Gay & Bisex
La famiglia porcella 4"L'orgia"
Marciotto
22.06.2026 |
159 |
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"Appena finita questa prima fase, Elena rimase con il black, mentre io convinsi Marcello ad andare a vedere quel passivello sull'altalena che era al centro dei giochi..."
Prima un lungo riassunto dei racconti " la famiglia Porcella " e poi il seguito......Avevo costruito la copertura perfetta.
Frequentavo stabilmente la casa di Marcello ed Elena, muovendomi nell'ombra per consumare i miei rapporti segreti con entrambi: prima con lei, poi con lui, che mi cercava continuamente per fare il passivo. Ma quell'equilibrio perfetto si è spezzato quando ho scoperto che loro figlio, Marco, nascondeva a sua volta un segreto e vedeva clandestinamente il nostro amico Matteo. In quel preciso istante mi è scattata un'ossessione fissa e costante in testa: dovevo scoparmi sia il padre che il figlio.
Per riuscirci sono partito da Marco. Ho affrontato Matteo, l'ho convinto a diventare mio complice e insieme abbiamo teso una trappola a casa sua, dopo la lezione di chitarra. Sono entrato in stanza mentre facevano sesso; Marco era bendato e ignaro, e quando Matteo gli ha chiesto se volesse un altro cazzo, ho preso il suo posto da dietro in un momento di pura eccitazione. Quando alla fine si è tolto la benda, non solo non si è arrabbiato, ma mi ha confessato che mi desiderava da tempo. A quel punto avevo ottenuto ciò che volevo ed ero pronto a passare alla seconda fase del mio piano.
Sapevo che Marcello amava le sorprese e il sesso di gruppo, così gli ho detto che avevo un amico che voleva essere inculato da due uomini ma senza essere visto. Al tempo stesso, ho convinto Marco a fare una sessione al buio, identica a quella avuta con Matteo. Ho fatto prenotare un B&B a Marcello e sono arrivato con Marco trenta minuti prima. Lo eccitava tantissimo l'idea che un uomo adulto lo scopasse insieme a me senza farsi vedere; gli ho fatto indossare un pantalone in latex aperto sul culo e un cappuccio totalmente coprente, lasciando la stanza in penombra e mettendolo a novanta gradi. Nell'attesa l'ho accarezzato, leccato e penetrato con le dita, finché all'orario stabilito è arrivato Marcello. Gli ho intimato di non parlare e di pensare solo a scopare il ragazzo. La visione di quel culo lo ha eccitato subito: mentre lui leccava e inculava Marco nel silenzio della stanza, io mi sono posizionato davanti al viso del ragazzo, che ha iniziato a spompinarmi con ingordigia mentre gli tenevo ferma la testa. Poi ho chiesto a Marcello di fermarsi e ho fatto mettere Marco a terra; ho chiamato Marcello e l'ho fatto penetrare di nuovo, e mentre lui possedeva suo figlio, io ho penetrato lui in una danza frenetica, fino a quando non abbiamo sborrato entrambi, Marcello nel culo di Marco e io nel suo. Esausto, Marcello si è gettato sul corpo del ragazzo e, infrangendo i patti, gli ha sussurrato all'orecchio: "Sei una troia". Marco ha riconosciuto la voce di suo padre e non ha fiatato, completamente stordito. Marcello si è rivestito ed è andato via; appena uscito, Marco mi si è avventato contro furente e quasi in lacrime, dicendomi che non dovevo farlo, ma quando gli ho chiesto se gli fosse piaciuto non ha saputo mentire. Si è seduto sul letto, mi ha guardato negli occhi e ha preso di nuovo in bocca il mio cazzo: il pensiero di essere stato scopato dal padre lo eccitava di nuovo.
Ormai mi sentivo lo schiavo e il padrone di quella famiglia. Nonostante la mia giovane età sapevo esattamente cosa volevo, ed eravamo diventati un trio affiatatissimo. Elena si concedeva sempre, con o senza il marito, e ci piaceva farci scoprire da Marcello mentre scopavamo, spingendoci a giochi sempre più audaci. Un pomeriggio l'ho legata al letto e le ho infilato due dildo enormi, uno nella figa e uno nel culo, mentre lei mi spompinava con foga. Abbiamo fatto una videochiamata a Marcello, che è arrivato a casa nel giro di dieci minuti: è entrato eccitatissimo, ha tolto il dildo dalla figa e ha iniziato a leccarla facendola squirtare, chiedendomi contemporaneamente di essere inculato. Lo ho preso con violenza e lui ha sborrato sul letto, poi gli ho chiesto di sedersi a guardare lo spettacolo: ho messo Elena alla pecorina e l'ho scopata davanti a lui. Ho raggiunto un orgasmo favoloso sborrandole nel culo, e Marcello è andato subito a leccare e bere il succo del mio orgasmo.
