tradimenti
Asia cap 3
08.12.2025 |
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"“Oh sì amore mio fammi godere, dai leccami la fica mentre mi scopi col vibratore..."
Dopo avermi visto con Rodrigo, Amedeo aveva capito fin troppo bene che poteva considerarsi fortunato per quello che gli concedevo. Infatti se era vero che ben presto mi ero fatta una ristretta cerchia d’amanti, dall’altra lo era altrettanto che lui poteva sempre vedermi, anche se con qualcuno solo in video, e che il primo colpevole di quella situazione era proprio lui, e del suo pene che solo un ottimista ubriaco poteva considerare come tale.Nonostante quella situazione non fosse proprio il massimo per iniziare una vita insieme, lui volle fare una festa di fidanzamento ufficiale, per poi di fatto trasferirci in una villetta appena fuori città, ben lontana da occhi indiscreti.
L’unica persona che non era caduta in quella sceneggiata era Marica, una sua ex che ben sapeva del suo problema, ma che non era stata furba come me nell’approfittare della situazione, e dopo la festa aveva iniziato a frequentarmi sempre più assiduamente alla ricerca della verità.
Più che eterno amore, anche se era vero che gli volevo qualcosa che andava oltre il ‘bene’ inteso come tale, gli promisi d’esser sempre presente in qualche modo o maniera ai miei rapporti, anche se a volte il sapere che mi stava guardando mi provocava un certo fastidio.
Ben presto mi resi conto che era del tutto inutile chiamarlo quando trovavo qualcuno con cui fare sesso, visto che la villa aveva un impianto di videosorveglianza degno di una banca centrale, e che lui spesso fingeva d’uscire per poi andare a nascondersi in qualche anfratto del giardino, da dove mi guardava credendo che non me ne accorgessi.
Un giorno conobbi Thomas, un bellissimo studente venezuelano che si manteneva gli studi facendo il fotografo, e colsi l’occasione per prendere quanti più piccioni possibili con una sola fava. Il primo passo fu chiedergli se poteva fare un servizio fotografico alla villa, che avevo appena finito di sistemare secondo i miei gusti, incarico che lui assunse ben volentieri anche senza decidere il suo compenso. Spiegai ad Amedeo del servizio fotografico, ma soprattutto che era quasi certo un extra, al quale lui fece finta di non dare alcuna importanza.
Il giorno stabilito Thomas si presentò in perfetto orario, e fece subito conoscenza di Amedeo che come sua abitudine fece finta di dover andare a qualche importante riunione di lavoro. Feci fare il giro della villa al fotografo iniziando dal giardino, per poi finire all’interno e concludere il tutto in salotto.
“Ti dispiace fare qualche foto anche a me con la mia macchina.” gli chiesi porgendogli la mia compatta “So che non è professionale come la tua, ma almeno so che rimangono qui.”
“Certo e poi non è male come credi, insomma è una buona macchina per iniziare.”
Thomas iniziò a scattare mentre io assumevo pose sempre più provocanti davanti al suo sguardo che mostrava chiari segni d’eccitazione, per rimanere di sasso quando mi tolsi il vestito rimanendo con un provocante completino intimo, che era un trionfo di pizzi e trasparenze.
“Queste sono per il tuo ragazzo ?” mi chiese quasi incredulo vedendomi quasi nuda.
“Sì perché ?” gli risposi passandomi sensualmente un dito fra le labbra “Ma per te non è un problema vedermi così non è vero ?”
“No no sono un professionista.” mi disse cercando di scattare qualche fotografia mentre io m’avvicinavo sempre di più a lui sino a poterlo toccare allungando un braccio.
“Vediamo se sei un professionista anche se faccio questo.”
M’inginocchiai davanti a lui per aprirgli i pantaloni che abbassai insieme ai boxer, facendo uscire all’aria aperta una mazza che seppur ancora un po’ floscia, era già di notevoli dimensioni, che afferrai con una mano per poter poi baciare la cappella.
