Gay & Bisex
Oltre ogni limite
Marciotto
27.03.2026 |
1.987 |
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"Ogni colpo sulle natiche di Elena e di Michele non era per infliggere dolore, ma per marcare il territorio, per risvegliare i nervi..."
Ecco un accurato riassunto della trilogia "l'uomo della porta acconto seguito dalla continuazione della sagaMax, un commerciante di 57 anni, scopre la doppia vita del suo impeccabile vicino, l’avvocato Michele. Quello che inizia come un incontro clandestino tra i due si trasforma rapidamente in un vortice di scambi di coppia e sottomissione. Max diventa il "Bull" indiscusso, il maschio alfa capace di dominare non solo Michele, ma anche sua moglie Elena e i loro amici Stefano e Chiara. L'escalation raggiunge il culmine a Villa Mondello, dove in un'orgia di lusso e depravazione, Max sottomette Elena in un rapporto anal intenso mentre gli altri partecipanti si intrecciano in giochi omo ed etero, consolidando un legame fatto di segreti, fluidi e potere.
Il lunedì mattina in negozio era stato un gioco di sguardi elettrici, ma il messaggio arrivato sul telefono di Max alle 18:00 non lasciava spazio a interpretazioni: "Stasera scendiamo nel seminterrato di Gerardo. Niente abiti da sera. Solo pelle, corda e verità. Porta Fulvio."
Quando Max e Fulvio varcarono la soglia del loft sotterraneo di Gerardo, l'aria era pesante, satura di odore di cuoio e incenso. Le coppie erano già lì, ma l'atmosfera era diversa da Villa Mondello: meno eleganza, più ferocia. Luci rosse soffuse tagliavano il buio, illuminando ganci al soffitto, croci di Sant'Andrea e panche da contenimento.
Max e Fulvio si scambiarono un cenno. Senza dire una parola, si spogliarono, restando solo con pesanti cinturoni di cuoio. Erano loro i direttori d'orchestra.
"In ginocchio. Tutti," ordinò Max. La sua voce, profonda e ferma, fece vibrare le pareti. I quattro uomini — Michele, Stefano, Antonio e Gerardo — e le quattro donne — Elena, Chiara, Giusy e Gemma — ubbidirono istantaneamente, formando un cerchio di carne tremante.
Fulvio, con la perizia di un carceriere, iniziò a legare Elena e Giusy .Usò corde di canapa grezza, stringendo i nodi sotto i seni e tra le cosce, immobilizzandole in una posizione che esponeva perfettamente i loro sessi. Max, nel frattempo, si occupò di Michele e Stefano. Li costrinse a mettersi carponi, legando i loro polsi alle in un hogtie che li rendeva vulnerabili e pronti a essere usati come oggetti.
Mentre le donne iniziavano a esplorarsi vicendevolmente con lingue e dita, costrette dalla vicinanza forzata delle corde, Max prese il comando della componente maschile.
"Michele, Stefano... oggi imparerete cosa significa appartenere," ringhiò Max. Si posizionò dietro Michele, mentre Fulvio faceva lo stesso con Stefano. Il sesso fu crudo, privo di preliminari dolci. Max penetrò Michele con una spinta secca, mentre Fulvio, con la sua mole imponente, reclamava Stefano. I gemiti degli uomini si mescolavano alle grida di piacere di Elena e Giusy, che venivano usate da Antonio e Gerardo come altari viventi.
Il salone divenne un groviglio inestricabile. Le donne, in un crescendo lesbo alimentato dalla frustrazione del legame, si cercavano con frenesia. Chiara e Gemma, libere dalle corde ma sottomesse al volere di Max, si alternavano nel servire i due Bull. Max godeva della bocca di Chiara mentre continuava a martellare anche il culo di Michele, il quale, in preda a un delirio erotico, cercava con la lingua il sesso di Stefano, creando una catena umana di piacere e sottomissione.
Max tirò fuori un frustino di cuoio morbido. Ogni colpo sulle natiche di Elena e di Michele non era per infliggere dolore, ma per marcare il territorio, per risvegliare i nervi. La pelle arrossata diventava il bersaglio di baci e morsi.
"Voglio vedere tutto il mio seme su di voi," comandò Fulvio.
Max trascinò Elena, ancora parzialmente legata, sopra il corpo di Michele. In una posizione di incastro perfetta, Max la penetrò analmente con una violenza animale, mentre Michele, schiacciato dal peso della moglie, riceveva le spinte di Fulvio. Era un massacro di sensi. Le altre donne si unirono in un cerchio intorno a loro, usando toy che vibravano all'unisono, portando l'intera stanza sull'orlo del collasso sensoriale.
Quando l'orgasmo arrivò per Max, fu un'esplosione che sembrò non finire mai. Inondò Elena, mentre Fulvio faceva lo stesso con Stefano e Michele. Il liquido seminale dei due Bull colava sui corpi dei sottomessi, mischiandosi ai succhi femminili in una pozza di depravazione totale sul pavimento di cemento.
Esausti, legati o semplicemente svuotati, i dieci rimasero nel silenzio del seminterrato. Max si scostò il sudore dalla fronte, guardando Elena e Michele ancora intrecciati.
"Il gioco non è finito," sussurrò Max all'orecchio di Elena, "è solo l'inizio della vostra nuova pelle."
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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