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tradimenti

Asia cap 12


di MissSerena
09.03.2026    |    1.921    |    4 9.5
"” Lui si tirò giù i pantaloni per poi togliermi il reggiseno e palparmi questa volta con più vigore le tette, mentre la mia mano s’impadroniva del suo scettro già abbastanza turgido..."
Da quando aveva perso la sua verginità anale Amedeo era cambiato, divenendo più esigente per quello che riguardavano le sue tendenze da guardone, ma allo stesso più taciturno non volendo ammettere quando gli fosse piaciuto farsi sodomizzare da me.
La situazione divenne per certi aspetti quasi imbarazzante, in special modo quando rimanevamo da soli dopo che avevo avuto un rapporto con lo stallone di turno, quando ero quasi io a spingerlo per farlo diventare partecipe del mio piacere, anche se spesso non ne avevo alcuna voglia. Mi rendevo però anche conto che non potevo rischiare di perderlo, e non solo perché con lui avevo un tenore di vita ben superiore a quello che mi garantivano le mie entrate, ma perché anche se a modo mio gli volevo sempre più bene.
Giunsi così alla conclusione che ci voleva un’esperienza diversa dal solito, qualcosa per lui di talmente forte che l’avrebbe per sempre legato a me, anche a costo di rischiare troppo e rimanere con un pugno di mosche.
“Stasera ho invitato Amos, sai quel bell’uomo di colore che abbiamo incontrato un paio di settimane fa, che quasi non t’ha preso in considerazione.” gli dissi mentre cenavamo.
“Sì lo ricordo bene, per lui è stato come se non ci fossi.” mi rispose senza far trapelare alcuna emozione.
“Lo so però gli ho spiegato bene che se vuole tornare deve cambiare atteggiamento, e fra l’altro mi ha detto che la prima volta con una coppia nuova non sa mai come comportarsi, e detto fra noi lo capisco però se stasera non ti piace lo cancello e non lo nomino più.”
Effettivamente le motivazioni di Amos erano più che legittime, in quanto entrare nelle logiche di una coppia cuckold che non si conosceva non era certo semplice, dovendo trovare al primo colpo il giusto equilibrio fra l’essere il maschio alfa, e allo stesso tempo un’amante il cui unico intento era far godere la donna. Spesso i cosiddetti bull tenevano al primo incontro un atteggiamento quasi neutro nei confronti del cornuto di turno, non prendendo in considerazione la sua presenza, e comportandosi di fatto come se non ci fosse.
“Non posso dire che non hai ragione.” mi rispose dopo averci pensato un attimo “In fondo ti ha fatto godere e se cambia un po’ potrebbe diventare davvero bravo, quindi per me va bene riprovare, però non mi hai detto a che ora dovrebbe arrivare.”
“Alle dieci perché prima voglio giocare un po’ con te, e non dirmi che ti dispiace ?”
Il suo sorriso fu la miglior risposta, così non ci rimase che finire la cena per poi prepararci per la serata.
Indossai subito un intimo rosso e nero molto appariscente e forse anche un po’ volgare, per poi chiamare Amedeo con la scusa di dovermi aiutare per il vestito.
Come mi vide ebbe fin troppo chiaramente una delle sue erezioni, ma non avevo alcuna intenzione di perder tempo col suo cazzetto, così iniziai a comandarlo a bacchetta.
“Prendimi il vestito rosso, quello corto con gli spacchetti laterali e dammi una mano a metterlo.” Gli dissi col mio consueto tono repentino.
Lui ubbidì tirando fuori dall’armadio quello che forse era un vestito buono per una cubista, ma non certo da indossare in attesa di un ospite per quanto particolare, tirando poi su la lampo dopo che l’ebbi indossato.
“Scarpe chiuse tacco undici, quelle di vernice nere.” gli ordinai sempre con lo stesso tono e ottenendo sempre la sua ubbidienza.
Mi diedi una veloce guardata allo specchio e mi resi conto che sembravo più una prostituta da strada che altro, ma del resto non ero certo in attesa di un prete confessore.
“Adesso veniamo a te, spogliati completamente e senza fare storie.” gli dissi continuando a guardarmi allo specchio.
Amedeo aveva sempre dei problemi nel denudarsi anche davanti a me che pur sapevo del suo problema, ma intimorito dal mio tono o forse speranzoso di poter avere un orgasmo normale, ubbidì per poi rimanere in piedi dietro di me.
“Bene bene, per prima cosa mettiamo la gabbietta così non devo vedere quel tuo stupido cazzetto diventare duro per un nonnulla.” gli dissi chiudendogli il pene nella cintura di castità, ed inserendo anche le punte anti-erezione che non avevo mai usato, per poi ammanettargli le mani dietro la schiena.
