bdsm
Magda 2/4
11.05.2026 |
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"Era fin troppo chiaro che stava lottando con tutte le sue forze per non venire, ma la sua inesperienza era la mia principale nemica nel voler far durare quel gioco il più a lungo possibile..."
Il lunedì mattina seguente al primo rapporto da dominatrice con Lucio, non feci quasi in tempo a sistemarmi nel mio ufficio, che lui entrò per chiudere subito la porta dietro di sé.“Buongiorno troia, hai per caso dolore al culo ?” gli dissi con tutta l’ironia del caso.
“Senti Magda, io vorrei che tu capissi che quello dell’altra sera è stato un caso, e che non vorrei ne parlassi con nessuno, ma anche che non mi cercassi più, insomma finiamola qui.”
Pronunciò quello che sembrava un discorso preparato da tempo tutto d’un fiato, quasi a togliersi un peso dallo stomaco.
“Quindi non vorresti che qualcuno possa vedere questo.”
Gli mostrai sul mio smartphone parte del video che avevo registrato con una webcam nascosta sopra l’armadio, proprio nel momento in cui lo stavo sodomizzando con lui che godeva senza che ci fosse alcun dubbio al riguardo.
“Ma tu, allora.” balbettò impaurito
“Sì ho ripreso tutto, ma puoi stare tranquillo che non lo vedrà nessuno, anche se il mio silenzio ha ovviamente un prezzo.”
“Ma io non ho soldi, cioè vivo del mio stipendio che più o meno è come il tuo.”
“Ho parlato di denaro ? Non mi sembra proprio, quindi stammi bene a sentire. Come maschio non vali nulla, e sia chiaro che le tue mancanze sono croniche e non puoi negarle. È altrettanto evidente che hai goduto quando ti scopavo, e sia chiaro che avrei potuto continuare a farlo e tu ad avere orgasmi. Quindi sarai la mia troia per diventare col tempo il mio schiavo, ma senza che nessuno sappia nulla, anzi saremmo per gli altri una coppia come tante, solo che tu conterai per quello che vale il tuo cazzo cioè nulla. Ti è chiaro il discorso o devo ripetere qualcosa ?”
Mentre parlavo il suo sguardo scendeva sempre di più, e quando disse di sì lo fece quasi piangendo.
“Avrai dei limiti ?” mi chiese con un certo timore per la mia risposta.
“Sì, il buon senso, quindi niente dolore fine a sé stesso, segni permanenti, pratiche non igieniche, umiliazione pubblica e tutto ciò che non è sicuro al cento per cento. Altre domande ?”
“No mi è tutto chiaro, o perlomeno sono troppo frastornato per chiedere qualcosa di serio.” mi disse con un filo di voce.
“Non c’è problema, stasera verrai da me alle nove in punto, mi raccomando la puntualità perché odio i ritardatari, così riprendiamo con più calma il discorso dell’altra sera, ripeto con calma tanto non ci corre dietro nessuno.”
Lucio uscì dal mio ufficio quasi rasserenato, mentre io già guardavo l’orologio per vedere quanto mancasse al mio primo vero rapporto da dominante con lui.
Appena arrivata a casa mi feci una lunga doccia, poi per esser sicura di rimanere ben fresca, mi coprii solo con una leggera vestaglietta di seta; quindi, cenai senza aver però alcun appetito.
Poco dopo le otto iniziai a truccarmi, in modo marcato ma non troppo vistoso, ad eccezione del rossetto che scelsi rosso fuoco segnando poi il bordo delle labbra con una matita nera.
Come intimo presi solo un tanga rosso, sopra il quale indossai una minigonna in pelle nera; quindi, finì di vestirmi con una camicetta viola che lasciai piuttosto aperta. La scelta delle calzature fu come mio solito piuttosto lunga, ma alla fine scelsi dei semplici sandali in vernice vera, con un bel tacco che però non era troppo sottile.
Mi guardai a lungo allo specchio e non vidi nulla da ritoccare, ero sì audace ma non volgare, molto sexy senza però mostrare più del dovuto, in altre parole perfetta per quel che avevo in mente di fare.
Quando Lucio arrivò e mi vide rimase senza parole, tanto che quasi lo dovetti trascinare dentro casa perché era immobile come una statua.
“Magda ma sei bellissima.” mi disse tutto d’un fiato “Sarà che non ti ho mai visto così, ma sei davvero splendida.”
“Grazie.” risposi un po’ freddamente “Però adesso iniziamo a stabilire delle regole, quando sei qui mi dai del lei e ti spogli senza che te lo debba dire chiaro ?”
“Sì va bene faccio subito.”
Lui si denudò in tutta fretta, col suo inutile pene già in erezione, forse già pronto a schizzare sperma per tutta la stanza.
“Adesso in ginocchio qui davanti a me.” gli ordinai alzando leggermente la gonna, di quel tanto che bastava per fargli vedere il colore del mio tanga.
