trio
Veronica 6/6
13.10.2025 |
2.223 |
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"” chiese Luigi all’uomo che avevo al mio fianco “Non ti bastava l’azienda, volevi davvero anche le nostre vite ?” “All’inizio è stato quasi un gioco..."
Alcuni giorni dopo.Il primo caldo iniziò a farsi sentire con sempre maggior insistenza, e quella mattina non seppi resistere alla tentazione di un lungo bagno in piscina. Indossai quindi un bikini e mi tuffai nell'acqua fresca per allontanare la calura. Nuotando mi si slegò il pezzo superiore del costume, che lanciai a bordo vasca prima di riprendere la mia piccola attività fisica. Perché se era pur vero che non ero mai stata una gran nuotatrice, lo era altrettanto il fatto che non solo ero senza alcun allenamento, ma che soprattutto non avevo alcuna intenzione di faticare più di tanto.
Mentre mi riposavo appoggiandomi ad un materassino gonfiabile, mi ricordai che in casa c'era la sola Keita, visto che Meggy era come al solito fuori per i suoi fiori, e che gli uomini erano andati al lavoro, essendo quello un normale giorno feriale.
“Chissà cos'avrà messo oggi con questo caldo.” pensai ricordandomi il suo amore per il fetish, che indossava quotidianamente, mettendo ancor più in risalto tutta la sua bellezza.
Il bisogno di bere mi fece uscire dalla piscina per recarmi in cucina, non trovandola mi riempii un bel bicchiere di succo di frutta fresco, che svuotai velocemente, prima di mettermi alla sua ricerca, non avendo nessuna voglia di rimanere da sola, e lei era sempre una buona compagnia per le più svariate discussioni.
La trovai in bagno intenta a truccarsi, coperta solamente da un leggera lingerie in pizzo nero, sui suoi immancabili tacchi a spillo da dodici centimetri, che a suo dire, erano il minimo che una vera donna dovesse portare.
“Keita ancora in bagno ? Sono già le dieci e tu sei sempre così mattiniera ...” le dissi con una certa ironia.
“Tu piuttosto sei già in piedi !” mi rispose guardandomi come se fossi un'aliena “Di solito ti alzi quando è quasi ora di pranzo !”
“Ma io la sera faccio sempre piuttosto tardi ! Vedo che ti stai facendo bella, ma non so per chi.”
“Per me stessa, mi piace sentirmi bene ed inizio sempre qui in bagno truccandomi al meglio.”
“Non lo fai anche un po' per me ?” le chiesi fingendomi gelosa.
Non le diedi il tempo di rispondermi, che la baciai lasciandola alquanto interdetta. Per lei ero sempre stata la donna di Calvin, anche se talvolta facevo sesso con Meredith.
“Veronica cosa stai facendo ?” mi chiese stupita.
“Perché non ti piace ?” le risposi baciandola con ancora più passione di prima.
Questa volta Keita aprì la bocca e le nostre lingue s'incontrarono sfiorandosi a mezza strada, ma poi fui io a spingere la mia contro la sua per farle capire che la volevo. C'avvinghiammo l'una all'altra con sempre più trasporto, in quei momenti dimenticai il mio rapporto con Calvin e quello meno stabile con sua sorella, volevo solo lei, godere del suo corpo e riceverne a ma volta.
“Non sai da quanto aspettavo questo momento.” mi disse mentre le slacciavo il reggiseno e la mia lingua scivolava sulla pelle appena scoperta.
Mentre le succhiavo un capezzolo mi vergognai un po' di me stessa, quella mattina era finito il mio ciclo, e già cercavo sesso peggio d'una ninfomane. Ma allo stesso tempo volevo Keita già da qualche tempo, non mi bastava più averla saltuariamente con Meggy, ma desideravo un rapporto solo con lei. O forse volevo scoprire se oltre alla sorella di Calvin potessi godere con altre donne, e chi era più indicata per questo scopo, se non Keita, che conosceva meglio di chiunque altra la mia storia.
