tradimenti
Asia cap 11
02.03.2026 |
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"Per un attimo ebbi la voglia di sodomizzarla, ma poi decisi che potevo aspettare, e che in fondo era più giusto farle avere un bell’orgasmo prima di cercare nuove vie del piacere..."
Gli impegni di Franca m’impedivano d’organizzare in modo appropriato il suo primo vero rapporto da moglie di un cornuto col marito presente, ma non potevo certamente chiederle di non rispondere ad una chiamata d’emergenza se questa veniva dalla madre.Un pomeriggio mi diede la sua disponibilità per la sera, ma non riuscii a trovare due stalloni disponibili, col risultato di chiamarla un po’ sconsolata.
Iniziammo così a chiacchierare come due vecchie amiche, sino a quando non le dissi della mia ‘sala giochi’, e di come l’avessi resa una sorta di mio regno personale, dove Amedeo non contava nulla.
“Davvero avete organizzato una stanza solo per i vostri giochi erotici ?” mi chiese alquanto stupita “Dev’essere qualcosa di veramente unico, insomma non so a quante persone possa venire in mente una cosa del genere.”
“Senti perché stasera non vieni a vederla.” le proposi quasi per scherzo “Però senza tuo marito altrimenti c’è il rischio che vogliano fare i maschi, e poi non so come andrebbe a finire.”
“Va bene. Ma per par condicio senza il tuo bel ragazzo in giro, altrimenti non so io cosa potrei fargli.” mi rispose ridacchiando.
“Andata ! T’aspetto per le nove con una bottiglia in frigo.”
Le diedi il mio indirizzo spiegandole dell’entrata secondaria, per poi tornare alle mie attività, ma con la mente che andava solo a quello che sarebbe potuto succedere con Franca. Pur non avendo mai avuto una vera predisposizione per i rapporti saffici, che consideravo un qualcosa di piacevole e nulla più, Franca mi piaceva e non poco, forse per quel suo essere una finta ingenua che era uscito fuori dopo il nostro incontro con Rodrigo. Del resto avendo visto la dotazione del marito, era quasi scontato che prima o poi avrebbe cercato fuori dal matrimonio il modo di soddisfare i suoi bisogni, e l’essere la persona che quasi l'accompagnava in quella via m’eccitava a dismisura.
Una volta tornata a casa spiegai ad Amedeo che sarebbe venuta Franca, ma che lui poteva stare solo nel suo studio per guardarci a distanza.
“E’ una sua precisa richiesta e del resto magari ci sediamo solo a parlare, e con un uomo in mezzo certi discorsi non escono mai bene.” gli dissi neanche ci fosse bisogno di convincerlo.
“In fondo è solo una serata fra donne.” mi rispose lui ridendo “Vorrà dire che ne approfitterò per togliermi dai piedi un po’ di lavoro arretrato.”
Gli diedi un casto bacio sulla bocca ben sapendo che non si sarebbe staccato dal monitor che controllava le videocamere sistemate in quella stanza, ma del resto non potevo neanche chiuderlo nel bagno per impedire di fare il guardone.
Franca arrivò con un paio di minuti d’anticipo, e non appena la vidi mi scoppiò da ridere dato che aveva messo un abito fin troppo simile al mio.
“Che ci vuoi fare siamo troppo simili e non solo per avere dei compagni che a letto valgono poco.” mi disse prima d’abbracciarmi.
“Hai ragione anche se il tuo un minimo di funzionalità l’avrebbe anche, mentre il mio non serve proprio a nulla.” le risposi facendola entrare.
Lei fu stupita di come avessi sistemato quella stanza, riempendola di divani e poltrone, oltre ad aver messo un letto a baldacchino e diversi mobili dallo stile minimalista.
“E questo cos’è il paradiso del cazzo finto ?” mi chiese quando vide la vetrinetta nella quale avevo sistemato tutti i giochini comprati con Amedeo.
“Un po’ sì, ma del resto con qualcosa bisogna pur passare il tempo.” le risposi mentre stappavo la bottiglia di champagne che avevo messo in fresco “Però adesso facciamo un brindisi a noi due, e tutte le mogli dei cornuti e contenti.”
Versai lo champagne nei flute per poi darne uno a Franca che ne bevve circa metà, prima d’iniziare un perverso gioco a dir poco eccitante. La donna infatti prese un sottile dildo in plexiglas dalla vetrinetta, per poi immergerne la punta nello champagne, quasi fosse una brioche da far inzuppare nel cappuccino della colazione. Franca si portò quindi la punta dl dildo alla bocca, per leccarlo in modo a dir poco sensuale, per poi rimetterla nel bicchiere e quindi offrirla a me che la imitai tirando fuori tutta la lingua per avvolgere ancor di più il cilindro di plexiglas.
