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tradimenti

Asia cap 18


di MissSerena
13.04.2026    |    705    |    2 9.5
"” Valentina ed io quasi ci lanciammo su quella nerchia così invitante nonostante fosse ancora un po’ floscia, leccandola insieme sino a quando non fu del tutto turgida..."
Valentina m’aveva chiesto d’accompagnarla nella loro casa al mare, e accettai ben volentieri sperando di avere un nuovo rapporto con lei, anche per non avere sempre addosso gli occhi di Amedeo, che a volte era fin troppo presente.
Durante il viaggio mi spiegò del rapporto che aveva con suo marito Biagio, che per certi versi era molto simile a quello fra Amedeo e me, coll’unica differenza che suo marito era in grado d’avere un rapporto completo, anche se di una durata piuttosto breve per poter essere appagante per una donna.
“Ma non te ne sei accorta prima di sposarlo ?” le chiesi facendole forse la più ovvia delle domande.
“No perché il coglione ha voluto mantenersi vergine sino alla prima notte di nozze, e se la prima volta era quasi naturale che facesse schifo, poi è diventata una poco piacevole abitudine. All’inizio ho anche cercato di non pensarci, in fondo lo amo ed il sesso non è tutto, però una sera ha voluto mettere un porno col risultato che m’è salita la voglia di cazzo, e il giorno dopo l’ho fatto cornuto col primo che passava.”
“E lui come l’ha presa, sempre che lo sia venuto a sapere.”
“All’inizio ho tenuto tutto nascosto, sai com’è occhio non vede cuore non duole, poi una sera dopo il suo ennesimo fiasco se n’è uscito fuori con un “Allora fatti scopare da chi vuoi” che ho preso alla lettera, e da allora ogni tanto faccio sesso con lui, ma per me è quasi una tortura, insomma se va bene dura tre minuti…”
“Allora io sono fortunata perché non ho nessuna tortura.” le risposi ridendo per poi spiegarle la mia situazione, che per certi versi era forse peggiore della sua.
Arrivammo alla loro casa al mare poco prima di pranzo, sotto un sole quasi estivo col risultato che entrai in quella villetta sudata dalla testa ai piedi.
“Vale prima d’iniziare a fare qualunque cosa vorrei buttarmi sotto la doccia perché credo che sto anche puzzando un po’, e la cosa non mi piace per niente.” le dissi sperando che volesse bagnarsi insieme a me.
“Non c’è problema c’è un bagno vicino alla camera da letto principale, con doccia e via dicendo, dammi solo il tempo di prendere un asciugamano.”
Entrai nel bagno un po’ delusa per essere sola, e mi spogliai in fretta per buttarmi sotto l’acqua, ma non appena questa iniziò a scendere, m’accorsi che ero stranamente eccitata. Infatti bastò che mi sfiorassi i capezzoli perché questi diventassero turgidi, e quando la mano finì fra le gambe quasi mi piegai sulle ginocchia, neanche fossi stata toccata in ben altro modo da un uomo.
Iniziai a masturbarmi pensando d’essere con Valentina che mi leccava la passera, per poi esser io quella che la faceva gemere di piacere, finendo col pensare d’essere un uomo che la prendeva da dietro fosse solo per vedere il suo bel culo. Mi ritrovai così seduta sulle tavole messe sopra il piatto della doccia, con due dita che entravano sempre più velocemente dentro la mia passera, sino ad arrivare a un orgasmo che fu quasi liberatorio, anche se poco appagante che mi lasciò la voglia d’avere quella donna che stavo tanto sognando ad occhi aperti.
Mi coprii velocemente con un asciugamano per poi buttarmi sul letto ancora un po’ bagnata, e proprio mentre avevo deciso di togliermi la poca acqua che avevo ancora addosso, arrivò Valentina che si mise carponi al mio fianco, mettendo così in bella mostra il suo magnifico sedere.
“Sai che stavo pensando al fatto che non ti ho mai fatto godere.” mi disse quasi mettendosi quasi sopra di me “O almeno non fino in fondo e credo che sia giunto il momento di colmare questa mancanza.”
Io non le risposi ben sapendo dove voleva arrivare, ma allungai la testa sino a far incontrare prima le nostre bocche, e poi le lingue che s’intrecciarono in meno d’un secondo. Forse ancor più velocemente le scoprii il seno per poterle baciare i capezzoli, che dopo qualche morsetto divennero duri come chiodi e ancor più eccitanti, circondati com’erano da piccole auree tanto chiare che quasi non si vedevano.
