incesto
Mamma Giulia e mamma Nadia
31.05.2025 |
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"Il suo cuore palpitó, lo sentivo bene battere fortissimo sotto al seno; deglutii ma si fece coraggio: mi lanciò uno sguardo ardente e si chinò per accogliere il cazzo tra le labbra..."
~ATTENZIONE ~ QUESTO RACCONTO È UN’OPERA DI FANTASIA Salve a tutti, porcellini e porcelline, questa volta ho deciso di sperimentare una storia con protagoniste due mamme porcelle dei mie racconti, mamma Nadia del racconto omonimo e mamma Giulia. Spero di farvi godere!
Era giusto un anno da quando era iniziata la mia relazione con mamma: si, mamma Giulia era passata dal ruolo di genitrice a quello di amante, sempre disponibile e perennemente arrapata. Se inizialmente aveva ancora qualche remora, specie sul farsi sborrare dentro, ora era letteralmente scatenata: due, tre volte al giorno le riempivo la figa, fantasticando spesso sull'ingravidarla per davvero. Comunque, per festeggiare il nostro, per così dire, anniversario, mamma mi promise una sorpresa: perché, se ben ricordate, l’inizio della nostra relazione incestuosa coincide con il mio compleanno. Mamma era piuttosto sibillina circa la natura della sorpresa, ma mi garantí che ne sarei stato entusiasta. Dopo qualche giorno di attesa, giunse la fatidica data: tornai da scuola già bello carico e col cazzo duro: mi aspettava una scopata speciale, con mamma che mi aspettava tutta nuda con un nastro avvolto intorno al corpo? Oppure avrebbe coinvolto mamma Francy? Entrambe ipotesi succulente, senza dubbio. Beh, ci ero andato vicino: dall’ingresso sentivo mamma parlare con un’altra donna; entrando in soggiorno la trovai seduta sul divano, accanto alla sua misteriosa accompagnatrice.
“Bentornato, amore, buon compleanno!” mi salutó, sorridendo. “Lei è una mia cara amica, Nadia, ed è molto interessata alla nostra relazione .”
Mi piacque come evidenzió la parola molto, e mi piacque anche molto lei: una bella donna sui quaranta, dal viso delicato e dal corpo giunonico, due tettone enormi, del tipo che vorresti spupazzarti a piene mani, belle cosciotte burrose e quello che si prometteva come un culo di tutto rispetto. Nadia si presentò, offrendomi la mano e un sorriso tiepido. “Giulia mi dice che sei un vero porcellino, e che fai un sacco di cosacce con lei… la cosa mi eccita, anche io, tanto tempo fa, ho fatto l’amore con mio figlio, sai? “
La cosa mi stuzzicó: mi domandai chi potesse essere il fortunato a potersi scopare una così bella cavallona.
“Ci terrei davvero tanto”, continuò con la sua voce dolce, “a vedere cosa combinate sotto le lenzuola. La cosa per caso ti turba, caro?”
Il sentirmi chiamare così da una donna appena conosciuta mi provocò un piacevole brividino; e poi, se avesse saputo che le nostre scopate non si consumavano solo in camera da letto ma per tutta la casa, beh, ne sarebbe rimasta ben sorpresa. Comunque mi dichiarai favorevole senza la minima esitazione, e mamma mi diede man forte, come mi aspettavo: ormai era più maiala di me, certe volte la sua lussuriosa immaginazione riusciva quasi a stupirmi. Mamma non perse tempo: mi liberó di pantaloni e mutande e lasciò il mio cazzo duro e pronto libero di sventolare. Nadia ne rimase sorpresa: “OH! Ma Giulia, tuo figlio è uno stallone! Avevi detto che era ben messo ma non così tanto!!”
Mamma sorrise orgogliosa: “Volevo farti una sorpresa. Anzi, sarete voi due ad essere sorpresi, oggi…”
Nadia arrossì, e alla mia richiesta di spiegazioni mamma rispose semplicemente “Amore, Nadia vorrebbe essere scopata da te!”
La diretta interessata abbassò timidamente lo sguardo, giocherellando con le dita: “Ecco… sì, è la verità, da quando Giulia mi ha mostrato una foto del tuo cazzo… mi… me ne sono innamorata…” disse a bassa voce, decisamente più rossa in faccia. “Lo so…” aggiunse dopo una piccola pausa, “non sono bella come la tua mamma, voglio dire, sono cicciottella, ho le cosce grandi e il culone, ma se accettassi… mi farebbe davvero tantissimo piacere…”
Queste ultime parole le disse con un’espressione così tenera, con due occhioni da cerbiatta e un tono dolce che mi fece venire il batticuore.