Lei mi tolse il dildo dalla bocca per sostituirlo con la sua lingua, dando vita a qualcosa che fu ben più d’un lungo ed appassionato bacio, che finì solo quando le scoprii il seno abbassandole il vestito.
“Ops ho dimenticato di mettere il reggiseno.” mi disse con un bel sorriso “E ora che ci penso ho lasciato a casa anche le mutandine.”
“Meglio così, meno roba c’è tagliere più si fa sesso.” le risposi prendendo un fallo in silicone dalla vetrinetta che le misi fra le tette, per poi farlo scorrere su e giù.
Franca mi tolse il vestito lasciandomi con un minuscolo perizoma, per giocare col mio seno come io stavo facendo col suo.
“Sai che quando ho detto a mio marito d’averlo fatto cornuto, lui ha voluto tutti i dettagli e poi mi ha chiesto di fargli usa sega perché aveva le palle che gli stavano esplodendo. Adesso non fa che rompere che vuole che lo faccia davanti a lui, e non sai come mi dispiace per l’altra sera quando te l’ho mandato da solo.”
“Non c’è problema e poi mi sono divertita a umiliare lui e Amedeo facendogli scopare una bambola di gomma.” le risposi avvicinandomi nuovamente alla sua bocca “Anch’io non vedo l’ora di farlo con te, ma questa volta con almeno due cazzi veri in giro, altrimenti non c’è divertimento.”
Le nostre lingue s’intrecciarono come prima anche se la voglia d’andare più a fondo era ben presente in entrambe, tanto che le tirai su il vestito per poterla toccare fra le gambe.
“Scopami.” mi disse sdraiandosi sul letto con le gambe aperte.
“Non aspettavo altro.” le risposi mettendomi al suo fianco e facendo sparire il fallo dentro la sua passera.
Più lei m’incitava a spingere sempre più velocemente quel fallo, più io quasi m’accanivo nel farlo, sapendo che prima sarebbe venuta, prima avrei preso il suo posto. Proprio quando stava avendo l’orgasmo vidi con la coda dell’occhio un dildo doppio e volli usarlo per poter godere con lei. Così finii di spogliarmi in tutta fretta per poi incrociare le mie gambe con le sue con quel lungo pezzo di silicone che entrava dentro il sesso di tutte e due.
“Peccato non ci sia un uomo con due cazzi.” disse Franca che si toccava le grandi labbra per godere ancora di più.
“Così potresti prenderlo anche nel culo mentre ti scopa, perché una come te non lascia niente a nessuna.” le risposi usando la mano come lei.
“Hai ragione ma è così bello farsi usa sana scopata….Anzi vorrei che lo facessi tu, insomma usando uno strap-on tanto hai solo l’imbarazzo della scelta.”
“In questa stanza basta chiedere.” le risposi andando a prendere l’oggetto del desiderio che indossai molto velocemente mentre lei si metteva carponi.
“Dimmi quanto t’è piaciuto farti sbattere da Rodrigo.” le chiesi mentre la scopavo forse peggio di lui.
“Tanto e lo sai meglio di me. Peccato si sia divertito più col mio culo che con la fica, però sempre meglio prenderlo dietro da lui che davanti da mio marito.”
Non so perché ma provavo uno strano piacere nel cavalcare quella donna, che già immaginavo in mezzo a due stalloni che le facevano di tutto davanti al marito che certamente avrebbe avuto il pene in mano come del resto anche Amedeo.
Per un attimo ebbi la voglia di sodomizzarla, ma poi decisi che potevo aspettare, e che in fondo era più giusto farle avere un bell’orgasmo prima di cercare nuove vie del piacere.
Franca venne senza che quasi me ne accorgessi, allungandosi sul letto quasi senza più forze e col fiato corto.
“Rialza il culo che non ho finito.” le dissi riprendendo il dildo doppio.
“Ma sei insaziabile !” mi rispose rimettendosi carponi.
“No è che voglio il tuo culo prima di godere anch’io.”
Le aprii le chiappe per poter passare la lingua intorno al buchetto che quasi si schiuse dopo un paio di passaggi, e ancor di più quando c’infilai dentro un dito.
“Mm ma così mi fai impazzire.” mi disse fra un gemito e l’altro.
“E questo è ancora niente.” le risposi aggiungendo un dito a quello che aveva già nel retto.
