Lui & Lei
Veronica 0/6
08.09.2025 |
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""Calvin amico mio, scusami se ti faccio aspettare, ma devo prima risolvere una sgradevole questione con questi due pezzenti..."
Premessa Quando ci trovammo davanti Boris in persona capii che la situazione non era soltanto disperata, ma molto semplicemente non c'era più via d'uscita. Non sapevo più quantificare i debiti contratti con quello spregevole strozzino russo, certamente due persone più sagge avrebbero capito prima di me e mio marito quanto darsi per sconfitti, e lasciare l'azienda al suo destino per scappare all’estero. Noi due invece avevamo voluto credere che i tempi grami erano passati, ma purtroppo eravamo solo due poveri illusi.
"Allora ingegnere lo sai a quanto siamo arrivati ?" ci disse Boris col suo tipico accento russo.
"Circa 400.000 ... però abbiamo pagato una rata."
"Una parte della rata. Per l'esattezza mi dovete 413.500 euro e li voglio adesso."
"Ma signor Boris sa bene che non abbiamo quella cifra, altrimenti non saremmo qui."
Il mio intervento fece ridere tutti i presenti tranne noi due, solo quando ebbero finito Boris tornò a parlarci col suo solito tono ironico.
"E quando vorreste rendermi i miei soldi, magari aspettiamo che passi Babbo Natale !"
"Basta che questo stronzo gli scriva la letterina." gli rispose Igor facendo di nuovo scoppiare tutti loro dal ridere.
Igor era il prototipo del perfetto delinquente, non solo era di una cattiveria unica, ma godeva nell'umiliare e picchiare le sue vittime. Ogni volta che lo vedevo, avevo un tremore tanta era la paura che mi incuteva.
"Ora basta ridere !" disse Boris facendo zittire i presenti "Voi mi cederete tutto ciò che vi è rimasto, tu piccolo idiota andrai a lavorare nei miei cantieri. E tu bella signora arricchirai i marciapiedi che Igor tiene sotto controllo."
"No non potete ..." cercò di dire mio marito prima che un pugno di Igor lo centrasse allo stomaco.
In quel preciso momento vidi la mia vita finire, avrei preferito il suicidio piuttosto che prostituirmi su di un lurido marciapiede facendo ancora arricchire quegli stronzi. Ma proprio mentre stavo cercando di rialzare mio marito Luigi, la porta si aprì ed entrarono due uomini, quello che procedeva davanti era uno degli scagnozzi di Boris mentre l’altro era un perfetto sconosciuto.
Questi era infatti un uomo di colore, vestito con gran classe ed inoltre notevolmente attraente, contrastava con Boris e i suoi uomini che erano tutti piuttosto brutti e grassi con abiti dozzinali.
"Calvin amico mio, scusami se ti faccio aspettare, ma devo prima risolvere una sgradevole questione con questi due pezzenti."
"Sai Boris sono venuto proprio per loro due, sorpreso vero ?"
Il russo ebbe un attimo di stupore, ma poi fece finta di nulla.
"E perché t'interessano questi due stronzi ?"
"Tu sei Luigi Angeli vero ?" chiese Calvin a mio marito senza rispondere al russo.
"Si sono io e lei è mia moglie Veronica."
"Boris ti spiace se me li prendo cinque minuti, tanto gli interessi non crescono così in fretta."
"No assolutamente per un amico questo e altro. Pauli portali in una stanza privata." ordinò Boris al suo scagnozzo
Seguimmo quell'uomo come si segue un angelo venuto dal cielo, sino a quando non ci trovammo in una piccola stanza che Pauli chiuse lasciandoci soli.
"Statemi bene a sentire." iniziò a dirci Calvin "Quello che vi aspetta se me ne vado lo sapete già, e non credo che vivrete più di sei mesi se vi lascio a Boris. Ho visto quello che produci, o per meglio dire quello che cerchi di fare e sono tanto pazzo da volerci credere, l'idea è ottima ma tu sei un disastro come industriale, e credimi non capisci un cazzo” sentenziò rivolgendosi a mio marito “ Quindi vi faccio la mia proposta, io pagherò tutti i vostri debiti, in cambio mi prenderò ciò che rimane lasciandovi il dieci per cento dell'azienda. Inoltre verrete a vivere da me e potrò disporre del vostro privato come meglio credo."
"Cioè mi vuoi scopare !" dissi alzandomi rabbiosa.
"Se vuoi metterla così la risposta è sì. Ma forse preferisci che a farlo siano decine di camionisti per meno di trenta euro." mi rispose lui serafico.
"Anch’io dovrei farmi scopare da te?" chiese mio marito quasi piangendo.
"Ma non dire cazzate." gli rispose Calvin "Gli uomini non mi sono mai piaciuti. Penso che di te s'occuperà mia sorella Meredith, ma non farti troppe illusioni, è lesbica." concluse ridendo.
Luigi ed io ci guardammo in faccia e sapendo che non avevamo nessuna scelta, accettammo l'offerta di Calvin.
"Bene, datemi il tempo di sistemare tutto con Boris, poi andrete a casa vostra per preparare le vostre cose, domani sistemeremo i documenti e vi trasferirete da me."
Tornammo a casa in silenzio per preparare le valigie, ogni tanto mi mettevo a piangere e mio marito cercava di consolarmi incolpandosi di tutto, ma mi resi ben presto conto che Luigi stava peggio di me. Così andammo a letto senza però riuscire a chiudere occhio per l'attesa, sapendo solo che il giorno dopo avremmo iniziato una nuova vita della quale non potevamo immaginare nulla.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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