Lui continuò a scattare alcune fotografie mentre gli succhiavo la mazza, per poi far cadere la mia macchinetta sul divano, e mettermi le mani fra i capelli.
“Se qui c’è una professionista sei tu, perché un pompino così non me l’ha matto nessuna.” mi disse spingendomi con forza la nerchia in bocca.
Sapendo che Amedeo ci stava guardando di nascosto dietro qualche pianta del giardino, feci scivolare una mano dentro le mutandine per potermi toccare la passera, che era già bagnatissima e bisognosa anche lei d’attenzioni. Per farmi vedere meglio dal mio fidanzato mi spostai senza però farmene accorgere da Thomas, che continuava a spingermi la mazza in bocca quasi mi volesse scopare in quel modo.
“Perchè non ti sdrai sul tappeto e lasci fare a me.” gli dissi indicandogli il pavimento.
Lui non mi rispose, ma si spogliò prima di mettersi sul tappeto come gli avevo chiesto, con le gambe leggermente aperte. Dopo essermi tolta le mutandine, tornai a baciargli la mazza per poi risalire con la lingua lungo il suo corpo sino ad arrivare alla bocca, che chiusi con la mia mentre strusciavo la passera contro la sua nerchia.
A quel punto non mi rimase che prendergli in mano il randello e farlo entrare nel mio sesso, che non aspettava altro che esser riempito da tanta grazia. Sentii le sue mani poggiarsi sul mio sedere per palparlo, ma senza avvicinarsi mai troppo al buchetto, come se avesse paura di fare un passo di troppo.
Quello che invece non era di troppo era la sua nerchia, che sentivo pulsarmi dentro ogni volta che m’entrava dentro la passera, facendomi gemere sempre più forte. Quasi inconsciamente cercai con lo sguardo Amedeo, ma non vidi nulla di particolare nel giardino, il che mi fece quasi temere che non ci stesse guardando.
“Che ne dici se sopra mi ci metto io ?” mi chiese Thomas facendomi tornare sulla terra.
“E se invece vieni con me ?” gli risposi alzandomi per andare a mettermi contro la vetrata che dava sul giardino.
“Ma non c’è pericolo che ci veda qualcuno ?” mi domandò mentre si metteva dietro di me.
“No perché dopo il giardino c’è il muro che da qui non si vede.” gli dissi per tranquillizzarlo “Però non sai come mi piace farlo guardando questo verde.”
In realtà delle piante non m’importava nulla, tanto era vero che se ne occupava Amedeo, ma l’idea di farlo così spudoratamente davanti a lui nascosto da qualche parte, m’eccitava tanto che ebbi un orgasmo dopo pochi affondi, e solo la sua forte presa m’impedì di finire per terra.
“Vuoi continuare qui ?” mi chiese Thomas non appena ripresi un minimo d’equilibrio.
“Sì basta che non mi vieni dentro.” gli risposi piegandomi sino ad avere la schiena quasi parallela al pavimento.
Lui riprese a scoparmi con ancora più forza di prima, con me che non facevo altro che incitarlo a non smettere e farmi godere. Alla fine ci ritrovammo sul parquet con Thomas che non smetteva di trapanarmi come un ossesso, ed io che avevo quasi un orgasmo dopo l’altro, pensando anche ad Amedeo che ci stava guardando col suo ridicolo cazzetto in mano.
Thomas si tirò indietro un attimo prima di venire, lasciando che il suo seme finisse quasi tutto sul solco delle chiappe, prima di sedersi sfinito per terra.
“Senti adesso dovrei uscire.” gli dissi mentendo “Però se vuoi domani puoi tornare verso le tre, ma solo se hai un costume da bagno.”
“Perchè il costume ?” mi chiese incuriosito.
“Non te lo dico ma sappi che sarà una piacevole sorpresa.” risposi prima di alzarmi per dargli un veloce bacio in bocca e cercare poi qualcosa per pulirmi.
Thomas accettò il mio invito e non appena uscì di casa invitai alla stessa ora Marica, dicendo anche a lei di portare un costume per poter prendere il sole insieme, tacendo sul fatto che non saremmo state sole.