Le sorrisi a mia volta: “Nadia, accetto con grande piacere! In confidenza, ho sempre sognato di fare sesso con una bella donna prosperosa come te, è il mio sogno erotico per eccellenza!”
“Hai capito…” sogghignó mamma, “figlio mio, sei un vero porco, non c’è che dire. “
Nadia invece si fece raggiante in viso, e solo allora mi resi conto di quanto fosse veramente non carina, la parola giusta è bella: le guance rosee, quelle lentiggini adorabili sul naso, l’espressione affettuosa… mi uscì spontaneo, irrefrenabile: “M… mamma…”
A quel punto Nadia si coprì la bocca con le mani, trattenendo un gridolino di gioia, mentre mamma scosse il capo ridendo: “Stai facendo collezione di madri, amore. Che c’è, la tua mamma Giulia non ti basta più?”
Campanello di allarme: a questo mondo non esiste belva più feroce di una donna gelosa, temevo che avrebbe fatto una scenata di gelosia, ma capii subito che mi sbagliavo: “Scherzo, mi piace vederti tra le braccia di un’altra mamma. Lo trovo così eccitante…”
Non era l’unica ad essere attizzata: mamma Nadia (ormai mi veniva spontaneo chiamarla così) indossava un vestito di quelli abbottonati sul davanti, teso dalle sue mega tette, e i piccoli rilievi sul tessuto promettevano capezzoli di notevoli dimensioni. Mamma Giulia si decise ad aprire le danze: “Su, Nadia, spogliati, incomincia la festa!”
Mamma Nadia mi rivolse un’occhiata mista tra imbarazzo e desiderio, per poi iniziare a aprire uno ad uno i bottoni del vestito: seguivo i movimenti delle sue dita con crescente trepidazione, smaniando per il momento in cui il suo splendido corpo sarebbe stato libero dal tessuto. Ci mise un bel po’, ma finalmente un paio di tettone, grandi come non ne avevo mai viste, si mostrarono ai miei occhi affamati. Niente reggiseno, solo il sottile tessuto copriva quelle grandi mammelle chiare, leggermente pendule, dalle areole scure e con due capezzoli enormi e già eretti.
Il mio cazzo esultó, sussultando silenzioso; mamma Nadia sorrise compiaciuta, finendo di togliersi il vestito; credetti di avere un infarto quando tolse le mutandine, bianche e semplici: il candido pizzo nascondeva infatti un tesoro, un folto triangolo scuro, nero come la notte, che spiccava prepotente sul candore delle cosce. No so bene perché, ma tra di noi caló un velo di imbarazzo, nessuno dei due sembrava voler prendere l’iniziativa; per fortuna mamma Giulia era dotata di un certo savoir fair: prese la mia mano nella sua, portandola sulla tetta sinistra di mamma Nadia, e al contempo portò la mano di lei attorno al mio cazzo. Il suo cuore palpitó, lo sentivo bene battere fortissimo sotto al seno; deglutii ma si fece coraggio: mi lanciò uno sguardo ardente e si chinò per accogliere il cazzo tra le labbra. Mi sfuggì un gemito: morbidissime, tiepide, una vera coccola sulla cappella! Succhiava piano, con molta delicatezza, quasi timidamente. Mamma Giulia si portò dietro di lei, accarezzando languidamente le sue tettone mentre le dava baci e leccatine sul collo. Mamma Nadia cacciò un versetto soffocato dal mio cazzo: “Mmmnnh~” Se lo tolse di bocca per un attimo: “Che cazzo! Qua non mi basta succhiarlo, vi vuole ben altro!”
Mamma Giulia non sembrava aspettare altro: “Andiamo sul letto, staremo belli comodi. “
Arrivati nella camera, mamma Giulia sdraió mamma Nadia sul letto, le montó sopra e cominciò a succhiarle appassionatamente le tette; mamma Nadia gemeva ad occhi chiusi, la sua mano quasi in automatico scese giù, verso quella piccola foresta di riccioli scuri, dove la sua figa si stava lentamente schiudendo, rosa e lucida; due dita entrarono, accarezzando l’interno del pertugio. Mamma Giulia le infilò la lingua in bocca in un bacio da porno lesbo, le sue dita si aggiunsero a quelle di mamma Nadia, ora erano quattro contemporaneamente, chissà come doveva essere bella larga e accogliente. Mentre quelle due amoreggiavano in salsa rosa, io mi segavo come un maiale, fissando ogni secondo nelle mia mente. Ma non era finita: mamma Giulia levò le sue dita e quelle di mamma Nadia, si portò tra le sue gambe spalancate e tirò giù un limone fortissimo, tanto che mamma Nadia urlò come una cagna in calore. Le slinguazzó la figa per un bel dieci minuti, finché, col fiatone e con la faccia bagnata di broda fino al mento mi disse “Adesso è tutta tua, falle sentire il tuo cazzo!”