“Cos’è quell’anello con le punte ? Non mi farà male ?” mi chiese quando si rese conto di come gli avevo chiuso il pene nella gabbietta.
“Quelle servono ad impedire che ti ecciti troppo, per esempio se ti tocco così.” gli risposi allungando le mani sulle sue chiappe “Perchè stasera voglio che tu goda in modo un po’ diverso dal solito, e tranquillo non ti farò inculare da Amos perché il suo cazzo è solo per me.”
Iniziai a strusciarmi soprattutto col sedere contro il suo corpo, strappandogli ben più d’un gemito di dolore, ma allo stesso tempo eccitandomi a dismisura.
“Perchè lo fai.” mi chiese con la voce spezzata dal dolore che iniziava a diventare insopportabile.
“Perché ti voglio bene e voglio che sperimenti sempre nuove cose, quindi adesso rilassati in attesa che arrivi Amos.”
In realtà feci di tutto per impedire che potesse anche se per un solo attimo non pensare a me, toccandomi in modo sempre più lascivo, quando non mi dedicavo con piccoli baci alle sue orecchie, o leccandogli il collo.
Quando Amos suonò alla porta, Amedeo era quasi allo stremo delle forze, ma ebbe ben poco tempo per riprendersi, che iniziai ad umiliarlo raccontando allo stallone di turno le sue ultime gesta.
“Sai che il mio amore ha avuto il suo primo orgasmo usando il culo ?” dissi ad Amos che da dietro mi palpava le tette “Certo non è ancora una bella checchina, ma col tempo spero possa migliorare, solo poi ho paura che diventi un’amante del cazzo ancora più di me, tu che ne pensi ?”
“Secondo me non è frocio, magari potrà provare a farsi inculare da una trans, tanto per sapere com’è il cazzo vero, ma poi tornerà da te e i tuoi vibratori e come diavolo li vuoi chiamare. Però senza vederlo in azione non è che possa dire più di tanto, insomma la mia è solo teoria.” mi rispose avendo capito le mie intenzioni senza bisogno che gli spiegassi nulla.
“Hai ragione, però non vorrei metterti in disparte, insomma se mi dedico a lui non posso farlo con te.” gli dissi facendo una vocina da dispiaciuta.
“Puoi sempre iniziare con lui e poi passare a me.” mi rispose togliendomi il vestito “Anzi se vuoi riprendo tutto così dopo puoi capire meglio quello che hai fatto.”
“Questa sì che è una buona idea. Amore piegati contro il tavolo con le gambe aperte, così ti faccio godere alla nuova maniera.” dissi ad Amedeo che se pur malvolentieri ubbidì al mio ordine
Non avevo in alcun modo pensato a fare un video mentre sodomizzavo Amedeo, così colsi al volo il suggerimento di Amos e gli diedi una piccola videocamera che il mio fidanzato usava per riprendere i miei spogliarelli, per poi afferrare uno strap-on che mi strinsi con tutta calma alla vita.
“Amore è chiaro che non devi neanche provare a toccarti il cazzetto, ma devi godere solo col culetto, come hai fatto l’altra sera.” dissi ad Amedeo iniziando a ungergli il buchetto perché non avevo alcuna intenzione di fargli male.
Il porcellino iniziò a gemere già con una sola falange nel retto, per poi dimenarsi in modo scomposto quando usai due dita, tanto che dovetti dargli una manata sul sedere per riportarlo alla calma.
“Se gode così solo con due dita nel culo, cosa fa quando ci metti dentro un cazzo finto ?” mi chiese Amos un po’ stupito dalla reazione del mio fidanzato.
“Te lo faccio vedere subito.” gli risposi poggiando la punta dello strap-on all’ano di Amedeo.
Avendo usato forse troppo olio lubrificante, il fallo fu quasi risucchiato nello sfintere del mio sottomesso, che però non protestò in alcun modo quando se lo ritrovò tutto dentro senza che avessi fatto chissà quale sforzo.
A quel punto non mi rimase che afferrarlo saldamente per i fianchi, ed iniziare a spingere con una certa forza, sempre più immersa nel mio nuovo ruolo di donna dominante.
“Amos riprendi bene la mia checchina mentre l’inculo come una troia.” dissi allo stallone che si era messo proprio davanti a noi “Forse non prenderà mai un cazzo vero, ma guarda come gode con uno finto, e stai tranquillo che fra un po’ sborrerà come una fontana.”
