimo la mia privacy e un luogo così vicino non rientrava nel mio modus operandi. Pertanto, con una scusa legata al lavoro, declinai l'invito per rimandarlo a data da destinarsi. Però la curiosità era tanta: chi era quest'uomo della porta accanto? Lo conoscevo? Iniziai a osservare attentamente le foto del profilo: era solo un culo messo a pecorina o in posizioni simili, difficile da individuare, ma un particolare mi colpì: una macchia che sembrava un tatuaggio sul polso.
Così iniziai a guardare con attenzione i polsi dei miei clienti residenti in zona. La mia ricerca fu breve: la mattina successiva un cliente, allungando il braccio per pagare, si palesò. Era Michele, un uomo di 45 anni, avvocato, sposato con una donna bellissima e un figlio adolescente. Rimasi stupito: era il prototipo del marito perfetto, gentile con la moglie, sempre insieme ai colleghi con cui parlava di lavoro e di donne... insomma, un vero insospettabile.
Decisi allora di ricontattarlo per fissare un appuntamento, che ottenni a breve. Decisi di non palesarmi subito. Nei tre giorni di attesa, cercai di chiacchierare un po' di più con lui nel locale; lui era ignaro che fossi io il suo futuro "dominatore". Credetemi, non ci avrei scommesso una lira che potesse essere lui il passivo che stavo per incontrare.
La mattina dell'incontro, con una scusa, lasciai il locale con circospezione. Salii, bussai alla porta e lui aprì. Inizialmente non si rese conto che ero io la persona che aspettava e mi disse:
— "Ciao Max, cosa è successo?"
Io, sorridendo, gli risposi:
— "Ti sei dimenticato una cosa al negozio."
Lui chiese: "Cosa?" e io, posizionando le mani sul mio cazzo, dissi: "Questo".
Lui rimase interdetto, ma poi scoppiò in una fragorosa risata.
— "Non ci posso credere!" mi disse, facendomi accomodare.
Indossava una tuta morbida che faceva intravedere il pacco. Entrai e lui, imbarazzato, aggiunse:
— "Allora sei tu Marciotto... se l'avessi saputo prima non avrei perso tutto questo tempo."
Si inginocchiò davanti a me e, con una sicurezza da vera troia, mi sbottonò i pantaloni e abbassò la cerniera. Dopo aver annusato il mio cazzo duro attraverso gli slip, iniziò a baciarlo. Lo ingoiò in maniera vorace, iniziando a spompinarmi guardandomi direttamente negli occhi, leccandomi le palle e la cappella: un vero maestro. Nel frattempo, si masturbava.
Poi improvvisamente si fermò e mi disse:
— "Scopami, ti prego... da quando mi sono trasferito in questa zona ti osservo. Ogni volta che sono entrato nel tuo locale mi venivano desideri folli, ma non immaginavo mai che fossi tu."
Si adagiò con le braccia sulla spalliera del divano, mettendosi a novanta. Mi tolsi i pantaloni per essere più libero nei movimenti, mi avvicinai a quel bel culo che subito riconobbi e lo inculai. La cappella entrò con estrema facilità, tanto lui era bagnato.
Il nostro amplesso fu meraviglioso. Le mie mani sui suoi fianchi mi permettevano di penetrarlo a fondo; i miei colpi erano forti e decisi, le mie palle sbattevano sul suo culo con un ritmo musicale. I suoi gemiti di piacere si univano ai miei; lui invocava:
— "Dai amore, spingi! Sono la tua puttana, sbattimi!" e subito dopo un urlo: "Vengo, sto venendo analmente! Dai, prosegui, forza!"
Con una passione forse mai provata, spinsi fino a raggiungere un orgasmo simultaneo, con una grande sborrata nel suo culo e lui sul divano. Mi adagiai lentamente sulle sue spalle; il sudore e i nostri cuori battevano forte. Eravamo sicuri che quella sarebbe stata solo la prima di una lunga serie di incontri.

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