Anche mamma Nadia era fuori controllo: “Si, si, caro, vieni, metti il tuo bel cazzone dentro la mamma!” e mentre parlava si allargava le labbra umide con due dita, palpandosi una tetta nel frattempo. Più chiaro di così… mi avvicinai cazzo in mano, sondando le labbra roventi con la cappella, i suoi pelini pubici facevano un piacevole solletico. Mamma Nadia era impazzita, si leccava voluttuosamente le dita, una mano ancora saldamente stretta al seno, negli occhi uno sguardo famelico; sembrava totalmente diversa dalla donna timida di poco prima. Decisi di non farla aspettare oltre: la cappella scivolò dentro senza intoppi, seguita agilmente dal resto del cazzo, e in un attimo le mie palle le accarezzarono la figa. Mamma Nadia sospirò “ Mmm, Giulia, avevi ragione, un cazzo così è raro da trovare…”
Rivolgendosi a me aggiunse: “Scopami pure come preferisci, caro, sono a tua completa disposizione, vienimi pure dentro se vuoi, tanto ormai la mamma non può più avere bambini…”
Lo schizzo libero era la mia passione, però decisi di non avere fretta: mi sdraiai su di lei, seppellendo la faccia tra le sue tettone morbidose, respirando a pieni polmoni il buon profumo di donna. La vidi sorridere amorevole, le sue braccia mi circondarono, le dita fra i capelli mi carezzavano piano. “Che dolce che sei, ti piacciono le tette della mamma, caro… Va benissimo, giocaci pure, succhiale, che la mamma è tanto felice…”
Quelle parole così sensuali e dolci al tempo stesso mi misero in subbuglio, come se avessero attivato un interruttore nel mio cervello: cominciai a scoparla con decisione, senza mollare per un secondo le sue mammellone che mi scaldavano la faccia. Mamma Giulia doveva essersi stancata di stare a guardare: senza dire una parola balzò su mamma Nadia sbattendole la figa in faccia: non si fece pregare, vidi chiaramente la sua lingua invadere la figa di mia madre, la stava limonando come aveva fatto lei poco prima. Mamma Giulia raggiunse l'orgasmo per prima, accogliendo il piacere con un grido rauco, e calmati gli ultimi spasmi di goduria si lasciò cadere sul materasso, sazia e appagata. Nel mentre stavo ancora scopando mamma Nadia, stavo durando più di quanto avessi immaginato, il suo corpo morbido e materno mi avvolgeva in una soffusa tenerezza. Le sue gambe cicciotte si strinsero attorno al mio corpo, come volesse impedirmi di sfuggire al suo abbraccio, ma nemmeno se fosse crollato il mondo sarei uscito da quella bella figona morbida. I suoi orgasmi si susseguivano, uno dietro l’altro, ma non accennava a fermarsi, era preda di una vera frenesia. Fui io a mollare: con la voce soffocata dalle sue tette dissi che stavo per sborrare, e mi rinnovò l’invito di finirle dentro: “Schizza fuori tutto, caro, la mamma non ne lascerà scappare una goccia…”
Credo fu la più spettacolare ed intensa sborrata della mia vita: avevo un rubinetto al posto del cazzo, un fiume di sborra riempí la figa di mamma Nadia, che fu di parola, niente sfuggì a quella miciona affamata. Nell’uscire, alcuni schizzetti residui e scarichi le imbrattarono di bianco il pelo. Mamma Nadia lo raccolse con le dita e se lo portò alla bocca, schioccando le labbra golosa: “Bravissimo, caro, mi hai resa davvero molto molto felice oggi. Mi hai ricordato di quando ho svezzato mio figlio, è da tantissimo tempo che non provavo sensazioni così intente…”
E terminata la frase mi prese per le guance, stampandomi un lungo bacio sulle labbra. “Grazie anche a te, Giulia, nessuna lecca la figa come te!”
Mamma si chinò su di lei per ricevere un bacio a sua volta. Mamma Nadia ci invitò a coricarci accanto lei, offrendo una tetta ciascuno; credetemi, non c’è cosa più rilassante e sexy di succhiare una bella tettona calda e morbida dopo una scopata di fuoco. Mamma Nadia ci accarezzava la testa, le spalle, ci chiamava amori miei, le sue mani quasi scendevano più giù, accarezzando le palle a me e la figa a mamma. Finimmo per addormentarci tutti e tre, teneramente abbracciati: fu un compleanno memorabile, passato tra due splendide donne. Avevo trovato una terza mamma e una nuova compagna di giochi? Chi lo sa, magari in futuro ci sarebbero stati ulteriori sviluppi… Spero che questa storia vi sia piaciuta, a presto!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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