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tradimenti

Asia cap 21


di MissSerena
04.05.2026    |    1.230    |    1 9.2
"” dissi a Burt mentre mi mettevo al fianco della donna per poterle aprire le chiappe con le mani, e favorire così la penetrazione “Ma soprattutto fa che quel gran cornuto di Osvaldo senta come..."
Sabrina era qualcosa in più di una semplice sweet, era forse l’arte stessa dell’essere una magnifica amante di chiunque fosse in grado di farla sentire donna, e l’uomo che l’aveva sposato aveva ben presto smesso di svolgere questo ruolo.
Così quella bella mulatta dai capelli fin troppo ricci che adornavano una perfetta taglia quarantadue, aveva finito per andare a letto con diversi uomini, un po’ per piacere, ma anche per carriera, finendo col rilegare il coniuge ad un ruolo di spettatore.
L’uomo all’inizio aveva preferito nascondere la propria sorte, ma un giorno finì nel forum dei cornuti di cui Amedeo era oramai diventato una sorta di guida spirituale oltreché pratica, all’inizio come avido lettore delle storie altrui, per poi fare il passo di confessare la propria e di mettersi in contatto col mio fidanzato.
Fra i due era subito nata una buona complicità, e quando Amedeo gli aveva chiesto se volesse che Sabrina mi conoscesse, lui rispose in modo affermativo con un certo entusiasmo, anche perché la moglie non aveva mai avuto rapporti di tipo saffico
“Del resto non mi hai mai detto che sei stata con una di colore; quindi, anche per te è una prima volta.” mi disse Amedeo mentre mi mostrava una foto di Sabrina.
“Hai ragione.” gli risposi mentre ammiravo quel corpo che rasentava la perfezione “Però sia chiaro che si fa come dico io.”
“Certo che sì ! Anche perché sei una vera maestra nel creare situazione intriganti sempre diverse e mai banali.”
Amedeo organizzò l’incontro per sabato sera, avendo cura di trovare anche uno stallone all’altezza della situazione, e trovandolo in Burt uno studente californiano di colore col quale avevo avuto un paio di rapporti, ma col quale ero entrata subito in sintonia tanto che già dal secondo incontro ci capivamo senza bisogno di dire nulla.

La coppia arrivò con un vergognoso anticipo, che però ci permise di conoscerci meglio, e soprattutto di flirtare con Sabrina che chiaramente non vedeva l’ora di passare dalle parole ai fatti.
“So che hai voglia di scopare.” le dissi senza usare mezzi termini “Ma stasera prima voglio far scoppiare il cazzo dentro i pantaloni a tuo marito Osvaldo, però stai tranquilla che non tornerai a casa a bocca asciutta.”
Le spiegai qual era il mio piano per la serata, che lei approvò ponendo come unica condizione l’essere la prima a ricevere lo sperma di Burt.
“Va bene però tu adesso vai con Amedeo mentre io lego Osvaldo prima che arrivi l’uomo che ci farà godere tutte e due.”
Finii d’immobilizzare suo marito un attimo prima che Burt suonasse il campanello, e non vedendo Amedeo ma quello sconosciuto mi chiese chi fosse il guardone.
“Perché invece di fare delle domande non ti metti comodo e lasci fare tutto a me ?” gli proposi mettendo della languida musica come sottofondo.
Lo studente s’andò a sedere su quello che era il divano più grande della stanza, e poco dopo iniziai a ballare davanti a lui toccandomi sempre più lascivamente, sino a finire col sedermi sulle sue gambe. Mentre io giocavo coi miei capelli in modo sempre più sensuale, lui prese a toccarmi prima il seno e poi le chiappe, sussurrandomi frasi che erano tutto un programma.
“Ma la tua amica è puttana quanto te ?” mi chiese sollevandomi il vestito sino a scoprirmi le natiche.
“Sì anche se non l’ho mai fatto con lei.” risposi infilandogli la lingua dentro l’orecchio.
“E i due cornuti lo sanno che v’inculerò una dopo l’altra ?”
“Credo che non vedano l’ora, anche se mai come me anzi lasciami che vado a prendere Sabrina così dopo scopiamo.”
M’alzai per andare da Sabrina che presi per mano per portarla davanti a Burt, seguite da Amedeo che s’andò a sedere vicino Osvaldo ben sapendo qual era il suo ruolo.
Ripresi a ballare davanti all’americano scambiandomi languidi baci con Sabrina, la quale aveva capito al volo il mio gioco, e mi venne dietro a volte anticipando le mie mosse. Con lei, infatti, iniziammo a strusciarci una contro l’altra, anche abbassandoci a turno per poter alzare il vestito dell’altra fino alla vita, e mettere in mostra il nostro intimo che era per entrambe davvero minimo. Col passare del tempo finimmo con lo spogliarci a vicenda rimanendo col solo perizoma, sino a quando anche questi non volarono addosso a Burt che fece finta d’annusarli prima d’alzarsi e mettersi fra noi.
