Gay & Bisex
Oh Valentina!!! Parte seconda
Marciotto
23.05.2026 |
934 |
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"Mossi da un istinto ormai collaudato, ci guardammo negli occhi: Luca prese il cazzo di Marco e iniziò a succhiarlo con foga, mentre Marco, afferrandomi per i fianchi, mi tirò a sé per farsi..."
Ecco il riassunto degli eventi precedenti.Tutto è iniziato con un ricatto e si è trasformato in un’ossessione senza ritorno. Dopo essere stati scoperti dal giovane vicino di casa, Luca, a consumare la nostra passione clandestina, io e Valentina — l’affascinante avvocatessa del sesto piano — abbiamo dovuto accoglierlo nel nostro letto. Quel primo ménage à trois ha azzerato ogni tabù, ma è stato solo l’inizio. Approfittando dell’assenza di mia moglie, poche settimane dopo ci siamo ritrovati nell’appartamento di Valentina per un pomeriggio di pura lussuria primordiale. Sotto la sua regia dominante, io e Luca abbiamo superato ogni barriera etero: ci siamo baciati, ci siamo posseduti a vicenda in un corridoio bollente di lubrificante e tensione, prima di spostarci a letto tra strapon, sesso anale incrociato, *rimming* e orgasmi simultanei che hanno mescolato i nostri umori in un legame di complicità assoluta. Un vortice che si è chiuso con la promessa silenziosa che il gioco era appena cominciato.
Non passarono che dieci giorni da quel pomeriggio torrido. Il brivido del proibito e il ricordo del sapore di Valentina e della carne di Luca mi tormentavano persino durante le ore di lavoro. Il telefono vibrò un giovedì pomeriggio. Un messaggio sul canale privato di Valentina:
> *"Sabato sera, ore 21:00. Porta il tuo cazzo e la tua mente aperta. Luca sa già tutto. Ho invitato due amici speciali, una coppia bisessuale che sa esattamente come godersi la vita. Non accettiamo ritardi."
Quando suonai al sesto piano il sabato sera, il cuore mi batteva in gola. Mia moglie era in campagna con i miei suoceri, lasciandomi campo libero. La porta si aprì e l’atmosfera nell’appartamento era già satura di erotismo. C'era della musica soffusa, luci rosse e soffuse che tagliavano il salone, e un intenso profumo di incenso e pelle.
Valentina era semplicemente divina: indossava un abito da sera di seta rossa cortissimo e scollatissimo sul seno, senza reggiseno, che lasciava intravedere i capezzoli turgidi attraverso il tessuto leggero. Ai piedi, tacchi a spillo vertiginosi. Luca era già lì, seduto sul divano in camicia nera sbottonata, con il suo solito sorriso complice. Accanto a lui, la nuova coppia: Marco, un uomo sui trentacinque anni, fisico atletico, barba curata e uno sguardo magnetico che mi squadrò subito dalla testa ai piedi, ed Elena, una mora mozzafiato con un body di pizzo nero trasparente che non lasciava nulla all'immaginazione.
«Benvenuto, Max,» sussurrò Valentina, venendomi incontro e stampandomi un bacio umido sulla bocca, infilando subito la lingua per farmi sentire il sapore del liquore che stava bevendo. «Loro sono Marco ed Elena. Stasera non ci sono regole, solo piacere puro.»
Non ci fu bisogno di fare conversazione. Elena si alzò dal divano, si avvicinò a Valentina e le cinse la vita, baciandola sul collo con sensualità. Valentina buttò la testa all'indietro, emettendo un gemito sommesso, mentre le mani di Elena scivolavano sotto l'abito rosso dell'avvocatessa, accarezzandole le cosce coperte da autoreggenti nere.
Marco si alzò a sua volta e si diresse verso di me e Luca. Con una naturalezza disarmante, afferrò me per la nuca e Luca per i capelli, unendo le nostre tre bocche in un bacio collettivo forzato e umido. La lingua di Marco era calda, esperta; passava dalla mia bocca a quella di Luca, mescolando le nostre salive mentre sentivo già il mio cazzo spingere violentemente contro i pantaloni.
«Spogliateli,» ordinò Valentina con la sua voce imperiosa, mentre Elena la stava già inginocchiando sul tappeto per leccarle la figa direttamente attraverso lo slip di pizzo dell'abito.
Marco non se lo fece ripetere. Mi sbottonò i pantaloni con foga, tirandoli giù insieme alle mutande. Il mio cazzo scattò in avanti, duro e pulsante. Luca imitò il gesto con Marco, e nel giro di due minuti eravamo tutti e cinque completamente nudi nel centro del salone. I corpi splendevano sotto le luci rosse. Marco aveva un cazzo imponente, scuro e già grondante; Elena aveva un corpo sinuoso e perfetto, con la figa già completamente bagnata che brillava alla luce.
Valentina si sdraiò sul tavolo del salotto, con le gambe spalancate che offrivano la sua figa bagnata e rasata al nostro sguardo. «Voglio tutto, adesso,» ansimò.
