lesbo
Testimone dei piaceri saffici delle zie
Marciotto
08.04.2026 |
4.674 |
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"Le guardavo: avevano le bocche aperte e le lingue fuori, pronte ad assaporare ogni goccia del mio sperma con una devozione che mi lasciò esausto..."
Prefazione: L'Ombra del Desiderio..Tutto era iniziato come un gioco di sguardi durante i pranzi domenicali. Anna, la zia acquisita che ogni ragazzo avrebbe sognato di avere, aveva trascorso l'estate a demolire, pezzo dopo pezzo, l'innocenza dei miei 25 anni. Quello che era iniziato con sfioramenti accidentali e provocazioni verbali era diventato una fame inarrestabile. Ma Anna non voleva essere l'unica a educarmi. Aveva deciso di introdurmi nel suo mondo segreto, quello condiviso con la sua amica del cuore, Emma. Questo è il racconto dell'ultimo confine superato.
Lunedì pomeriggio, ore 15:55. Il termometro segnava **32°C**, ma l’asfalto che ribolliva sotto le gomme della mia auto era nulla in confronto all’incendio che divampava nelle mie vene. Parcheggiai davanti alla villetta di Emma, una dimora moderna dalle linee pulite, le cui persiane semichiuse sembravano proteggere un segreto inconfessabile. Le mani mi tremavano sul volante; le palpitazioni erano così forti che sentivo il battito fin nelle tempie. Sarei stato capace di affrontare quelle due milf, dive della seduzione e della consapevolezza?
Scesi dall'auto con le gambe pesanti. Indossavo solo bermuda leggeri e una polo; la sensazione del tessuto sulla pelle ipersensibile mi causava brividi quasi dolorosi. Suonai il campanello. Il frinio ossessivo delle cicale era l'unico suono in quella strada deserta. La porta si aprì.
Emma mi accolse con un sorriso che era una condanna. Non indossava più il pareo o il bikini della domenica, ma un **completino di pizzo nero trasparente** che esaltava la sua fisicità prorompente: il seno enorme era sostenuto a stento da un balconcino che ne premeva le rotondità verso l'alto, mentre un perizoma sottilissimo spariva tra le natiche sode e ambrate.
*"Puntuale, nipotino... entra, il tè è quasi pronto"*, sussurrò con una voce carica di promesse. "La Poltrona della Tortura"..
Appena richiusa la porta, l'aria condizionata mi colpì come uno schiaffo gelido, ma il mio sangue continuava a bollire. Nel salotto in penombra, Anna mi aspettava. Era semisdraia sul divano in pelle bianca, avvolta in una **sottoveste di seta rossa bordata di pizzo**, talmente corta da lasciare scoperte le autoreggenti nere che segnavano le sue cosce sode da cinquantenne mai doma.
*"Vieni qui, siediti davanti a noi"*, ordinò Anna con quel tono da padrona che ormai mi faceva tremare le ginocchia.
Mi fecero accomodare su una poltrona proprio di fronte al divano. Prima che potessi reagire, Emma estrasse due foulard di seta nera. Con gesti rapidi e coordinati, mi legarono i polsi ai braccioli della poltrona. Ero bloccato, impotente, costretto a essere lo spettatore del loro piacere.
Davanti ai miei occhi, ebbe inizio uno spettacolo di lussuria carnale senza precedenti. Emma salì sul divano e si posizionò sopra Anna, iniziando a baciarla con una ferocia animalesca. Le loro lingue si intrecciavano mentre le mani di Emma affondavano nel seno di Anna, liberandolo dalla seta rossa. Anna inarcò la schiena, emettendo gemiti che risuonavano nella stanza come musica proibita.
Emma scese con le labbra sul ventre di Anna, poi, con una lentezza studiata per torturarmi, scostò il pizzo del suo intimo. Iniziò a leccare l'amica con una maestria incredibile, mentre Anna le afferrava i capelli biondi, spingendola contro di sé. Poi si invertirono: Anna si mise in ginocchio e ricambiò il favore, esplorando Emma con la lingua. In quella **posizione del 69 asimmetrica**, le due donne si offrivano al mio sguardo in tutta la loro nudità parziale; vedevo i muscoli delle cosce contrarsi, le dita di Emma che cercavano i capezzoli duri di Anna, mentre i loro umori bagnavano la pelle del divano bianco.Quel 69 era una vera tortura,le loro lingue erano immerse nelle rispettive fighe,poi Emma prese un doppio dildo e se lo introdussero incrociandosi le gambe aperte ,si agitavano e
mi guardavano, ridendo della mia eccitazione palese, godendo del fatto che fossi lì, prigioniero della mia stessa voglia, a pochi centimetri dalla loro estas
*"Adesso basta guardare"*, disse Emma liberandomi dai foulard. Mi presero per mano e mi guidarono in camera da letto, una stanza satura di profumo d'incenso e desiderio. Mi spogliarono in un istante.
Mi fecero sdraiare al centro del letto matrimoniale. Iniziò il culmine del mio **sandwich erotico**. Anna si occupò della parte superiore, schiacciandomi col peso del suo seno esperto, mentre Emma si posizionò sotto, avvolgendo il mio membro con la sua bocca calda.
Passammo alla **posizione del "ponte"**: io penetravo Anna mentre lei, sopra di me, si sporgeva in avanti per baciare e leccare il sesso di Emma, che si era seduta sul mio viso. Era un cerchio perfetto di carne e piacere. Sentivo il calore della figa di Anna stringersi attorno a me, mentre Emma mi faceva impazzire.
Poi mi fecero girare. Mi misero a carponi e loro si posizionarono una davanti e una dietro. Anna mi accoglieva la bocca, mentre Emma, alle mie spalle, stimolava il mio corpo in una danza frenetica. Successivamente, le feci mettere **a novanta, fianco a fianco**. Era una visione paradisiaca: due schiene inarcate, quattro natiche perfette che attendevano. Passai dall'una all'altra con colpi violenti, penetrando ora l'una ora l'altra, mentre loro si accarezzavano e si baciavano tra loro durante i miei affondi. Le sentii venire quasi insieme, urlando i loro piaceri mentre io masturbavo quella che in quel momento non stavo penetrando.
Ero ormai pronto a esplodere. Le feci inginocchiare entrambe davanti a me sul tappeto scuro. *"Guardatemi"*, ordinai con la voce rotta.
Esplosi sui loro visi con una sborrata infinita che sembrava non finire mai. Le guardavo: avevano le bocche aperte e le lingue fuori, pronte ad assaporare ogni goccia del mio sperma con una devozione che mi lasciò esausto. Un lungo, finale bacio a tre, dove i sapori si mescolarono per l'ultima volta, concluse l'amplesso.
Rimanemmo lì, nudi e intrecciati, nel silenzio della villa. Avevo 25 anni ed ero appena passato attraverso un rito di iniziazione che nessun ragazzo avrebbe mai potuto immaginare. Ero il loro nipotino... ed ero appena diventato il loro uomo. Ma questa, di certo, non era solo un'altra storia.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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