bdsm
Veronica 4/6
29.09.2025 |
1.942 |
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"Keita leccò quasi con devozione i piedi sia a me che a Meggy, per poi risalire lentamente sulla sua coscia con la lingua, mentre le mani erano sulle mie gambe..."
Mi svegliai presto contenta di aver spiegato tutta la verità a Luigi, ed ero talmente di buon umore che dopo aver indossato il consueto abito corto, scesi al piano inferiore fischiettando. Ma nel salone trovai Meredith alquanto seccata."Ciao Meggy, passata una brutta serata." dissi dandole un bacio sulla guancia.
"No sono incazzata con Keita, le avevo detto di farmi un ordine perché il mio portatile è fuori uso, ma la cretina se n’è dimenticata."
"E non lo puoi fare oggi ?"
"Sì ma quello che mi serve arriverà la settimana prossima, ed io ne avevo bisogno nel fine settimana."
In quel momento arrivò Keita, che mi salutò tenendo lo sguardo basso come un cane bastonato.
“Dai Meggy vorrà dire che potremmo passare più tempo insieme, come si dice non tutto il male viene per nuocere.”
Mi resi presto conto che il mio tentativo di sdrammatizzare era destinato al fallimento, Meredith tratteneva a stento la sua rabbia, ed io non capivo se era per un qualcosa d'importante o per un futile motivo.
“Questa la prendo come una promessa.” mi rispose abbozzando un mezzo sorriso “Ma dopo pranzo chi ha sbagliato pagherà.” concluse prima d'andarsene via.
Chiesi a Keita se potevo esserle in qualche modo d'aiuto, ma lei disse di no, e quasi fuggì in cucina, così non sapendo che fare, andai a mettermi un costume e presi il sole sino ad ora di pranzo.
Come finimmo di mangiare Meredith mi portò in camera sua, ed io la seguii dimenticando quello che era successo durante la mattinata.
“Senti Veronica, fra poco punirò Keita per il suo sbaglio, se vuoi puoi vedere e al limite partecipare.” disse mentre si cambiava d'abito indossandone uno corto in latex nero.
“Cosa vuol dire 'punirò Keita', non è una bambina che puoi sculacciare ?” risposi incredula.
“Che non la possa sculacciare lo dici tu !” continuò Meggy quasi ridendomi in faccia “Inoltre sappi che non le dispiacerà affatto, Keita è molto brava a fare la slave in un Bdsm un po' soft.”
Per me che il sadomasochismo era rappresentato solamente da 'Historie d'O', mi sembrò un discorso folle, ma la mia curiosità innata mi portò all'accettare il suo invito ad assistere.
“Bene andiamo nella camera delle punizioni, lei ci aspetta li.”
Seguii Meredith sino a una stanza che non m'aveva mostrato il giorno prima, posta dietro quello che era il suo porno-shop privato. Keita era già lì, inginocchiata al centro della stanza con le mani dietro la schiena.
“Keita sai perché sei qui ?” le chiese Meggy mettendosi davanti a lei.
“Perché ho commesso uno sbaglio e ora attendo la mia punizione.” rispose Keita senza alzare lo sguardo.
“Essendo ormai una di casa, Veronica mi farà d'assistente, e su mia richiesta potrà punirti anche lei, non te lo dico perché m'importi il tuo pensiero, ma solamente per farti capire il motivo della sua presenza.”
“Non c'è nessun problema Meredith, la tua è una giusta decisione.” disse Keita sempre a testa bassa.
“Sono contenta che per te vada bene. Prima lei ha detto che non posso sculacciarti, quindi inizieremo proprio da lì, una bella sessione di spanking.”
