tradimenti
Asia cap 4
15.12.2025 |
2.004 |
4
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“Secondo me sta con un ricco babbeo che magari adesso sta dormendo, mentre lei si toglie un po’ di voglia di cazzo arretrato..."
“Perché non mi fai vedere le foto che ti ha fatto Thomas ?”La richiesta di Amedeo mi colse di sorpresa, più che altro perché eravamo da un paio di giorni in vacanza in un bel villaggio turistico, dove la mia unica attività era prendere il sole e bere drink analcolici.
“Devono essere ancora nella memoria della macchina fotografica.” gli risposi senza dargli alcuna importanza.
Con la sua consueta calma Amedeo prese la macchina fotografica e la collegò al portatile dal quale non si staccava mai, per poi iniziare una serie di commenti da denuncia per oltraggio al pudore.
“Senti che ne dici se te la faccio io qualche foto ?” mi chiese con un certo timore “Tanto sei già in costume, quindi farei anche in fretta.”
“Dimmi cosa te ne fai di qualche foto di me nuda ? Ne ho solo in un paio in cui ho il suo cazzo in bocca, anche perché poi abbiamo scopato senza pensare alle foto.” gli risposi pensando già alla prossima mossa da mettere in campo.
“Hai ragione però qui non c’è Thomas, e non conosco nessuno che si possa prestare ad un gioco del genere.”
“Secondo te quanto ci metto a rimorchiare non uno ma due ragazzi, farmi scopare da loro mentre scattano tutte le foto che vuoi. Diciamo meno di cinque minuti o decidi tu la penitenza.” gli proposi ben sapendo che avrebbe accettato.
“E se ci riesci ?” mi domandò con la sua consueta faccia da ebete.
“Decido io cosa farti, anche se è chiaro che ti farò scoppiare le palle come d’abitudine.”
“Va bene vediamo se sei davvero così disinvolta come dici.”
Mentre cercavo un telo per far finta di coprirmi, e del resto avevo un due pezzi che poco lasciava all’immaginazione, soprattutto per quello che riguardava il sedere, buttai l’occhio sulla piscina che era sotto di noi, vedendo due bei ragazzi che prendevano il sole in beata solitudine.
“Vediamo un po’ sono quasi le quattro, se non porto almeno una foto scattata entro le quattro e dieci vinci tu, altrimenti vinco io va bene ?” gli chiesi per conferma dopo essermi annodata alla vita un copricostume a dir poco trasparente.
“Ma non avevi detto cinque minuti ?”
“Sì, ma non vorrai per caso che mi metta a fare un pompino a bordo piscina ? E tenendo presente le code che ci sono agli ascensori dieci minuti da quando esco di qui è il minimo che possa chiedere.” gli risposi prima d’uscire senza neanche sentire la sua risposta.
Per fare prima presi le scale nonostante avessi messo dei sandali con un bel tacco, per dirigermi verso i due sconosciuti non appena uscii all’aperto.
I due erano ancora dove li avevo lasciati qualche minuto prima, intenti a non fare nulla se non bere qualcosa mentre discutevano di chissà che cosa.
“Ciao ragazzi posso chiedervi un favore ?” dissi mettendomi fra i loro lettini.
“Certo che sì ! Come si può dire di no ad una così bella ragazza.” mi rispose quello dei due che aveva una strana acconciatura in stile rasta.
“Ho scommesso col mio ragazzo che sarei riuscita a farmi fare qualche foto in atteggiamenti non proprio consoni, col primo sconosciuto che avrei incontrato, solo che poi ho pensato che ce ne vogliono due, altrimenti diventa tutto più difficile non trovate anche voi ?”
La mia richiesta li lasciò alquanto interdetti, forse perché entrambi pensarono che si trattasse di uno scherzo e cercarono di capirci qualcosa di più facendomi così perdere tempo prezioso.
“Mettiamola così se è vi va bene vi fate una bella scopata, altrimenti avrete sempre qualcosa da raccontare agli amici quando tornate a casa; quindi, alzate il culo e ditemi qual è la vostra stanza.” dissi loro quasi perdendo la pazienza.
“Sai che hai ragione.” mi rispose quello biondo con un bel fisico da palestra “Andiamo noi siamo alla dieci-venti.”
Mentre ci avvicinavamo agli ascensori scoprii che il finto rasta si chiamava Piero, mentre il suo amico era Giacomo, e che quello era il loro ultimo giorno di vacanza.
“Allora vediamo di chiudere in bellezza.” dissi loro mentre salivamo al decimo piano, senza però poter avere alcun approccio perché l’ascensore era fin troppo pieno.
