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tradimenti

Asia cap 14


di MissSerena
16.03.2026    |    741    |    3 8.7
"Lui ubbidì leccando lo sperma dei tre stalloni, per poi mandarlo giù forse come la più amara delle medicine, ma del resto non poteva che avere il ruolo del cornuto e contento, anzi esser felice..."
Lionel entrò nella mia vita in punta di piedi, per poi sconvolgerla come non aveva fatto nessun’altro bull che l’aveva preceduto.
Fin dal primo incontro m’era parso fin troppo chiaro che non era solo un gran bel pezzo d’uomo dotato di una nerchia ben sopra la media, ma che era anche un raffinato amante sempre alla ricerca di nuovi orizzonti da esplorare con la donna del momento.
Per lui la presenza di Amedeo era del tutto ininfluente, come se lo considerasse poco più d’un banale soprammobile, tanto da non nominarlo mai durante i nostri incontri ai quali però il mio fidanzato era sempre presente.
Da parte sua Amedeo ben sapeva che non poteva cercare alcun confronto con quell’uomo di colore, e non solo per la sua dotazione sessuale, essendo Lionel un manager di buon successo, con un notevole bagaglio di cultura generale, amante della lirica e del cinema neorealista.
Quando dissi ad Amedeo che Lionel c’aveva invitati a casa sua, lui reagì un po’ male, trovandosi com’era fin troppo logico, in condizione di totale inferiorità rispetto al manager, ma bastò la promessa di farlo godere come voleva lui al nostro ritorno, per fargli cambiare idea.
“Però vedi di farlo stare zitto e di non far sfoggio della sua cultura.” mi disse Amedeo mentre indossavo una raffinata lingerie di raso rosa e pizzo nero.
“Per me può anche non parlare proprio.” gli risposi ridendo “Ma ti devo dire che vuole che una volta vada all’opera con lui, e credo proprio d’accettare.”
“L’opera ? Ma se non te ne sei mai interessata !”
“Proprio per quello, magari mi piace e se invece va male sarà stata solo una serata poco piacevole, ma sempre meglio di vedere qualche stupido reality in tv.”
“A volte proprio non ti capisco, se sono io a proporre qualcosa di diverso lo smonti subito, ma se è qualcun’altro dici subito di sì.”
“Farei presente che volevi andare a vedere la registrazione di quel programma del cazzo di Canale 4, quello dove piangono a comando e che sai bene che a me fa schifo quella roba li.” gli dissi mentre facevo scendere sulle mie gambe un bel paio d’autoreggenti nere molto velate “Tanto perché sia chiaro preferirei andare a vedere il derby allo stadio anche se di calcio ci capisco poco, ma almeno è qualcosa di vero.”
Forse sapendo che quella discussione non l’avrebbe mai vinta, Amedeo non provò più a rispondermi, aspettando che finissi di vestirmi per andare in casa di Lionel, dove arrivammo dopo un’ora di macchina passata ad ascoltare in silenzio la radio.
Una volta giunti davanti alla casa del mio occasionale amante, non feci quasi in tempo a suonare il campanello, che lui ci venne ad aprire salutando entrambi in modo forse fin troppo formale.
“Spero non vi dispiaccia ma ci sono un paio d’amici che mi sono venuti a trovare.” ci disse portandoci nel soggiorno dove erano seduti su un grande divano in pelle due uomini piuttosto piacenti, anche loro di colore benché più chiari del padrone di casa “Loro sono Axel e Walter due colleghi coi quali condivido diversi hobby.”
I due amici ci salutarono dandoci la mano, per poi risedersi sul divano mentre ad Amedeo veniva indicata una poltrona quasi di lato, ed io finivo di fatto sulle gambe di Lionel come se in quella stanza ci fossimo solo noi.
Lui infatti iniziò a baciarmi, ma soprattutto mi aprì la camicetta per potermi toccare il seno, facendomi sciogliere ma allo stesso tempo eccitare per la presenza dei due sconosciuti, che sentivo parlottare fra loro con assoluta naturalezza, cercando di coinvolgere anche Amedeo che era il più imbarazzato di tutti.
Lionel si fece sempre più audace, tanto da mettermi una mano fra le gambe per poi farla risalire sino quasi alle mutandine, fermandosi solo quando la gonna stretta gli impedì di proseguire.
“La camicetta te l’ho tolta io, ma per la gonna devi fare da sola.” mi disse lasciando per un attimo la mia bocca.