Mi ritrovai seduta sulla tazza del bagno, con lei su una mia gamba, con le mani che la toccavano ovunque, come a cercare i punti più sensibili al piacere. Ben presto una finì dentro le sue mutandine di pizzo, ed il dito medio s'insinuò nello spacco da solo, quasi sapesse da solo dove andare. Non volli però penetrarla, ma le massaggiai a lungo quel lembo di pelle sempre più umido, sino a quando non fu lei ad infilarsi il dito dentro, spingendolo con la sua mano.
“Veronica ti prego, mi stai facendo impazzire ...”
Fu allora che compresi di non essere l'unica affamata di sesso in quella casa, Keita soffriva la mancanza di Meredith e dei loro giochi saffici, e in quel momento dava sfogo alla sua voglia di piacere con me. Con destrezza uscii dalle sue mutandine per spostarle di lato ed aver mano libera su quella fonte di peccato. Non ebbi nessuna esitazione nel penetrarla con due dita prima e tre subito dopo, mentre le chiudevo la bocca con le mia, quasi volessi toglierle l'aria per respirare. Lei mi strinse la mano come se volesse rendermi ancor più partecipe del suo piacere, sino a quando, lasciandomi un po' stupita, ebbe un orgasmo che definire liberatorio è riduttivo. Keita infatti iniziò letteralmente ad urlare neanche fosse in mezzo ad una furibonda gang-bang, per poi rilassarsi appoggiando le sue mani su quella che le aveva donato tanto godimento.
“Mi sei piaciuta fin dal primo giorno che ti ho vista.” mi disse mentre mi baciava con molta passione “E da oggi ancor di più.”
“Keita non parlare, ho la fica in fiamme !”
Lei scivolò fra le mie gambe togliendomi le mutandine del costume ormai inutile, per iniziare a darmi dei lunghi, lentissimi colpi di lingua proprio sul clito. Cominciai a mugolare sempre meno sommessamente sino ad implorarla d'andare oltre, tanta era l'eccitazione che mi donava la sua bocca. Keita allora mi fece alzare e mettere una gamba sul bidè, prima di prendere uno strano dildo da un mobiletto del bagno.
“Sai mi stavo preparando per venire a sedurti.” mi disse sorridendo.
Il dildo, che solo dopo seppi essere un 'coniglietto', mi stupì per la piccola protuberanza a forma di Y che aveva davanti, ma non volevo altro che raggiungere l'orgasmo per capire così come funzionasse. Keita lo fece scivolare senza alcuna fatica, nella mia passera e compresi a cosa servisse quel 'piccolo cazzo'. Mentre la testa del più grande iniziava a roteare mandandomi scosse elettriche in tutto il corpo, quello minore s'appoggiò al clito, stimolandolo ogni oltre possibile immaginazione.
“Keita è bellissimo ! Godo o sì come godoo !”
In preda agli spasmi del piacere lei m'afferrò sotto il seno, mordicchiandomi un lobo mentre mi sussurrava dolci parole d'amore. Quello che però mi fece impazzire fu il suo rallentare sia la mano che il dildo, ogni volta che mi vedeva prossima all'orgasmo, negandomi così di poter venire completamente. Allo stesso tempo non potevo non apprezzare quei momenti così intensi di puro piacere, così non dissi nulla e mi lascia andare del tutto ai suoi voleri. Solo quando mi girò con la faccia verso il muro, allungai una mano sino alla fonte del mio piacere, ma fu solo per sfiorarla, anche se ciò bastò per farmi venire. Quell'orgasmo fu una lunga serie di sussulti sempre maggiori, sino a quando non mi bloccai completamente, senza avere neanche la forza di urlare il piacere che avevo appena provato.
“Ora capisco perché Calvin ti ha voluta.” disse Keita mentre mi riprendevo “Non ho mai visto una donna godere con tanta intensità, sei davvero una bomba del sesso !”
“Mi credi se ti dico che prima di conoscere Calvin ero davvero un'altra donna ?”
“Si ma così sei irresistibile.” mi rispose baciandomi con notevole trasporto “E ti voglio ancora.”
Keita mi portò nella sua camera, o sarebbe meglio dire nel piccolo appartamento posto nel retro della villa nel quale viveva quando era sola in casa.
Mentre io mi toccavo lascivamente sul letto, lei indossò un gran bel strap-on, che poi unse senza far tanta economia, prima di sdraiarsi al mio fianco.