La voglia di lei mi portò ben presto ad alzarle la gonna per poterle sfilarle le mutandine di pizzo, e poter così poggiare le labbra su una passera che era già pregna d’umori. Mi bastò far scorrere la lingua un paio di volte lungo lo spacco per veder schiudersi le grandi labbra, ma soprattutto poter arrivare al clito che già svettava neanche fosse un piccolo pene.
Iniziai a succhiare il suo centro del piacere tenendolo delicatamente fra le labbra, e facendo sì che Valentina godesse tanto che quasi mi venne in faccia.
“Ti voglio anch’io.” mi disse togliendosi quel poco che le era rimasto indosso, per poi sdraiarsi su di me mettendomi la passera in faccia e tuffandosi con la testa fra le mie gambe.
Quello che ne seguì non fu il classico sessantanove, dove due donne si danno vicendevolmente del piacere, ma un sottile gioco dove ognuna voleva sì far godere l’altra, ma senza mai farla venire, in modo da prolungare quasi all’infinito quel momento. Anche quando lei ebbe l’orgasmo io non smisi mai di leccare fra le sue gambe, e lo stesso fece Valentina dopo che fui io a venire.
“Voglio che mi scopi.” mi disse scivolando sopra di me per raggiungere uno dei due comodini.
“Dammi qualcosa per farlo perché non vedo l’ora.” le risposi mettendomi in ginocchio.
“Scegli tu.”
Valentina mise sul letto un dildo dalla classica forma a siluro e un fallo entrambi di medie dimensioni, per poi sistemarsi carponi con quel sedere, che avrebbe fatto impazzire chiunque, in bella mostra.
In quel momento avrei voluto uno strap-on per sodomizzarla seduta tante, ma non avendo il mio giocattolo preferito presi il dildo che, dopo averlo acceso e messo al minimo, portai subito sulla sua passera. Senza alcuna fretta feci scivolare quel simulacro di plastica dentro di lei, per poi aumentare la vibrazione sino a circa metà della velocità, e godendomi i suoi sospiri sempre più affannosi.
Andando contro le sue aspettative, presi a scoparla molto lentamente, quasi fosse per me più un dovere che un piacere, per finire col lasciarle dentro il dildo per poterle allargare le chiappe con entrambe le mani, e quasi infilarle la lingua dentro il buchetto.
“Mio Dio ma perché non hai due cazzi !” esclamò la biondina in preda agli spasmi del piacere.
“Se è per quello non ne ho neanche uno.” le risposi quasi ridendo “E poi che gusto c’è a riempirti subito di cazzo tutti e due i buchi.”
In realtà avrei potuto usare il fallo per sodomizzarla e farla godere ancor di più, ma volevo portarla all’orgasmo a modo mio, senza fretta e gustandomi ogni attimo del suo piacere.
Stimolata in quel modo, Valentina non impiegò però poi molto a venire, finendo sdraiata sul letto con ancora il dildo infilato nella passera, che non si sfilò neppure quando si girò verso di me, quasi non volesse mai smettere di godere.
“Scommetto che non vedi l’ora che usi questo su di te ?” mi chiese la biondina dopo aver preso in mano il fallo.
“In effetti ne avrei una gran voglia.” le risposi aprendo ancor di più le gambe quasi ad invitarla a dar seguito alla sua proposta.
“Io invece credo che a questo punto ci voglia un vero cazzo, Sergio sei della mia stessa idea ?”
Come per magia sulla porta s’affacciò l’uomo col quale Valentina aveva girato il video, e sapendo quanto fosse ben dotato non persi tempo a farlo mettere fra di noi. Lui si sdraiò dopo essersi sfilato i boxer, che poi era l’unico indumento che aveva addosso, per invitarci fin troppo volgarmente a prenderci cura della sua mazza.
“Visto che fino adesso vi siete leccate la fica a vicenda, ora succhiatemi il cazzo che dopo vi scopo tutte e due.”
Valentina ed io quasi ci lanciammo su quella nerchia così invitante nonostante fosse ancora un po’ floscia, leccandola insieme sino a quando non fu del tutto turgida.
“Ma guarda che fame di cazzo hanno queste due.” ci disse palpando il sedere ad entrambe “Dai che se fate le brave vi mando a casa da quei gran cornuti con cui state col culo bello rotto.”
“Non è che parli troppo e poi scopi poco ?” gli chiesi con non poca malizia.
“Che ne dici di metterti sopra, così scopriamo subito il lago che hai fra le gambe.” mi rispose indicandomi la sua mazza.
“Va bene anche se così faccio tutto io.”
La mia era fin troppo chiaramente una battuta ironica, ma il sorriso mi si tolse dalla bocca, quando m’impalai su quel bastone, che m’entrò dentro senza che quasi me ne accorgessi.
