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144 - Il contadino


di Membro VIP di Annunci69.it stinf
15.12.2025    |    6.493    |    167 10.0
"Paolo è salito sul letto ha appoggiato le mani sulla mia schiena e si è chinato, ha puntato la cappella sullo sfintere, poi ha spinto in modo un po’ brutale entrando tutto dentro di me, Bruno..."
CAPITOLO 144

Era un venerdì e volevamo passare un weekend in campagna, siamo andati a fare un giro con il camper nell’astigiano, ci siamo fermati a Cherasco dove c’è un bel parcheggio camper e poco distante c’è il torrente Stura e il fiume Tanaro che si congiungono, lì nei paraggi si può prendere il sole nudi lungo le sponde dei fiumi, noi il sabato e la domenica abbiamo girato con lo scooter per le colline tra le magnifiche vigne dove ci siamo anche sbizzarriti a fare foto, sono stati due giorni molto belli e alla domenica sera abbiamo mangiato al ristorante lumache e altre prelibatezze.

Al lunedì mattina sembrava tutto un deserto, di turisti eravamo rimasti solo noi, e gli abitanti del luogo erano a lavorare, noi siamo andati lungo il torrente Stura e ci siamo messi a prendere il sole nudi, a mezzogiorno abbiamo mangiato un po’ di frutta e poi abbiamo fatto un po’ di foto di nudo, infine ci siamo nuovamente coricati a prendere il sole, il panorama era magnifico, ad alcune centinaia di metri sull’altra sponda del fiume un contadino arava un campo, alle 15 ha finito e se ne è andato, dietro di noi c’era un piccolo boschetto e poi una strada sterrata da dove eravamo arrivati, ogni tanto si sentiva passare qualche trattore.

Alle 16 e 30 abbiamo deciso di andarcene, mi sono messa una maglietta e mi sono alzata in piedi, ho subito intravisto dietro a dei cespugli uno che ha cercato di nascondersi, io ho fatto finta di niente ma non mi sono messa la gonna, mi sono avvicinata all’acqua, mi sono chinata ed ho fatto la pipi con le gambe larghe e con il culo girato verso i cespugli. Bruno era ancora coricato ma si è accorto di quello che facevo, si è alzato e mentre ero ancora chinata si è parato davanti a me con il cazzo moscio e me lo ha dato da leccare, non era molto pulito e tra le gambe c’era odore di sudore, io l’ho annusato e preso in bocca e l’ho succhiato e leccato facendo in modo che chi era nascosto dietro i cespugli potesse guardare bene.

Speravo che il guardone si facesse vedere ma niente, ci siamo vestiti e siamo tornati dove avevamo parcheggiato lo scooter, lì vicino c’era un trattore.
_ “Non mi muovo di qui fin quando non vedo chi ci guardava”.
Il contadino deve aver fatto il giro largo per non far vedere che era lui che ci guardava e quando è arrivato vicino al trattore ci siamo salutati.
_ “Scusami se ti disturbo ma conosci qualcuno che vende uova, polli e conigli” gli ho chiesto io.
_ “Se è per quello li vendo anche io”.
_ “Bene e quando possiamo venire a comprarli”.
_ “Anche subito, sto tornando a casa e se mi seguite vi accontento”.

Ci siamo presentati, lui si chiamava Paolo, Bruno è salito sullo scooter e l’abbiamo seguito e dopo un lungo giro siamo arrivati in una cascina sul cucuzzolo di una collinetta, lui ha parcheggiato il trattore sotto un capannone ed è venuto verso di noi, io mi aspettavo che dalla casa uscisse la moglie o qualcun altro ma niente, ci ha fatti accomodare in un magazzino.
_ “Allora cosa vi preparo”.
_ “A me interessano delle uova e dei polli” gli ho risposto io.
Ha aperto una dispensa dove c’erano un bel po’ di uova e ne ha prese due plance e le ha messe sul tavolo.
_ “Per i polli ci vuole un po’ perché li devo uccidere”.
_ “Non c’è tua moglie” gli ho chiesto incuriosita.
_ “No vivo da solo, ero sposato ma lei se ne è andata con un altro, non gli piaceva fare la moglie di un contadino”.
L’ho guardato bene, era un bell’uomo, la barba incolta e un bel fisico, ci ha fatti accomodare sotto ad un gazebo poi ci ha portato del pane un salame e un coltello, due bicchieri e una bottiglia di vino poi è sparito per una bella mezz’ora, noi abbiamo mangiato pane e salame e bevuto e quando è tornato aveva i due polli, ci ha messo tutto in una borsa.