Amedeo tornò per cena e non ci fu neanche bisogno di chiedergli qualcosa, che lui si complimentò con me per averlo fatto sulla vetrata in modo che lui potesse vedere tutto senza doversi esporre più di tanto.
“Domani alle tre verranno Thomas e Marica, quindi vedi d’organizzarti se vuoi vederci.” gli dissi cogliendolo di sorpresa.
“Perchè anche Marica ?”
“Per dimostrarle quant’è stata scema a lasciare un amore come te solo per il sesso.” gli risposi accarezzandolo “Inoltre è una delle poche persone che sa del tuo problemino e quindi volendo non esce fuori nulla di nuovo, e mettici anche che ho voglia di farlo in tre.”
Amedeo accettò la mia decisione quasi con gioia, se non altro perché avrebbe visto la sua ex come le aveva chiesto quando stava con lei, ottenendo un secco rifiuto per poi ritrovandosi solo.
Il giorno seguente Thomas arrivò con un leggero anticipo, e feci quasi fatica una volta che rimase col solo costume, a non saltargli addosso, facendo volare il mio striminzito bikini.
Da brava padrona di casa lo feci accomodare su un lettino per poi portagli da bere, rimanendo con lui a parlare di fotografia. La nostra discussione fu però interrotta dall’arrivo di Marica, che rimase non poco stupita nel vedermi in compagnia di un bel ragazzo, invece che col mio fidanzato. Le diedi il tempo di togliersi il vestito, e di apprezzare le sue forme appena coperte da un due pezzi non molto diverso dal mio, per partire all’attacco.
“Sì Thomas fa il fotografo, anche se ieri abbiamo passato più tempo a scopare che a fare foto.” le dissi mandandole di traverso quello che stava bevendo, mentre il ragazzo ridacchiava.
“Non ci credo.” provò a rispondermi ancora stupita per la mia affermazione.
Io non le dissi nulla, ma mi sdraiai su Thomas per poi mettergli la lingua in bocca, mentre strusciavo le mie gambe contro le sue.
“Vedi Marica ti ho fatto venire perché oggi m’andrebbe di farlo anche con una donna, quindi se vuoi vieni qui altrimenti puoi sempre rimanere a guardare.” le dissi girandomi verso di lei che era sempre in piedi più ferma di una statua di sale.
Marica si diresse verso di noi a piccoli passi, forse sospettando che fosse tutto uno scherzo, ma si sciolse quando la baciai in bocca, prima di tirarle fuori il seno e poggiare le labbra sui suoi capezzoli, che divennero subito turgidi.
“Scusa ma Amedeo ?” mi chiese dopo aver baciato anche lei Thomas.
“Starà guardando nascosto da qualche parte, ma del resto sai benissimo che non potrebbe stare qui fra noi.” le risposi infilandole una mano dentro il piccolo tanga del suo costume.
“Mentre questo qui deve avere un cazzo niente male, altrimenti che ci sta a fare ?” disse la donna ormai libera da ogni inibizione tirando fuori la mazza di Thomas, che pur se ancora floscia era già di considerevoli dimensioni “Quindi che ne dici di lasciarmi un po’ di spazio.”
Mi spostai mettendomi alla destra di Thomas mentre Marica si sistemava dall’altra parte, senza però lasciare il suo bastone che teneva quasi stretto nella mano.
“Guarda che basta per tutte e due.” le dissi allungando anch’io una mano verso quel ben di Dio.
“Hai ragione ma è un periodo in cui becco solo sfigati.” mi rispose prima di baciarmi con notevole trasporto.
Una volta eliminata ogni possibile rivalità fu solo un susseguirsi di baci e carezze, con le nostre bocche che s’incrociarono più volte, senza però lasciare all’asciutto quella del ragazzo, le cui mani sembravano quasi moltiplicarsi come quelle di un polpo tanto me le sentivo addosso.
