lesbo
Veronica 2/6
15.09.2025 |
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"“Ma cosa ci fai vestita così ? Calvin non è ancora tornato ! O ti stai preparando per farti fottere di nuovo ?”
Quelle parole mi ferirono moltissimo, così decisi di raccontargli almeno un..."
Il secondo giornoLa mattina seguente mi svegliai tardi, e non ebbi occasione di parlare con mio marito di quanto successo, e ciò fu un gran sollievo. Mentre mi lavavo cercavo le frasi giuste da dirgli, non sapendo però se mentirgli o raccontargli tutta la verità.
Indossai sopra un banale intimo, uno dei vestiti che mi ero portata da casa, e scesi al piano di sotto in cerca di Keita per sapere cosa dovessi fare.
La trovai in cucina sensuale come il giorno prima, anzi forse lo era ancor di più. Il suo splendido corpo era, si fa per dire, coperto da sottili strisce di pelle verde che esaltavano il suo seno, ma soprattutto il suo meraviglioso fondoschiena.
“Ma come ti sei vestita, vuoi farmi punire !” esclamò appena mi vide.
“Perché ?” le chiesi sorpresa dal suo atteggiamento.
“Calvin ti ha detto che devi essere sempre femminile al massimo delle tue possibilità, anche quando lui non è in casa, e tu ti presenti vestita come una suora. Senti non so come tu sia finita qui, e sinceramente non m'importa neanche saperlo, ma non ho la minima intenzione di pagare per i tuoi sbagli.”
“Va bene, calmati, solo non credo d'avere qualcosa che soddisfi le tue esigenze.”
“Per questo non c'è problema, Calvin ha tenuto conto di tutto.” mi disse prendendo un sacchetto che aveva lì vicino “Per oggi indossa questo, poi con calma ti darò il resto.”
Afferrai la busta e tornai in camera mia per cambiarmi d'abito, capendo subito cosa intendesse Calvin per 'femminile al massimo'. L'abito era a dir poco corto, a malapena arrivava a coprire le natiche, l'ampia scollatura posteriore impediva in pratica di mettere qualsiasi tipo di reggiseno, e il perizoma che lo accompagnava era composto in pratica da due fili intrecciati fra loro.
Mi guardai allo specchio e nonostante mi trovassi oscena, quello che vedevo solleticava moltissimo le mie fantasie più recondite, dopo che Calvin aveva scoperto le mie reali voglie.
Scesi nuovamente da Keita che questa volta mi guardò quasi con ammirazione, nonostante fosse più giovane e bella di me.
“Ora sì che stai bene ! Senti fra poco arriverà Meredith, la sorella di Calvin, ho già preparato il pranzo quindi se vuoi fare due chiacchiere per me non c'è nessun problema.”
Così le raccontai le disavventure mie e di mio marito con Boris, dell'arrivo di Calvin la sera che credevo fosse tutto finito per il peggio, e della prima serata con lui.
“E tu cosa ci fai qui ?” le chiesi quando ebbi finito.
“Sono la 'garanzia' per un debito che la mia famiglia non riuscirà mai a estinguere, ma ti dirò che ne sono felice. Certo all'inizio è stata dura, ma Calvin non mi ha mai messo le mani addosso, e Meredith nonostante sembri una dura, è una grande amante, ed essendo io lesbica non potrei desiderare di meglio.”
“Ma la tua libertà ?”
“Quella serve se hai il pane, altrimenti la vendi per mangiare. Se vuoi io l'ho data a Calvin e sua sorella per un carcere di lusso, e posso solo sperare che duri il più possibile perché a casa mia non m'aspetta nulla di buono.”
Keita fece giusto in tempo a finire che la porta di casa s'aprì, e una voce femminile si fece sentire molto forte.
“Keita piccola mia dove sei, è arrivata la tua amica Meggy.”
L'asiatica mi afferrò per mano e mi portò all'ingresso, dove una bellissima donna di colore era ferma con un trolley in mano. Le due si baciarono con una tale passione da mettermi un po' in imbarazzo, poi Keita mi presentò e così potei guardare Meredith da vicino.
La sorella di Calvin aveva da poco passato i quaranta, ma il tempo sembrava non sfiorare neanche il suo immenso fascino, la sua altezza poi la rendeva regale, ma osservandola non potevo non dire che ogni piccolo particolare di lei sprigionava classe pura.
“Tu sei Veronica, il nuovo acquisto di mio fratello.” mi disse stringendomi a se “Però lo stronzo non m'aveva detto quanto fossi bella.”
“Grazie ma tu sei molto sopra di me.” le risposi impacciatissima per tutto quel calore.
“Lascia stare i complimenti, piuttosto dimmi hai mai fatto sesso lesbo ?”
