tradimenti
Asia cap 10
23.02.2026 |
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Volendo scaricarlo un po’ gli presi il pene in mano, col risultato di ritrovarmela piena di sperma dopo pochi secondi, ma invece di pulirmi, continuai a segarlo anche se molto più piano..."
Erano passati un paio di mesi dalla prima volta che avevo messo la cintura di castità ad Amedeo, e quel periodo era servito soprattutto a renderlo sempre più sottomesso al mio volere, anche se sentivo mancava un passo importante, quello della perdita della sua verginità anale. Pur sapendo che in lui non c’era nessuna pulsione omosessuale, era fin troppo chiaro che prima o poi avrebbe cercato il piacere per qualche via che non passasse dal suo pene, che liberavo una volta alla settimana anche per poterlo pulire al meglio.“Rodrigo mi ha chiesto d’andare da lui e gli ho risposto di sì.” gli dissi subito dopo aver cenato “Solo che ha una sorpresa per me e non ti vuole fra i piedi, però posso sempre usare il cellulare per farti vedere cosa succede.”
In realtà sapevo che la sorpresa non era altro che un suo amico, il quale voleva iniziare ad avere rapporti con coppie cuckold, per quale garantiva lui dopo che avevo avuto un paio d’esperienze non del tutto piacevoli con uomini conosciuti in rete, che nella realtà si erano dimostrati inadatti a quel ruolo.
“Va bene posso aspettare in macchina.” mi rispose forse impaurito dall’idea che lo lasciassi a casa.
“Sì è una buona idea, anche perché dopo vorrei giocare un po’ con te.” gli dissi prima di dargli un languido bacio in bocca che lo convinse del tutto.
Per l’incontro con quello che era da tempo il mio amante preferito scelsi dell’intimo nero, che era il colore preferito da Rodrigo, con tanto di calze e reggicalze per essere ancora più sensuale.
Indossai quindi una semplice camicetta bianca e una gonna scura, per infine infilare un paio di scarpe e trovare Amedeo già pronto alla macchina.
Come succedeva sempre quando andavamo da qualche uomo che mi avrebbe fatta sua, durante il viaggio rimanemmo in silenzio, lasciando che un po’ di musica riempisse di note l’abitacolo.
Giunti davanti alla casa di Rodrigo diedi un casto bacio sulla guancia ad Amedeo per uscire dalla macchina e prendere il mio smartphone per iniziare la videochiamata.
Non feci in tempo a suonare il campanello che Rodrigo mi aprì la porta per farmi entrare, e non appena fui dentro mi strinse a sé per darmi un lungo bacio in bocca.
“Quello è per far felice il cornuto ?” mi chiese indicando il mio cellulare.
“Sì però non dirgli nulla di male, oggi voglio solo scopare senza pensare a lui.” gli risposi piano in un orecchio.
Rodrigo mi portò in salotto dove c’attendeva Camillo, un bel ragazzo con degli occhi tanto chiari da chiedersi se fossero veri. Lasciai lo smartphone sul tavolino accertandomi che inquadrasse bene il divano, per poi salutare a modo mio la nuova conoscenza.
“Il nostro comune amico m’ha detto che vuoi iniziare ad andare con donne sposate.” gli chiesi sfiorando le sue labbra con le mie.
“E se sono tutte come te non vedo l’ora di farlo.” mi rispose facendomi sentire la sua mano sul sedere.
Un po’ come d’abitudine iniziai a baciare tutte e due mentre loro mi palpavano il corpo, soffermandosi com’era ovvio più sulle chiappe, tanto che ben presto mi tolsi la gonna perché era troppo d’impaccio.
“Rodrigo hai detto al tuo amico che le donne dei cornuti vanno inculate perché solo così dimostrano ai loro mariti quanto sono puttane ?” chiesi al padrone di casa poggiandogli la mano sul pacco.
“Sì e stai tranquilla che ti rimandiamo da quel becco di Amedeo col culo bello aperto, così dopo te lo può leccare meglio.” mi rispose infilandomi una mano nelle mutandine già abbastanza umide.
