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164 - Padre e figlio


di Membro VIP di Annunci69.it stinf
15.09.2026    |    4.093    |    89 10.0
"Il figlio si è chinato ed ha tuffato il volto tra le mie gambe, la barba ispida mi pungeva l’interno delle cosce ma la sua lingua sapeva bene dove leccare, ha raccolto i miei umori facendomi una..."
CAPITOLO 164

Il parcheggio dove eravamo era veramente tranquillo gli altri camperisti si facevano i cavoli loro e noi facevamo delle lunghe camminate nei frutteti, anche Paolo il vicino di camper si comportava bene a parte il guardarmi se ne stava per i fatti suoi e non mi faceva delle avances come mi sarei aspettata dopo aver fatto sesso con lui, un giorno ci ha regalato dei bellissimi pomodori dicendoci anche dove li aveva comprati e quanto li aveva pagati, li abbiamo mangiati e trovandoli favolosi il giorno dopo ho chiesto a Bruno se andavamo a comprarli e nel tardo pomeriggio mio marito mi ha proposto di andare.
_ “Mi cambio o vengo vestita così”, avevo un top e il gonnellino ed ero senza mutande.
_ “Sì vieni vestita così tanto è molto vicino”.
_ “Ma sono senza mutande, vuoi che venga in scooter così”, lui ha fatto un sorriso malizioso, ci ho pensato un po’ su e poi gli ho detto:
_ “Andiamo, sei il solito porco”.
Sono salita sullo scooter e siamo partiti, Bruno andava pianissimo e arrivato sulla strada principale mentre viaggiavamo ha infilato una mano tra le mie cosce aperte e mi ha massaggiato la patata, ma dopo neanche un chilometro eravamo arrivati, ci siamo parcheggiati davanti ad un capannone.
_ “Anche in moto mi metti le mani tra le cosce, bel porco che sei”.
_ “Non ti è piaciuto? Sei tutta bagnata”.

Nel capannone c’erano due uomini, erano padre e figlio perché il più giovane chiamava papà l’altro, il vecchio aveva i capelli bianchi ed arruffati e una barba bianca di un paio di settimane, il figlio anche lui un po’ trasandato con la barba di un paio di giorni, nel capannone c’erano diverse casse di pomodori accatastate, mentre Bruno parlava con il figlio io mi sono avvicinata alle casse per ammirare i bellissimi ed enormi pomodori ‘cuore di bue’, mi sono chinata e il gonnellino alzandosi ha messo in mostra le mie cosce abbronzate, il vecchio si è chinato dandomi una bella sbirciata al culo ma avevo le gambe strette e non ha visto un gran che.
_ “Le piacciono i nostri pomodori, belli non è vero?” mi ha chiesto lui.
_ “Sì sono magnifici e molto grossi, saranno anche buoni?”.
_ “Qui abbiamo tutto grosso e in quanto alla bontà basta assaggiare”.
Questa battuta mi ha fatto sorgere il dubbio che Paolo, il nostro vicino di camper, si fosse vantato con loro di avermi scopata, allora ho voluto stare al gioco con i doppi sensi.
_ “Tante volte sono più buoni e gustosi quelli piccolini e non c’è bisogno di farli a fette per mangiarli, si possono mettere in bocca anche interi”.
Lui mi ha guardato con un’aria sorniona.
_ “Questi sono tutta polpa e non acquosi come quelli piccoli, con questi si fa un sugo gustosissimo”.