Sia Marica che io riuscimmo anche a spogliarci rimanendo così tutti e tre nudi, avvinghiati l’un l’altro sul materassino prendisole che ben presto divenne troppo piccolo e scomodo per i nostri bisogni.
“Andiamo dentro.” dissi loro alzandomi in piedi “Tanto il guardone saprà come vederci.”
“Ma davvero il tuo ragazzo ti vede con me e non dice nulla ?” mi chiese Thomas ancora stupito per la strana relazione fra Amedeo e me.
“Sì ma è una lunga storia e adesso ho voglia di voi due e non ho tempo per raccontarti tutto quanto.” gli risposi per tagliare sul nascere ogni discussione al riguardo.
Ben sapendo dove Amedeo aveva sistemato le videocamere feci in modo di trovarmi proprio davanti a una di loro, per poi mettere Thomas fra Marica e me. Capendoci con un solo sguardo iniziai a baciare la ragazza mentre con lei masturbavamo lentamente il comune amante, alternandoci nel tenere in mano la nerchia ed i testicoli. Lui all’inizio rimase quasi incantato davanti a quel piccolo spettacolo saffico, ma poi poggiò una mano sul sedere d’entrambe, quasi a rimarcare l’essere il maschio della situazione.
“Asia che ne dici di baciarci più in basso ?” mi propose Marica.
“Che è una gran bella idea.” le risposi prendendola per mano e facendola accucciare proprio davanti a me.
Con lei cominciammo un lento lavoro di lingue su tutti i genitali di Thomas, senza però mai prendergli completamente la mazza in bocca, sino a quando non fu lui a spingerla fra le labbra di Marica.
“Adesso basta coi giochini.” ci disse il ragazzo in modo fin troppo perentorio “Tu succhiami il cazzo e tu le palle visto che con la bocca vuota non ci sai proprio stare.”
“E tu sdraiati così facciamo prima e meglio.” gli risposi quasi spingendolo sul letto, dove si mise con le gambe larghe in attesa delle nostre attenzioni, che non tardarono ad arrivare.
Presa in mezzo a due autentiche bocche da fuoco, la mazza di Thomas divenne ben presto dura come il marmo, ma soprattutto raggiunse la piena erezione, e non rimase quindi che decidere chi l’avrebbe avuta per prima fra Marica e me.
“Prima l’ospite, ma non farmi aspettare troppo.” le dissi per poi andarmi a mettere sopra Thomas, facendo sì che si ritrovasse la mia passera davanti alla bocca “E tu adesso ricambia un po’ tutte le attenzioni che ho avute per il tuo cazzo.”
Marica scivolò sul corpo del ragazzo sino a quando non poté impalarsi sulla sua mazza, gemendo subito in modo fin troppo appariscente.
“Oh sì mi ci voleva proprio un bel cazzo dopo tutti gli stronzi che ho beccato.” disse prima che le chiudessi la bocca con la mia.
Con lei diedi vita ad un erotico balletto alternandoci sulla bocca e sul bastone di Thomas, il quale fu quasi felice di non riuscire a dire nulla, travolto com’era dalla nostra voglia di lui. Il nostro continuo scambiarci posto, mettendoci ora di faccia ora di faccia verso il ragazzo, senza mai smettere di toccarci fra di noi, fece sì che Thomas non s’avvicinò mai all’orgasmo, mentre i nostri si facevano sempre più prossimi.
Quando ci mettemmo entrambe carponi, una vicina all’altra, a Thomas rimase solo il dubbio di chi prendere per prima, scegliendo alla fine me che non aspettavo altro che sentirmi battere contro i suoi testicoli.
Il suo dentro e fuori mi fece letteralmente impazzire, ma proprio un attimo prima di venire, mi lasciò per fare lo stesso trattamento a Marica, che era forse ancor più vogliosa di me.
“Falla venire perché ti voglio ancora.” dissi allo stallone infilando due dita nel retto della ragazza facendola quasi urlare per il piacere.