“Questo sì che è un bel parlare, adesso però vediamo di passare dalle parole ai fatti.”
M’abbassai per poter tirare fuori dai pantaloni le loro mazze, scoprendo così che Camillo era dotato almeno quanto Rodrigo, il che era quanto di meglio mi potessi aspettare.
Iniziai quindi a succhiare quelle due nerchie cercando d’essere sempre davanti allo smartphone, ben sapendo che Amedeo ci stava guardando, magari dopo aver parcheggiato in un posto un po’ fuori mano per potersi segare senza problemi.
Ben presto mi ritrovai con le sole mutandine e le calze, ma soprattutto con due belle mazze in tiro pronte a soddisfare ogni mio più perverso desiderio.
Feci sedere sul divano Rodrigo per poi potermi sdraiare poggiando la testa sulla sua gamba, avendo così la possibilità di continuare a curarmi del suo bastone con la bocca.
“Adesso fammi vedere se oltre ad avere un bel cazzo lo sai anche usare bene.” dissi a Camillo sfilandomi le mutandine.
Lui si sistemò sul bordo del divano per potermi infilarmi dentro la passera, quasi tutta d’un colpo la sua nerchia, facendomi quasi sobbalzare.
“Dai scopami e dimostra che sei un vero maschio così dopo ti do il premio.” gli dissi prima di mettermi in bocca la mazza di Rodrigo che mi guardava divertito.
Camillo mi prese per le cosce in modo da poter spingere con tutta la sua forza, e col bastone che si ritrovava non impiegò molto a mandarmi fuori giri, neanche venissi da chissà quale periodo d’astinenza.
“Sbattila per bene.” gli disse Rodrigo che nel frattempo s’era quasi impadronito del mio seno “Che questa quando torna a casa può solo farsi dei gran ditalini.”
“E perché ?” gli chiese l’amico.
“Perché sta con un uno che è come se non avesse il cazzo e chi si diverte solo a guardarla, altrimenti secondo te cosa ci starebbe a fare li quel cellulare. Se vuoi si sono trovati lei abbastanza troia e fin troppo esibizionista e lui pipparolo e guardone.”
Rodrigo continuò di fatto a umiliare Amedeo mentre Camillo mi portava sempre più velocemente verso l’orgasmo, che però non volli raggiungere volendo mantener fede alla promessa fatta prima.
“Fai un passo indietro che mi devo preparare.” dissi a Camillo che s’andò a sedere sul divano.
Con tutta la malizia di cui ero capace, m’infilai il dito indice nel buchetto facendolo scorrere più volte prima d’unirci il medio.
“Il tuo cazzo è troppo grande per sole due dita.” gli dissi prima di mettermi in bocca quasi tutta la mano per ricoprirla di saliva.
Come avevo fatto poco prima m’infilai prima un dito dentro il retto, per farlo seguire subito dopo da un secondo, e quando mi sentii ben dilatata aggiunsi il terzo.
“Sai Rodrigo ha ragione quando dice che a casa posso solo fare da sola, anche se ho tanti di quei vibratori che mi posso sfondare come voglio. Quindi adesso mettimelo nel culo e fai di me la tua troia perché ho voglia di cazzo.” gli dissi aprendomi il buchetto con entrambe le mani.
“Eccoti accontentata.” mi rispose lui sodomizzandomi con forza e facendo si che gemessi dal piacere.
“Amico mio con questa o fai l’animale o ti ride in faccia.” disse Rodrigo a Camillo afferrandomi un seno per stringermelo pur senza farmi male.
“M’avevi detto che era un gran troia ma non immaginavo sino a questo punto.” gli rispose il giovane che aumentò l’andatura che divenne ben presto travolgente.
Iniziai a godere senza avere più alcun freno, incitando Camillo a dar sfoggio della sua mascolinità, minacciandolo in caso contrario di buttarlo fuori di casa. Stavo per raggiungere l’orgasmo quando Rodrigo volle la sua parte, così mi ritrovai carponi sul divano col più giovane dei due che mi chiuse la bocca infilandoci dentro la sua nerchia, mentre il padrone di casa si sistemava dietro di me.