A parte il gonnellino avevo solo un top molto leggero che mi lasciava l’ombelico scoperto e mi fasciava intorno al seno, si vedeva che i capezzoli erano belli duri e il vecchio li stava fissando con la bava alla bocca.
_ “Anche le tue sono grosse e sode e hanno un bel picciolo” questa non era una battuta allusiva.
_ “Le mie sono come mamma me le ha fatte e non sono gonfiate come i tuoi pomodori” gli ho risposto di rimando.
_ “Per vedere se sono naturali e non gonfiate dovrei palparle come tu hai fatto con i miei pomodori”.
A questo punto ero sicura che Paolo aveva parlato e certamente gli aveva detto che avevamo scopato in tre, mi sono girate un po’ le scatole ma il vecchio anche se trasandato era simpatico e mi piaceva, aveva l’aria di un porco, si sono avvicinati anche il figlio e mio marito.
_ “Avete finito di contrattare” è intervenuto il figlio.
_ “E’ tuo padre che mette in discussione l’autenticità delle mie tette e me le vorrebbe palpare”, ormai ero decisa, non avevo mai fatto sesso con padre e figlio, la mia figa stava reclamando la sua parte e quei due contadini rozzi me l’avevano già mandata in ebollizione.
_ “Io non le metto in dubbio ma una palpatina glie la darei volentieri e non solo una palpatina, penso che abbiano un gusto favoloso”, la proposta del figlio era esplicita.

Ho dato uno sguardo a mio marito ma lui come al solito se la rideva, a me le voglie erano aumentate e non avevo mai fatto sesso con padre e figlio, ci ho pensato un attimo su, il padre vedendomi pensierosa mi si è avvicinato ed ha posato una mano sul mio culo, Bruno si è spostato ed è andato a chiudere la porta del capannone, il figlio si è avvicinato a me e mi ha alzato il top mettendo in mostra le mie tette, si è chinato e ha preso un capezzolo in bocca e l’altro tra le ditta pizzicandomelo, nel frattempo il padre mi ha alzato il gonnellino e mi ha infilato una mano tra le cosce, io ho allargato le gambe ed ho sentito le sue mani ruvide che mi accarezzavano all’interno, la mia vagina colava di umori e lui con un dito no ha avuto difficoltà ad entrarmi dentro, l’ho sentito farsi strada tra le labbra della mia vagina, era rasposo e mi ha fatto quasi male, ma mi ha eccitata tantissimo.

Il figlio mentre mi succhiava i capezzoli si è calato i pantaloni e poi si è alzato, il suo cazzo era davanti al mio volto l’ho guardato e ho ammirato il bel cazzo, l’ho preso in mano, l’ho accarezzato e masturbato mentre lui continuava a pizzicarmi i capezzoli, mi sono chinata per prenderlo in bocca, il suo inguine sapeva di sudore ma il cazzo era pulito, ho leccato la cappella e il cazzo fino ai testicoli e quando sono tornata alla cappella mi sono trovato un altro cazzo vicino da leccare, era quello del padre, era lungo un po’ più del normale ma aveva una bella circonferenza, ero indecisa su chi leccare, la mia lingua passava da una cappella all’altra mentre le loro mani callose accarezzavano il mio corpo, poi il figlio mi ha presa per mano e mi ha accompagnata alla bilancia che era abbastanza alta, ha steso diversi sacchi di juta e io mi sono coricata sopra con le gambe larghe.

Il figlio si è chinato ed ha tuffato il volto tra le mie gambe, la barba ispida mi pungeva l’interno delle cosce ma la sua lingua sapeva bene dove leccare, ha raccolto i miei umori facendomi una leccata fantastica, nel frattempo il padre con il cazzo in mano si è avvicinato ed è venuto quasi a cavalcioni del mio volto appoggiandomi la cappella sulle labbra, sapeva un po’ di pipì, io ho preso il cazzo in mano e mi sono messa a leccarlo, aveva i peli bianchi e lunghi, la mia lingua dopo aver leccato la cappella ha percorso tutta l’asta del cazzo ed è arrivata ai testicoli, pendevano ed erano grossi, lì l’odore di sudore era più intenso, io li ho leccati bene e poi ho nuovamente ripreso la cappella in bocca.
_ “Va bene la grossezza” mi ha chiesto il padre con un sorriso sornione, ma io non ho risposto la mia lingua era impegnata a leccarlo, il figlio ha preso tra le lebbra il mio clitoride e si è messo a leccarmelo con maestria, il piacere era intenso e l’orgasmo è arrivato lentamente facendomi provare delle sensazioni fantastiche.