Meggy s'andò a sedere su un piccolo letto sistemato in un angolo, e Keita, camminando a quattro zampe, andò da lei, sistemandosi poi sulle ginocchia col sedere in bella vista. Nella mia ingenuità a quel punto mi sarei aspettata di vedere una 'sana' sculacciata, invece Meggy alternava schiaffi anche forti, quasi tutti negli stessi punti, a morbide carezze su tutto il fondoschiena e in mezzo alle gambe. Keita da parte sua gemeva sommessamente, e non mi sembrò che sentisse molto dolore, anche perché non chiese mai a Meggy di smettere.
“Vieni a sentire com'è bagnata questa troietta.” mi disse Meredith dopo una decina di minuti.
Allungai una mano fra le gambe di Keita, sembrava quasi che qualcuno le fosse venuto dentro per quanto fosse bagnata.
“Hai ragione, è proprio un lago !” risposi stupita.
“Vuoi occupare il mio posto, così mi riposo un po' ?”
“Meggy io non l'ho mai fatto ma sei vuoi ...” dissi fingendomi ingenua, pur avendo dentro una gran voglia di provare quell'esperienza.
“Keita hai sentito ? Alzati e fai prendere il mio posto a Veronica.”
Così mi ritrovai al posto di Meggy che, come ci fummo sistemate, mi porse una strana pala in pelle nera.
“Cos'è questa cosa ?” chiesi da perfetta ignorante.
“E' un paddle abbastanza morbido.” mi rispose Meredith “Poiché sei una novizia è meglio che usi uno strumento fatto appositamente per questo scopo, l'importante è che non parti in quarta.”
Ricordandomi quello che aveva fatto lei, feci passare la pala sulle natiche di Keita prima di colpirla, ma lo feci tanto piano che le feci ridere entrambe. Così ferita nell'orgoglio diedi un altro colpo, questa volte più forte, che fece sobbalzare un pochino la donna stesa sulle mie gambe. Tornai quindi a strusciare il paddle sull'altra natica di Keita per poi batterla con minor forza, e riuscire quindi a prendere un discreto ritmo fra carezze e colpi dalla giusta durezza.
Meredith mi guardava divertita, dandomi ogni tanto dei consigli su dove colpire con più frequenza, sino a quando non m'accorsi che Keita era ormai così eccitata che m'aveva macchiato il vestito con i suoi umori.
“Meggy ho come l'impressione che se continuo questa mi viene sulle gambe !” esclamai divertita.
“Cazzo hai ragione !” mi rispose Meredith “Keita vai agli anelli, credo sia meglio passare a qualcosa di più serio.”
Keita mi diede un bacio prima di dirigersi contro una parete, nella quale erano incassati due grossi anelli di ferro. Meredith le legò i polsi usando delle lunghe corde, che poi accorciò con dei moschettoni.
“Veronica vieni qua e tienile aperto il culo.”
Non appena misi in bella mostra il fiorellino della torturata, Meggy iniziò a graffiarlo senza però affondare troppo le unghie, per poi penetrarlo con la punta del dito medio. Quando Keita cominciò a gemere per il dolore, la sua aguzzina s'abbasso per bagnarle il buchetto con la lingua, facendola sussultare per il piacere.
“Vedi Veronica, questa troietta non vorrebbe altro che qualcosa nel culo.” mi disse Meggy dopo aver ripetuto più volte quel giochino “Ma sa che non la accontenterò tanto presto, perché sa anche che adoro non farla godere in fretta e impedire il più possibile che abbia l'orgasmo.”
“Io credo che impazzirei.” le risposi di getto.
“Imparerai presto a godere da donna vera, Calvin è un buon maestro, e la pazienza la sua più grande virtù. Ora però divertiamoci con lei, hai mai fatto un clistere ?”
“No perché ?”
“Ho un mio metodo che voglio mostrarti.” mi disse con un sorriso alquanto sadico “Prima però permettiamole di mettersi meglio.”
Sganciando i moschetti Meggy allungò le corde che tenevano fissa Keita al muro, ordinandole poi di mettersi carponi, col sedere ben in alto.
