orge
Gli inviti imperdibili
Marciotto
23.03.2026 |
685 |
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"Mi ritrovai al centro di una catena umana: stavo inculando Michele, che a sua volta succhiava Stefano, mentre le due donne si intrecciavano tra loro masturbandosi freneticamente..."
Dopo un riassunto del racconto "L'uomo della portone accanto qui narrò il seguito della storIa.Sono un uomo di 57 anni e, negli ultimi due anni, la mia vita è cambiata radicalmente. Il desiderio di sperimentare la bisessualità da attivo e il mondo Cuckold/BSX mi ha portato su internet, dove ho scoperto un universo eccitante che ha stravolto la mia percezione della realtà. Gestisco un’attività commerciale e ogni giorno osservo i clienti con occhi nuovi: uomini "macho" che accompagnano mogli e fidanzate, ma che nel segreto dei messaggi si rivelano pronti a sottomettersi con una voracità che supera quella delle loro donne.
Tra i tanti contatti, uno catturò la mia attenzione: un uomo sposato, BSX passivo, di circa 45 anni. Dopo un lungo corteggiamento virtuale, mi invitò a casa sua una mattina, approfittando dell'assenza di moglie e figli. Quando mi diede l'indirizzo, rimasi di sasso: era il portone adiacente alla mia attività. Per prudenza declinai con una scusa, ma la curiosità mi logorava. Chi era? Lo conoscevo? Analizzando le foto del profilo — inquadrature di un culo a pecorina — notai un dettaglio: una macchia, quasi un tatuaggio, sul polso.
La ricerca fu breve. La mattina successiva, un cliente allungò il braccio per pagare: era Michele, un avvocato stimato di 45 anni, sposato con una bellissima donna e padre di un adolescente. Il prototipo dell'insospettabile. Decisi di stare al gioco e fissai l'appuntamento senza rivelargli la mia identità.
Il giorno dell'incontro, salii le scale con il cuore a mille. Quando Michele aprì la porta, rimase interdetto:
— "Ciao Max, cosa è successo?"
— "Ti sei dimenticato una cosa in negozio," risposi io, afferrandomi il cazzo. "Questo."
Lui scoppiò in una risata fragorosa: — "Non ci posso credere!"
In pochi minuti, l'avvocato impeccabile sparì. Si inginocchiò con la sicurezza di una vera troia, mi sbottonò i pantaloni e iniziò a spompinarmi con una maestria d'altri tempi, guardandomi dritto negli occhi. Poi si mise a novanta sul divano: lo inculai con una foga animalesca, le mie palle sbattevano sul suo culo bagnato in un ritmo musicale, fino a un orgasmo simultaneo che ci lasciò esausti e sudati.
Ma quello era solo l'inizio. Pochi giorni dopo, Michele tornò in negozio e mi sganciò la vera bomba:
— "Max, io e mia moglie Elena siamo una coppia aperta. Sabato abbiamo una cena con una coppia di amici, Stefano e Chiara. Voglio che tu sia il nostro ospite d'onore. Voglio che ci scopi tutti."
Sabato sera, l'eleganza della cena durò il tempo di un brindisi. L'aria era elettrica, carica dell'odore di sesso e profumi costosi. Non arrivammo nemmeno al dolce: Elena, in un abito di seta nera senza nulla sotto, iniziò a massaggiarmi, mentre Chiara mi sfilava le scarpe con i piedi sotto il tavolo.
Il salone si trasformò in un mattatoio di carne. Sbattei Elena sul tavolo tra i cristalli, possedendola sotto gli occhi eccitati di Stefano, che si masturbava selvaggiamente. Non appena finii, Chiara si fiondò a ripulirmi con la lingua, mentre Stefano si metteva a novanta sul divano, implorando la sua dose di sottomissione. Lo sfondai senza pietà, godendo nel vedere quel "macho" palestrato ridotto a un groviglio di gemiti acuti davanti alla moglie, che nel frattempo veniva leccata da Elena.
L'orgia divenne un caos primordiale. Mi ritrovai al centro di una catena umana: stavo inculando Michele, che a sua volta succhiava Stefano, mentre le due donne si intrecciavano tra loro masturbandosi freneticamente. Ogni colpo del mio bacino contro le chiappe di Michele era un tributo a quella macchia sul polso che aveva dato il via a tutto. Non c'erano più ruoli: l'avvocato, il commerciante, le mogli borghesi... eravamo solo corpi, sudore e desiderio puro.
L'apice fu un'esplosione di sborrata che sporcò i seni di Chiara ed Elena, mentre i due uomini si svuotavano a vicenda sul tappeto,mentre si facevano un classico69 Rimanemmo lì, nudi e sporchi, tra macchie di vino e umori corporali. Michele, riprendendo fiato, mi guardò con un sorriso complice:
— "Te l'avevo detto, Max... la vita reale è molto meglio di internet
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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