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Una estate fa'


di Membro VIP di Annunci69.it Marciotto
03.04.2026    |    1.083    |    1 8.7
"Roberto non restò a guardare: si mise sopra di me e Marianna, offrendo il suo membro a me e a Marianna..."

L'estate del 2008 non era una vacanza come le altre. Da dieci anni il nostro camper era il guscio sicuro per me, Max, mia moglie e i nostri due figli adolescenti. Ma quell'anno, sotto il sole accecante della Grecia, qualcosa nel mio equilibrio interiore si era spezzato, lasciando spazio a una fame di trasgressione che non sapevo di possedere. Arrivammo a Kalamata, in un campeggio che sembrava un’oasi: piscina azzurra, profumo di resina e un caldo che toglieva il fiato.
Fu a bordo vasca che il destino prese la forma di Francesco e Marianna. Due ragazzi romani di circa venticinque anni che sprizzavano bellezza e libertà da ogni poro. Lui, un vichingo di un metro e ottantacinque, con spalle larghe, capelli biondi e occhi che sembravano pezzi di cielo; lei, una bruna dal fisico scolpito da ore di palestra, con curve feline e occhi neri come la pece. La conversazione fluì subito, ma sotto la superficie delle chiacchiere da campeggio percepivo una tensione elettrica
La prima notte, il calore nel camper era insopportabile. Uscii a cercare refrigerio verso la spiaggia, ma i miei passi si fermarono davanti al loro camper. La porta era aperta e sentii dei mugolii; mi fermai e l'eccitazione mi colpì. Rimasi lì in ascolto per qualche minuto; erano veramente caldi e nel silenzio si sentivano parole provocanti e l'orgasmo della ragazza.
L'indomani, Francesco mi confessò il loro stile di vita libero. "Stasera, ore 23:30. Ti faremo vedere qualcosa di particolare". Quando entrai, la visione fu scioccante: vidi Francesco a carponi sul divanetto e Marianna con uno strapon che fotteva il culo di Francesco. Lui godeva, si girò verso di me e mi disse: "Dai, fottimi".
Marianna si inginocchiò subito per farmi un pompino; era una vera maestra. Leccava la cappella e poi ingoiava fino in gola. Ero bagnatissimo e, nel frattempo, inculavo Francesco con le dita. Marianna si alzò e mi accompagnò verso l'ano di Francesco, e fu così che lo inculai. Il cazzo entrò con estrema facilità e, mentre lo scopavo, baciavo Marianna che a un certo punto salì sul divanetto, mise la sua figa davanti alla mia bocca e mi disse: "Lecca". Marianna iniziò a squirtare e io sborrai dentro il culo di Francesco. Lei scese e leccò tutta la sborra che fuoriusciva dall'ano di lui.

Il giorno dopo, in piscina, Marianna mi stuzzicò aprendo le gambe sulla sdraio. Francesco mi sussurrò: "Raggiungila al camper". Entrai e la trovai in mansarda, con il sesso rivolto verso l'esterno. In piedi, iniziai a leccarla e baciarla con foga. Poco dopo entrò Francesco. Mi abbassò il costume e iniziò a spompinarmi. Leccavo lei e lui spompinava me.
Poi Marianna mi ordinò: "Ora scopami". Salii in mansarda e la penetrai con vigore. Mentre spingevo, Francesco iniziò a leccarmi l'ano e le palle, aprendomi le chiappe con le mani. Leccava tutto: culo, palle e membro. Sborrai dentro Marianna con una foga tale che il membro scivolò fuori, e Francesco si fiondò a ripulirla leccando via tutto il mio seme.
Due giorni prima della nostra partenza, Francesco mi intercettò vicino al bar. "Max, stasera abbiamo degli ospiti. Una coppia di amici che viaggia con un motorhome enorme in fondo al viale. Vogliono conoscerti". L'appuntamento era per mezzanotte. Riuscì a svignarmela ancora una volta, protetto dal buio e dal silenzio del campeggio.
Entrai nel motorhome e l'aria era satura di profumo e desiderio. Oltre a Francesco e Marianna, c’erano Roberto, un uomo sui quarant'anni brizzolato e atletico, e sua moglie Elena, una bionda mozzafiato con un seno prorompente e uno sguardo predatore. Erano già tutti nudi. La situazione degenerò in pochi istanti in un groviglio di corpi.
Roberto mi spinse contro la parete e iniziò a baciarmi sul collo, mentre Elena si inginocchiava davanti a me. Mi ritrovai con la bocca di Elena sul mio membro e le mani di Roberto che esploravano con decisione i miei muscoli. Francesco, poco distante, stava venendo spompinato da Marianna. In breve, ci ritrovammo tutti sul grande letto matrimoniale.
Fu un’orgia di una coordinazione analitica: io ero sdraiato al centro. Marianna ed Elena erano sopra di me, le loro vulve incrociate proprio sopra il mio viso. Le leccavo entrambe, passando da un sapore all'altro, mentre le loro dita si intrecciavano. Contemporaneamente, Francesco e Roberto si posizionarono ai miei lati. Sentii le loro lingue lavorare sui miei testicoli e sul mio ano in una sinergia perfetta. Roberto mi prese il membro in bocca mentre Francesco mi massaggiava le chiappe con olio caldo, per poi iniziare a penetrarmi lentamente con le dita e poi con la lingua.
La sensazione di essere posseduto e coccolato da due uomini mentre soddisfacevo due donne era l'apice dell'estasi. Marianna si abbassò e mi prese il cazzo, guidandolo dentro Elena. Mentre la penetravo con forza, sentendo le sue grida di piacere, Francesco mi scivolò dietro. "Resta fermo, Max", sussurrò. Sentii la sua punta premere contro il mio ano e, con una spinta decisa, mi penetrò. Ero il fulcro di un ingranaggio perfetto: scopavo Elena mentre venivo inculato da Francesco.
Roberto non restò a guardare: si mise sopra di me e Marianna, offrendo il suo membro a me e a Marianna. Lo succhiavamo insieme, le nostre lingue che si scontravano sulla sua cappella, mentre i colpi di Francesco dentro di me mi facevano impazzire. Elena squirtò bagnando tutti noi, e quel segnale scatenò la reazione a catena. Francesco sborrò dentro di me con dei sussulti che sentivo fin nelle viscere; io, spinto da quel calore interno e dalla bocca di Marianna che nel frattempo era tornata sul mio membro, esplosi dentro Elena.
Rimanemmo lì, in un ammasso di membra, sudore e umori condivisi. Marianna ed Elena iniziarono a pulirci a vicenda, leccando via il seme che colava dai nostri corpi. Mi sentivo svuotato di ogni energia ma colmo di una consapevolezza nuova. Salutai quel gruppo incredibile con un nodo alla gola; la mia vita "normale" mi aspettava l'indomani, ma sapevo che nulla sarebbe più stato lo stesso dopo quelle notti greche.
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