Senza dire nulla m’alzai e dando la schiena ai suoi amici, mi sfilai la gonna piegandomi leggermente in avanti, mettendo un po’ in mostra il mio fondoschiena che fu subito apprezzato, per poi tornare sulle gambe del mio amante, tenendo le mie fin troppo spalancate.
“Così va meglio.” mi disse infilandomi una mano dentro le mutandine “E poi mi piace toccarti la fica quando inizia a bagnarsi.”
Le sue dita mi sembrarono delle piccole fruste che sbattevano sulla mia passera senza soluzione di continuità, portandomi a gemere ma soprattutto a desiderare la sua mazza dentro di me.
“Dimmi vuoi andare in camera mia ?” mi chiese scoprendomi con l’altra mano un capezzolo.
“Sì.” gli risposi non volendo altro.
“E lo sai cosa succede se andiamo di là ?”
“Che mi scoperai come piace a te rendendo Amedeo cornuto una volta di più, ma quel che più conta è che mi farai godere come lui non può fare, e io voglio solo godere.”
“Allora alzati.”
Mi misi in piedi e lui fece lo stesso, per poi portarmi nella sua camera, ma solo dopo aver messo una mano sul mio sedere come a segnare che ero solamente sua.
Non appena fummo soli l’abbracciai stringendomi a lui per poterlo baciare con tutta la passione del momento, e quindi iniziare a spogliarlo fino a quando non fu nudo.
“Adesso lo sai cosa devi fare.” mi disse lasciando le mie labbra
“Abbassarmi e farti un bel pompino ?” gli dissi già sapendo che quella era la risposta giusta.
Essendoci per terra un grosso scendiletto, m’inginocchiai per poter prendere in bocca la sua nerchia già abbastanza turgida, che lo divenne ancor di più dopo che l’avvolsi con la lingua.
“Vuoi che chiami i miei amici ?” mi domandò come se ci fosse bisogno di farlo.
“Se non sono solo dei guardoni sì, altrimenti mi basta Amedeo.” gli risposi con un sorriso a trentadue denti.
Lui fece un fischio e poco dopo comparvero Axel e Walter seguiti a testa bassa da Amedeo che si mise subito in un angolo.
“Asia crede che voi ce l’avete molto più piccolo del mio, e io conosco solo un modo per farle cambiare idea.” disse Lionel rivolgendosi ai suoi amici che si misero ai suoi fianchi tirandosi giù i pantaloni.
Il primo a mostrarmi la sua nerchia fu Walter, un quarantenne dal fisico asciutto che non si era mai tolto gli occhiali da sole molto scuri, ma che cosa più importante aveva una mazza di notevoli dimensioni anche se ancora floscia. Mi avvicinai a lui per prendergli in mano tanta grazia, che grazie alle mie dita prese sempre più consistenza, per finirmi in bocca già abbastanza turgida.
“E di me non t’interessa nulla ?” mi chiese con molta malizia Axel, che era il più giovane dei tre, ma anche quello coi pettorali più scolpiti.
“Eccomi ma datevi una calmata, siete tre contro una quindi aspettate il vostro turno senza fare i bambini.” gli risposi prima di leccargli la cappella già gonfia e dura come una prugna ancora acerba.
In realtà avevo una grandissima voglia di farmi possedere da tutti e tre, ma non volendolo dare a vedere mi limitai a succhiare una nerchia alla volta, tenendo nelle mani le altre due per non farle afflosciare. Anche quando mi misi carponi sul letto per stare più comoda, continuai sempre nella stessa maniera a soddisfare i tre uomini, che parlottavano fra loro cercando di sembrare alquanto distaccati, mentre era chiaro che non vedevano l’ora di passare a ben altro.
Com’era quasi naturale che succedesse fu Lionel a prendere l’iniziativa, inginocchiandosi dietro di per poi sfilarmi le mutandine e puntare dritto alla mia passera.
Lui mi penetrò con affondi secchi e decisi, ma bagnata com’ero la mazza m’entrò dentro senza alcuno sforzo, e solo un flebile gemito di piacere gli fece capire che non m’aveva fatto alcun male. Forse incoraggiato dal mio silenzio assenso, o forse per non fare la figura del tenero amante davanti ai suoi amici, Lionel prese a sbattermi con una forza che non era da lui, ma non per questo non fu ben accetta.