Mentre ci dirigevamo verso la loro stanza, presi il mio smartphone e aprii l’applicazione per fare le fotografie, perché i dieci minuti a mia disposizione per vincere la scommessa stavano per finire. In realtà non sapevo neanch’io sino a che punto mi sarei dovuta spingere, magari a quei due ragazzi sarebbe bastato un bel pompino per farli sentire appagati, ma non appena Giacomo chiuse la porta della stanza, pensai che in fondo fosse meglio non darsi dei limiti.
“Questo spero che lo sai usare.” dissi al biondino dandogli il mio smartphone.
“Sì tanto sono tutti uguali.” mi rispose prendendolo in mano per inquadrarmi.
“Bene allora inizia a scattare.”
M’accucciai fra le gambe di Piero e gli tirai fuori la mazza senza alcuna esitazione, davanti al suo sguardo stupito, ma mai quanto il mio scoprendo che aveva una vera e propria proboscide.
“Questo sì che è un cazzo !” esclamai ad alta voce mentre Giacomo mi scattava una foto dopo l’altra.
Il solo avere una nerchia del genere fra le labbra mi fece perdere ogni senso del pudore, tant’è vero che ne leccavo la cappella tenendone in mano la base, come se non avessi mai visto nulla del genere in vita mia. Mi dimenticai anche il perché ero lì, sino a quando Giacomo si tirò giù il costume tirando fuori il suo cannone che, pur non essendo del calibro di quello dell’amico, era pur sempre un gran bell’esemplare di cazzo.
“Non la vuoi proprio una foto mentre giochi col mio ?” mi disse sorridendo.
“Certamente ! Ma tu tieni ben salda la presa altrimenti escono mosse.” gli risposi prima d’iniziare a leccare la sua nerchia.
I due iniziarono a passarsi il mio smartphone quasi ci fosse una gara a chi mi riprendeva meglio, sino a quando Piero non mi fece alzare per prendermi in braccio e portarmi sul letto.
“Dai spogliati che così facciamo le foto anche dello strip.” mi disse sorridendo.
Nonostante non ci fosse alcuna musica per avere un minimo di tempo, lasciai cadere il copricostume dando loro le spalle, per poi togliermi il reggiseno e quindi girarmi in modo da mostrare le mie belle tette.
“Nuda nuda !” esclamò Giacomo mentre il suo amico mi faceva una foto dopo l’altra.
Mi girai nuovamente per far scendere il pezzo inferiore del due pezzi piegandomi leggermente in avanti, per poi sfilarlo e lanciarlo contro Piero.
Tutti e due si tolsero i loro costumi per poi mettersi ai miei fianchi e toccare tutto il mio corpo, fermandosi com’era fin troppo prevedibile, più che altro sul sedere e l’interno delle gambe.
Ben presto mi ritrovai sdraiata sul letto con Giacomo che mi leccava la passera, e Piero che m’infilava la mazza in bocca mentre continuava a scattare fotografie.
“Dai mettiglielo dentro.” disse il rasta all’amico “Tanto questa non vede l’ora di farsi scopare.”
“Detto fatto.” gli rispose Giacomo penetrandomi col suo bastone senza trovare alcuna resistenza.
Mi ritrovai quasi senza accorgermene col biondino che mi scopava come un treno, ed il rasta che non faceva altro che fotografarmi in preda al piacere, promettendomi che quello era solo l’inizio.
“Perché non la finisci di parlare e passi ai fatti.” gli dissi volendo provare la sua mazza
“Tu inizia a girarti così vediamo se dopo fai ancora la spavalda.” mi rispose passando il mio smartphone all’amico.
“Eccoti accontentato.” dissi a mia volta mettendomi carponi davanti a lui e pregando che non mi sodomizzasse senza alcuna lubrificazione.
Piero non poté prendermi come aveva fatto poco prima il suo amico perché la sua mazza era troppo grande per entrami dentro al primo affondo, ma me ne infilò dentro ben più di metà facendomi stringere le lenzuola per non urlare dal dolore.
“Giacomo doveva sfondarti di più la fica, ma tranquilla che ti rimandiamo dal tuo cornuto con tutti e due i buchi belli aperti.” mi disse quando riuscì a far entrare tutta la sua nerchia dentro di me “Perché lo sai già che dopo ti rompo anche il culo.”
Non osai rispondergli per paura che mettesse subito in atto i suoi propositi, cercando allo stesso tempo di non pensare a quando mi avrebbe sodomizzata con quella nerchia extra-large che aveva fra le gambe.
Sia lui che Giacomo non ebbero alcuna fretta nello scoparmi, quasi fosse più un dovere che un piacere, tanto che ad un certo punto mi lasciarono sola sul letto per fotografarmi mentre assumevo pose sempre più sconce.
Quando poi mi ritrovai carponi decisi che non potevano più rimanere quasi impassibili, così presi a masturbarmi infilandomi due dita nella passera per provare ad eccitarli.
“Non è che siete un po’ gay ? Io sono qui da sola e voi lì a fare foto.” dissi loro alzando il più possibile il sedere.