Elena si posizionò sopra il viso di Valentina, offrendole la sua figa da leccare, in un *sessantanove* tutto femminile che ci fece impazzire. Io e Luca ci posizionammo ai lati del tavolo. Mossi da un istinto ormai collaudato, ci guardammo negli occhi: Luca prese il cazzo di Marco e iniziò a succhiarlo con foga, mentre Marco, afferrandomi per i fianchi, mi tirò a sé per farsi baciare sulla bocca, stringendomi contemporaneamente le chiappe con forza
Mi lanciai su Valentina. Spostai delicatamente Elena di quel tanto che bastava per puntare il mio cazzo nella figa calda dell'avvocatessa. Entrai con una sola spinta decisa. Valentina cacciò un urlo di puro piacere, stringendo le pareti attorno al mio membro, mentre le sue mani cercavano le tette di Elena sopra di lei. Iniziai a pompare con ritmo regolare sul tavolo che cigolava sotto il nostro peso.
Dietro di me, la situazione divenne ancora più estrema. Marco, eccitato dal rumore delle mie spinte dentro Valentina, afferrò Luca per i fianchi, lo girò di spalle sul bordo del divano e, dopo aver spalmato del lubrificante che Valentina aveva lasciato sul tavolo, lo penetrò analmente con un affondo violento. Luca gridò, un gemito rauco che si unì a quello di Valentina.
Eravamo una catena umana di carne e sesso: io penetravo Valentina, che leccava Elena, mentre Marco penetrava Luca da dietro, e con le mani libere Marco allungava le dita per toccarmi le palle e stimolarmi il retro. Il corridoio di corpi si muoveva all'unisono. Il sapore del sesso, del sudore e del profumo di Valentina creava un'atmosfera asfissiante e deliziosa.
Dopo diversi minuti di quel ritmo forsennato, Valentina bloccò i miei fianchi. I suoi occhi erano vitrei per l'eccitazione. «Max... fermati. Cambiamo. Voglio vedere Marco dentro di me, e voglio che tu e Luca vi prendiate cura di Elena... e l'uno dell'altro.»
Marco si sfilò da Luca con un rumore umido e si avventò su Valentina, penetrandola con forza e facendola sussultare sul tavolo. Valentina afferrò le sue spalle, incitandolo con insulti eccitanti, godendo della violenza delle sue spinte.
Nel frattempo, Elena si mise a quattro zampe sul tappeto. Io e Luca ci posizionammo ai suoi lati. Luca, con la bocca ancora lucida del liquido di Marco, si chinò per leccarle l'ano con foga, mentre io mi misi davanti a lei, offrendole il mio cazzo che lei prese interamente in bocca, succhiando fino alla base con un'abilità straordinaria. Mentre Elena mi succhiava, Luca allungò la mano dietro di sé, afferrò il mio cazzo libero dalle labbra di Elena per un attimo, e mi guidò verso la sua bocca. Ci scambiammo di ruolo: iniziai a penetrare Elena da dietro nella sua figa strettissima e bagnata, mentre Luca si sdraiò sotto di me, prendendo il mio cazzo in bocca a ogni mia spinta in avanti, alternandosi con la figa di Elena.
La stanza era un coro di gemiti violenti, schiaffi sulla carne e respiri affannosi. Ero al limite. Sentivo la sborra premere per uscire.
«Tutti su di me! Ora!» urlò Valentina, che stava per raggiungere l'orgasmo sotto i colpi di Marco.
Marco si sfilò all'ultimo secondo, venendo violentemente sulla pancia e sui seni di Valentina, che sussultava in preda a spasmi vaginali continui. Elena si sdraiò accanto a lei, esausta e vibrante per il piacere.
Io e Luca ci posizionammo sopra il viso di Valentina, i nostri cazzi duri e gocciolanti a pochi centimetri dalle sue labbra. Luca non resistette: iniziò a sborrare per primo, potenti schizzi bianchi che colpirono le guance e gli occhi di Valentina, che apriva la bocca per riceverne il più possibile. Vedere Luca sborrare sulla faccia della nostra avvocatessa mi diede la spinta finale. Afferrai Valentina per i capelli, le puntai il cazzo dritto in gola e venni con una foga inaudita. Ondate dense di sborra le riempirono la bocca, scorrendo fino all'esofago mentre lei inghiottiva avidamente il mio seme misto a quello di Luca.
Anche Marco ed Elena parteciparono al finale, con Elena che leccava via i resti del mio e del seme di Luca dal viso di Valentina, per poi baciarci tutti, uno per uno, passandoci in bocca quel cocktail di umori condensati.
Ci lasciammo cadere sul pavimento e sul divano, esausti, con i corpi appiccicosi e i respiri che lentamente tornavano regolari. Valentina, con un sorriso spettinato e trionfante, si pulì l'angolo della bocca con un dito, lo leccò e ci guardò tutti: «Direi che la serata è andata come volevamo e rise di gusto
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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