tradimenti
Asia cap 20
27.04.2026 |
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"” confessai ridacchiando alla mia amica “Peccato che il suo cazzo sia così piccolo che ci balla, però almeno gl’impedisce d’avere l’orgasmo..."
Non so perché ma la telefonata di Franca mi colse di sorpresa, forse perché l’immaginavo ancora intenta a punire quello che oramai era l’ex marito, per la sua maldestra infedeltà.“Ho conosciuto uno che è davvero fuori di testa.” mi disse in preda ad una forte eccitazione “Di scopare non se ne parla proprio, ma per quello so da chi andare, in compenso a letto è un misto fra un masochista, un feticista dei piedi e uno a cui piace prenderlo nel culo.”
“Scusami tanto ma che te ne fai di uno così, insomma è più inutile del mio Amedeo.”
La mia era in realtà la più stupida delle domande, ma ne accorsi solo dopo che lei mi diede una risposta che mi mise parecchi dubbi sul rapporto col mio fidanzato.
“Semplice, primo è ricco il che è già un bel punto di partenza. Secondo con lui mi sfogo di tutto quello che ho dovuto subire con quel bastardo del mio ex, e terzo posso dare sfogo ad ogni mia fantasia, anche la più perversa sapendo che lui mi verrà sempre dietro. Però da una come te che sta con un impotente non m’aspettavo proprio una domanda del genere, o devo credere che stai con quel senza cazzo per amore e non per il suo portafoglio ?”
Franca centrò il pieno il bersaglio, perché se era vero che provavo qualcosa per Amedeo, lo era ancor di più che stavo con lui per i suoi soldi, e che in fondo se avessi provato a fare la moralista avrei solo fatto la figura dell’ipocrita. Di fatto ero solo, pur avendo un mio lavoro, una mantenuta che mandava al suo presunto uomo i conti da pagare, ricambiando col farlo guardare mentre era a letto con qualcuno magari conosciuto in rete, o ancor peggio chiamandolo poco prima che lo stava tradendo per poi raccontargli tutto una volta tornata a casa.
Per un attimo odiai me stessa per quello che stavo facendo della mia vita, ma poi cercai d’andare oltre forse sperando che quello fosse solo un brutto momento.
“E come si chiama questo principe delle tenebre che tanto ti scalda il cuore.” le chiesi cercando di cambiare discorso e buttarla sull’ironia.
“Ludovico e se ne hai voglia puoi venire stasera a conoscerlo, ma senza quella palla al piede di Amedeo, tanto puoi sempre dirgli che vieni da me per vedere come sto dopo il divorzio.”
Accettai sapendo che per la prima volta avrei mentito ad Amedeo, ma la curiosità di vedere com’era un vero sottomesso mi fece fare quale passo senza che poi avessi dei rimorsi.
Mi presentai da Franca poco dopo le dieci di sera, e venne ad aprirmi un uomo abbastanza carino che indossava un impeccabile smoking.
“La signora Franca l’aspetta nel salone.” mi disse con un tono talmente formale da mettermi quasi in imbarazzo, ma allo stesso tempo mi venne da ridere sapendo che in quella casa non c’era alcun salone, ma al massimo un salotto neanche troppo grande.
Trovai la mia amica placidamente seduta in vestaglia sul divano che giocherellava col cellulare.
“Alla fine ce l’hai fatta a venire, quasi quasi pensavo che mi volevi dare buca.”
“Ho deciso di raccontare la verità ad Amedeo, e se all’inizio era contrario è bastato promettergli quello che chiamo servizietto extra, per farlo smettere di lagnarsi però è innegabile che non ci sia voluto poco.” le risposi prima di darle un lungo bacio in bocca.
“Per certi aspetti sei sorprendente, nel senso che hai una dirittura morale che anche se tutta tua, che segui fin troppo scrupolosamente.” mi disse non appena le nostre labbra si separarono “Ma andiamo oltre, in fondo queste sono piccolezze di nessuna importanza.”
Franca si slacciò la vestaglia che fece cadere a terra mostrandosi in tutto il suo splendore, messo ancora più in risalto da un bustino nera che la faceva sembrare una vera pin-up.
Non feci in tempo a riprendermi dal vederla in una mise così sensuale, che mi ritrovai le sue labbra che premevano contro le mie, sino a quando non le spalancai per ritrovarmi con le nostre lingue intrecciate l’un l’altra.
Quasi senza staccarsi da me, la mia amica mi tolse il vestito sotto il quale avevo indossato una bella lingerie in raso azzurro e pizzo nero, che ben s’abbinava alle mie velate autoreggenti.