Rimasi impietrita davanti a quella domanda così esplicita, poi a bassa voce le dissi di no, quasi vergognandomene.
“Sarà un piacere toglierti questa verginità.” mi disse sfiorandomi le labbra con le sue “Ma prima ho bisogno di una bella doccia.”
Mi lasciò come una statua di sale in compagni di Keita, che ridacchiava guardando il mio imbarazzo.
“Stai tranquilla, Meggy non ti violenterà mai, ma in compenso t'aprirà verso nuove forme di piacere.”
“Tranquilla un cazzo ! Qui mi sembra di vivere una follia senza fine !” esclamai arrabbiata.
“Dai vieni che facciamo uno spuntino, lei è di una lentezza unica quando si deve preparare, e se si fa la doccia non la vedremo per almeno un'ora.”
Mangiammo dei tramezzi che Keita aveva già preparato, per poi tornare a chiacchierare, ma questa volta di argomenti più frivoli, sino a quando il telefono non fece due squilli.
“Lei è pronta, ricordami di spiegarti come funzionano le comunicazioni interne, non è difficile basta prenderci un po' la mano.”
Keita mi portò nella camera di Meredith, che a occhio doveva essere almeno cinquanta metri quadri. A differenza del fratello, lei preferiva mobili ottocenteschi ricchi di decori, e il letto a baldacchino era quasi scontato in un arredamento del genere. Con la mia compagna di sventura ci sistemammo al centro del letto, aspettando Meredith che non tardò nel fare il suo ingresso. Coperta solamente da un body bianco in tulle e pizzo, sembrava ancora più maestosa di prima, i tratti del viso erano marcati da un trucco fine, ma allo stesso molto curato, rendendola di una bellezza sconvolgente.
Senza dire nulla si mise fra noi e iniziò a baciare Keita con una passione che sfiorava la violenza, stringendola a se come se fosse la prima volta.
Non avevo mai avuto nulla contro gay e lesbiche, considerandole solo delle persone con una sessualità deviata, ed in quei momenti vedere due donne che si baciavano con tanto trasporto, scatenò in me una girandola di sensazioni diverse. Da un lato ero quasi schifata per il loro comportamento così impudico, dall'altro stava nascendo in me il desiderio di 'provare' a essere anche come loro due.
Quando Meredith girò la testa la mia bocca era pronta ad accoglierla, e la sua lingua quasi frustò la mia per l'impeto con il quale m'entrò fra le labbra. All'inizio non la trovai per nulla femminile, anzi mi sembrava quasi una delle prime limonate fatte da ragazzina, ma poi quel mulinare la lingua mi sciolse completamente, facendomi arrivare a essere io a cercare lei. In quel momento Meredith s'allontanò e Keita che mi spinse sul letto sino a farmi sdraiare, per poi mettersi sopra di me. I suoi baci erano meno veloci, ma non per questo senza passione, quando cominciò a succhiarmi il labbro inferiore, una ventata di calore m'avvolse facendomi perdere completamente il lume della ragione. Ci baciammo tutte e tre insieme a lungo, sino a quando io e Meredith non ci trovammo davanti non più la bocca di Keita, ma il suo sedere. Non avevo mai toccato il sesso di un'altra donna, però poggiare le labbra su quello della mia nuova amica mi sembrò il gesto più naturale del mondo, mentre Meggy faceva lo stesso col suo fiorellino posteriore.
L'odore che sprigionava quella fessura era il più grande afrodisiaco che avessi mai provato, ma non ebbi il tempo di farlo a lungo che Keita si sdraiò per farmi mettere sopra di lei nel più classico dei sessantanove, e poco dopo la padrona di casa mi sculacciò molto piano prima di bagnare con la sua saliva il mio buchetto.
Gemevo senza sosta in mezzo a quelle due donne, così brave nel farmi conoscere una nuova via del sesso, e nulla m'importava d'essere in una posizione per me sconcia come quella col vestito arrotolato sino ai fianchi.
“Ora ti facciamo godere sul serio.” mi disse Meredith slacciandomi il vestito dietro la schiena, e lasciandomi scoperto il seno.
Mi ritrovai supina con loro due fra le mie gambe, Meredith iniziò a toccarmi fra le cosce, mentre Keita passava la lingua vicino alle dita della sua amante di sempre.
Quando sentii due dita entrarmi dentro ebbi il primo orgasmo, che entrambe bevvero alla fonte, dandomi la voglia di continuare, ed avere molto di più.
Meredith s'alzò e prese una valigetta dalla cassettiera, che poggio in cima al letto.
“Questi li ho presi ieri a New York, li ha fatti una vera specialista del settore e sono pezzi unici.” disse aprendo la valigetta.
