Gay & Bisex
I torbidi desideri di due uomini
Marciotto
20.03.2026 |
2.441 |
3
"Marcello la fece girare, baciandola lungo il collo e i lobi delle orecchie, mentre la mano scendeva verso la sua figa depilata e bagnatissima..."
Marcello osservava lo schermo del telefono con la solita distaccata sicurezza. Da circa due anni, il suo profilo su Annunci69 era diventato un punto di riferimento per chi cercava l’essenza della virilità senza fronzoli. Non era solo una questione fisica; Marcello aveva capito presto che il suo corpo era lo strumento con cui scardinava le inibizioni di coppie cuckold e singoli in cerca di verità. Viveva quegli incontri con profonda soddisfazione, godendo del potere che esercitava su chi implorava di averlo.
Poi, arrivò il messaggio di Massimo.
Massimo era un uomo sposato, apparentemente risolto, ma le sue parole trasudavano un bisogno urgente: essere domato. Non cercava solo sesso, cercava un uomo che lo riducesse al silenzio. Tra i due l'intesa fu immediata, elettrica. Pochi messaggi, la tensione che saliva, e la decisione di vedersi subito.
Il Primo Contatto: L'Oscurità del Box
Il luogo scelto era spartano e crudo: un box auto alla periferia della città. L'odore di gomma e cemento rendeva l'atmosfera ancora più densa. Quando Massimo arrivò, tremava leggermente. Marcello non perse tempo in convenevoli.
> "Inginocchiati," ordinò Marcello con voce ferma.
>
Senza un lamento, Massimo obbedì. Quello che seguì fu un atto di sottomissione pura: una fellatio profonda, disperata, che culminò con un ingoio totale. Marcello guardava Massimo dall'alto, leggendo nei suoi occhi lucidi la nascita di un'ossessione. Massimo pulì le labbra, ma il suo sguardo diceva altro: voleva di più. Voleva sentire Marcello dentro di sé, voleva essere posseduto e spezzato.
Tuttavia, il percorso non fu lineare. Alcune incomprensioni — un messaggio di troppo, un dubbio di Massimo legato alla sua vita matrimoniale — portarono Marcello a chiudere i ponti. Marcello non amava le complicazioni; se il gioco smetteva di essere fluido, lui spariva. Massimo, però, entrò in crisi. Quel breve assaggio nel box era diventato il suo unico pensiero. Iniziò un corteggiamento serrato fatto di scuse e suppliche per rimediare al torto fatto. Alla fine, la costanza di Massimo vinse la freddezza di Marcello
Il secondo incontro avvenne nello stesso box. Questa volta, Marcello non fu gentile. Fece voltare Massimo contro la parete fredda e lo prese con forza. Il desiderio di Massimo venne finalmente esaudito: il cazzo di Marcello lo penetrava con una vigoria che non lasciava spazio a difese, portandolo a un orgasmo anale così intenso da lasciarlo senza fiato.
Da quel giorno, iniziarono incontri settimanali presso un hotel riservato. Marcello lo possedeva in tutte le posizioni e Massimo si sentiva la sua schiava. Godeva ancora di più quando Marcello gli raccontava, con dovizia di particolari, cosa avrebbe fatto a sua moglie se fosse stata presente; una fantasia che Marcello sperava sinceramente di realizzare. Con il tempo, la conoscenza divenne amicizia e i due pensarono di spingersi oltre, coinvolgendo le mogli ignare di tutto
La prima uscita a quattro fu organizzata con la scusa di essere colleghi di lavoro. Marcello sapeva dei problemi di erezione che Massimo aveva con sua moglie, e questo dettaglio lo eccitava sempre più. Durante la cena, i due uomini si guardavano con la soddisfazione di compiere qualcosa di estremo davanti alle consorti.
Osarono l'impossibile: con la scusa di fumare una sigaretta, andarono in bagno. Lì, Massimo spompinò velocemente Marcello, che gli sborrò in bocca. Ma Marcello gli impose un ordine perverso: non sciacquarsi la bocca, ma rientrare al tavolo e baciare subito la moglie. Massimo obbedì. Il bacio appassionato lasciò Laura, la moglie di Massimo, un po' basita, ma lei accettò quel raro slancio di passione, senza sospettare il "segreto" che Massimo portava in bocca.
Di nascosto dalla propria moglie, Marcello iniziò a fare breccia nelle grazie di Laura. Sapeva della sua grande voglia di sesso che Massimo non riusciva a soddisfare. A Massimo l’idea che l'amico scopasse sua moglie non solo non dispiaceva, ma lo eccitava al punto da sperarlo ardentemente.
Escogitarono un piano: una mattina, Massimo finse di aver dimenticato un documento a casa e incaricò Marcello di andarlo a prendere. Quando Marcello si presentò alla porta, Laura aprì indossando una vestaglia molto sexy. Lo fece accomodare sul divano e gli preparò un caffè. Marcello iniziò con una serie di complimenti, portando il discorso sul loro matrimonio. Laura, vista la confidenza acquisita, si lasciò andare a lamentele sulla loro scarsa intesa sessuale.
Marcello sentì che era il momento di colpire. Le accarezzò il viso con la scusa di un capello ribelle e la baciò.
> "Ma che fai?" mormorò lei inizialmente allontanandosi.
> "Fra noi uomini a volte ci raccontiamo i problemi... so dei vostri," rispose lui. "Laura, sei stupenda. Meriti di godere."
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La ribaciò e lei, stavolta, rispose con foga. La vestaglia cadde, lasciandola in topless e perizoma. Marcello la fece girare, baciandola lungo il collo e i lobi delle orecchie, mentre la mano scendeva verso la sua figa depilata e bagnatissima.
La prese di peso e la adagiò sul tavolo della cucina. Iniziò a leccarla con passione, scatenando in lei tremori e gemiti irrefrenabili. Senza smettere, Marcello si spogliò e la penetrò proprio lì, sul tavolo. Il suo membro era di marmo. La afferrò per le gambe e la sbatteva con vigore, mentre le mani stringevano i seni e i capezzoli di lei.
Laura raggiunse orgasmi multipli, travolta da una potenza che non conosceva, finché Marcello non concluse con una copiosa sborrata dentro di lei. Ma questo era solo il primo passo del piano studiato dai due amici... il gioco era appena cominciato.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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