_ “Quanto ti devo”.
_ “Le uova le vendo a 2 euro la dozzina e i polli fanno otto euro l’uno”
Non era caro ma prima di pagare lo volevo stuzzicare.
_ “Un po’ di sconto me lo potresti fare visto che sei venuto a guardarmi mentre ero nuda” la mia battuta l’ha fatto diventare un po’ rosso in volto.
_ “Aravo il campo dall’altra sponda del torrente e ti ho ammirata, è da circa un anno che mia moglie se n’è andata e vedendoti nuda non ho resistito”.
_ “E’ un anno che non scopi più” gli ho chiesto io.
_ “Purtroppo sì”.
Mi sono avvicinata a lui e sfacciatamente gli ho messo una mano sulla patta dei pantaloni sentendo il cazzo che era abbastanza duro, lui mi ha guardata e poi ha guardato mio marito indeciso sul da farsi, io gli ho preso una mano e me la sono infilata sotto il gonnellino, ovviamente ero senza mutande e la mia vagina era umida di umori, la sua mano era ruvida sembrava una grattugia, mi sono venuti i brividi alla schiena e una voglia tremenda di scopare.

_ “Se continui così te lo faccio lo sconto”.
_ “Non ho nessuna intenzione di pagarti” gli ho risposto.
Eravamo sempre sotto il gazebo dove c’era un tavolo in legno molto pesante e due panche, mentre la sua mano ruvida continuava a toccarmi in mezzo alle gambe gli ho slacciato i pantaloni e glie li ho calati assieme alle mutande, il cazzo era durissimo e di buone dimensioni specialmente in circonferenza, mi sono chinata, l’ho scappellato, non era dei più puliti ma eccitatissima me lo sono infilato in bocca e l’ho leccato tutto, poi me lo sono infilato in gola più che potevo e un getto interminabile di sperma me l’ha riempita, dopo averla bevuta ho ripulito con la lingua il cazzo che era rimasto duro come il marmo.

_ “Coricati sul tavolo”.
Lui si è coricato e io gli sono andata a cavalcioni e mi sono infilata il cazzo in figa, le sue mani callose mi hanno accarezzata le tette e pizzicato i capezzoli, io mi sono sbattuta su di lui ed ho raggiunto l’orgasmo, ma non ho smesso lui era duro e io ho continuato a sbattermi con violenza sul suo cazzo ed ho raggiunto un altro orgasmo, poi sono crollata esausta, quando mi sono ripresa sono scesa dal tavolo, ero soddisfatta ma guardando Paolo lui era ancora lì con il cazzo duro, non volevo prenderlo in figa avevo il ventre un po’ indolenzito, mi sono appoggiata al tavolo e lui mi è venuto dietro e mi ha penetrata, ho subito sentito la cappella sbattere contro il mio utero.
_ “Mettimelo in culo” gli ho detto voltandomi verso di lui.

I suoi occhi hanno brillato, si è sfilato dalla mia vagina e mentre io mi tenevo le natiche aperte ha appoggiato la cappella sullo sfintere ed è entrato con la cappella dentro di me, si è fermato un attimo e poi ha spinto finché non è entrato tutto, è stato favoloso sentirlo risalire il mio intestino, poi mi ha arpionata ai fianchi e mi ha inculata, il cazzo era di buone dimensioni e lui lo faceva scorrere tutto dentro di me, io godevo tantissimo, ho infilato una mano tra le mie cosce e mi sono masturbata raggiungendo un favoloso orgasmo, ma lui continuava ad incularmi come un forsennato, mi sono infilata due dita nella vagina e dopo un po’ che mi toccavo ho raggiunto un altro orgasmo incredibile e infine ho sentito il suo sperma caldo nel mio intestino, Paolo si è fermato coricato sulla mia schiena, ansimava ed aveva il fiato corto, il suo cazzo si è ammosciato molto lentamente dentro di me poi una volta molle è sgusciato fuori.

Lui era un po’ imbarazzato e ogni tanto guardava mio marito che si era goduto la scena.
_ “Sei soddisfatto” gli ho chiesto.
_ E’ incredibile quello che è successo, è stato favoloso fare sesso con te”.
Non ha voluto i soldi e ci ha chiesto di dove eravamo e noi gli abbiamo detto che eravamo in paese con il camper e che ci saremo ancora fermati per un giorno, ci siamo salutati e siamo tornati in paese. Ho sistemato i polli in frigo e le uova nel gavone, non avevo voglia di cucinare e l’ho detto a Bruno, siamo usciti e siamo andati a mangiare una pizza, e prima di tornare al camper abbiamo fatto un giro per il paese deserto, io ogni tanto alzavo le gonne e Bruno mi fotografava.

Mi stavo già pregustando la favolosa scopata che mi sarei fatta con mio marito, ma arrivati sul piazzale dove avevamo parcheggiato vicino al camper c’era il trattore con il contadino che ci aspettava.
_ “Visto che domani tornate a casa e per un giorno mi avete reso felice vi ho portato un po’ dei miei prodotti”.
_ “Non dovevi disturbarti, io l’ho fatto perché ne avevo voglia”.
Paolo dal carrettino che aveva attaccato al trattore ha tirato giù un bidoncino di vino, un sacchetto di patate, altre uova e poi un borsone di verdure del suo orto, io mi sono sentita un po’ imbarazzata e dopo che Bruno ha caricato tutto l’ho invitato sul camper a bere un grappino.