“Non so chi sia più malata di cazzo fra voi due, ma tranquilla che ti scopo ancora.” mi rispose lui accelerando l’andatura sino a far avere il tanto sospirato orgasmo a Marica.
Thomas non mi diede il tempo di muovere un muscolo, che mi riprese ma con molto più vigore di prima, e del resto anche lui stava per venire e stava sparando le ultime cartucce che furono comunque più che sufficienti per portare anche me al picco del piacere insieme a lui.
Ci ritrovammo tutti e tre sdraiati sul letto senza fiato in quello che ben presto diventò un silenzio quasi imbarazzante, che solo l’ironia di Thomas riuscì a rompere.
“La prossima volta porto un amico perché contro voi due non c’è storia.” ci disse facendoci ridere entrambe.
“Lascia perdere le battute e pensa a rivestirti che fra un po’ dovrebbe tornare Amedeo, e non vorrei ci trovasse tutti e tre così.” gli risposi mentendo, ma del resto dovevo farli uscire di casa per capire come avevo preso il mio fidanzato il fatto che avessi coinvolto una sua ex.
Nel giro di pochi minuti sia Marica che Thomas si rivestirono per poi andare via insieme, lasciandomi nuda sul letto in attesa di Amedeo, che fece la sua comparsa solo quando fu sicuro che gli altri fossero andati via.
“Sai quando ho visto Marica mi sono incazzato perché mi sono ricordato il motivo per il quale mi ha lasciato.” mi confessò Amedeo dopo essersi seduto vicino a me “Ma poi mi sono detto che adesso ho te, e che in fondo la scema è proprio lei, anche se vederla godere mi ha fatto piacere, ma non come guardare te questo è chiaro.”
“Perchè non la finisci di parlare e pensi un po’ a me ?” gli dissi non avendo alcuna voglia di sentirlo “Prendi il nuovo vibratore che mi hai comprato e vedi di farmi godere anche te, perché ricordati che il mio vero amore sei tu.”
Lui si spogliò in un attimo per poi prendere un vibratore a coniglietto ed infilarmelo fin troppo delicatamente dentro la passera.
“Oh sì amore mio fammi godere, dai leccami la fica mentre mi scopi col vibratore.” gli dissi spalancando il più possibile le gambe “Sai Thomas mi ha anche scopata bene, ma l’ho dovuto dividere con Marica e quindi sono ancora vogliosa, e adesso ci sei solo tu che mi può far godere.”
“Sì sì amore come vuoi tu, però dopo fai godere anche me vero ?” mi domandò come se ce ne fosse bisogno.
“Sì anzi godiamo insieme che è più bello, quindi sdraiati così mi metto sopra di te.”
Mi ritrovai così in un sessantanove senza senso, dove mi bastò prenderglielo in bocca per farlo venire, mentre lui si bloccava in preda al suo ridicolo orgasmo. Per essere sicura che non si fermasse più lo feci venire una seconda volta, per poi godermi sino in fondo le sue attenzioni.
Amedeo riprese ad usare il vibratore facendomi sentire molto bene la protuberanza che stimolava il clitoride, ancor più della stessa parte fallica, mentre la sua lingua sbatteva un po’ ovunque fra le mie gambe finendo spesso anche sul buchetto che quel giorno era rimasto inviolato.
Alla fine ebbi il mio secondo orgasmo, che non fu certo come il primo, ma pur sempre piacevole ed appagante.
“Scommetto che hai già in testa qualche nuova situazione intrigante.” mi disse togliendomi dal torpore del dopo rapporto.
“Sì e no però tanto lo sai che non ti dico nulla perché mi piace farti delle sorprese.”
“Sì come che non ho mai amato nessuna donna come te.” mi rispose mettendomi quasi in imbarazzo.
Perchè se era vero che per certi aspetti mi stavo approfittando di lui, lo era anche che non lo vedevo solo come il mio bancomat privato, ma che pur non essendo vero amore, provavo forti sentimenti verso Amedeo che non mi permettevano di considerarmi solo una sua compagna di passaggio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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