“Come saprai i clisteri si fanno con la pressione data dall'altezza della sacca, in fondo è il semplice meccanismo dei vasi comunicanti. Io ho inventato questo semplice gingillo che invece è munito di una piccola pompa, la pressione non è eccessiva per un essere umano, ma in ogni caso si fa sentire. Inoltre ho sostituito la cannula con un dildo anale, di diametro non eccessivo, però abbastanza lungo per essere maneggiato con comodità.”
Finita la spiegazione, Meredith avvicinò a Keita la macchina per il clistere, e dopo averle oliato il buchetto, fece entrare la cannula-dildo sino in fondo.
“Iniziamo con una piccola carica di pochi secondi, in modo che lei si abitui a sentirsi piena.” disse avviando per qualche secondo la macchina.
A Keita scappò un piccolo gemito, ma subito dopo si rilassò, e non appena Meggy le sfilò quell'insolita cannula, scaricò l'acqua per terra. La Mistress ripeté diverse volte l'operazione, prima di chiedermi di farlo io, che accettai senza pensarci in alcun modo. Come inserii il dildo Meggy mi disse di tenerlo con forza perché avrebbe tenuta la macchina accesa più a lungo. In effetti pian piano il ventre di Keita si riempì sempre di più, sino ad assomigliare a quello di una donna incinta di qualche mese.
“Tappale il culo con questo.” mi disse quindi porgendomi un plug in gomma di una certa dimensione.
Sfilai la cannula molto rapidamente, per poi inserire il plug, che riempì il buchetto di Keita altrettanto velocemente, facendole però male, almeno a giudicare dal suo urlo. Meredith lesse nel mio sguardo l'intenzione di chiedere scusa all'asiatica, ma non me lo permise chiamandomi vicino a sé per darmi un lungo bacio a bocca aperta.
“Tu schiavetta vieni qua a leccare i piedi alle tue padrone.” disse quindi a Keita, la quale obbedì prontamente.
Mai nessuno in vita mia aveva mai toccato le mie estremità, e il solo sentire appena la sua lingua fra le dita, mi diede uno strano senso d'onnipotenza. Meggy da parte sua, aumentava la mia voglia di sesso toccandomi fra le gambe fra un bacio e l'altro, facendomi eccitare in modo quasi vergognoso.
Keita leccò quasi con devozione i piedi sia a me che a Meggy, per poi risalire lentamente sulla sua coscia con la lingua, mentre le mani erano sulle mie gambe.
“Brava serva, lecca la fica della tua signora e falla godere.” disse Meggy spingendo la testa di Keita contro il suo pube.
Rimasi sorpresa nel non vedere Meredith gemere di piacere, rimaneva invece quasi 'fredda' nonostante l'asiatica si desse un gran d'affare con bocca e mani, ma bastò un suo occhiolino per farmi capire cos'aveva in mente.
“Keita non ti stai impegnando come si deve.” le disse spingendola a terra e afferrando due frustini da equitazione, di cui uno finì nelle mie mani “Vorrà dire che ti dovremo punire ancora ! Veronica cerca di copiare i miei movimenti.” concluse rivolgendosi a me prima di mettersi dietro Keita e iniziare a colpirla molto piano direttamente sulla passera.
Non avendo mai frustato nessuno in vita mia, all'inizio diedi i mie colpi quasi con timore ma Meggy mi disse di non avere fretta, e che avrei capito da sola sin dove spingermi. Così le mie toccate presero maggior vigore, pur non facendo realmente male a Keita, che anzi gradiva quel trattamento di stampo sadomaso, ma per certi versi delicato.