Ci siamo seduti al tavolo e io dopo aver preso la grappa e i bicchierini mi sono seduta vicino a lui, ero sempre senza mutande e avevo ancora il suo sperma dentro il mio intestino, ed ero nuovamente eccitata, ho fatto passare una mano sotto il tavolo e gli ho toccato il cazzo e l’ho trovato bello duro, la mia vagina è andata in ebollizione, abbiamo ancora fatto un giro di grappa e poi mi sono alzata e spogliata nuda, l’ho guardato negli occhi e sono andata a coricarmi sul letto a gambe larghe, lui non aspettava altro si è spogliato, aveva un fisico asciutto e muscoloso, si è chinato tra le mie cosce e mi ha leccato la figa, la sua barba mi pungeva le cosce ma la sua lingua mi stava leccando divinamente bene, ha poi allungato le braccia ed ha preso i miei capezzoli tra le dita, me li ha pizzicati forte ed io ho raggiunto l’orgasmo dimenandomi tutta.

Mentre stavo ancora sussultando dal piacere appena raggiunto è venuto in ginocchio tra le mie gambe e mi ha penetrata, il suo grosso cazzo me la riempiva tutta, lo guardavo negli occhi e leggevo la voglia di baciarmi, l’ho preso per il collo e ho incollato le mie labbra alle sue, mi ha subito infilato la lingua in bocca e io di rimando gli ho passato un po’ della mia saliva e mentre ci baciavamo con il cazzo che martellava nella mia figa ho raggiunto un favoloso multi orgasmo.

Ho visto che mio marito era nudo con il cazzo duro, ha spinto via Paolo e ho fatto coricare Bruno vicino a me, gli sono andata a cavalcioni e mi sono infilata il suo cazzo in figa.
_ “Leccami il culo” ho detto a Paolo girandomi verso di lui.
Mi muovevo lentamente sul cazzo di mio marito, la sua grossa cappella torturava il mio utero, e lui con le mani mi teneva le natiche aperte, la lingua e la barba di Paolo sul mio sfintere mi facevano godere, poi ho avuto un orgasmo lunghissimo e sono crollata su mio marito distrutta, ma la voglia non mi era passata.
_ “Mettimelo in culo”.

Paolo è salito sul letto ha appoggiato le mani sulla mia schiena e si è chinato, ha puntato la cappella sullo sfintere, poi ha spinto in modo un po’ brutale entrando tutto dentro di me, Bruno è rimasto fermo inarcandosi per rimanermi ben dentro, e lui mi ha inculata, usciva quasi tutto dal mio ano per poi affondare dentro di me più che poteva, io non ho più capito niente, passavo da un orgasmo all’altro, poi ho sentito il calore dello sperma nel mio intestino ed ho raggiunto il culmine del piacere, siamo stati fermi per un bel po’ nessuno voleva muoversi, poi il cazzo di Paolo ha iniziato a perdere consistenza e lentamente si è ammosciato, la mia figa e il mio ano si contraevano ancora dal piacere e il cazzo che avevo in culo ormai molle è uscito.

Lentamente mi sono alzata e mi sono appoggiata con lo stomaco sulla sponda del letto, mi sono allargata le natiche e Bruno ha infilato il cazzo nel mio ano dilatato e mi ha inculata, ha stantuffato nel mio intestino per un’eternità facendomi raggiungere l’orgasmo poi i suoi affondi dentro di me sono diventati brutali e infine ho sentito il suo liquido bollente che mi inondava l’intestino, non si è tolto, il mio sfintere si contraeva nel sentire ancora la sua presenza dentro di me, poi mi ha presa ai fianchi tirandomi verso di lui, io mi sono infilata due dita in figa, e poi ho sentito il suo piscio nel mio intestino, è stato favoloso.

Era ancora nel mio culo e il cazzo lentamente si ammosciava, si è girato verso Paolo che era nuovamente con il cazzo duro.
_ “Gli ho appena pisciato in culo, ma se vuoi nuovamente incularla ti lascio il posto”.
Paolo quasi lo spingeva via, io nel frattempo respirando profondamente avevo fatto risalire il piscio nel mio intestino, ho stretto forte l’ano e il cazzo di Bruno è uscito, Paolo era pronto e il suo cazzo mi è subito entrato dentro, io mi sono un po’ rilassata e lui ha iniziato nuovamente a incularmi, è stato interminabile, sentivo che del liquido mi colava lungo le cosce, poi ho ripreso a godere e mi sono nuovamente infilata due dita in figa e Paolo sentendole mi ha inculata con più decisione, il mio ano cominciava ad essere devastato dalle lunghe inculate poi finalmente Paolo è partito.

_ “Posso pisciarti in culo anche io”.
_ “Riempimi” è stata la mia risposta.
C’è voluto un bel po’ perché si concentrasse poi ho sentito il liquido caldo che mi inondava, ne ha fatta tanta e io avevo paura di non trattenerla, è rimasto nel mio ano ancora un po’, Bruno ha preso delle salviette e quando il cazzo ormai moscio è uscito mi ha tamponata e io sono andata in bagno a svuotarmi e poi a farmi un bidet, quando sono uscita dal bagno c’era solo Bruno, soddisfatta siamo andati a letto.
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