“Lo sai che ti scoperò sino a sfinirti.” mi disse carica di lussuria avvicinando la punta del fallo alla mia passera.
“E tu sai ancora meglio che non voglio altro.” le risposi cercando le sue labbra con le mie.
Lei mantenne la sua parola facendomi impazzire per tutto il giorno, donandomi un orgasmo dopo l'altro, e lasciandomi solo il tempo di riprendere fiato fra uno e l'altro.
Se Calvin si era rivelato il più grande amatore che avessi mai conosciuto, Keita fu certamente una piacevolissima scoperta, una donna capace come nessun'altra di usare lo strap-on, rendendosi davvero molto simile ad un uomo.
Non solo mi prese in tutte le posizioni possibili ed immaginabili, ma quando mi sodomizzò le sue mani s'impadronirono del mio clito, continuando così a stimolare il centro del piacere, unendo così l'orgasmo anale a quello vaginale.
Quando lo stimolatore posto all'interno della cintura fallica le donava un orgasmo, io cercavo di darle ancor più godimento con le labbra e con le mani, sino ad infilarle un dito dentro il buchetto mentre lei mi era sopra.
Ci fermammo solo poco prima che arrivassero Calvin e mio marito, per poi sistemarci alla meno peggio, ma non riuscendo del tutto a nascondere al padrone di casa il nostro stato.
Mentre mio marito saliva nella sua camera, come d'abitudine Calvin si buttò sotto la doccia, per rinfrescarsi dopo una giornata di lavoro.
Il solo sapere che lui era nudo così vicino a me, che l'aspettavo per andare poi a cena, mi fece salire nuovamente un irrefrenabile desiderio di sesso. Così tolsi il vestito che avevo scelto per la sera, e indossai una corta camicia da notte, per poi raggiungerlo in bagno, ma solo dopo essermi infilata nella passera due palline cinesi.
“Vuoi che ti lavi la schiena ?” gli domandai giocherellando con la cordicella che usciva dalla mia fica.
“Vedo che i cazzi finti di Keita non ti sono bastati.” mi rispose sorridendo “Vorrà forse dire che ti ho abituata troppo bene ?”
Non dissi nulla anche perché non ce n'era alcun bisogno, ma mi accucciai fra le sue gambe per prendere ciò che volevo fra le mie labbra. L'acqua che scorreva sui nostri corpi, non faceva che scaldarmi ancor di più, rendendo anche un semplice pompino, un atto di una eroticità unica, come se fosse il primo mai visto sulla terra. Non volevo solo che quel pezzo di carne divenisse duro per poi farmi scopare come meglio credesse, ma fargli capire quanto ormai fosse importante per me, quanto desiderassi fare l'amore con lui in qualunque occasione.
Quando le sue mani s'infilarono nei miei capelli per tirarmi su, compresi che finalmente avrei avuto ciò che tanto volevo, ma come spesso succedeva, Calvin mi fece una sorpresa. Mi spinse infatti con la faccia contro il muro, per poi aprirmi le gambe usando le sue, ed infine farmi abbassare le spalle.
“Visto che hai la fica già piena, usiamo il culo, che ne dici ?”
“Come vuoi tu, tanto so che mi farai impazzire.”
Per un attimo sostituii Calvin con mio marito Luigi, ma mi venne quasi da ridere ripensando a quanto fossi inibita con lui. Del resto però Luigi era anni luce dall'uomo che mi stava prendendo in quel momento come amante, reso ancor più ridicolo dalle dimensioni del suo pene, inconfrontabile con quello del nero.
Calvin mi prese con grandissima dolcezza, facendomi capire per l'ennesima volta che non c'era nulla di sporco o proibito in un rapporto anale, se questo era fatto da due persone che si amavano come noi due in quel momento.
Il suo gran cazzo inoltre, non faceva altro che stimolare le due sfere che mi ero infilata nella passera, rendendo ogni affondo un piccolo orgasmo.
“Calvin non smettere, non smettere mai !” urlai in preda al piacere.
Da gran stallone qual era, lui mi scopò a lungo, alternando momenti di furia quasi animale, a quelli di grande passione, durante i quali le sue mani mi stringevano i capezzoli o il clito, donandomi ancor più godimento.