Per me erano solo dei cilindri in vetro con le punte a forma di palla e dalle forme alquanto bizzarre, e chiesi a cosa servissero scatenando la loro ilarità.
“Non dirmi che non ha mai visto un dildo !” esclamò Meredith prendendone uno in mano.
“No però credo d'aver capito a cosa servono.” le risposi dopo averne osservato meglio uno che riproduceva vagamente una forma fallica.
Lei me lo portò alla bocca, e così iniziai a simulare un pompino, ma dovetti essere alquanto maldestra perché entrambe continuarono a ridacchiare di me. Keita mossa forse da un senso di pietà, mi venne vicino per leccare con me quello starno oggetto.
“In effetti questo non va in bocca, ma molto più in basso ...”
Meggy me lo disse sorridendomi, poi fece scivolare il dildo fra le mie colline prima d'arrivare al punto più caldo del mio corpo, quindi scivolò dentro senza alcun attrito, bagnandosi dei miei umori, per arrivare alla fine della sua corsa in un attimo. La bocca di Keita fece lo stesso percorso, fermandosi all'altezza del mio clito, che succhiò avidamente, facendomi bagnare all'inverosimile.
Dalle mie labbra uscivano solo frasi senza senso, il piacere che provavo era così assoluto che m'impediva di dire anche un solo “Mi piace”.
Meredith e Keita cambiavano continuamente posizione, così mi ritrovai la passera della prima in faccia, mentre la seconda mi masturbava col dildo senza mai smettere di leccarmi fra le gambe.
Non feci caso al fatto che si muovessero solo dopo che avevo raggiunto un orgasmo, se non quando mi ritrovai carponi con Keita sotto il mio monte di Venere, e Meggy che sfiorava il mio buchetto col dildo. Per un attimo ebbi l'intenzione di impedirle di prendermi da quell'apertura, che raramente concedevo a mio marito, e solo dopo una lunga preparazione, ma in cuor mio sapevo che quella donna mai m'avrebbe fatto soffrire.
Meredith poggio la bocca vicino all'orifizio, poi molto lentamente fece entrare il cilindro di vetro, bagnandolo in continuazione con la lingua. La sensazione di dolore iniziale ci fu, ma fu tanto breve che non riuscii neanche a manifestarla, sommersa da un piacere travolgente che mi fece solo supplicare di non smettere. Il dildo scorreva sempre più velocemente, e una mano scura afferrò un mio seno, stringendolo con forza come se volesse marcare ancor di più il suo possesso su di me. A me però poco importava l'essere entrata in quella casa con un ricatto, in quel momento volevo solo continuare a godere, senza alcuna vergogna delle mie passioni appena scoperte.
Quando arrivai per l'ennesima volta al picco del piacere, Meggy mi fermò lasciandomi il dildo dentro.
“Stasera il tuo culo sarà di mio fratello.” mi sussurrò all'orecchio, senza però farla sembrare una minaccia, ma bensì una promessa.
Quando mi ripresi vidi che Meredith aveva messo carponi Keita, e con un altro dei suoi giocattoli, la stava penetrando alternativamente in entrambe le porte del piacere. Quella visione mi mise addosso la voglia di far godere anch'io quelle donne, così mi sistemai dietro Keita per leccarle la passera e bere i suoi umori. Nonostante la ragazza asiatica avesse avuto l'orgasmo, l'altra non smetteva mai di usare il dildo, anzi mi sembrò quasi che accelerasse sempre un pochino, soprattutto quando la penetrava dov'era la mia bocca.
“Scommetto che vorresti iniziare da capo.” mi disse Meggy dopo avermi baciata.
“Potrei forse negarlo ?” le risposi con un po' di malizia.
“Allora mettiti vicino a lei, ho giusto una coppia di gioielli che fa per voi.”
Mi sistemai carponi a fianco di Keita e subito sentii la sua mano fra le gambe, io risposi baciandola e toccandola anch'io sul sesso più bagnato del mio.
I due 'gioielli' di Meredith non erano altro che due dildi studiati appositamente per i rapporti anali, ed erano fatti da una serie di palline attaccate fra loro che disegnava una piccola curva. Lei li bagnò nei nostri spacchi intimi prima di sodomizzarci tutte e due insieme, facendoci urlare dal piacere. Non so se volontariamente, o in preda ad uno spasmo dato dal godimento, Keita m'infilò tre dita nella passera, mentre io non riuscivo a muovere un muscolo per quanto fossi in estasi, anche perché Meggy passava da un fiore all'altro con la sua lingua vogliosa di sapori di sesso.