“Non è che diventate lesbiche e mi lasciate a bocca asciutta.” ci disse senza riuscire a trattenere il sorriso, e facendoci sentire le sue forti mani sulle natiche.
“Tu che dici ?” gli risposi infilandogli la lingua in bocca, per poi far fare lo stesso a Sabrina.
Non volendo rimanere con le mani in mano m’abbassai sino a ritrovarmi davanti alla faccia la passera della donna, che finii col leccare fosse solo per assaporarne gli umori che iniziavano a fuoriuscire, così come dalla mia che sfioravo sempre più spesso. Ben presto però volli sentire il sapore di qualcosa di diverso, così mi spostai davanti a Burt per potergli abbassare pantaloni e slip, e tirar fuori la sua mazza che già iniziava a mostrare segni d’eccitazione.
Quando però Sabrina vide le notevoli dimensioni della nerchia dell’americano, s’accucciò anche lei come me, quasi per contendermi quel prezioso scettro di carne.
“Calma ragazze che ne c’è per tutte e due.” ci disse Burt dopo esser tornato a sedersi sul divano “Però prima finite di spogliarmi perché inizio ad avere caldo.”
Sabrina gli sfilò la camicia, mentre io gli toglievo del tutto pantaloni e slip, per poi ritrovarci entrambe carponi ai fianchi dello stallone per far diventare turgida la nerchia, facendo passare a turno la lingua sui testicoli.
“Sdraiati così potrai far godere tutte e due.” dissi a Burt che ubbidì senza però comprendere quello che avevo in mente, mentre Sabrina capì al volo le mie intenzioni.
Così mentre io m’impalavo su quel bel bastone, che m’entrò dentro come una lama nel burro, la mulatta s’andò a sedere con la passera sulla faccia dello studente, che iniziò a leccargliela in modo egregio, visto che lei prese a gemere forse ancor più di me.
Con quella donna nacque subito un’intesa a dir poco perfetta, di quelle che ti permettono di muoverti sapendo già che l’altra ha ben capito sia cosa vuoi fare tu, sia cosa deve mettersi lei. Tenendo Burt sotto di noi ci scambiavamo la sua fonte del piacere in continuazione, girandoci sopra senza alcun problema, e riuscendo così a godere quasi nella stessa maniera e con uguale intensità.
Anche quando ci sistemammo entrambe carponi, una al fianco dell’altra, la musica non cambiò quasi per nulla, visto che lo studente riservò ad entrambe pari trattamento, cercando di dividersi in modo equo fa tutte e due.
Fu Sabrina a rompere quell’equilibrio aprendosi le chiappe con le mani per offrire il suo buchetto.
“Perché non mi fai provare il tuo bel bastone anche qui ?” gli disse la donna con un tono a dir poco provocante.
“Prima devo chiedere al tuo uomo, ti va bene se glielo metto nel culo e la faccio godere anche con quello ?”
Il tono di Burt era fin troppo ironico, mentre quello con cui Osvaldo diede il suo assenso non nascondeva in alcun modo l’eccitazione dell’uomo.
“Sì sì falle il culo.” rispose Osvaldo che sicuramente stava maledicendo il fatto d’esser legato e non potersi neanche sfiorare il pene.
“Sì mettiglielo nel culo, ma vedi di farglielo sentire come si deve altrimenti lei non gode come merita.” dissi a Burt mentre mi mettevo al fianco della donna per poterle aprire le chiappe con le mani, e favorire così la penetrazione “Ma soprattutto fa che quel gran cornuto di Osvaldo senta come gode la moglie con un bel cazzo piantato nel culo.”
Il ragazzo comprese immediatamente il mio gioco, così puntò la sua cappella contro il buchetto di Sabrina, per poi infilarle dentro più o meno metà dal suo bastone.
“Burt ma che stai facendo ?” chiesi con notevole sarcasmo al ragazzo “Non ho sentito un solo gemito uscire dalla bocca di questa donna, e questo per me vuol dire che non ha sentito abbastanza il tuo cazzo.”
“Hai ragione proviamo un po’ così.” mi rispose lo stallone facendo uscire la sua mazza dal retto della donna, lasciandoci dentro la cappella, per poi dare una vigorosa spinta che fece urlare Sabrina.
“Ah così mi spacchi in due, ma continua voglio godere !”
“Certo che continuo, non vorrei che tuo marito si lamentasse perché non ti sbatto abbastanza.” le rispose Burt che iniziò a cavalcarla con notevole furore.
A quel punto m’andai a sedere su una gamba di Osvaldo, che era come ipnotizzato nel vedere la moglie presa da dietro con tanto ardore.