Iniziai più che a scoparla con le dita, a far roteare queste in modo d’allargarle il più possibile l’ano, per far sì che dopo avrei potuto sodomizzarla con più forza senza che lei sentisse troppo dolore. Quando compresi che era pronta unsi leggermente la punta di un dildo anale in silicone, di quelli che hanno la punta a palla ed il corpo a forma di cono.
La palla entrò facendo il classico rumore della bottiglia stappata, ma soprattutto facendole fare un piccolo urlo di piacere che era musica per le mie orecchie. Con calma presi a far scorrere il dildo nel suo retto, per poi accendere la vibrazione al minimo, che lentamente alzai sino a portarla quasi al massimo, mentre Franca gemeva senza sosta in preda agli spasmi del piacere.
“Ti prego non smettere, non ho mai goduto così tanto prendendolo nel culo.” mi disse alzando ancora di più il sedere in modo da favorire ogni mio movimento.
“Stai tranquilla che non mi fermo perché voglio vederti godere per mano mia.” le risposi infilandole con un po’ più di forza il dildo nello sfintere “Ma poi sappi che devi ricambiare tutto, a meno che tu non voglia scopare solo con tuo marito, e non con uomini come Rodrigo.”
Lei non disse nulla anche perché era sempre più vicina all’orgasmo, che ebbe non appena le stimolai il clitoride con due dita.
“Voglio scoparti.” mi disse non appena si fu ripresa da quella tempesta di piacere che l’aveva travolta.
“Allora prendi uno strap-on e fallo.” le risposi sdraiandomi sul letto con le gambe ben aperte per potermi toccare la passera.
Franca ne scese uno di grandezza media, di quelli che non sono troppo piccoli per esser considerati quasi inutili, ma neanche troppo grandi da esser poi di difficile utilizzo, per poi fissarselo ben stretto alla vita e alle cosce e mettersi finalmente sopra di me.
“Credi che Amedeo ci stia guardando ?” mi chiese prima d’iniziare ad usare lo strap-on.
“Sì ma tu fregatene.” le risposi quasi con stizza “Hai detto di volermi scopare quindi ora fallo, e fallo bene.”
“Hai ragione, eccoti accontentata.”
Franca non solo mi penetrò neanche fosse un uomo, ma iniziò a scoparmi meglio di molti maschietti che anche se ben dotati, non sanno poi come usare il loro attrezzo.
Il suo incedere era tutto tranne che regolare, ma proprio per questo mi faceva godere senza sosta, ed il mio avvinghiarmi a lei era dovuto proprio a questo strano piacere a corrente alternata.
“Lo sai che mi stai facendo impazzire ?” le dissi prima di cercare per l’ennesima volta le sue labbra con le mie.
“Lo speravo però se vuoi il meglio sai cose devi fare.” mi rispose con uno sguardo che non prometteva nulla di buono.
“Solo se metti un cazzo più grosso.”
Lei s’alzò neanche l’avesse morsa una tarantola per andare alla vetrinetta e prendere lo strap-on più grande della collezione, che indossò con una naturalezza rara in una donna, mentre io mi mettevo carponi ai piedi del letto, aspettandola un po’ come un agnello sacrificale.
Franca mi prese come un vero uomo, infilandomi tutto il grosso fallo dentro la passera con pochi ma ben assestati affondi che mi fecero gridare per il piacere, per poi afferrarmi saldamente per le gambe e sbattermi come un fuscello.
Io oramai avevo il cervello completamente spento, o forse era solo nella modalità piacere immenso, e cercavo solo rimanere quasi ferma per poterle permettere di scoparmi come meglio credeva, sapendo che avrei solo goduto.
Sentii arrivare il picco del piacere come un treno che passa in una stazione a tutta velocità, rimanendo quasi tramortita da tutto quel godimento che mai avrei pensato avrei potuto provare con una donna.
Rimanemmo poi a lungo sdraiate una vicina all’altra senza dire nulla, e del resto dopo un rapporto così intenso ogni parola sarebbe stata di troppo.
“Credo che per me si sia fatto tardi.” mi disse iniziando a rivestirsi “Però ti faccio sapere al più presto quando potremmo fare quella cosa a quattro o a sei secondo come la vuoi vedere.”
“Va bene, l’importante è che sia una scelta consapevole, perché è un passo importante e voglio che tu sia certa di quello che fai.
“Mettere le corna a mio marito ? Fosse la prima volta, anche se non l’ho mai fatto con lui presente, ma del resto prima o poi bisogna pur iniziare.”
Mi salutò con un lungo bacio prima di tornare a casa sua, lasciandomi la certezza d’aver conosciuta una donna eccezionale, che sarebbe stata molto presente nei giorni a venire.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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