Poi la gran maestra iniziò a farci leccare i dildi facendoci assaporare il nostro stesso sapore, a volte l'invertiva e così scoprii che non erano perfettamente uguali. Uno infatti, quello che preferivo, aveva la prima sfera più grande delle altre, mentre l'altro le aveva in ordine crescente verso il manico, ma anche Keita desiderava di più il primo, così Meredith li fece girare con più frequenza sino a quando entrambe non fummo travolte dall'ennesimo orgasmo.
Ma prima di lasciarci leccò con cura il buchetto di ciascuna, prima di riempirlo di nuovo con un plug, il mio era più lungo e sottile, l'altro corto e largo. Quando provai a muovermi sentii un leggero fastidio dato dalla durezza dell'oggetto, ma il solo vedere Meredith in mezzo al letto che ci chiamava con voce suadente, fece sparire ogni insofferenza.
“Non volete un po' del mio latte ?” ci disse sfilandosi il body e passandosi la mano sul sesso luccicante dai suoi umori.
Entrambe c'inginocchiammo davanti a lei per succhiarle i capezzoli duri come chiodi, poi Keita scese fra le sue gambe mentre io mi sistemavo al suo fianco.
“Baciami piccola, voglio il tuo sapore in bocca.” mi disse guardandomi in faccia con gli occhi carichi di lussuria.
Ed io la baciai con tutto l'amore che provavo in quel momento per lei. La baciai in bocca, sul collo, sul seno sino ad arrivare all'ombelico per poi risalire e ritrovarmi fra le sue labbra.
Keita intanto aveva preso un altro dildo, che un po' mi stupii non tanto per la sua forma vagamente fallica, quanto perla sua notevole dimensione, ma avendo capito quanto si conoscessero fra loro non dissi nulla. Infatti quel simulacro sparì fra le cosce di Meggy senza che questa facesse il minimo sforzo nel prenderlo dentro, anzi ben presto incitò Keita a muoversi con maggior celerità.
A quel punto non seppi resistere alla voglia di leccarla alla fonte del suo piacere, il suo odore mi ricordò per un attimo quello del fratello, ma il suo era ancor più dolce e forte.
“Sii prendetemi tutte due, sono vostra.” disse Meredith mettendosi carponi.
Keita mi diede il dildo che stava usando che feci scivolare nuovamente nella passera di Meggy, mentre lei prese quello che tanto ci aveva fatto godere prima, e dopo averle fatto scendere un po' di saliva sul buchetto, la sodomizzò facendola urlare di piacere.
“Ahh così mi piaci, porca e maiala come me ! Dai continuate tutte e due, voglio godere !”
Sia io che Keita continuammo a masturbarla con foga, leccandola fra le gambe e scambiandoci continuamente dei lunghi baci pieni del suo sapore.
Meredith però sapeva ben controllare il suo piacere, e così ci volle molto tempo prima di farle avere l'orgasmo, che però fu devastante per lei, tant'è vero che rimase senza forza alcuni minuti prima di riprendersi. Poi ci fece sdraiare e, dopo averci dato un bacio sulla passera, ci tolse il plug, prima di farci uscire dalla sua camera, per rimanere da sola sul letto e riposarsi.
Quando tornai nella mia stanza trovai mio marito, che fu molto sorpreso nel vedermi con un abito così succinto.
“Ma cosa ci fai vestita così ? Calvin non è ancora tornato ! O ti stai preparando per farti fottere di nuovo ?”
Quelle parole mi ferirono moltissimo, così decisi di raccontargli almeno un po' di verità.
“No sono stata con Keita da Meredith. Sai sono diventata anche lesbica e abbiamo fatto sesso tutte e tre insieme.”
“No ! Ora sei anche lesbica ? Perché ?” Mi rispose sconvolto dalle mie parole.
“Perché non sono solo di Calvin ma anche di sua sorella, e ti dirò che mi ha fatto godere moltissimo non solo lei, ma anche Keita.”
“E ieri sera t'è piaciuto vero puttana ?”
“Non fare lo stronzo più di quanto non lo sia di tuo !” gli urlai in faccia “Se siamo qui è solo perché sei un idiota ! Comunque Calvin non mi ha violentata, anzi è stato molto dolce, però il sesso senza amore non mi piace e lo sai. Quindi smettila di fare il marito geloso e se non ti va bene basta che me lo dici così chiedo il divorzio, e vorrà dire che rimarrò qui a farmi scopare da quello senza pensare a te !”
Luigi m'abbracciò piangendo e chiedendomi perdono per tutto quello che m'aveva detto, io cercai di consolarlo, ma la voce di Keita che m'invitava ad andare a cena c'interruppe.
A tavola però mi trovai sola, Calvin infatti era rimasto fuori per lavoro, così cenai per andarmene subito a dormire, dopo aver finito di consolare mio marito dicendogli che presto sarebbe finita. Ma ero io la prima a non credere alle mie parole, e forse non lo volevo neanche.
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