Dopo un po' m'accorsi d'avere un vero e proprio lago fra le gambe, come se la mia eccitazione non avesse fine, e non diminuì di certo quando Meggy si piazzò davanti a Keita intimandole di tornare a leccarla mentre io dovevo continuare a colpirla. A quel punto non riuscii più a trattenere la mia mano, che corse sulla mia passera bisognosa di sollievo, e cominciai una lenta masturbazione che mi portò quasi all'orgasmo. Ma mi fermai volendo dare il massimo del piacere a Meggy, mia vera maestra in quel mondo sino ad allora a me sconosciuto. Così lasciai il frustino per mettermi dietro di lei e, dopo averla baciata a lungo facendole sentire tutta la mia passione, le toccai seno e clito sino a portarla alla vetta massima del godimento.
Meredith però non era ancora sazia di piacere, così fece sdraiare Keita sul tavolo e le mise la fica in faccia.
“Veronica incula questa porca che non vuole altro che prenderlo dietro, e fallo come merita una puttana del suo calibro, quindi senza alcuna delicatezza !”
Come mi girai vidi un grosso strap-on che sembrava esser stato messo lì appositamente per quel momento, lo indossai velocemente, e dopo aver tolto il plug a Keita, la sodomizzai dimenticandomi ogni forma di grazia. Provai uno strano piacere nell'essere così sadica, da un lato mi rendevo conto che stavo facendo male a Keita, ma dall'altro godevo nel vederla soffrire.
“Hai ragione Meggy !” esclamai ad alta voce “Guarda come gode questa puttanella ! E non mi dire che ci sto dando piano !”
“No sei perfetta.” mi rispose lei dandomi un bacio “La miglior compagna di giochi che potessi trovare, ingenua e perversa com'ero io anni fa.”
Continuai a fottere Keita sino a quando Meredith non ebbe un altro orgasmo, che pensai ponesse fine alle torture a Keita, ma come al solito mi sbagliavo. La padrona di casa infatti prese due grosse candele accese, ed iniziò a versare la cera calda sul corpo della sua schiava, senza però provocarle alcuna ustione anche minima.
“Ora falla venire, in fondo se lo merita o sbaglio ?” mi disse Meggy lasciando le candele e riprendendo il frustino col quale fece saltare la cera, con piccoli ma precisi tocchi dati col punta, per poi leccare ogni centimetro di pelle ritornato alla luce.
Tolsi il fallo dal suo buchetto ormai dilatato per infilarlo nella bocca del piacere, dentro la quale scivolò quasi da solo.
“Dimmi come lo vuoi, dolce o violento ?” le chiesi dopo averle preso il clito fra le dita.
“Scopami stronza !” mi rispose quasi furiosa per la mia domanda.
Così le strinsi quasi con sadismo il clito fra le dita, e cercando di tenerla ferma con la mano libera, iniziai a spingere con tutta la forza che avevo.
“Prendi puttana !” urlai quasi in trance “Vuoi il cazzo ? Eccoti servita, te la spacco questa fica di merda che hai, voglio sentirti implorare di farmi smettere solo per sbatterti sino a sfinirti !”
In preda a quel violento raptus erotico la scopai a lungo, con un vigore che non credevo avessi mai potuto avere, facendole avere diversi orgasmi, e finendo solo quando mi mancarono le forze. Ma a quel punto non mi bastava più il godere attraverso lei o Meggy, volevo esser io al centro delle loro attenzioni, e lo dissi senza alcuna riserva.
“Meggy ora scopami tu, non resisto.”
“Ho un'idea migliore, Keita mettiti lo strap-on da bocca e sdraiati a terra.” disse lei da perfetta regista del piacere.
Keita anche se visibilmente provata, obbedì mettendosi da sola lo strap-on e fissandoselo davanti alla bocca, prima di mettersi per terra. Compresi subito ciò che dovevo fare, e senza esitare m'impalai da sola sopra chi avevo avuto io sino a poco tempo prima. Una folata di godimento puro mi avvolse non appena sentii in me tutto quel fallo finto, ma non ebbi tempo di gustarlo a fondo, che Meredith prese a toccarmi il forellino con le dita.
