orge
152 - Io e la mia gemella con un bel moretto
stinf
13.03.2026 |
4.081 |
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"_ “Si abbiamo fatto un bel giro” un po’ impacciata perché non sapeva che mio marito era al corrente di quello che avevano fatto, mentre io ascoltavo la conversazione e ridevo..."
CAPITOLO 152Questa mattina mi sono svegliata presto, mio marito doveva portare il camper al collaudo e mi sono alzata per preparargli la colazione e mentre mangiavamo ho accennato a Bruno che a Gianna non erano passate le voglie, anzi l’esperienza della sala a luci rosse l’aveva esaltata.
_ “Visto che si ferma ancora qui ancora qualche giorno organizziamo qualcosa - ho proposto a mio marito - chissà se è ancora a Torino Dume”.
_ “Non lo so oggi telefono a Salem” mi ha risposto lui.
Finita la colazione mio marito è uscito e io ho preparato la colazione per Gianna, sarebbe stata una bella esperienza per lei farsi quel ragazzino, sono andata nella camera da letto lei dormiva ancora, io facendo molto piano mi sono infilata tra le sue gambe ed ho iniziato a leccarle le labbra della vagina, lei si è stiracchiata e le ha allargate, io mi sono impadronita del clitoride risucchiandolo nella mia bocca e leccandolo delicatamente con la punta della lingua, le sue mani si sono appoggiate sulla mia testa e io ho continuato, lei ha iniziato a sussultare e dopo un po’ ha raggiunto l’orgasmo mentre la sua vagina liberava una marea di umori che io non mi sono lasciata scappare e li ho raccolti con la lingua, lei si è ancora stiracchiata e poi siamo andate a fare colazione.
_ “Ti sei svegliata bene”?
_ “vorrei che fosse sempre così”.
Ci siamo lavate anche internamente poi ci siamo vestite e siamo andate al mercato, abbiamo gironzolato tra i banchi e abbiamo comprato frutta e verdura poi siamo andate in un chiosco lì vicino a prendere l’aperitivo, essendo quasi identiche in diversi ci fissavano con curiosità, mi sono avvicinata a lei e gli ho sussurrato ad un orecchio.
_ “Sei con le gonne e senza mutande con tutti gli uomini che ti hanno già guardata se tu apri un po’ le gambe potresti trovare qualcuno con cui scopare”.
_ “Non mi oso, non ce la faccio ad essere sfrontata come te”.
_ “Certo è comodo venirmi a trovare ogni tanto, farti leccare la figa da me, scopare i miei amici e mio marito, poi quando sei soddisfatta tornartene a casa” l’ho imbeccata con un’aria un po’ scocciata.
_ “Anche a te piace quando te la lecco e poi a tuo marito piace farmi il culo”.
Non ho continuato anche perché il locale era piccolo e ci potevano sentire, ho individuato un settantenne un po’ trasandato che ci fissava e ogni tanto si passava la lingua sulle labbra, l’ho fissato anche io e mentre Gianna andava a pagare mi sono alzata allargando le gambe e facendogliela vedere, lui quasi cadeva dallo sgabello, ho preso sottobraccio mia sorella e ci siamo avviate alla macchina ma prima di salire ho ricevuto una telefonata da mio marito.
_ “Porta la macchina all’officina di Salem e fagli dare uno sguardo, lì c’è solo lui e Dume”.
Arrivate davanti all’officina Dume ci aspettava, mi ha fatta entrare nella vasta officina e poi ha chiuso, siamo scese dalla macchina, in officina c’era solo il giovane ragazzino.
_ “Aprigli il cofano e guarda cosa fa, io vado in ufficio a vedere se c’è il titolare” ho detto a Gianna.
Mi sono allontanata e sono entrata in ufficio, i vetri erano oscurati da una veneziana e si poteva vedere fuori, lì c’era Salem che mi aspettava, mi ha abbracciata e baciata, ma io volevo vedere cosa succedeva in officina, mi sono appoggiata ad una scrivania, ho aperto un po’ la veneziana mentre Salem mi è venuto dietro, mi ha alzato la gonna e si è messo a toccarmi il culo, io ho allargato di più le gambe e lui si è chinato ed ha iniziato a leccarmi lo sfintere, ma a me interessava come avrebbe reagito la mia gemella alle avances del giovanissimo Dume.
Sia Gianna che Dume erano con la testa nel cofano dell’auto, poi una mano del ragazzino si è subito infilata sotto il vestito per accarezzare il culo di Gianna, lei non se lo aspettava da quel ragazzino e si è subito tirata su per vedere se c’era qualcuno che la guardava, poi l’ho vista parlottare con il ragazzino che la incalzava senza più togliere le mani da sotto le sue gonne, lei si è ancora guardata in giro un po’ spaesata ma poi ha capito la situazione e si è lasciata andare, ha risposto all’abbraccio e poi al bacio del ragazzino che in un attimo si è aperto la tuta, la mia gemella si è chinata ed ha preso in bocca il cazzo nero, ho visto che se lo infilava in gola più che poteva.