L’orgasmo è durato a lungo e quando ho finito di sussultare il figlio ha messo a terra alcuni sacchi di iuta e si è coricato invitandomi a cavalcarlo, io sono scesa dalla bilancia e gli sono andata a cavalcioni, mi sono chinata su di lui e infilata in figa quel magnifico cazzo, è stato fantastico sentirlo scorrere nella mia vagina, lui mi ha abbracciata tirandomi su di lui ed ha incollato le labbra sulle mie, la barba pungeva molto ma ero eccitatissima e godevo come una vacca, la sua lingua mi rovistava la bocca mentre inarcandosi mi spingeva dentro il cazzo più che poteva.

Ho poi sentito due mani che mi allargavano le natiche, era il padre che dopo avermi ammirata ha iniziato a leccarmi lo sfintere, sentivo la lunga barba solleticarmi le natiche, la situazione mi eccitava moltissimo e stavo godendo, il figlio mi pompava lentamente da sotto e il padre mi leccava il culo, e io ho raggiunto un altro orgasmo, poi il padre si è staccato e con le dita mi ha massaggiato lo sfintere, tolta la lingua mi ha puntato un dito ruvido spingendomelo lentamente nel culo e facendomelo entrare dentro più che poteva mentre io sussultavo dal piacere, il figlio da sotto continuava a scoparmi ed io al culmine del piacere ho raggiunto un altro orgasmo, poi esausta mi sono accasciata su di lui, il padre lentamente ha sfilato il dito dal mio culo e ha fatto colare dalla bocca una bella quantità di saliva, poi lentamente mentre il figlio riprendeva a muoversi dentro di me le dita nel mio culo sono diventate due, ero piena sia davanti che dietro e godevo veramente tanto, la mia mente vagava nel torbido pensando che erano padre e figlio, mi stavo avvicinando ad un altro orgasmo.

Il padre che era già chinato dietro di me ha sfilato le dita dal mio ano e velocemente ha puntato la cappella contro il mio sfintere ed ha spinto.
_ “No fai piano, il tuo cazzo è troppo grosso” ho reclamato falsamente.
_ “Ti giuro che farò piano, te lo spingo dentro solo un pochino, quando mi dici basta mi tolgo”.
Ne avevo già presi di grossi e non tanto tempo prima anche due in culo e sapevo che era un bugiardo ma ero talmente eccitata che ho voluto farmi convincere, il figlio si muoveva lentamente sotto di me, aveva preso i miei capezzoli tra le dita e me li torturava a sangue, io ho ripreso a godere, mentre il padre da dietro mi spingeva il grosso cazzo tra le natiche tenendomele larghe, spingeva e poi si tirava indietro faceva colare dalla bocca sempre della saliva, sentirmi forzare il culo in quel modo mi mandava fuori di testa dall’eccitazione, e più il grosso cazzo che mi forzava l’ano più godevo, il mio piacere aumentava e sentivo sempre di più quel cazzo dilatarmi lo sfintere, poi il figlio vedendomi godere si è mosso più velocemente, l’orgasmo è arrivato lentamente ma molto intenso e quando sono arrivata al culmine del piacere dimenandomi e urlando il vecchio porco mi ha forzato il culo mi è entrato tutto dentro, non ho sentito dolore ma faceva sempre un certo effetto sentirmi entrare un cazzo così grosso, io ho urlato, ma non era dolore era piacere e mi sono accasciata sul figlio, che nel frattempo era partito togliendosi dalla mia figa e sborrandomi sulla pancia.

