tradimenti
Una attesa lunga trent'anni
Marciotto
28.04.2026 |
2.544 |
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Esplodo dentro di lei con fiotti densi, mentre in lontananza una voce annuncia che il pranzo è servito..."
Io e Antonio siamo amici da una vita. Dai banchi di scuola ai 60 anni, abbiamo condiviso tutto: viaggi, avventure, matrimoni e figli. Ricordo bene i pomeriggi passati a studiare a casa sua; lì vedevo spesso sua sorella Angela. Aveva tre anni meno di noi ed era, per me, quasi invisibile. Non perché non fosse bella — anzi, era splendida — ma perché era "la sorella del mio amico". A quei tempi, certi confini non si osava valicarli.
L'ho vista fiorire negli anni. Ci incrociavamo agli eventi di famiglia, scambiavamo due chiacchiere di circostanza, ma lei era sempre assorbita dal suo ruolo di madre e moglie di un avvocato che, onestamente, non sembrava avere nulla a che spartire con la sua bellezza solare. *De gustibus*, d’altronde.
Tutto è cambiato la scorsa estate. Antonio mi invita a passare una domenica nella loro villa. Arrivo con mia moglie verso le dieci e mezza, pronti per un tuffo in piscina. Tra gli ospiti c’è Angela, stavolta senza i figli, impegnati all'estero con l'Erasmus. Dopo i saluti, ci mettiamo in costume.
L'acqua è fresca, l’atmosfera rilassata. Dopo un po' esco per prendere un calice di bollicine; lei mi nota e, restando a mollo, mi chiede con un sorriso di portarle un bicchiere. Torno in acqua da lei e iniziamo a parlare. Figli, lavoro, viaggi... finché il discorso cade sull'amore. Il suo sguardo si fa serio, velato di una malinconia improvvisa.
"L’amore..." sospira. "Sono sposata con Mauro da ventitré anni, ma la passione si è assopita. Lui è sempre chiuso nel suo studio, sempre così rigoroso. Prima c’erano i figli, ma ora mi sento sola. Se tornassi indietro, farei scelte diverse."
"Quali scelte?" le chiedo, incuriosito.
"Tante," risponde fissandomi. "La prima sarebbe dirti ciò che provavo da ragazza."
Resto di sasso. "Ma dai... non me ne sono mai accorto."
"E onestamente," sussurra lei, avvicinandosi, "mi piaci ancora."
Il cuore mi accelera. I suoi occhi blu mi penetrano, mentre galleggiamo a pochi centimetri l'uno dall'altra. Le nostre gambe si sfiorano sott’acqua, un contatto elettrico. Approfittando di un angolo cieco per gli altri ospiti, le cingo i fianchi e le accarezzo la schiena.
"È un peccato," le dico a bassa voce. "Sei sempre stata bellissima, ma ora sei una donna stupenda."
Lei sorride e, con una mossa audace, mi sfiora il cazzo sotto il pelo dell’acqua.
"Vuoi giocare con il fuoco?" le provoco.
"Oggi sì."
Ci avviciniamo a un materassino gonfiabile, usandolo come scudo per nascondere i nostri giochi. Mentre suo marito resta sulla sdraio, immerso nella lettura del giornale — un coglione, penso io, a ignorare una donna simile — inizio a masturbarla con dita affamate, godendomi i suoi brividi sommersi.
Prima di pranzo, usciamo dalla piscina. Mentre mi asciugo, lei mi sussurra: "Vado a cambiarmi nella stanza di sotto. Raggiungimi. Mio marito non si muoverà di lì finché si parla di politica." Vedo mia moglie impegnata in cucina e decido di rischiare. Scendo ai piani inferiori, dove il silenzio è interrotto solo dal battito del mio cuore.
Vedo una porta socchiusa. "Angela?" chiamo sottovoce.
"Vieni," risponde lei. "E chiudi a chiave."
Obbedisco. Angela è lì, nuda, con solo un pareo appoggiato ai fianchi. Appena mi avvicino, scioglie il nodo e lo lascia cadere. "Solo per oggi, voglio essere tua," mormora prima di travolgermi in un bacio che sa di desiderio accumulato per trent'anni.
La sollevo di peso e la getto sul letto. La sua pelle profuma di bagnoschiuma e ambra solare. Le apro le gambe e mi immergo tra le sue cosce, regalandole un cunnilingus profondo e bagnato. Angela ansima, inarca la schiena, mormora frasi rotte: "Sono anni che aspetto un bacio così...". Spingo la lingua più a fondo, succhiando il suo clitoride finché lei, quasi allo stremo, mi tira su per le spalle.
"Basta... ora scopami."
Mi posiziono sopra di lei, le sollevo le gambe fino alle mie spalle e la penetro con un colpo deciso. "Ohhh, sì!" grida lei in un sussurro soffocato. Bastano pochi affondi vigorosi per farla esplodere in un orgasmo lungo e vibrante.
"Tu non vieni?" mi chiede con lo sguardo lucido.
"Girati," le ordino.
Si mette a pecora, offrendomi il suo fondoschiena perfetto. La afferro per i fianchi, spingendo con forza. Sento che sto per arrivare. "Dove la vuoi?" le chiedo col fiato corto.
"Dentro... voglio sentirti caldo dentro di me."
Esplodo dentro di lei con fiotti densi, mentre in lontananza una voce annuncia che il pranzo è servito. Mi infilo il costume in fretta, lasciandola sola nella stanza a riprendere fiato.
Il resto della storia... beh, lo saprete al prossimo racconto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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