Non ci voleva molto ad immaginare che m’avrebbero trattata come una comune puttana, e del resto ero lì con tre uomini di cui due erano dei perfetti sconosciuti, eppure non avevo avuto alcun problema a spogliarmi davanti a loro prima, e succhiargli le mazze poco dopo.
Dopo Lionel mi prese Walter mantenendo più o meno la stessa condotta, mentre quando fu il turno di Axel la musica cambiò e non di poco. Il ragazzo non solo fu il più brutale, ma aveva uno strano modo di scopare, dando quasi un rinculo quando arrivava a fondo corsa, quasi raddoppiando così le penetrazioni complete a parità d’affondi.
Con lui dietro mi fu quasi impossibile dedicarmi agli altri due, che si limitarono a tenerselo in mano mentre mi ricoprivano d’insulti, sino a quando Lionel non decise di cambiare gioco.
“Che ne dici di far vedere ai miei amici quanto sei brava a cavalcare un cazzo ?” mi disse sdraiandosi al centro del letto “Magari inizi col mio e poi ti fai un giro anche sui loro.”
Lo accontentai anche per cambiare posizione e prendere meno bordate da Axel, che però quando fu il suo turno, quasi m’infilò a secco un dito nel buchetto, facendomi così capire che ben presto m’avrebbe preso anche da dietro.
“Togli quel dito da li.” gli disse scherzosamente Walter “Quello è un buon posto per metterci dentro il cazzo, almeno la signora sente qualcosa.”
Per mia fortuna quell’uomo non mi sodomizzò all’istante, ma fece cadere un bel po’ di saliva sul mio buchetto prima di violarlo, ma non per questo la penetrazione fu indolore.
“Però alla tua amica il cazzo piace sul serio.” disse Walter rivolgendosi a Lionel “Guarda che ha ancora la bocca libera, quindi se vuoi usarla è tutta tua.”
“Hai ragione in fondo come dice il saggio se una donna ha tre buchi è per prendere tre cazzi.” gli rispose l’amico alzandosi in piedi per sbattermi la sua nerchia fra le labbra.
Presa in mezzo a quei tre fuochi m’abbandonai completamente a loro, cercando solo di godere il più possibile, ben sapendo che non avrei corso alcun pericolo, a parte subire l’irruenza di Axel.
Quando Walter e Lionel si scambiarono posto cambiò poco o nulla, tanto che quasi non me ne accorsi, ma quando Axel richiese a gran voce il mio posteriore la musica divenne ben altra.
Lui fece mettere sotto di me il più vecchio dei tre, per poi prendermi da dietro con la sua oramai famosa irruenza, che mi fece sobbalzare al primo affondo. Nonostante mi stesse facendo male, e del resto non poteva essere altrimenti visto il suo incedere, non solo non protestai, ma iniziai a sentire qualcosa che era ben oltre un sottile piacere.
Anche se non era certamente il primo uomo che mi sodomizzava con violenza, fu quello che mi fece sentire più puttana di tutti, con la sua splendida strafottenza nei confronti di Amedeo che guardava ogni tanto con un disprezzo difficile da descrivere.
“Quando vuoi che ti scopo da solo chiamami.” mi sussurrò all’orecchio prima di cedere il posto a Lionel, che al suo confronto era un vecchio lord inglese.
I tre continuarono a prendermi sempre in coppia in quelle poche posizioni che lo consentivano, e Axel fu sempre quello con la marcia in più, pur non arrivando mai ad usare una violenza senza senso.
Ebbi almeno un paio di splendidi orgasmi, di quelli che ti lasciano qualcosa che va ben oltre la semplice soddisfazione fisica, ma ti aprono in due il cervello come forse può fare solo un laser.
Alla fine, Lionel mi fece sdraiare, e uno dopo l’altro mi vennero addosso tutti e tre, schizzando i loro orgasmo soprattutto sul seno, tanto che me ne ritrovai uno quasi del tutto coperto col loro seme.
“Amore vieni qui a pulirmi.” dissi ad Amedeo che non avevo mai preso in considerazione tanto ero stata travolta dal piacere.
Lui ubbidì leccando lo sperma dei tre stalloni, per poi mandarlo giù forse come la più amara delle medicine, ma del resto non poteva che avere il ruolo del cornuto e contento, anzi esser felice che glielo facessi fare.
Mi rivestii per tornare a casa dopo aver lasciato il mio numero ad Axel, certa che prima o poi ci saremmo rivisti, anche se non a breve per non dargli troppa importanza.

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