Tra la mia pancia e quella del figlio c’era un mare di sperma, il padre dopo essere entrato tutto dentro il mio culo si era un po’ sfilato e adesso era dentro di me solo con la grossa cappelle, si era fermato, io sussultavo e ansimavo, l’avrei voluto tutto dentro ma non mi sono mossa, lui nel frattempo continuava a insalivare il cazzo, io ero coricata sul figlio ma non avevo più il suo cazzo in figa, sono stati momenti in cui nella mia testa passavano mille pensieri, il mio sfintere si contraeva lo volevo tutto in culo, il padre vedendo che io stavo ferma e sentendo le mie contrazioni ha spinto ed è entrato ancora un po’ nel mio intestino, le dita del figlio continuavano a pizzicarmi i capezzoli che cominciavano a farmi veramente male ma anche a lui non ho detto di smettere, il padre lentamente si è mosso sfilandomelo un po’ dal culo per poi proseguire ancora di più dentro, e poi ancora più in profondità fino a sentire il suo inguine sulle mie natiche, ho fatto passare le mani dietro e mi sono tenuta aperte le natiche in modo che entrasse proprio tutto.

Mio marito quando mi incula senza lubrificarmi, e lo fa sovente, mi dice che l’interno del mio ano si inumidisce e poi il cazzo scorre bene, ero sempre coricata sul figlio che mi fungeva da materasso, il padre vedendo che mi sono allargata le natiche ha ripreso a muoversi dentro di me, l’inculata è stata lunga e ad un certo punto mi dava fastidio e sentivo leggermente bruciare, ma dopo un po’ il piacere ha avuto il sopravvento, il vecchio mi inculava abbastanza delicatamente sfilando quasi tutto il cazzo per poi infilarmelo tutto dentro e il piacere dentro di me aumentava e più mi vedeva godere e più aumentava il ritmo, io ho raggiunto un multi orgasmo infinito, godevo come una vacca, la mia testa era in confusione, sentivo il cazzo del figlio che si era nuovamente indurito, poi il padre si è fermato, io ero frastornata e indolenzita, all’improvviso è uscito da mio culo e una fontana di sperma è colata sulle mie natiche, sentivo il liquido scorrere e colare tra le mie natiche, sullo sfintere e sulle labbra della vagina, un liquido caldo e denso, ero distrutta e il cuore mi batteva ancora forte, ho sentito che il vecchio appoggiava il cazzo sul mio culo, poi altro liquido sulle natiche il porco mi pisciava addosso, con lo sguardo ho cercato mio marito ma non l’ho visto, sapevo che si era portato la macchina fotografica dietro, forse mi aveva fotografata, sentivo il liquido colarmi sulle cosce e portare via lo sperma, poi le ultime gocce di piscio sulla schiena e il figlio che si inarcava per farmi nuovamente sentire il cazzo che era tornato duro.

Dopo un po’ aiutata dal vecchio mi sono alzata e seduta sulla bilancia ed ho cercato di riprendermi, stranamente non avevo male al culo, il vecchio aveva un sorrisino malizioso.
_ “Siete una bella coppia di porci, le trattate tutte così le clienti”?
_ “Magari fossero tutte come te, e hai visto non era abbastanza grosso per il tuo culo”.
Si è alzato anche il figlio, aveva il cazzo duro e sembrava ancora voglioso.
_ “Ti piscio addosso anche io”?
_ “Si ma nel culo” gli ho risposto io.
Mi sono appoggiata alla bilancia e il figlio mi è venuto dietro e mi ha penetrata nel culo ben dilatato, io ho stretto lo sfintere più che potevo, lui è entrato nel mio ano e dopo pochi affondi ha nuovamente eiaculato uscendo dal mio culo, me l’ha nuovamente infilato ed è rimasto dentro di me, dopo un po’ ho sentito il piscio nel mio intestino, il liquido non sono riuscita a trattenerlo tutto, usciva e colava lungo le mie gambe e quando si è sfilato dal mio culo è uscito il resto, ero distrutta ma soddisfatta mi sono pulita e asciugata.

Ho scelto una cassa di pomodori e Bruno ha riempito il bauletto porta caschi e quelli che sono rimasti li abbiamo messi in una borsa e salutati siamo tornati al camper, Paolo era sempre sulla sua sedia a sdraio, mentre Bruno sistemava i pomodori io sono andata a lavarmi e quando sono scesa ho indossato dei pantaloncini e per i giorni che siamo stati ancora lì la patata a Paolo non l’ho più fatta vedere.

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