“Vedi le troie di questo genere vanno prima scopate come se fossero delle donne normali.” disse Rodrigo all’altro uomo sbattendomi la sua mazza nella passera “Insomma le devi far godere ma non troppo, l’importante è che ti bagnino bene il cazzo, così dopo le puoi inculare a tutta forza, perché una così vuole solo sentirsi sfondare per godere sul serio.”
L’uomo fece esattamente quanto aveva appena detto, e quando si tratto di sodomizzarmi lo fece con fin troppa brutalità, ma del resto era quello che volevo, soprattutto perché sapevo che Amedeo mi stava guardando, e quando c’era lui di mezzo tiravo sempre fuori il peggio di me.
I due iniziarono a farmi girare in continuazione, ripetendo sempre quel perverso gioco di penetrazioni che mi portò all’orgasmo, ma non mi diedero modo di riprendermi perché non smisero mai di sbattermi come se fossi una bambola e non una donna.
M’illusi d’avere un attimo di tregua quando Camillo si sedette per poi farmi salire su di lui, senza rendermi conto che in quel modo avevo lasciata la strada aperta a Rodrigo per il mio buchetto, oramai fin troppo dilatato ma messo in bella mostra.
“Così mi piaci, sempre pronta a prender cazzi, e poco importa se sono uno o due.” mi disse prima d’infilarmi la mazza nel retto con tale forza da togliermi il fiato.
“Ma davvero questa ha un uomo che l’aspetta a casa ?” chiese Camillo un po’ incredulo per quanto stava vedendo.
“Sì è il cretino che adesso la sta guardando col cellulare in una mano e il cazzo nell’altra.” gli rispose Rodrigo “Sai com’è Dio li fa poi l’accoppia, lei troia nel midollo e lui guardone impotente, insomma sono fatti l’uno per l’altra, però adesso pensiamo solo a scoparla tanto una così non merita altro.”
I due uomini fecero quasi a gara per chi mi trattava peggio, non sapendo quanto godessi nel sentirmi usata in quel modo, ma non ebbi il coraggio di chiedergli d’andare oltre, magari prendendomi insieme nella stessa porta del piacere.
Alla fine mi fecero sedere sul divano, costringendomi a masturbarmi mentre loro schizzavano i loro orgasmi direttamente nella mia bocca, per poi farmi pulire con la lingua le nerchie ancora sporche di sperma, prima di farmi rivestire.
“Salutami quel gran cornuto di Amedeo.” mi disse Rodrigo mentre riprendevo il mio cellulare per tornare in macchina dal mio fidanzato, che m’aspettava proprio fuori la porta di casa.
Non appena poggiai le chiappe sul sedile presi la testa di Amedeo fra le mani per dargli un lungo bacio, pur sapendo che avevo in bocca ancora il sapore dello sperma dei due uomini che m’avevano appena scopata.
“Andiamo di corsa a casa, voglio toglierti la gabbietta e poi fare mille porcate con te.” gli dissi cogliendolo di sorpresa “Ma prima di tutto voglio sapere se vuoi capire cosa vuol dire prenderlo dietro.”
“Non lo so io non sono gay.” mi rispose titubante.
“Questo lo so, ma vorrei giocare un po’ col tuo culetto, poi non dico che c’infilerò dentro qualcosa, ma almeno un inizio.” gli dissi facendogli sentire le mani sul collo e sui lobi, che ben sapevo erano il suo punto debole.
“Se la metti così allora sì, però decido io quando ti devi fermare.”
Gli diedi un altro bel bacio in bocca prima di dirgli di partire, avendo già in mente quello che avrei fatto una volta arrivati a casa.
Non appena giunti in quella che era divenuta la nostra sala giochi, feci volare gonna e camicetta rimanendo così col solo intimo, per poi andarmi a sedere al centro del divano più grande.
“Spogliati ti voglio nudo ai miei piedi.” gli dissi spostando quel tanto che bastava le mutandine per poter fargli vedere la passera, che iniziai a toccarmi.