Sempre più eccitato, Lucio ubbidì avvicinando tanto la faccia alla mia minigonna da poterne annusare l’odore.
“Seconda serie di regole, qui comando io quindi io ordino tu obbedisci senza fiatare. Se provi a venire senza il mio permesso sarai punito, se aspetti troppo per eseguire un mio ordine sarai punito, se non mi fai godere come voglio io sarai punito, fin qui tutto chiaro ?”
“Sì se non faccio quello che vuole lei le prendo.” mi rispose un po’ sconsolato.
“Bene adesso toglimi i sandali e leccami i piedi, voglio sentire la tua lingua prima fra le dita e poi su tutto il resto.” gli ordinai prima d’andarmi a sedere sulla poltrona.
Lui si mosse gattonando sino a ritrovarsi fra le mie gambe; quindi, mi tolse il sandalo destro ed iniziò a leccarmi il piede come gli avevo ordinato. Il vederlo subito così sottomesso mi stupì un po’, ma poi pensai che non avesse chissà quali altri alternative a farmi da schiavetto, e questa semplice constatazione m’eccitò ancor di più che sentire la sua lingua lungo la pianta del piede. Anche se era solo un novizio, con ampi margini di miglioramento, mi leccò entrambi i piedi in modo più che soddisfacente, e vista la sua perenne erezione gli doveva anche piacere parecchio. Per mandarlo ancora più su di giri mi tolsi la camicetta per poi iniziare a toccarmi sia il seno che la passera, e ben presto l’odore del mio sesso bagnato riempì tutta la stanza.
“Leccami la fica e fammi godere.” gli dissi prima di togliermi l’intimo e rimanere con la sola minigonna.
“Sì Magda.” mi rispose prima di sparire con la testa fra le mie gambe.
Lucio mi leccò passera con una certa maestria, usando le dita per tenere le grandi labbra aperte, in modo da aver campo libero per la lingua, che frugò ogni anfratto del mio sesso, ma dedicandosi principalmente al clitoride, intorno al quale fece giri quasi senza fine.
“Bravo il mio maialino, adesso sdraiati per terra così posso giocare col tuo inutile cazzo mentre mi fai godere.” gli ordinai quasi spingendolo via con un piede.
Lui si sdraiò sul tappeto e subito dopo mi misi a cavalcioni sulla sua faccia, in modo che avesse la mia passera davanti alla bocca. Il suo cazzo eretto era però un bersaglio sia troppo facile che invitante per lasciarlo senza alcuna attenzione, così iniziai a giocarci con le dita ma senza prenderglielo mai in mano, ma facendogli solo sentire i polpastrelli sul dorso e sulla cappella.
Lucio nonostante non potesse quasi emettere alcun suono, cominciò a gemere ma anche a leccarmi con meno ardore, chiaro segnale che stava per venire nonostante glielo avessi proibito. Con non poco sadismo continuai a tamburellargli il pene con le dita, per arrivare all’orgasmo senza alcun preavviso, e schizzandomi il suo seme sulla mano.
“Porco maledetto te l’insegno io a godere senza il mio permesso.” gli urlai sistemandomi al suo fianco per poi mettere la mano davanti alla sua faccia “Ora pulisci la tua schifezza mentre penso a come punirti.”
“Ma a me la sborra fa schifo.” disse a bassa voce.
“E io me ne frego ! Quindi lecca prima che m’incazzi sul serio.”
A lui non rimase che ubbidirmi anche se era chiaro che non aveva mai assaggiato lo sperma maschile, e che non lo trovava affatto gradevole.
“Dovrei romperti il culo a secco, ma stasera mi sento buona; quindi, ti darò un’altra possibilità però se fai di nuovo il porco credimi te ne pentirai amaramente.”
“Grazie Magda e mi scuso per prima, ma davvero non sono riuscito a resistere.”
“Taci stronzo e mettiti in piedi.” gli dissi anche per non sentire più le sue inutili scuse.
Aprii il cassetto dei giochi non violenti senza avere alcuna idea, sino a quando non vidi un piccolo collare che non avevo mai usato, la cui particolarità era che non si metteva al collo, ma ai genitali. Lo presi insieme a un lungo guinzaglio per sistemarlo intorno alla scarsa dotazione di Lucio, che non comprese cosa stavo facendo.
“Cos’è questa cosa ?” mi chiese incuriosito.
“E’ un collare per mezzi uomini come te.” gli risposi con la voce carica di disprezzo “Ora inizia a camminare o ti strappo quella roba inutile che hai fra le gambe.”
Cominciai così a portarlo a spasso per la casa tirando il guinzaglio, ma senza fargli troppo male anche perché il mio scopo era più umiliarlo che fargli sentire del vero dolore fisico. Ciò nonostante, dopo qualche minuto aveva i testicoli di un bel colore rosso, mentre il pene iniziava a tendere verso il violaceo, ma non potevano essere quei segnali a farmi smettere.