“Vieni andiamo sul letto così staremo più comode.” mi disse Franca prendendomi per mano “E tu seguici come deve farlo un fedele cagnolino.” concluse rivolgendosi all’uomo che si mise subito a quattro zampe per poi venirci dietro neanche fosse un vero cane da compagnia.
Una volta che ci fummo sdraiate sul letto, mentre noi riprendevamo a scambiarci dolci effusioni, Ludovico ci tolse le scarpe per poi leccarci i piedi ancora ricoperti dalle calze, senza che Franca gli avesse detto nulla, come se già sapesse quello che voleva la sua dominatrice.
Lentamente quasi senza che me ne rendessi conto, Franca mi fece sdraiare sotto di lei per poi sfilarmi le mutandine e far scivolare la sua bocca dalla mia sino alla passera.
“Sei una delle poche donne che mi piace veder godere.” mi disse mentre la sua lingua correva fra le mie grandi labbra “Quasi quasi mi dispiace che adesso non ci sia un uomo che ti possa scopare.”
Non le risposi perché stavo godendo tantissimo, e non solo delle sue attenzioni, ma anche del solo sapere che un uomo mi stava leccando i piedi, oltre che del sentire la sua lingua attraverso le calze.
“Schiavo prendi il tuo strap-on e mettilo perché voglio vedere Asia godere ancor di più.”
Rimasi piuttosto interdetta da quelle parole sino a quando non vidi Ludovico mettersi uno strap-on davanti alla bocca, per poi fissarselo dietro la testa con una spessa cinghia di cuoio.
Franca lasciò che il suo schiavetto si sistemasse fra le mie gambe, per potermi infilare il fallo nella passera, ed iniziare a scoparmi in modo quasi tradizionale. La donna però non rimase certo a guardare, ma prese a massaggiarmi dolcemente il monte di Venere proprio sopra dove m’entrava dentro il pene finto, facendo sì che provassi un piacere a dir poco avvolgente, tanto che mi ritrovai ben presto prossima all’orgasmo.
“Lo so che non è un vero cazzo, ma se hai a disposizione una merda come questa devi saperti accontentare, e del resto non è che il tuo Amedeo sia un gran stallone, anzi….” mi disse la donna premendo sempre insistentemente la mano sul mio pube.
“È vero però io voglio vederti godere.” le risposi volendo prolungare il più possibile il piacere che mi stava dando quell’uomo, anche a discapito di quello che mi faceva provare la mia amica.
Franca si spogliò per poi quasi sedersi sulla mia faccia in modo che le potessi leccare la passera, che lei teneva aperta usando le dita. Mi ritrovai così quasi sommersa nei suoi umori, che sempre più copiosamente mi scendevano sul viso, sempre più vicina a quell’orgasmo che cercavo invano di ritardare, senza però riuscirci più di tanto. Venni quasi senza rendermene conto, rimanendo poi a lungo immobile con Franca che di fatto si strusciava la passera sulla mia faccia, e Ludovico che era ancor più fermo di me, tenendo però il fallo ben dentro il mio sesso.
“Schiavo spogliati, ho voglia di divertirmi con te.” ordinò Franca all’uomo che ubbidì prontamente.
Una volta che fu nudo non potei non notare la bizzarra cintura di castità portata dall’uomo, un insieme di fili d’acciaio e plexiglas che non solo gl’imprigionava il pene tenendolo verso il basso, ma che rendeva doloroso ogni tentativo d’erezione grazie a delle piccole punte sistemate sulla parte superiore della gabbietta.
“Sai anche Amedeo ne ha una quasi simile.” confessai ridacchiando alla mia amica “Peccato che il suo cazzo sia così piccolo che ci balla, però almeno gl’impedisce d’avere l’orgasmo.”
“Lui invece il cazzo l’avrebbe di dimensioni più che accettabili.” mi rispose Franca “Però preferisce fare lo schiavo e quindi niente erezione se non ogni tanto come premio, e credimi per lui non è mai troppo facile meritarlo.”
La mia amica fece sistemare il suo sottomesso carponi per terra, poi mi diede una lunga frusta coi flagellanti in spessa stoffa e m’invitò a colpire insieme a lei l’uomo. La frusta che usava Franca doveva procurare più dolore della mia, perché ogni volta che lo colpiva lei Ludovico gemeva più forte, ma del resto era anche la prima volta che ne usavo una e volevo sì far male ma allo stesso avevo anche paura d’esagerare.