“Dimmi hai mai fatto godere così Sabrina ?” gli chiesi sbottonandogli i pantaloni e facendo sì che il suo pene avesse un po’ di libertà in più “Anzi no, non mi rispondere tanto so che non ci sei mai riuscito, e del resto basta vedere il tuo cazzo per capire i tuoi limiti. Però sei fortunato perché lei ti permette di guardarla mentre un uomo, e intendo uno vero, la fa godere, peccato che stasera non ti possa fare neanche una sega. Ora dimmi vorresti vederla in mezzo a non so tre uomini che la sbattono senza sosta, facendola urlare di piacere mentre tu ti fai una sega dopo l’altra ?”
“Sì sì sarebbe bellissimo, intendo anche per lei.” mi rispose l’uomo che oramai era prossimo all’orgasmo anche se non si era neanche sfiorato il pene.
“Non dire cazzate !” dissi con un severo tono di rimprovero “A te importa solo vedere lo spettacolo e poco importa se la tua donna goda o meno, basta che ti possa fare tutte le seghe del mondo, magari stando un po’ in disparte in modo da non fare la figura del perfetto cornuto.”
Continuai ad insultare quell’uomo sfiorandogli con le unghie il pene ancora coperto dalle mutande, sino a quando non decisi che l’umiliazione doveva esser ancor più completa.
“Burt porta qui Sabrina così il cornutone può vedere meglio come gode mentre l’inculi” proposi alla coppia che si spostò in meno d’un attimo.
Non appena la donna si sistemò carponi fra le gambe del marito, il ragazzo riprese a sodomizzarla mettendo subito la quarta, e facendola gemere ancor più di prima.
“Guarda come gode la puttana che hai sposato.” dissi ad Osvaldo prendendogli il membro in mano ma senza togliere le mutande “E tu cos’aspetti a far sentire a questo cornuto quanto ti piace farti sfondare il culo da uno sconosciuto.” conclusi rivolgendomi a Sabrina.
“Sì mi piace e non sai quanto.” mi rispose la donna che oramai aveva una perenne smorfia di piacere stampata sul volto “E t’ho sentito quando hai detto che mi vorresti vedere con più uomini, e credimi non aspetto altro che prendere quanti più cazzi possibili tutti insieme solo per farti capire quanto sei inutile come uomo.”
Osvaldo venne quasi subito, e del resto era troppo eccitato per poter resistere a lungo, ma invece di lasciarlo perdere continuai a segarlo stringendogli ancor di più il pene, sino a fargli avere un nuovo orgasmo poco prima che anche Burt avesse il suo.
Come m’accorsi che lo stallone stava per venire lo feci alzare e mettere di fianco ad Osvaldo, per finire l’opera di sottomissione di quest’ultimo.
“Sborra in faccia questo stronzo così gli diamo il colpo di grazia.” dissi a Burt prendendogli la mazza in mano.
“No ti prego mi fa schifo !” protestò Osvaldo girando la testa dall’altra parte, ma il ragazzo fu lesto a mettergli una mano fra i capelli per farlo tornare alla posizione di partenza e finalmente schizzargli in faccia il suo orgasmo.
“Ora sì che sei perfetto, con la sborra in faccia e dentro le mutande, e poco importa se la prima non è la tua.” gli disse la moglie prima di slegarlo per farlo andare in bagno a pulirsi, anche dalle lacrime che gli cadevano copiose sul viso.
“Spero che la tua proposta di un’orgia non fosse solo una minaccia.” mi chiese Sabrina mentre si rivestiva “Anche se vorrei che partecipassi anche tu, se non altro perché al massimo sono stata con due uomini, e credimi ben lontani da uno come Burt.”
“Per me anche domani sera va bene.” le risposi ridendo “Tanto tre bei cazzi si trovano sempre non è vero amico mio ?”
“Per due come voi sempre disponibile.” ci disse Burt facendo un mezzo inchino “Quanto agli altri basta chiedere ed io provvedo.”
Rimanemmo d’accordo che ci saremmo risentiti a giorni per organizzare meglio la serata, dopodiché i nostri ospiti andarono via lasciandomi solo con Amedeo, che per tutta la sera non aveva detto una parola.
“Perché sei così silenzioso ?” gli chiesi mentre eravamo a letto.
“Pensavo ad Osvaldo, non mi piace uno che farebbe quasi violentare la propria donna solo per poter guardare. Insomma, anche fra noi cornuti c’è una sorta di codice e lui è del tutto fuori strada, però m’è piaciuto quando l’hai fatto ricoprire di sperma da Burt, almeno impara a stare al suo posto.”
Rimasi un po’ stupida dalla reazione del mio fidanzato, ma del resto avevo oramai capito che anche lui aveva delle regole che rispettava scrupolosamente, e non violarle da parte mia era il minimo che potessi fare per rimanere con lui.

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