Eravamo ancora a letto a riprenderci quando, improvvisamente, Marco è rientrato in casa. Marcello ha chiuso subito la porta della camera, ma nell'ingresso c'era il mio casco. Marco ha capito immediatamente che avevo scopato con il padre, ma la consapevolezza che anche sua madre fosse in quella stanza lo ha stordito completamente. Ci ha guardati ed è andato a chiudersi nella sua stanza. In realtà non ebbi la forza di affrontarlo e me ne andai.
Per diversi giorni non ci sentimmo, fin quando un pomeriggio mi chiamò perché voleva incontrarmi. Venne a casa mia e, appena arrivato, senza indugi mi disse: "Dimmi tutta la verità, se sei mio amico me lo devi". Fu così che raccontai tutto, ma proprio tutto. Lui mi confessò che sapeva dei vizi dei suoi genitori, che da anni di nascosto li osservava e si masturbava vedendoli scoparsi a vicenda. Era però attratto dal corpo e dal cazzo di suo padre, e si masturbava quando sua madre lo scopava con uno strap-on; quando scoprì che era stato suo padre a scoparlo al B&B fu felice, ma rimase sorpreso dalla mamma, non immaginava che fosse pure lei una zoccola, ma in fondo tutto questo lo eccitava da morire. Infatti, alla fine di questa discussione era eccitato a tal punto che volle essere inculato. Io accettai di buon grado e, dopo avergli lubrificato il cazzo con un bel pompino, gli abbassai i pantaloni, lo feci distendere a novanta gradi sul tavolo del bagno e lo inculai. Bastarono pochi colpi e lui sborrò, e io lo seguii velocemente. Prima di staccarsi, mi chiese di poter assistere alla volta successiva in cui mi sarei scopato i suoi genitori.
Passò circa una settimana e ci fu l'occasione desiderata: era un incontro a casa di amici dei suoi genitori, una festa in maschera stile "Eyes Wide Shut". Io ormai ero nel giro e chiesi se potevo invitare un amico gay che voleva essere messo al centro delle attenzioni ed essere scopato da più uomini. Fu così che lo portai e, grazie alle maschere, nessuno capì chi fosse. Nella villa c'erano almeno una trentina di persone. Appena arrivato, Marco fu posizionato e legato a un'altalena erotica; fu legato mani e piedi, fu lubrificato abbondantemente e poi iniziarono a fotterlo più uomini. Nel frattempo arrivarono Marcello ed Elena. Andammo subito in una stanza dove un black iniziò a scopare Marcello, mentre io scopavo la mia amata Elena. Marcello, come al solito, voleva essere solo scopato e si fece sborrare in bocca dal black, mentre io ed Elena riuscimmo a venire insieme.
Appena finita questa prima fase, Elena rimase con il black, mentre io convinsi Marcello ad andare a vedere quel passivello sull'altalena che era al centro dei giochi. Intorno a Marco c'erano cinque uomini che a turno lo sodomizzavano. Marcello chiese di poter partecipare e logicamente fu accontentato; ma mentre lo inculava, notò una piccola voglia su un fianco. Si fermò di colpo, scioccato, ma non disse nulla e si allontanò. Si sedette su una sedia e mi chiamò; con la voce tremante mi disse: "Tu lo sapevi?". E io, con voce ferma, gli risposi di sì. Lui rimase impietrito, ma subito dopo gli rivelai l'altro segreto: gli dissi che il ragazzo che ci eravamo scopati nel B&B era proprio Marco, che lui sapeva perfettamente che suo padre lo aveva inculato e, infine, aggiunsi che ora voleva vedere noi tre scopare davanti a lui.
Marcello rimase senza parole; con una scusa chiamò Elena e se ne andarono. Io mi avvicinai a Marco e gli dissi che i suoi genitori se ne erano andati, chiedendogli se volesse rimanere ancora lì. Lui rispose che non voleva andarsene e che il piacere era tanto. Gli dissi che io me ne stavo andando e lo lasciai lì, mentre godeva e gli sborravano di sopra.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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