Provavo uno strano piacere mentre fottevo Amedeo, qualcosa che di fisico aveva ben poco, ma non per questo meno appagante, anzi forse per la prima volta mi sentii l’assoluta protagonista della scena, tanto che non avrei voluto mai smettere di fare l’uomo con quello che doveva essere il mio compagno di vita, che invece godeva come una donna, senza riuscire in alcun modo a nascondere quanto stava provando.
“Amos in quell’armadio c’è un cavalletto, fissaci la videocamera in modo che inquadri sempre Amedeo e poi vieni qui vicino a me.” dissi al vero uomo della situazione che fece quanto gli avevo chiesto in modo molto veloce e preciso.
Non appena ebbe finito di sistemare la videocamera, Amos si mise dietro di me e poggiò subito le sue mani sul mio seno, dandomi come una scossa.
“Per fortuna che ci sei a ricordarmi come sono fatti gli uomini.” gli dissi prima di girare la testa per poterlo baciare “Dai tira fuori il cazzo che non resisto più.”
Lui si tirò giù i pantaloni per poi togliermi il reggiseno e palparmi questa volta con più vigore le tette, mentre la mia mano s’impadroniva del suo scettro già abbastanza turgido.
“Piegati un po’ in basso così ci divertiamo tutti e tre.” mi disse lo stallone quando la mazza divenne dura come un’asta d’acciaio.
Amos non fece neanche troppa fatica ad infilarmi la nerchia dentro la passera nonostante la presenza dello strap-on, dando poi vita ad un perverso trenino, dove io ero l’unica a muoversi in mezzo a loro due.
“Così vai troppo veloce !” protesto Amedeo che non era abituato ai ritmi serrati di Amos.
“Stai zitto e pensa a godere.” gli risposi fin troppo bruscamente “Tanto se va bene hai già sborrato almeno un paio di volte.”
Sentii Amedeo venire con un rantolo, e a quel punto decisi che potevo smettere di pensare a lui e concentrarmi solo su me stessa.
“Amos vatti a sedere su divano, che mi tolgo questo coso e vengo da te.” dissi al mio amante che fu ben felice di mettersi più comodo.
Mi slegai lo strap-on per impalarmi sullo stallone dandogli le spalle, ma nonostante le dimensioni della sua mazza, sentivo che mi mancava qualcosa, così chiamai Amedeo che si stava pulendo con dei fazzolettini di carta.
“Amore perché non vieni qui a leccarmi la patatina ?” gli dissi ben sapendo che avrebbe ubbidito ad ogni mio ordine.
Amedeo s’inginocchio davanti a me e fece quanto gli avevo chiesto, dando così quel qualcosa in più che prima mi mancava.
“Sdraiati sopra di lui, come se dovessi fare un sessantanove.” mi suggerì Amos che voleva anche lui umiliare Amedeo.
Feci sdraiare il mio fidanzato per poi mettergli la passera davanti alla faccia, e subito dopo Amos riprese a scoparmi, sapendo che questa volta l’avrebbe fatto sino all’orgasmo.
Con una mazza che mi sbatteva senza sosta, e una lingua che mi leccava in continuazione le grandi labbra, mi sembrò che la mia passera dovesse prender fuoco.
“Sì così non smettete nessuno dei due, fatemi godere ancora.” gridai poco prima d’avere un orgasmo tanto intenso da togliermi il fiato.
Amos venne poco dopo schizzandomi tutto il suo piacere dentro la passera, prima di tirarlo fuori e farsi pulire dalle mie labbra, con Amedeo che conscio del suo ruolo bevve il suo sperma continuando a leccarmi la passera.
Feci andare via Amos per poi prendere la chiavetta della cintura di castità di Amedeo e togliergliela.
“Non so se m’è piaciuto quello che hai fatto stasera.” mi disse un po’ imbronciato.
“Stai zitto e goditi questo.” gli risposi abbassandomi per prendergli il cazzetto in bocca.
Nonostante fosse venuto più volte, lui ebbe un altro orgasmo che mi riversò in bocca, ma ciò non mi diede alcun fastidio perché subito dopo cercai la sua per potergli fare assaggiare il suo stesso sperma.
“Se non t’è piaciuto perché hai avuto tre orgasmi ?” gli domandai mentre lo segavo molto lentamente “E ancora adesso hai il cazzetto duro ?”
“Perchè tu sei una strega.” mi rispose gemendo.
Lo masturbai sino a farlo venire un’altra volta, per poi lasciarlo provatissimo e andare a lavarmi.
“Chissà se la prossima volta riuscirò a farti fare un pompino.” pensai mentre davo sollievo alla mia intimità “L’importante è che fai sempre quello che dico io, iniziando da quando rivedrò Franca, e questa volta i cazzi non mancheranno.”

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