Amedeo si denudò in men che non si dica, per poi inginocchiarsi davanti a me in attesa del mio ordine.
“Bravo il mio gattino, adesso leccami la fica, perché come hai visto quei due cattivoni l’hanno un po’ tralasciata preferendole il mio culetto, però prima toglimi le mutandine altrimenti passeresti il tempo a bagnarle senza farmi godere.”
Lui mi sfilò le mutandine per poi quasi buttarsi fra le mie gambe, incurante del fatto che avessi ancora addosso l’odore delle nerchie di Camillo e Rodrigo. Anche se avevo appena avuto un rapporto, e per giunta con due uomini, Amedeo riuscì a farmi godere usando sapientemente la sua lingua, che usava a volte come un piccolo pene facendola entrare nella passera, altre come una frusta che sbatteva contro ogni suo lembo, anche il più nascosto.
Quasi senza accorgermene scivolai in basso, e così lui poté dedicarsi con devozione anche al mio buchetto, che coprì di saliva prima d’infilarci la lingua dentro.
“Oh sì amore continua così, mi stai facendo venire un’altra volta.”
Non so neanch’io come fosse possibile avere un orgasmo facendomi solo leccare, dopo averne avuti due con dei rapporti a dir poco completi, ma venni un’altra volta e questa volta mi sentii davvero appagata, non solo nel fisico ma anche nello spirito.
“Io non so come fai a farmi godere così.” dissi ad Amedeo che rimase in ginocchio “Ma adesso è giunto il tuo momento, quindi mettiti a pecora sul divano, e tranquillo che mi fermerò non appena me lo chiederai, anche se sono sicura che non avverrà mai.”
Amedeo si sistemò carponi e subito dopo io al suo fianco per potergli aprire le chiappe ed iniziare a leccargli prima il solco, e poi il buchetto facendoci cadere dentro quanta più saliva possibile.
Lui iniziò a gemere per il piacere, ma allo stesso era chiaro che doveva provare non poco dolore non potendo avere l’erezione. Io però non badai in alcun modo alle sue sofferenze, anzi mi sforzai d’aumentarle eccitandolo ancora di più, sino a penetrargli il retto con la lingua, come aveva fatto poco prima lui con me.
“Asia ti prego ho il cazzo che mi sta scoppiando dentro questa cosa.” mi disse non potendo più trattenersi dal farlo.
“Aspetta ancora un attimo, dimmi solo se ti piace sentire questo.” gli risposi facendo entrare un paio di falangi nel suo buchetto.
Lui urlò un sì che fu per me fonte di una grandissima gioia, tanto che gli tolsi la cintura di castità per farlo venire subito dopo con una veloce sega.
“Che ne dici di passare a qualcosa di più diciamo sostanzioso.” gli proposi ben sapendo che avrebbe accettato qualunque cosa pur di continuare a godere.
“Va bene però ti prego di non farmi male.” mi rispose non riuscendo a nascondere la sua eccitazione.
“Lo sai che non potrei mai fartene, e poi esiste il lubrificante, quindi adesso ti tieni aperte le chiappette così ti ungo per bene il buchino.”
In realtà più che mettergli dell’olio lubrificante gli feci quasi un clistere, ma volevo che godesse sentendo meno dolore possibile, per poi poterlo sodomizzare a mio piacimento quando ne avrei avuto voglia.
Presi quindi un piccolo dildo dalla classica forma a siluro e glielo infilai nel retto, facendolo gemere di piacere col cazzetto che penzolava e che non era mai stato così duro.
“Vedi che ti piace, basta fare un passo alla volta. Adesso te lo faccio scorrere un po’ dentro e poi passo a qualcosa di più grande, ma sempre senza esagerare.” gli dissi anche per tranquillizzarlo.
Amedeo però godeva tanto che quasi venne senza neanche toccarsi il pene, e il passare a un dildo più grande fu per lui quasi indolore.
“Ma sei proprio una troietta viziosa ! Se andiamo avanti così finirà che a prenderlo nel culo godi più te di me !”