“Questa sì che è voglia di cazzo !” esclamò Valentina mettendosi al mio fianco per infilarmi un dito nel buchetto facendomi godere ancor di più.
“Tu almeno ne hai avuto un finto, io oggi sono ancora a zero.” le risposi iniziando a cavalcare l’uomo con fin troppo vigore.
La semplice e pura verità era l’avere un tale eccitazione da impedirmi quasi di ragionare, ed il trovarmi a disposizione un vero uomo era stata la goccia che aveva fatto traboccare il vaso. Sergio comprese il mio stato e mi lasciò fare quel che volevo, lasciandomi così raggiungere quell’orgasmo che tanto volevo anche se precoce, ma che mi permise anche una volta superato di poter tornare ad essere me stessa e non sembrare più una ninfomane indemoniata.
“Che ne dici di lasciarlo anche un po’ a me ?” mi chiese Valentina con un sorriso a trentadue denti.
“Certo però dopo mi ci fai fare un altro giro.” le risposi alzandomi per lasciarle il ‘posto’ sopra Sergio, che da parte sua sembrava quasi divertito da quel che stava accadendo.
Come aveva fatto prima lei con me, anch’io mi sistemai al fianco di Valentina per scambiare con lei baci e carezze, coll’unica differenza che non le toccai il buchetto, ma le massaggiai con vigore la passera, facendo sì che provasse un piacere più intenso. Il mio passare in continuazione un dito lungo il solco che separa le grandi labbra, sino s sfiorare il clito per poi girarci intorno più volte e tornare quindi al punto di partenza, portò la donna alla soglia dell’orgasmo, che però non volle raggiungere in quel modo.
“Scopami ancora un po’ e poi mettimelo nel culo.” disse Valentina a Sergio sdraiandosi su un fianco vicino a lui.
L’uomo una volta che si fu sistemato dietro di lei, le infilò nuovamente la nerchia dentro la passera, ma giusto il tempo di ricoprirla ancora d’umori, prima di sodomizzarla molto lentamente, più per godere lui di quella penetrazione, che per non far sentire del dolore a Valentina.
A quel punto non mi rimase che sdraiarmi davanti a lei non tanto per poterla baciare, quanto per riprendere il mio dolce lavoro di dita, che la portarono in breve tempo al picco del piacere.
“Cazzo ma qui venite prima di me !” esclamò un po’ divertito Sergio.
“Sì ma io ho ancora voglia quindi taci e fai la tua parte.” gli risposi mettendomi carponi proprio davanti a lui.
Non ci fu bisogno di dire nulla, che lui ripeté con me quanto aveva appena fatto con Valentina, quindi dopo avermi fatto ben sentire il suo randello nella passera, me lo infilò nel retto anche se con molta meno delicatezza.
“E’ da quando t’ho vista l’altro giorno che non aspetto altro che mettertelo nel culo.” mi sussurrò all’orecchio non appena la sua mazza fu tutta dentro di me.
“Anch’io quindi adesso vedi di farmi godere.” gli risposi con un tono quasi di sfida.
Sergio m’afferrò saldamente per i fianchi per poi spingere come un treno a tutta velocità facendomi urlare dal piacere, sotto lo sguardo incuriosito di Valentina che probabilmente non aveva mai avuto un rapporto anale così violento.
Più lui martellava con forza, più io l’incitavo ad alzare il ritmo, quasi non mi potesse bastare quello che stava facendo. Anche i suoi insulti al mio uomo, che pur non conosceva, non facevo altro che eccitarmi, tanto che oramai sentivo i miei umori colarmi lungo le gambe.
Quando alla fine si piazzò davanti a me per venirmi in faccia, Valentina si mise vicino a me e fece scivolare tre dita dentro la mia passera, facendomi venire insieme al suo stallone.
Mi ritrovai così il viso sporco del seme di Sergio, ma fu giusto un attimo perché l’altra donna del terzetto me lo leccò via per poterlo poi portare alla mia bocca, facendo sì che lo bevessimo insieme fra un bacio e l’altro.
Rimanemmo a scambiare qualche chiacchiera, ma visto che si era fatto tardi decidemmo di tornare ognuno alla propria abitazione. Tornata a casa trovai Amedeo che aveva finito presto di lavorare e non appena mi chiese cos’avevo fatto durante il giorno, lo portai sul letto dove gli tolsi pantaloni e slip.
“Adesso ti racconto tutto, ma più che altro voglio vedere quante volte ti faccio sborrare. Allora oggi ho visto Valentina….” gli dissi prendendogli in mano il piccolo pene per iniziare un dettagliato resoconto della giornata.
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