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Prime Esperienze

La zia Anna..parte 3


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
07.04.2026    |    2.761    |    2 9.9
"Emma posò la mano sul mio ginocchio: *"Poverino, hai litigato con la tua ragazza?"*..."
Dopo un breve riassunto dei racconti "la zia Anna 1 e 2 "...vi narro gli sviluppi
Quell’estate dell’87 non era fatta solo di sole, ma di sguardi proibiti e tensioni sottotraccia. Io avevo 25 anni e la villa dei miei suoceri era un teatro a cielo aperto. La **zia Anna**, splendida cinquantenne, era la vera protagonista: girava per casa con quel pareo leggero che sembrava fatto apposta per non nascondere nulla delle sue forme esplosive. Per me non era solo una parente acquisita, era la personificazione delle milf dei film erotici che guardavamo di nascosto all'epoca.
Tutto era esploso durante quella gita in pedalò. Ricordo ancora la sensazione delle mie mani che, con la scusa di aiutarla a risalire dall'acqua, indugiavano sulle sue cosce sode e sul sedere. Poi l'azzardo: il mio medio che, fingendo un contatto involontario nella confusione del gruppo, puntava dritto al suo clitoride. Il suo sorriso e quella frase — *"Non aver paura di farmi male"* — avevano scatenato l'inferno. Poi la consumazione in camera: io nudo davanti allo specchio e lei in ginocchio a spompinarmi con una veemenza da dea, prima della penetrazione a novanta che ci aveva lasciati entrambi esausti e vibranti proprio un istante prima che il marito entrasse nel corridoio.
Passarono un paio di domeniche,prima di una nuova rimpatriata
Quella nuova domenica di festa la villa era di nuovo piena. Tra gli ospiti c’erano **Guido ed Emma**, una coppia di amici anche loro sulla cinquantina. Emma era incredibile: un seno enorme che il bikini faticava a contenere e un pareo stretto solo sui fianchi che la rendeva ancora più provocante di Anna. Tutte le donne parlottavano fra di loro, e i mariti, pur fingendo indifferenza, non le staccavano gli occhi di dosso.
Io ero nervoso. Anna non mi dava confidenza e questo mi faceva rabbia, e quindi decisi di unirmi agli altri ragazzi che giocavano in piscina .Vista la lontananza dagli occhi degli adulti cercai un po’ di intimità con la mia ragazza vicino alla piscina. Riuscii a darle un bacio e una bella palpata di culo, convinto che nessuno ci vedesse, ma la mia ragazza era terrorizzata dal padre. Proprio in quel momento, Anna ed Emma entrarono nello spogliatoio. La mia ragazza, rossa come un peperoncino, scappò via lasciandomi solo con loro.
Le due amiche mi guardarono all’unisono: *"E bravo il porcellino... cosa volevi fare?"*.
*"Quello che vuole fare un uomo!"*, risposi io, cercando di sostenere lo sguardo di Anna. Loro scoppiarono in una risata che mi innervosì profondamente. Me ne andai fissando Anna negli occhi, per farle capire che ero pronto a tutto.
Il pranzo in terrazza fu la resa dei conti. Dopo aver discusso con la mia ragazza — che pretendeva fossimo come "fratello e sorella" in casa di suo padre — mi sedetti da solo con la mia insalata di riso, deciso a non parlarle. Fu allora che Anna ed Emma si sedettero accanto a me, mettendomi letteralmente in mezzo.
Ero in un **sandwich erotico**. Emma posò la mano sul mio ginocchio: *"Poverino, hai litigato con la tua ragazza?"*.
*"Non sono affari vostri"*, risposi. Ma lei, con un sorriso a trentadue denti, aggiunse: *"Dai, su... Anna mi ha parlato delle tue capacità"*.
Fu uno shock. Guardai Anna e lei fece un cenno d'intesa, ridendo maliziosamente, e posò anche lei la mano sull'altro mio ginocchio. Sentivo le mie palpitazioni superare i cento battiti. Emma si avvicinò al mio orecchio, mentre le loro mani risalivano le mie cosce verso il mio membro che era già diventato durissimo:
*"Vedi, io e Anna siamo molto, molto amiche. Ci dividiamo e condividiamo molte cose"*.
Le loro mani continuavano a salire, sfidando il pericolo di essere viste dagli altri commensali intenti a brindare. Proprio mentre la tensione era al culmine, Emma mi sussurrò la sfida finale:
*"Per oggi non possiamo fare nulla... ma domani pomeriggio io e la zia Anna ti aspettiamo a casa mia per un tè"*.
Le vidi brindare tra loro, complici e "malefiche", mentre io restavo lì paralizzato, consapevole che il mio sogno pornografico stava per diventare realtà...ma questo è un altro racconto...
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