“Meggy non l'ho mai fatto, ma sei voi prendimi anche tu.” dissi liberandomi di ogni tabù residuo e preparandomi per la mia prima doppia penetrazione.
“Fatti prima preparare come si deve. Sei stretta e non voglio farti male, ma solo godere.”
Le sue parole mi ricordarono quelle del fratello, ed in cuor mio mi sentii ancor più tranquilla quando il suo dito entrò nel mio buchetto per allargarlo. Quando però le dita diventarono due provai un po' di dolore, ma le dissi di non preoccuparsi e di continuare, volevo ormai sentirmi sua e non ci avrei rinunciato per nulla al mondo.
Meggy s'infilò il suo strap-on che lubrificò con cura, prima di mettersi dietro di me.
“Stai tranquilla e respira, il resto lo faccio io.” mi sussurrò all'orecchio.
Cercai di rilassarmi il più possibile, anche quando sentii la punta del fallo premere contro il mio buchetto, per poi entrare sino alla cappella. Fu allora che in preda alla libidine più pura e assoluta, spinsi all'indietro il sedere, sodomizzandomi completamente mentre urlavo di piacere. Le due donne presero a muoversi neanche fossero sincronizzate, riempiendomi alternativamente sino a quando non ebbi il primo dirompente orgasmo. Ma nessuna delle tre aveva la minima idea di smettere, così continuarono con ancor maggior forza, finendo di trasformarmi da una donna piuttosto fredda e piena di pregiudizi, in una femmina da letto, pronta a qualunque tipo di rapporto, anche il più perverso.
Poco prima di venire di nuovo, pensai se in quel momento ci fosse stato mio marito a guardarmi, lui che era sempre stato gentile e delicato, chissà cos'avrebbe pensato nel vedermi godere mentre prendevo due falli finti, e godevo in maniera oscena. Magari avrebbe voluto essere al posto di Meggy, ma per un attimo lo vidi al mio posto, sodomizzato da me e Keita, e come focalizzai la scena ebbi un nuovo orgasmo.
Crollai a terra per raggiungere in seguito Meggy e Keita sotto la doccia, poi la seconda si congedò e mi ritrovai con la prima nella sua camera, dove le confessai i miei più profondi segreti.
“Veronica ciò che pensi è assolutamente normale.” mi disse accarezzandomi i capelli “Per anni hai considerato il sesso solo come un 'dovere', e oggi che lo scopri sul serio sei confusa, frastornata dagli eventi. Quanto a tuo marito prima o poi finirà sotto di noi, è inevitabile visto che non può sfogarsi in nessuna maniera, ma ciò accadrà solo quanto sarai tu a volerlo, io non ho nessuna fretta.”
“Ma Luigi non è gay !” obbiettai ingenuamente.
“Lo so, ma un uomo si può plasmare, certo ci vuole tempo, ma lui non è certamente un macho, né una persona con una forte personalità, quindi finirà col fare lo schiavetto.”
Lasciai Meggy in preda a mille dubbi e domande, per prepararmi per la cena.
Quando finimmo Calvin mi portò in un salotto dove parlammo a lungo, anzi fui quasi sempre io ad avere la bocca aperta. Gli raccontai di me e Luigi da fidanzati e poi come coppia, anche se sotto certi punti di vista c'era ben poco da dire. Non mi stupii del fatto che non volesse far sesso, ma del resto era visibilmente stanco e alla fine desideroso solo d’andare a dormire.
Tornai in camera mia abbastanza presto, trovando Luigi che dormiva e non pensai minimamente di svegliarlo e dirgli di quello che era successo con Keita e Meredith, delle parole di quest'ultima e di tutti i dubbi che affollavano la mia mente. Così mi cambiai per sdraiarmi al suo fianco, sentendolo però per la prima volta come un estraneo, ma non diedi molto peso a quella sensazione e m'addormentai quasi subito.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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