“Hai ragione però prima dammi un bella leccata alle palle, giusto per fare uno scatto diverso dagli altri.” mi rispose Giacomo mettendosi davanti a me.
Senza smettere di toccarmi fra le gambe, gli presi la mazza con una mano per tenerla ben in alto, e poter passare quindi la lingua sui suoi testicoli, convinta che Piero stesse fotografandoci. Il rasta invece s’inginocchio dietro di me per poi far cadere un bel po’ di saliva sul mio buchetto, prima di entrarci dentro con un dito.
“Ma questa ha il culo più sfondato della fica !” esclamò Piero infilandomi nel retto un secondo dito “Che dici se vedo se ci sta dentro il mio cazzo ?”
“No lascia prima che l’inculi io, altrimenti dopo non sente neanche se ci metto dentro tutta la mano.” gli rispose Giacomo fingendosi sconsolato.
“Hai ragione, però ho dei dubbi che tu riesca a farla godere, perché è davvero una rotta in culo di prima categoria.”
Il fatto d’esser così insultata m’eccitò tantissimo, anche se sapevo che era solo la premessa per poter poi abusare del mio fondoschiena, senza che io potessi oppormi in alcun modo.
Giacomo mi tenne aperto il buchetto coi suoi pollici, per poi infilarci dentro la cappella, e subito dopo tutto il resto della nerchia facendomi vedere le stelle per il dolore.
“Hai proprio ragione questa è davvero sfondata !” esclamò il biondo “L’ho inculata tutta d’un fiato e non ha detto nulla, certo che chi sta con una così ha le corna ancor prima d’iniziare.”
“Secondo me sta con un ricco babbeo che magari adesso sta dormendo, mentre lei si toglie un po’ di voglia di cazzo arretrato.” gli rispose Piero “Pensa che, quando poi torna di lui gli dirà che s’è rotta prendendo il sole e non il cazzo !”
I due continuarono ad insultare il mio fidanzato senza sapere chi fosse, sino a quando il rasta non volle più restare a guardare.
“Adesso da brava prendi il mio cazzo e te l’infili su per il culo, e così Giacomo può fare qualche altra foto mentre fai la troia.” mi disse mettendosi comodo sul letto.
Se da un lato fui sollevata dal fatto che non fosse lui a prendermi, dall’altro l’impalarmi col retto su quella mazza non mi poteva far stare tranquilla, ma non avendo altra scelta mi sistemai su di lui per poter ubbidire alla sua richiesta.
Cercando di rilassare il più possibile i miei muscoli anali diressi la sua cappella verso la mia porta del peccato, per poi scendere molto lentamente. Vidi Giacomo scattarmi delle foto mentre rideva, ma con quell’ingombrante presenza nello sfintere non potei dire nulla, anche se il dolore che provavo era più che accettabile. Piero da parte sua non mosse un muscolo, aspettando che fossi io a sodomizzarmi completamente, riuscendo nell’intento dopo un tempo che mi parve lunghissimo.
Nonostante non fossi certo una verginella, muovermi con quel gran bastone nel retto mi era quasi impossibile, così lui fu quasi costretto a prendere in mano la situazione, ma contrariamente a quanto potessi immaginare, non fu affatto brutale, anzi mi fece mettere su un lato per poi scoparmi con una certa tranquillità, mentre Giacomo mi spingeva il suo randello in bocca.
Ebbi un orgasmo lunghissimo, che fu interrotto dai due ragazzi quando mi vennero sul viso, rompendo quello che sino a quell’istante era stato un momento quasi magico.
Giacomo mi scattò le ultime fotografie con la faccia ricoperta dal loro seme, per poi quasi buttarmi fuori dalla camera, lasciando che mi pulissi col copricostume mentre tornavo a piedi da Amedeo.
Appena entrata nella nostra stanza gli diedi il mio smartphone dicendogli di vedersi con calma tutte le foto, mentre io correvo in bagno per lavarmi ma anche rimanere un po’ sola con me stessa.
Avevo un compagno del tutto inadatto a condurre una normale vita di coppia, ma che però poteva mantenere ogni mio sfizio, lasciando che andassi con chi volevo. Mi chiesi se fosse il caso di continuare quella relazione così strampalata, o se forse era meglio ripartire da capo con una persona più normale.
Mi lavai con calma per poi uscire dal bagno e vedere Amedeo che si stava masturbando come un folle col mio smartphone in mano, e compresi in quel momento che in fondo era meglio continuare a stare con lui, perché con nessun’altra persona avrei potuto fare quello che volevo in modo così sfacciato.
Non dissi nulla e mi sdraiai al suo fianco per farmi baciare prima d’iniziare a raccontargli in modo dettagliato quello che avevo fatto con Piero e Giacomo.
E un po’ mi venne la voglia di tornare da loro.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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