“Non lo so.” mi rispose oramai prossimo all’orgasmo “Però tu non smettere.”
Volendo scaricarlo un po’ gli presi il pene in mano, col risultato di ritrovarmela piena di sperma dopo pochi secondi, ma invece di pulirmi, continuai a segarlo anche se molto più piano.
“Che ne dici se ti scopo come se tu fossi davvero una donna ?” gli proposi quasi non sapessi la sua risposta.
“Sì fammi quello che vuoi, tanto mi piace sempre.”
Scelsi uno strap-on non realistico, molto adatto ad un uso anale vista la punta a ovetto ed il corpo completamente ricoperto di piccoli anelli, tutti della stessa grandezza, che indossai facendo particolare cura al fatto che fosse ben fissato alle gambe. Presi quindi un olio profumato, col quale iniziai a massaggiare l’ano di Amedeo facendo cerchi sempre più piccoli, sino ad infilargli una falange dentro, per potergli mettere un po’ di lubrificante direttamente nel retto. Ripetei il massaggio diverse volte, sino a quando non decisi che era inutile andare oltre, e che con tutto quell’olio nello sfintere avrebbe potuto prendere qualsiasi fallo senza colpo ferire.
Lo sodomizzai con fin troppo calma, ma non volevo in alcun modo fargli male, sapendo che se avessi giocato bene le mie carte, e fino a quel punto l’avevo fatto benissimo, l’avrei reso ancor più sottomesso alla mia persona, anche se non m’interessava in alcun modo avere uno schiavetto, considerando quel genere di uomini del tutto inutili.
“Ti ho fatto male ?” gli chiesi quando il fallo fu dentro il suo culetto.
“No e mi piace e non sai quanto.” mi rispose muovendo il sedere quasi alla ricerca di una maggiore penetrazione.
Non mi restò che iniziare a scoparlo, partendo piano ma aumentando ben presto il ritmo, sino ad arrivare a quello di una cavalcata in piena regola, con lui che gemeva senza sosta.
“Sali sul tavolo voglio vederti mentre godi.” gli dissi facendo un passo indietro.
Amedeo si sdraiò sul tavolo aprendo poi le gambe come se mi volesse dire di riprendere a sodomizzarlo, cosa che feci forse più felice di lui.
“Guarda come godi amore mio, non t’ho mai visto farlo così !” gli dissi dopo avergli rimesso il fallo nel retto “Ora voglio solo vederti avere un orgasmo senza che ti tocchi il cazzetto.”
“Non so se ci riesco, insomma io godo con quello.” mi rispose senza però credere lui per primo alle sue parole.
“Oh sì che ci riuscirai, anche perché ti scoperò sino a quando non ti sborri addosso.”
“Allora scopami come se fossi la tua puttanella.”
Pensai che Amedeo era proprio un cretino, se non altro perché era chiaro che lo stavo usando come una donna con ben poca dignità, ma feci finta di non averlo sentito e continuai la mia inesorabile opera di distruzione della sua mascolinità.
Alla fine venne schizzandosi qualche goccia di sperma sul ventre, e decretando così la fine di ciò che rimaneva del suo ruolo di maschio all’interno della coppia. Raccolsi con la lingua il suo piacere per portarglielo alla bocca con un lungo bacio carico di passione.
“Credo sia il caso che vada a farmi una doccia, se non altro perché mi sento di puzzare.” gli dissi togliendomi lo strap-on.
“Vuoi che ti lavi la schiena ?” mi chiese ancora stravolto dagli orgasmi appena avuti.
“No tanto faccio in fretta, però se vuoi usa pure il bagno di servizio, perché neanche tu hai un buon odore.”
Mi chiusi nel bagno padronale e subito una mano mi scivolò fra le gambe.
“Da oggi sarai solo una donna col cazzo.” pensai mentre m’infilavo due dita dentro la passera “Altro che guardone, al prossimo incontro farai la checca, anche se non so ancora come, ma stai tranquillo che vedrai sempre più cazzi e sempre meno la mia fica.”
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