Mi sono adagiata di più sulla scrivania allargando bene le gambe, ho sentito il cazzo di Salem farsi strada tra le mie cosce e lentamente entrarmi in figa, ho sporto ancora un po’ il culo verso di lui che mi ha arpionata ai fianchi e si è messo a scoparmi, io osservavo la mia gemella, Dume l’aveva fatta alzare e l’ha spogliata facendola coricare di schiena sul cofano della macchina, poi si è tolto del tutto la tuta e allargandogli le gambe gli ha leccato la figa per un po’ mentre io raggiungevo il mio primo orgasmo Salem mi penetrava con dolcezza e quando era tutto dentro di me roteava il bacino dandomi un piacere intenso.
Dume dopo un po’ con la lingua ha risalito la pancia di Gianna ed è arrivato alle tette ha preso un capezzolo tra le carnose labbra e arpionato l’altro con le dita, Gianna si contorceva poi Dume l’ha penetrata e si è messo a scoparla, io ho raggiunto un multi orgasmo incredibile tra il cazzo che mi scopava e lo spettacolo della mia gemella era una goduria sublime, poi un fiotto di sperma mi ha inondato la figa ed è stata l’apoteosi del piacere e sono crollata esausta sulla scrivania, quando mi sono ripresa ho guardato quello che faceva Gianna, era ancora appoggiata al cofano dell’auto e Dume continuava a scoparla come un forsennato, doveva già essere partito una volta perché si vedeva del lucido che colava su una gamba della mia gemella.
Mi sono tirata su ed ho abbracciato Salem, ci siamo dati un lungo bacio mentre sentivo il suo sperma che mi colava lungo le cosce, ha raggiunto Gianna mentre Dume la penetrava con affondi incredibili poi anche lui ha eiaculato e si è accasciato su di lei.
_ “Cosa stai facendo” ho chiesto con fare serio a Gianna.
_ “Ma credevo che l’avessi organizzato tu” mi ha risposto guardandomi stralunata.
_ “Lo sai che quello che ti sei scopata è un minorenne, non ti vergogni” lei mi ha mandata a quel paese e si è messa a ridere.
Abbiamo salutato i due ragazzi anche se loro avrebbero continuato a fare sesso, e salite in macchina ci siamo avviate verso casa, arrivate mio marito ci aspettava con il pranzo pronto, ci siamo sedute ed abbiamo mangiato, io ho notato che Bruno aveva il cazzo duro e finito di mangiare sono andata a lavare i piatti.
_ “Come mai siete arrivate così tardi, era interessante il mercato” ha chiesto mio marito a Gianna.
_ “Si abbiamo fatto un bel giro” un po’ impacciata perché non sapeva che mio marito era al corrente di quello che avevano fatto, mentre io ascoltavo la conversazione e ridevo.
_ “Non me la contate giusta, cosa avete combinato” l’ha pressata Bruno.
_ “Cosa vuoi che abbiamo fatto al mercato” Gianna aveva paura di sbottonarsi e di mettermi in difficoltà pensando che mio marito fosse all’oscuro di tutto.
Bruno sì è alzato ed è andato a prendere il frustino da cavallerizza che una sua vecchia fiamma gli aveva regalato, tornato al tavolo si è seduto.
_ “Alzati in piedi” ha ordinato a Gianna.
Lei timidamente si è alzata guardando il frustino e verso di me ma io gli ho girato le spalle.
_ “Avvicinati e allarga le gambe”.
Gianna si è alzata ma non si è avvicinata, Bruno l’ha presa per una mano e l’ha tirata verso di se, l’ha fatta girare e appoggiare i gomiti sul tavolo, poi gli ha infilato una mano in mezzo alle gambe e quando l’ha tolta era imbrattata di sperma, si è alzato e gli ha messo la mano sulle labbra, le ha tirato su il vestitino scoprendo bene il culo e poi una sonora scudisciata sulle natiche lasciando un segno molto evidente.
Gianna ha mandato un urlo e ha cercato di alzarsi ma mio marito l’ha tenuta piegata sul tavolo, gli è andato dietro e l’ha presa alla pecorina immergendo il cazzo nello sperma di Dume, poi si è sfilato dalla figa e l’ha penetrata in culo, mentre dalle sue labbra usciva un altro urletto, Bruno si è messo a scoparla nel culo e la porca ha fatto passare una mano tra le cosce ed ha iniziato a masturbarsi raggiungendo quasi subito l’orgasmo, anche Bruno non è durato molto ed ha eiaculato anche lui riempiendogli l’intestino, quando ho finito di lavare i piatti l’ho presa per mano e siamo andate a letto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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