“Immagina che al suo posto ci sia quel buono a nulla di Amedeo.” mi disse la dominatrice facendomi sentire la sua mano su un seno “E dopo puniscilo per il semplice fatto che per godere devi andare con un altro. Adesso colpiscilo sul culo con tutta la tua rabbia e stai tranquilla che la frusta che ti ho dato non fa danni, però fa bruciare la pelle più della mia.”
Seguii i suoi consigli e pian piano iniziai a provare uno strano piacere, come una coperta calda che m’avvolgeva sempre di più, mentre le mani di Franca erano oramai entrambe sul mio corpo ben sapendo dove dovevano andare.
Ludovico gemeva sempre sommessamente, ma era evidente che stava soffrendo e che solo l’avere la bocca parzialmente chiusa dallo strap-on gl’impediva di farlo più forte. Quando il suo sedere divenne rosso acceso, Franca gli mise un plug vibrante, e a quel punto le gambe iniziarono a cedergli mentre sul viso si leggeva tutta la sua sofferenza.
“Le punte anti-erezione stanno facendo bene il loro lavoro.” mi disse Franca quasi sghignazzando “Adesso però è il momento di divertirsi sul serio con questo schiavo.”
La donna gli tolse lo strap-on dalla bocca, per poi prenderne uno per sé e darne un altro a me che me lo fissai alla vita in tutta fretta.
“Credo tu sappia come s’incula un frocio come questo; quindi, toglili quel ridicolo cuneo dal culo e fallo gridare, sempre che ci riesca con questo in bocca.” mi disse la mia amica prima d’inginocchiarsi davanti all’uomo ed infilargli di forza il suo fallo in bocca.
Avendo oramai compreso che Ludovico era masochista, non ebbi alcuna pietà di lui, e dopo avergli poggiato la punta del fallo contro l’ano, l’afferrai saldamente per i fianchi per poi spingergliene quanto più possibile con una sola poderosa spinta.
Vidi più di metà del fallo entrargli dentro il retto, ma il non sentirlo urlare fece sì che provai ben poca soddisfazione, così tornai alla posizione di partenza per poi infilargli una mano fra i capelli e tirandoli a me lo penetrai con ancor più brutalità di prima.
“Scommetto che vorresti avere il tuo inutile cazzo libero e farti una sega dopo l’altra.” gli dissi mentre lo sodomizzavo sapendo di fargli un gran male “E invece devi solo soffrire pezzo di merda che non sei altro.”
Franca all’inizio rimase un po’ stupita di quanto fossi divenuta violenta, ma poi lasciò il suo schiavo per mettersi dietro di me ed eccitarmi coi suoi dolcissimi tocchi di mano.
“Dimmi se vorresti trattare così Amedeo, o magari che lo facesse un uomo al tuo posto.” mi domandò mentre mi masturbava con tutta la sua abilità facendomi quasi impazzire.
“No lui in fondo è il mio amore, lo so lo scopo ma posso farlo solo io, non come questa puttana che lo prende in culo da chiunque.” le risposi con sincerità.
Lei mi spostò le cinghiette che mi tenevano stretto lo strap-on, per poi infilarmi lentamente il suo dentro la passera, e cominciare a scoparmi facendo sì che fossi io col mio incedere a dettare il ritmo.
Se da un lato avrei voluto andare al massimo per sbattermi il più possibile Ludovico, dall’altro volevo andare pianissimo per gustarmi quella seconda penetrazione, che se pur fatta con un pene finto, mi stava regalando un piacere incredibile.
Alla fine, fu Franca a prendermi per i fianchi e scoparmi sino a farmi venire, per poi farmi mettere da parte e quasi accanirsi sul suo schiavo oramai piegato dal dolore.
“Per piacere via via.” mi disse la donna quasi dispiacendosi “Voglio vedere sino a che punto questa merda è masochista.”
Mi rivestii quasi di fretta mentre Franca aveva ripreso a frustare Ludovico, avendo capito che quello doveva essere un momento tutto loro, e che in fondo io ero un’estranea.
Tornai a casa dove m’attendeva Amedeo, che curioso com’era non mi diede quasi il tempo di respirare, che mi fece sedere sul divano per chiedermi cos’avevo fatto. Non gli dissi tutta la verità, sorvolando sulla parte più sadomaso del rapporto, perché non volevo spaventarlo essendo di fatto impotente, però gli parlai della cintura di castità con le punte anti-erezione, se non altro perché avevo in mente di prendergliene una, anche se poi non sapevo se avrei avuto il coraggio di fargliela indossare.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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