“In ginocchio e leccami il culo stronzo.” gli dissi mettendomi di spalle davanti a lui “Ma senza usare le mani o ti tiro le palle sino a strappartele.”
Pur sapendo che non avrei mai fatto qualcosa del genere. Lui s’inginocchio dietro di me per leccare il solco delle mie chiappe, cercando di fermarsi il più possibile intorno all’ano.
“Col cazzo non vali niente, però la lingua la sai usare anche se devi migliorare.” gli dissi anche per dargli un piccolo contentino.
“Grazie Magda vedrò di migliorare per farti godere ancora di più.” mi rispose da bravo cagnolino ubbidiente.
“Taci e lecca !” ribattei tirando il guinzaglio in modo da fargli male ma senza esagerare
Mentre lui mi leccava il sedere pensai a come sodomizzarlo, perché volevo che fosse qualcosa di speciale, e non quasi nato all’improvviso come la prima volta. Alla fine, decisi di togliergli quel poco che gli rimaneva di mascolinità e di dargli al contempo un’ultima umiliazione.
“Vatti a mettere sdraiato sul letto e metti le mani sulle caviglie, in modo che ti possa legare più facilmente.” gli ordinai lasciando cadere il guinzaglio per terra.
Una volta che fu nella posizione richiesta, che poi era la più esposta che potessi desiderare, gli tolsi il collare dai genitali, per poi bloccare insieme polsi e caviglie con delle manette a quattro cerchi.
“Hai un bel culo ma sembra quello di un orso; quindi, ti toglierò un po’ di peli per farlo ancora più bello.” gli dissi mentre prendevo una comune macchinetta per i capelli.
Lui non osò neanche fiatare, così gli potei togliere un bel po’ di peluria dopo aver settato la macchinetta al minimo, lasciandogli ben poco.
“La prossima volta vedrò di finire il lavoro, intanto godiamo di quel bel culo depilato.”
Mi bastò fargli sentire la punta sul buchetto per far sì che avesse nuovamente l’erezione, che crebbe ancor di più quando lo penetrai con un terzo del dito.
“Vedi che sei un porcello buono solo a prenderlo nel culo.” gli dissi affondando un po’ di più il dito “Basta che senti qualcosa dentro che il cazzetto ti diventa duro.”
“Magda ti prego non farmi male !” m’implorò senza che ce ne fosse il bisogno.
“Taci stronzo o davvero t’inculo a secco.” gli risposi prendendo gel lubrificante e uno strap-on senza cinghie “E sia chiaro che se sborri senza permesso poi ti sfondo con tutta la mano.”
Lui si zittì forse perché comprese che non avevo voglia di sentire le sue suppliche, ma non riuscì a non gemere quando ripresi a leccargli il buchetto o a infilare dentro l’ano un po’ di dito.
“Ora pregami di mettertelo nel culo o continuo così per ore.” gli dissi con un sorriso a dir poco malizioso.
“Sì mettimelo dentro.” mi rispose a voce bassa.
“Devi dirlo bene, quindi alzando il volume.”
“Magda mettimelo nel culo !”
Non gli diedi il tempo di finire di urlare quell’oscena frase, che avevo già poggiato la punta dello strap-on ben unta contro il suo ano, poi spingerlo dentro fu fin troppo facile, ma non per questo poco godurioso.
Per farlo impazzire ancor di più ripresi a toccargli il pene con la punta delle dita, ma come capivo che stava per cedere, allontanavo la mano e smettevo di scoparlo, per poi riprendere quando era meno eccitato.
Era fin troppo chiaro che stava lottando con tutte le sue forze per non venire, ma la sua inesperienza era la mia principale nemica nel voler far durare quel gioco il più a lungo possibile. Quando compresi che era impossibile andare avanti, gli presi il pene in mano, e dopo pochi secondi sentii il suo sperma fra le dita e lui quasi rimanere senza fiato per almeno un minuto.
Volendolo punire per non aver aspettato il mio consenso, anche se ben sapevo che non glielo avrei mai dato, sporcai la punta del fallo col suo seme per poi avvicinarglielo alla bocca.
“Pulisci stronzo, così impari a godere troppo quando t’inculo.”
Lucio allungò la lingua e bevve nuovamente il frutto del suo orgasmo, poi lo liberai per farlo rivestire e mandare via.
“Ti lascio libero sino a venerdì, poi ti chiamerò per farti fare di nuovo la puttana, tanto è chiaro che ti piace più che scopare, o perlomeno ti riesce meglio.” gli dissi mentre l’accompagnavo alla porta.
“Va bene Magda, come vuoi tu.” mi rispose a testa bassa.
Una volta sola mi sdraiai sul letto per masturbarmi con lo stesso strap-on che avevo usato poco prima con lui, e l’orgasmo mi raggiunse un attimo dopo aver pensato un nuovo gioco da fare col mio nuovo schiavo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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