Ero nuovamente in estasi, quando Calvin mi girò verso di lui, spostandomi come se fossi un fuscello, per poi togliermi le palline dalla passera quasi con rabbia. Quando però mi penetrò, compresi che quel gesto era dovuto solo alla gran voglia di possedermi nella maniera più naturale, e mi avvinghiai a lui baciandolo sul collo.
“Si amore vieni dentro !” urlai senza più alcun controllo.
“Dimmelo di nuovo !” mi chiese fermandomi un istante.
“Sono tua … amore mio.”
Calvin mi diede alcun potenti colpi prima di venirmi dentro, e subito dopo mi bloccò con un lunghissimo bacio carico di passione.
“Finalmente l'hai detto !” sussurrò come se fosse una liberazione.
“Amore, amore … amore ! Non smetterei mai di dirlo !”
“Ora però dobbiamo sistemare qualcosa non credi anche tu ?” mi disse prendendo fra due dita la mia fede nuziale.
“Si, hai ragione, in fondo non ha senso continuare così.”
Ci vestimmo con una certa fretta, per poi raggiungere Luigi che era già a tavola, con Keita che ci guardava ridacchiando.
Non appena ci fummo accomodati tutti quanti, cercai dentro di me il coraggio per porre fine alla mia storia con Luigi, nel modo più indolore per lui, pur sapendo che ciò era di fatto impossibile.
“Senti Luigi, non c'è bisogno che ti dica come i miei sentimenti verso di te, siano cambiati da quando abitiamo qui.” iniziai a dire con voce non troppo ferma “Ma del resto mi sembra stupido che continuiamo a nasconderci dietro ad un dito, quindi cerchiamo di comportarci come delle persone adulte. Con Calvin abbiamo deciso che se vorrai potrai andartene da qui ora stesso, in cambio dovrai rinunciare a me concedendomi subito la separazione, ed in seguito il divorzio. Inoltre non solo avrai saldato il tuo debito con lui, ma potrai continuare il tuo lavoro con un contratto che non potrà che essere per te vantaggioso. Infine verrai liberato della cintura di castità che porti, e farti una nuova vita con chi desideri.”
“Dimmi che in realtà non ho nessuna scelta, hai già fatto tutto tu.” mi rispose con la testa bassa.
“Penso d'aver ottenuto più di quanto fosse possibile, e credimi l'ho fatto solo per quello che c'è stato fra di noi.”
“Va bene dimmi solo dove devo firmare.”
“Non c'è bisogno di carte, non stasera.” c'interruppe Calvin “Keita prendi le chiavi e libera Luigi, poi aspetta che prenda le sue cose per portarlo all'hotel Ambassador, dove passerai questa notte. Domani troveremo una nuova casa per te e andremo dall'avvocato per la separazione.”
Keita obbedì prendendo mio marito per mano, e portandolo in un'altra stanza dove gli liberò il pene.
Luigi fece poi le valigie in tutta fretta, mentre Calvin ed io l’aspettavamo all’ingresso per salutarlo.
“Posso chiederti perché ti sei preso anche mia moglie.” chiese Luigi all’uomo che avevo al mio fianco “Non ti bastava l’azienda, volevi davvero anche le nostre vite ?” “All’inizio è stato quasi un gioco.” gli rispose Calvin “Perchè se ci pensi bene eravate davvero due sfigati in mano a Boris, e un po’ volevo fartela pagare per esser stato così maldestro coi conti finendo sempre più in mano a quello strozzino. Col tempo però ho imparato a rispettare questa donna come non mi era mai successo, ma soprattutto mi ha insegnato a non pensare solo al guadagno, ma anche ai rapporti umani, e questo anche solo andando in azienda a parlare con gli operai. Non mi puoi chiedere perché lei si sia poi innamorata di me, ma non credo sia importante, però puoi sempre chiederglielo.”
“No non importa, spero solo di non vedervi più dopo domani.”
In realtà mi rivide anche per la firma del divorzio davanti al giudice qualche mese dopo, ma fu solo questione di pochi minuti, poi Luigi scomparve dalla mia vita e non ne seppi più nulla, ma del resto di lui m’importava meno di zero.
Anche perché avevo trovato un uomo che non solo mi faceva sentire donna, ma non aveva nulla in contrario se lo tradivo con due donne.
Fine
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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